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8 giugno 2017

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Questa volta è andata male al piromane che ha tentato di incendiare un’auto a Magenta. Nella notte tra mercoledì e giovedì ha preso di mira un veicolo parcheggiato in una via del quartiere Nord della città. Purtroppo per lui alcuni residenti si sono accorti che aveva intenzione di dare fuoco all’auto e sono intervenuti immediatamente. Ormai scoperto l’uomo ha abbandonato le sue intenzioni e si è dato alla fuga precipitosa per le strade del quartiere, facendo perdere le tracce.

Un cittadino muniuto di estintore, ha avuto la prontezza di domare il principio di incendio che avrebbe potuto causare gravi danni. La zona è quella del quartiere nord, alcuni mesi fa presa di mira da un piromane, capace di incendiare numerose auto parcheggiate. Tutti episodi avvenuti a notte fonda che crearono non poca preoccupazione tra i magentini. (Nella foto un vecchio intervento dei vigili del fuoco riguardante un camion in fiamme in via Melzi)

 

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Ora è ufficiale: con l’atto firmato la mattina di giovedì 8 giugno FINALPA srl di Daniele Cremonesi ha acquisito dal gruppo Industria e Innovazione il 100% delle quote della società REDIM srl, proprietaria dell’area ex SAFFA di Magenta. Con questo passaggio, la società di San Giuliano Milanese diventa a tutti gli effetti proprietaria del compendio di Ponte Nuovo di Magenta su cui sorge la storica area industriale, oggi dismessa. Un passaggio fondamentale nella prospettiva del progetto di riqualificazione dell’area, che vede come importanti interlocutori coinvolti il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, la Società Umanitaria di Milano e il gruppo Guerra, che si occuperà della parte gestionale e finanziaria del progetto, e di cui FINALPA è partner strategico. Con l’ingresso di FINALPA – società specialista nel settore dello sviluppo immobiliare – il progetto SAFFA è infatti “pronto a passare dalla carta alla concretizzazione”, come dichiara soddisfatto Daniele Cremonesi, proprietario della società di San Giuliano.

“Con questa acquisizione chiudiamo il cerchio – prosegue Cremonesi -. Oggi il progetto ha davvero tutte le carte in regola per diventare realtà: c’è un investitore, c’è un utilizzatore, ci sono le volontà per la cessione in donazione all’arcidiocesi di Milano dell’abitazione di Santa Gianna Beretta Molla e della chiesetta della Madonna del Buon Consiglio”. Il prossimo passo, spiegano da FINALPA, sarà ora l’interlocuzione con l’amministrazione comunale di Magenta per espletare il necessario iter burocratico. Sarà infatti la società di San Giuliano a occuparsi della parte immobiliare e realizzativa del piano. L’obiettivo è addivenire a breve a un format di comune accordo, così da avviare le istanze e la convenzione che porteranno al Permesso di costruire. “Siamo pronti a lavorare in estrema sinergia con tutti gli interlocutori – conclude Cremonesi – perché questo progetto esaltante diventi presto realtà”.

Comunicato stampa ricevuto da Finalpa S.r.l. a Socio Unico

 

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TURBIGO – Il 31 maggio, alla scuola Primaria turbighese, è stato allestito un “Mercatino fiorito” organizzato dagli alunni delle classi IV C e II B con le loro insegnanti, come verifica del progetto didattico “Giardinaggio”, durato tutto l’anno.

Questo progetto prevede la coltivazione di piante e la cura di un angolo del cortile diventato orto/giardino, attraverso il quale osservare, fare ipotesi, sperimentare, scoprire, fantasticare…

Grazie a questo centro di interesse si possono sviluppare argomenti che toccano tutte le materie scolastiche per raggiungere competenze trasversali .

Nella stagione invernale, quando gli alunni non scendono in giardino, che è a riposo, il progetto prevede la realizzazione di oggetti decorativi per rendere bello il luogo.

Così, durante l’anno, si sono trapiantati erbacee ed arbusti recuperati e si sono realizzati lavoretti messi in vendita, a fine d’anno, per beneficenza, il cui ricavato andrà alla scuola di un paese terremotato.

Il mercatino ha avuto successo e si è raccolta una cifra considerevole, tanto che si intende prorogarlo l’ultimo giorno di scuola, durante la manifestazione sportiva “Sporticino”.

Impegnarsi in un’attività pratica ed espressiva all’aperto è educativo , ma finalizzarla alla solidarietà  è sicuramente formativo.

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La questione dei vaccini è il nuovo business delle case farmaceutiche. Con il decreto legge scritto dal ministro della salute Beatrice Lorenzin i vaccini obbligatori passano da quattro a dodici. Già uno di questi quattro vaccini era conseguente a una tangente da 600 milioni pagata da GlaxoSmithKline al ministro della salute De Lorenzo. La misura prevede che i bambini non vaccinati non potranno frequentare l’asilo mentre alle scuole elementari i genitori che sceglieranno di non vaccinare dovranno pagare multe fino a 7500 euro all’anno oltre alla sospensione della patria potestà. Premetto che in linea di principio non sono contrario ai vaccini, ma vorrei capire quanto sono realmente sicuri e perché bisogna imporre dodici vaccinazioni sul corpo di bambini sani quando non ci sono in corso né epidemie né situazioni di rischio reali?

Come la maggior parte dei cittadini ho difficoltà ad entrare nel merito della bontà scientifica della misura perché non ho una laurea in medicina e lo stato non fornisce alcun elemento per comprendere chiaramente e scegliere con serenità. Partiamo dalla semplice costatazione che non vi era ragione per presentare un provvedimento improrogabile come il decreto legge. Non vi era alcuna straordinaria necessità di urgenza e nessuna epidemia tale da esautorare il parlamento eletto dalla discussione sul tema. In un paese normale come la Svezia si è appena votato contro le proposte di legge che volevano rendere obbligatori i vaccini. In paesi d’Europa come Austria, Germania, Irlanda, Islanda, Finlandia, Regno Unito, Portogallo, Olanda, Spagna, e molti altri, nessun vaccino è obbligatorio! In Francia sono obbligatori tre vaccini mentre in Grecia quattro! Non mi pare di riscontrare alcuna razionalità che presiede a questa norma e tuttavia intravedo una solida base di interessi economici. Casualmente la Glaxo SmithKline (quella della tangente) nei prossimi anni ha investito ingenti somme di denaro sui vaccini in Italia. Nel 2014 Renzi aveva ricevuto a palazzo Chigi i dirigenti di Big Pharma, Novaris, Roche, Menarini, Bayer e altre grandi aziende farmaceutiche per consolidare ed allargare la loro presenza nel nostro paese. In linea di principio non mi fido di chi fa soldi sulla salute delle persone e credo che in un paese serio ad occuparsi di cure e sanità dovrebbe essere lo stato, non aziende private autorizzate da individui che si vendono per un Rolex di bassa lega. Obbligare i genitori a bombardare i propri figli sani con dodici vaccinazioni, prescritte guarda caso da chi le produce e le vende, mi pare piuttosto strano. Come al solito chi non arriva a fine mese dovrà per forza cedere al ricatto poiché non avrà la forza di pagare le multe salatissime o una scuola privata! Solo chi avrà i soldi potrà decidere tranquillamente di non vaccinare.

Nel nostro bel paese è mancato un vero approfondimento sul tema e con l’aiuto dei media è stato creato il classico isterismo di massa per fare passare una misura straordinaria e inutile come questa. Ritengo che non si possa tollerare un imposizione di questo tipo e che sia importante salvaguardare la democrazia attraverso la libertà di scelta terapeutica e dunque la libertà di vaccinare o meno.

Manuel Vulcano Rifondazione Comunista

 

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Quando verso mezzanotte i vicini di casa hanno sentito urla e schiamazzi si sono allarmati. E hanno chiamato il 112 temendo che ci fossero dei ragazzi in pericolo. Fortunatamente si trattava solo di una festa, forse condita con qualche bicchiere di troppo. Fatto sta che sul posto sono arrivate le ambulanze della Croce Azzurra di Buscate e dell’Azzurra Soccorso di Cuggiono, oltre ai carabinieri.

I militari sono entrati in casa scoprendo che si trattava effettivamente di una festa un po’ troppo movimentata di 4 giovani. I ragazzi sono stati presi in carico dagli equipaggi delle ambulanze per esere trasferiti al pronto soccorso per i controlli del caso.

Sono in corso gli accertamenti per chiarire  cosa sia accaduto effettivamente e quale sostanza abbiano assunto i ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 20 anni.

 

 

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