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premio3La ricerca non deve rimanere isolata in un laboratorio, perché «è qualcosa che fa parte della nostra vita»: la frase, pronunciata da Paolo Veronesi- presidente della Fondazione Umberto Veronesi-, sintetizza quanto detto dai tanti ospiti che si sono alternati sul palco del Teatro della Scala in occasione della “Giornata della Ricerca” dell’8 novembre. Dopo l’esibizione al pianoforte di Giovanni Allevi, accompagnato dalla violinista Lena Yokoyama, la giornalista Eliana Lotta ha introdotto David Orban (Advisor Singularity University), il quale ha relazionato riguardo all’impatto della tecnologia sulla qualità IMG_0959oldanidella vita; in seguito, Nathalie Dompé, imprenditrice settore farmaceutico, Davide Oldani, chef, e Gerry Scotti, conduttore televisivo, hanno ribadito che anche ambienti diversi sono in grado di attivarsi per supportare la ricerca. Dopo il saluto di Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, Giacomo Rizzolatti, direttore del dipartimento di neuroscienze dell’Università di Parma, ha ricevuto il premio “Lombardia è ricerca”. Il professore si è a lungo occupato della funzione dei neuroni a specchio, responsabili della capacità di provare empatia e della comunicazione tra esseri umani.  La loro scoperta ha premio2perciò contribuito in modo fondamentale ad approfondire le conoscenze scientifiche sul sistema nervoso centrale e sarà essenziale per trovare cure efficaci a diverse patologie del comportamento.

In questa prima edizione della Giornata, organizzata insieme alla Fondazione Veronesi, è stato annunciato che il premio ricevuto da Rizzolatti sarà utilizzato per supportare le ricerche in ambito neurologico che il professore sta seguendo all’Ospedale Niguarda.

La celebrazione di ieri, nelle intenzioni manifestate da Roberto Maroni e da Luca Del Gobbo (assessore alla Sanità in regione), non rimarrà un caso isolato, bensì sarà parte di un progetto più ampio per incrementare il ruolo della Lombardia nell’innovazione scientifica e tecnologica.

 

 

9 novembre 2017 0 comment
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Ricopiando un pochino la rubrica di Francesco Bigogno “Tra Me e Te” abbiamo intervistato l’Assessore Regionale Lombardo Luca Del Gobbo. Ricordiamo che il suo assessorato comprende Innovazione, Ricerca Tecnologica e Università.

Una Mezz’ora di piacevole chiacchierata, i temi affrontati diversi. Non ci siamo dimenticati di chiedergli anche  di Magenta, città cara a Del Gobbo, dove ha governato da Sindaco per ben 10 anni.

Nella nostra maniera di fare comunicazione, usiamo spesso i video, perciò non vi anticipiamo nulla e vi invitiamo a seguire il filmato:

27 ottobre 2017 0 comment
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VARESE – Ha avuto inizio, a Villa Cagnola di Gazzada, la prima sessione dei corsi ” Un mondo senza politica ?” di formazione alla politica promossi ed organizzati dalla Arcidiocesi di Milano per l’Anno 2017/2018, in collaborazione con l’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’ Unione Giuristi Cattolici, L’Ispi Istituto di studi di politica internazionale di Milano.

Hanno tenuto le prolusioni Francesco D’ Agostino, presidente dell’Unione Giuristi Cattolici nonche’ Direttore di Justitia e Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale.
Le prime lezioni a cura di Antonio Villafranca, Piero Bassetti, Roberto Mazzotta, Simona Beretta, Andrea Perrone.
* * *

Francesco D’Agostino, nel suo brillante intervento sul concetto di potere, e’ partito dall’apologo di Caracalla, nel racconto che ne fa Elio Spaziano nella sua “Vita di Antonino Caracalla”.
Invaghitosi della matrigna l’imperatore romano, conscio dell’incesto comportato dal suo desiderio, si rivolge a tale Giulia Domna che sentenzia: si libet licet.
D’altronde anche i faraoni egiziani solevano congiungersi in matrimonio con le sorelle, ben consapevoli del divieto esistente per la generalita’ dei sudditi; proprio a sottolineare la diversita’ della loro posizione e l’esercizio del potere assoluto.

D’Agostino approda conclusivamente al paradosso che attualmente viviamo, in riferimento alla celeberrima definizione di potere data dall’evangelista Matteo ( 20.25-28 ).

Rispondendo a Giacomo e Giovanni che gli chiedono di poter sedere nel Regno di Dio alla destra ed alla sinistra del Signore, Gesu’ esclama: ” Principes gentium dominantur eorum et qui maiores sunt potestatem exercent in eos. Non item erit inter vos, sed quicunque voluerit inter vos maior fieri, sit vester minister; et qui voluerit inter vos primus esse, erit vester servus”
Chi vorra’ esser piu’ grande tra voi ed esser primo tra voi sia vostro ministro e vostro servo.

Ebbene, oggi siamo al paradosso che i politici quando raccolgono i voti si presentano come servitori, ma esercitano poi la politica come puro potere e, quel che e’ peggio, gli elettori ne sono consapevoli anche nel momento del voto.
Foto:
– da sin. Don Walter Magnoni, Alberto Vittorio Fedeli, il Vicario Episcopale mons. Luca Bressan, Achille Colombo Clerici, Benito Perrone, il Dir. del Centro Villa Cagnola di Gazzada Mons. Eros Monti

24 ottobre 2017 0 comment
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A seguito di un incontro tra il ministro Luca Lotti e il presidente di Anso, Marco Giovannelli, e di un colloquio telefonico con Luca Sofri, direttore de «Il post», venerdì 13 ottobre, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che inserisce a pieno titolo le testate online nel provvedimento a sostegno dell’editoria che riconosce un credito d’imposta al 75% per le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici, emittenti TV e radio locali. Agevolazione che arriva al 90% se a investire sono piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.

«Grazie all’intervento del Ministro Lotti – dice Marco Giovannelli, presidente Anso-, si è sbloccata una situazione che di fatto avrebbe tagliato fuori i giornali digitali dal provvedimento a sostegno dell’editoria e con il decreto approvato le testate on line vengono inserite a pieno titolo nel cosiddetto “bonus pubblicità”».

Il decreto legge, che inizialmente riguardava solo stampa, radio e televisione, andrà in aula settimana prossima per la conversione in legge.

«È un grande successo per i nostri giornali -commenta Marco Giovannelli, presidente di Anso-. Un successo doppio, perché ribadisce ancora una volta che il mondo dell’editoria sta cambiando e perché, finalmente, si riconosce che i giornali digitali hanno pari dignità con gli altri media. In questi vent’anni sono nate centinaia di esperienze che con fatica e tenacia lavorano per un’informazione per lo più locale. La qualità e la professionalità sono un elemento fondante della gran parte delle nostre esperienze. Ringraziamo il ministro Lotti per aver ascoltato le nostre voci ed essersi impegnato in prima persona per questo risultato».

Ovviamente, le testate digitali inserite nel provvedimento dovranno essere in linea con quanto richiesto dalla nuova legge sull’editoria, che prevede una serie di adempimenti, tra cui la registrazione in Tribunale e al ROC. «Starà alla nostra capacità di lavoro -chiosa Giovannelli- poter beneficiare dei provvedimenti a sostegno dell’editoria».

16 ottobre 2017 0 comment
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Augustinianum16

Se la questione meridionale italiana da quasi un secolo è al centro del dibattito storiografico e politico nel nostro Paese, scarsa attenzione viene data alla questione lombarda che si inserisce, più in generale, nella questione settentrionale, il cui confine è tracciato dal perimetro delle cosiddette regioni a residuo fiscale negativo: cioè di quelle regioni che allo Stato danno in tasse più di quanto ricevono in servizi. Si delinea un’area geografica comprendente le regioni del Nord, un’area entro la quale si riscontra una certa omogeneità storico cultural-sociale, ed economica. Anche se dobbiamo dire che, grazie a Milano, la Lombardia è la regione che più assomiglia ad uno stato autonomo, nel quale esiste in modo inequivocabile un vero riconoscibile polo di potere socio-economico-amministrativo a reggerne la vita.

La questione settentrionale potrebbe oggi, per grandi linee, affacciarsi nei termini problematici del compito e della responsabilità, maturati sul piano storico, delle Regioni del Nord di tenere agganciato il Paese al mondo internazionale. Mentre le risorse per consentire questo compito non sono per niente definite. Anzi, non se ne parla nemmeno. Se a seguito della conseguente sottodotazione di infrastrutture e di strutture di servizio esse sono costrette a frenare il passo ad esser danneggiato e’ l’ intero Paese.

L’ assistenzialismo centralistico verso le regioni del Sud ha dato luogo a ingenti trasferimenti finanziari alle famiglie senza la contestuale creazione di nuovi posti di lavoro. Si è in tal modo sviluppato un modello di società dei consumi senza una corrispondente produzione. Lo Stato Italiano ha sottratto ingenti risorse finanziarie agli investimenti in infrastrutture di servizio, tanto al Nord, quanto al Sud; dove peraltro gli investimenti realizzati non hanno dato i risultati ipotizzati.

La soluzione?

Alcuni sostengono un’idea più avanzata sul piano del federalismo”, soprattutto in campo fiscale; altri più sfumatamente parlano di “regionalismo”, in aderenza sostanzialmente all’idea di una maggiore autonomia dell’ente locale. Ma poi inevitabilmente nelle risposte degli uni e degli altri emergono tutte le tematiche del dibattito generale: dai principi di interdipendenza, di sussidiarietà, di solidarietà, al policentrismo ed al cosmopolitismo. Il tutto inquadrato in un sistema che sia in grado di conciliare le esigenze di autogoverno-partecipazione locale, con la salvaguardia del principio di unità-solidarietà nazionale.

14 ottobre 2017 0 comment
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SCRIVE ANGELO PARATICO, UN TURIGHESE DA TRENT’ANNI a HONG KONG:

“L’Italia entra nell’Euro in condizioni di estrema debolezza, anche per via dei continui cambi di governo e di ministri dell’economia. Non ci si deve stupire se i nostri partners europei ne approfittano, pensando ai propri interessi prima che ai nostri.

Ecco una rispolverata per gli anziani e, forse, una rivelazione per i giovani.

Governo Andreotti VI e VII dal 22 Luglio 1989 al 24 aprile 1992

-si ebbe la caduta del Muro e l’accordo fra Mitterrand – Khol per l’Euro, in cambio dell’accettazione francese alla creazione di una Germania unita.

-Trattato di Maastricht del 7 Febbraio 1992, nascita dell’euro

Governo Amato I dal 28 giugno 1992 al 29 aprile 1993

Governo Ciampi dal 29 aprile 1993 al 13 gennaio 1994

Berlusconi I dal 11 maggio maggio 1994, al gennaio 1995

Governo Dini dal 17 gennaio 1995 al 18 maggio 1996

Governo Prodi I dal 17 maggio 1996 al 9 ottobre 1998.

Il 24 novembre 1996 Carlo Azeglio Ciampi – presente Mario Draghi, direttore generale del Ministero del Tesoro e Antonio Fazio per Banca d’Italia – vola a Bruxelles per l’Ecofin.
Tedeschi e olandesi sostengono che il cambio giusto va posto a lire 925 per un marco tedesco. Ciampi strappa 990.
Questa parità di 990, non modificabile secondo il Trattato di Maastricht, sarà la base per il calcolo del cambio lira/euro di 1936,27, prima della nascita dell’euro, ufficializzato il il 1° gennaio 1999.

Gli industriali italiani chiedevano 1040-1080. Oggi sappiamo che avevano ragione.

Governo D’Alema I e II dal 21 ottobre 1998 al 26 aprile 2000.
Governo Amato II dal 25 aprile 2000 al11 giugno 2001
Governo Berlusconi II e III dal 10 giugno 2001 al 17 maggio 2006

Introduzione dell’Euro il 1º gennaio 2002

Governo Prodi II dal 17 maggio 2006 all’8 maggio 2008
Governo Berlusconi IV dal 7 maggio 2008[1] al 16 novembre 2011

Monti, Letta, Renzi, Gentiloni…

E adesso….

14 ottobre 2017 0 comment
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