Home AuthorsAll posts by Giuseppe Leoni
Author

Giuseppe Leoni

Turbighese d'oro

TURBIGO – La serata di Natale organizzata dall’Amministrazione Comunale è stata allietata dal concerto corale  del ‘Coro Enjoi’ di Cesano Maderno, 25 ragazze che hanno cantato motivi natalizi e non, sotto la guida di un maestro. Bravissime!

Al centro della serata, il TURBIGHESE D’ORO (21° edizione), assegnato a Gilberto Azzimonti (vedere nota qui sotto), per i meriti acquisiti nel campo del Volontariato, mentre il ‘Concorso Vetrine’ ha visto conquistare il primo posto il  ‘Balot’s’ di Via Roma; al secondo posto ‘Ferrari Gioielli’ mentre al terzo ‘Origami’, la cartoleria di Via Allea. Il ‘Giovane Turbighese’ è stato visto dalla Pro-Loco’ in Andrea G., associazione che ha premiato anche le ragazze Dragani (?) per aver conquistato primati a livello nazionale nel campo delle bocce.  

Tre bambini, ex-equo, hanno ricevuto un riconoscimento per il miglior presepio: uno realizzato su una radice del Ticino; il secondo immaginato su un panettone e il terzo magicamente allestito con dei vasetti di vetro bianco.   

L’occasione è stata propizia anche per alcuni riconoscimenti alle associazioni: L’Avis ha ricordato i coniugi Enrico Cagelli e Rita Barbieri, che tanto hanno dato alla vita dell’associazione, alla presenza di due presidenti storici (Acquadro, Dal Lago); la targa del 50° anno della ‘Banda’ è stata ritirata dal nipote del fondatore, Alessandro Tanzini e poi tanti altri compleanni ‘sociali’ hanno mostrato la vitalità della vita associativa turbighese.   

 DSC07446DSC07449DSC07443DSC07448

GILBERTO AZZIMONTI – XXI  – Qui sotto, la biografia letta da Giuseppe Leoni. La tradizione vuole che il prescelto sia il precedente ‘Turbighese d’oro’ a scrivere sul ‘Libro d’Oro’ conservato il Biblioteca la storia dell’uomo. Il candidato, all’oscuro di tutto, era all’Auditorium in servizio, e portava la divisa d’onore dell’Agente scelto, in quanto era presente il gonfalone comunale alla manifestazione pubblica.  

1954 -Il nostro personaggio nasce a Novara da Adriano e Natalina; è sposato con Marialuisa ed ha due figli: Elena e Carlo.

Ci sono delle persone che, naturalmente, diventano delle istituzioni in paese e il Nostro è una di queste.  Mio nipote, quando vede una macchina della Polizia Locale, dice: “E’ il Gilberto?”

Quel Gilberto Azzimonti che questa sera, viene ufficialmente riconosciuto – per i meriti acquisiti nel campo del volontariato –  come 21° Turbighese d’oro.

Giovanissimo è chierichetto e cantore presso la parrocchia, studia pianoforte ed entra nella corale ‘Santa Cecilia’ della quale fa ancora parte. Crescendo si avvicina a diversi sport come sci, nuoto e tennis facendo anche il bagnino per la piscina dell’oratorio.

Si diploma  perito tecnico magliere e trova impiego nella maglieria dello zio Paolo a Mesero fino al 1994 quando, vincendo un concorso, entra nel Corpo della Polizia Municipale di Turbigo.

1994 -Diventa Agente scelto, si impegna con l’educazione stradale nelle scuole e nella “Giornata della gratitudine” riceve dal governatore lombardo, Roberto  Formigoni, una Onorificenza al merito per aver fatto desistere una donna dal  tentativo di suicidio.

VOLONTARIATO – Dal 1970 al 2002  è nel gruppo scout diventandone il responsabile. Più volte membro del Consiglio Pastorale è tra i soci fondatori di Pro loco e Scuola Materna Ente morale.

Partecipa alla ‘Rievocazione storica’ del 1995, si associa al “Gruppo Fiaccolata” ed a quello dei “Traša témp”, mentre  la passione per il canto lo spinge ad entrare anche nel coro dei “Calastoria”  ed in quello di ‘Giovanni Paolo II’.

2017 – In occasione della commemorazione del 4 novembre di quest’anno riceve dal Sindaco un encomio solenne per aver contribuito, con il collega Adriano, all’arresto di un pregiudicato fuggito dopo aver provocato un incidente stradale.

17 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Copia di 2 - Cartolina turbigo Via Roma

L’Amministrazione comunale è intenta a sostituire alcuni cartelli indicanti le vie del territorio con nuovi cartelli nei quali compare anche il simbolo del Comune. Le vie interessate sono: Via Bonomi, Via Plati, Via Libertà, Via XXV Aprile 1945, Via Roma, Via Villoresi, Via Falcone – Borsellino, Via Costa Turbigina, Piazza Martiri delle Foibe. Anche la numerazione civica aspetta di essere aggiornata in quanto è ferma agli anni Settanta. Prendiamo l’occasione di questa novità per andare avanti con la nostra ‘storia’ delle Vie che, dopo circa due anni, non è ancora arrivata alla fine. Speriamo di non morire prima di finirla.   

116 – PUCCINI Giacomo

Collega la Via Nosate con la Via Lonate e fu denominata con delibera del 12 agosto 1951.

117 – RIBONI mons. Edoardo, parroco di Turbigo (1919-1960).

Denominata nel 1971, qualche anno dopo la morte di mons. Riboni (1966), è una Via a fondo chiuso che delimita a nord quella che oggi si chiama ‘Residenza per Anziani S. Edoardo’, in memoria del fondatore (che la lasciò alle Suore del S. Natale le quali, una decina di anni fa, vendettero il tutto ad una società novarese operante nel sociale). Nato a Campomorto nel 1878, don Edoardo Riboni fu parroco di Turbigo per quarant’anni.  Nel 1920 insediò all’Asilo le Suore del Santo Natale; nel 1936 edificò la nuova chiesa parrocchiale (demolendo la precedente settecentesca!); nel 1953 fondò la Casa di Riposo sant’Edoardo affidandole alle Suore. A lui va il merito della riscoperta dell’antico culto dei SS. Aimo e Vermondo Corio, devozione che si rinforzò con la traslazione di alcune reliquie dal monostero di Meda e che diede il la alla denominazione di alcuni vicoli in memoria di tali Santi.

14 - via novara

118 – ROMA già Via 4 novembre 1918

Da Via Allea a Via Novara è l’arteria longitudinale che attraversa, oggi,  tutto il ‘Turbig in giò’, ma nel tempo è stata ‘strada del porto’, strada provinciale, probabilmente fu anche un tratto di quella via romana che da Como, attraverso Castelseprio, conduceva a Novara e da lì alle Gallie.

La denominazione è di quelle classiche e fu denominata, come in tutti i centri abitati italiani, nel 1932:

“Viste le note della R. Prefettura di Milano del 30 aprile 1932, n. 22066, colla quale si comunicava che, non essendo stata approvata la radiazione di Via Fredda (…) che occorre scegliere un’altra Via a cui intitolare la Capitale d’Italia e che questa può trovarsi nell’attuale Via 4 novembre 1918, arteria principale del paese, IL PODESTA’ DELIBERA di dare la denominazione di Via Roma all’attuale Via 4 novembre 1918 (ex Via Novara)”.

Nel 1831 era detta ‘Contrada della Bettola’ sulla quale si apriva il palazzo De Cristforis. Prima ancora abbiamo già detto. All’inizio del Novecento era parte della strada provinciale Novara-Gallarate, per cui prese il nome di Via Novara e, all’inizio degli Anni Trenta del secolo scorso, fu denominata Via IV Novembre 1918, data storica della prima guerra mondiale. Poi, quando un decreto di Benito Mussolini, impose che una Via principale di tutti paesi indicasse la capitale d’Italia, fu così denominata e lo è tuttora.

Era la zona dove avevano trovato sede nell’Ottocento tre osterie, proprio perché importante Via di trensito verso il Piemonte: 1 – ‘L’Osteria del Ranzan’ (prima sede del Fascio turbighese) si trovava in corrispondenza del n. 11 (nei locali della Gelateria che recentemente ha chiuso i battenti); 2 - ‘L’Osteria dei Tri basei’ (nella foto), detta del ‘Ramolla’ (divenne di proprietà Perotta che costrì l’attuale edificio nel 1898, oggi – dopo diverse gestioni – è chiuso), la quale fu gestita per mezzo secolo dal ‘Chef’, alias Pierino Perotta, che aveva studiato da cuoco e aveva denominato la vecchia osteria ‘Caffè Sport’, il quale era munito di un bel campo da bocce; 3 – ‘L’Osteria della Posta’, poi detta della ‘Tugnetta’, dove in alto occhieggia ancora uno stinto affresco a documentare quello che fu il punto in cui veniva depositata la posta del paese dalle diligenze che poi proseguivano lungo la strada del porto.

E’ stata per secoli l’arteria principale del paese, dove i ‘particolari’ Cavaiani avevano ed hanno ancora oggi, i loro eredi, le loro case di abitazioni. Lungo la Via c’erano anche due prestinai: Cedrati e Mereghetti. Gli attrezzi che si usavano nell’Ottocento per fare il pane erano la ‘marnèta’, al ‘baslòt’, la ‘palota’. Si faceva un segno sul pane giallo – che le donne portavano al forno –  per poterlo identificare perché dal fornaio si andava solamente a cuocere il pane.

Al di là del ponte in pietra sul Naviglio avevano trovato sede nei primi decenni del Novecento alcune concerie: la ‘Cedrati’ e la ‘Piave’. La prima meriterebbe un libro (la Cedrati fu liquidata nel 1987 e l’area da allora è abbandonata), mentre la seconda fu fondata nel 1931 da Luigi Garavaglia e  dalla moglie Rosa Rivolta e fu portata avanti dal figlio Giuseppe (che inventò la pelle ‘verniciata’). Una parte oggi è occupata dalla Mewa.

Franca Garavaglia, classe 1938, ha elencato – nel suo libro ‘Quaderni di Franca 2 –  quali erano i negozi della Via Roma ai suoi tempi. Molti i Cavaiani ‘particulari’, che avevano attività artigianali (falegnami) e  commerciali, ma anche i Perotta dirimpettai dei Cavaiani, sul cui lato erano insediati anche i Cedrati: Rosa Marcoli, chincaglieria; Sardo, tappezziere; Ranzani, ghiaccio; Aldeni, salumeria; Giuseppina Banda (Zepò), merceria; Pen d Rusin, sartoria; Gustin, barbiere; Mario, calzolaio; Guglielmo-Pierino, fruttivendolo; Giovanni, macellaio; Roberto, trasportatore; Pierina, posta-osteria; Ufficio Postale turbighese; Colombo, colorificio; Cavaiani Pepino (Pischin) e Vincenzo, falegname; Carluccia, parrucchiera; Comune di Turbigo; Scuole elementari; Vinat, vini e liquori; Banca Popolare di Novara; Zanzottera, prestinaio; Perotta Giuanin, osteria dei Tri basei; Perotta Isidoro, tabaccaio; Maria-Giorgio, gelateria; Piné, cartoleria; Carclo Colombo, corriere; Cedrati, prestinaio; Gigi dalla Pesa, osteria e pesa pubblica (che compare nche in una cartolina d’epoca).

16 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
5206_premiati_web

BUSTO G. – È di Doriano Marampon l’immagine vincitrice della nona edizione del concorso fotografico della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Con “Non cancelliamo la nostra storia” il castellanzese si è aggiudicato il primo posto nella sezione a colori. Tiziano Ghisolfi, di Cerro Maggiore, con “Il risparmio – storia” ha vinto nella sezione in bianco e nero. Mentre il premio speciale Bcc è stato assegnato a Cesarina Paganini di Busto Garolfo per l’immagine risalente al maggio del 1942 “Momento di pausa sul lavoro dell’impiegato Angelo Paganini”.

L’edizione 2017 del concorso fotografico è stata incentrata sul compleanno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Sul tema “Altomilanese e Varesotto, 120 anni di Bcc in uno scatto” si sono confrontati una quarantina di autori che hanno presentato quasi 150 immagini. «È stato un viaggio nella storia della nostra banca», ha osservato il presidente della Bcc Roberto Scazzosi intervenuto alla cerimonia di premiazione giovedì 14 dicembre nell’auditorium Don Besana di Busto Garolfo. «Le fotografie presentate hanno avuto un unico filo conduttore: la costante vicinanza della Bcc al proprio territorio di riferimento. Sono riapparsi alla memoria interventi fatti anni fa, oggetti che hanno fatto la storia del risparmio delle famiglie e hanno segnato la vita delle nostre comunità, ma anche interventi più recenti come la recente inaugurazione del monumento di Busto Garolfo. Significative le testimonianze con la melagrana, frutto simbolo del Credito Cooperativo che sintetizza i valori di solidità e di radicamento nel territorio. Faccio i complimenti a tutti i partecipanti che hanno saputo con abilità e fantasia testimoniare il valore aggiunto della nostra Bcc per il territorio dell’Altomilanese e del Varesotto».

Per la sezione a colori, oltre alla foto di Marampon, è stata premiata “Il melograno” di Carla Cavelli di Busto Arsizio (seconda classificata) e “La collaborazione tra generazioni ha fatto crescere la banca” di Elvio Almasio di Parabiago (terza). Nella sezione in bianco e nero, il secondo premio è stato assegnato a Manuela Barbarossa di Arconate per la foto “Cooperare per Crescere”; terzo, Daniele Zanzottera di Busto Garolfo con “Tra la gente per favorire l’aggregazione”. Il premio Socio Bcc è stato assegnato a Giovanni Battista Cova per la foto “Edicola di Santa Maria Regina della Palestina” che fu edificata proprio dalla Bcc nel 1937 in occasione del quarantesimo di fondazione; il premio Socio CCR a Virginio Binaghi per “120anni di risparmio”. Tra gli under 16 è stata premiata “Sede centrale BCC” di Giulia Ceriotti. Le menzioni sono state assegnate a: Lucrezia Fantato, Laura Ghisolfi, Giovanni Ferrario, Eliana Marazzini, Gabriele Minzon, Paolo Torresan, Piera Coltro, Peppo Moggino ed Ernesta Della Foglia.

In allegato, il gruppo dei premiati.

15 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
5205_Bcc_Avis1_web

written by Giuseppe Leoni

VARESE – Commercianti, artigiani, imprese e professionisti hanno fatto rete a Varese per sostenere il valore del dono di Avis. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate è stata capofila di una cordata che ha raccolta una cinquantina di realtà cittadine per sostenere l’attività della sezione sovracomunale del Medio Varesotto dell’Associazione Volontari Italiani Sangue. Come ormai da tradizione, mercoledì 13 dicembre la Bcc ha aperto le porte della propria filiale di Varese (in via Veratti 1) per uno scambio di auguri natalizi: con l’occasione di un aperitivo, sono stati raccolti una serie di regali che sono stati omaggiati dalle realtà di Varese. Il controvalore dei regali è stato trasformato dalla Bcc in un contributo che è stato consegnato a Vincenzo Saturni del direttivo di Avis Medio Varesotto e già presidente nazionale di Avis, quale segno di quella vicinanza al territorio che da 120 anni contraddistingue l’operato della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.

«Siamo orgogliosi di poter sostenere una realtà così importante che promuove la donazione di sangue, l’educazione sanitaria dei cittadini e contribuisce alla diffusione della cultura del dono e del volontariato», ha detto il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Roberto Scazzosi, intervenuto alla serata insieme con il vicepresidente vicario Ignazio Parrinello, alcuni rappresentanti del consiglio di amministrazione e con il direttore generale dell’istituto di credito Luca Barni. «È il quinto anno che proponiamo questa iniziativa nell’ottica di condividere i nostri valori fondanti con la città di Varese e creare un’occasione di solidarietà. Siamo una banca locale che sulle relazioni con il territorio fonda la sua diversità. Occasioni come queste servono per riaffermare il nostro ruolo e per dimostrare concretamente quanto sia importante oggi agire insieme per poter crescere».

Il ruolo di una banca oggi è differente. «È necessario rapportarsi con il territorio, per costruire quella rete capace di generare sviluppo e crescita», ha aggiunto il direttore generale Barni. «È qui la forza del Credito Cooperativo: aprire le porte per condividere scelte e valori e, tutti insieme, lavorare per Varese».

Circa 500 le persone che sono passate dalla filiale di via Veratti per un brindisi e uno scambio di auguri. Tra loro anche il sindaco di Varese Davide Galimberti, il consigliere regionale Luca Marsico e una rappresentanza dello sport cittadino con il direttore generale della Pallacanestro Varese Claudio Coldebella. Ad impreziosire la serata, l’intervento del cabarettista Claudio Lauretta “mister voice” che ha intrattenuto gli ospiti con le imitazioni rese famose dalla trasmissione Colorado. Inoltre, per l’occasione è stato dato spazio anche ad Ail che hanno proposto le tradizionali stelle di Natale a sostegno della ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma.

Lo schema proposto è stato quello collaudato: durante la serata, come da tradizione, le attività commerciali di Varese hanno messo a disposizione alcuni ogggetti e regali che sono stati distribuiti ai partecipanti alla festa. E la Bcc ha trasformato questi omaggi in un contributo per l’Avis provinciale di Varese. Così, se l’obiettivo è il territorio, le sue famiglie, le sue imprese e le sue realtà, accanto alla Bcc sono scese 50 realtà del territorio: Armeria Meschieri – Profumeria Proserpio, C.C.C. Sporchia Srl, Romito Paolo, Cellini Fiori, Corvi Fiorista , Libreria Ubik, Pastificio Mammagiò/Bottega Lombarda, Bar Pasticceria Buosi, Base Blu srl, Figini sas, Via Broggi 5, Stefanel, Frutta e Verdura Roberto Minazzi, Harte snc di Tombolato e Cafà, Albergo ristorante Mariuccia, Bar Dorigo’s, Colombo e Marzoli panetteria, Studio dentistico Radice Antonio, Hotel Ristorante Bologna, Ivano Consoli Gioelli, Lavazza Associati srl, Swarosky – Varese, Max & Co Varese, T.D. Group srl, Gelateria Buosi, Meli Parrucchiera, L’Arte di Ermelin, Menegaldo Nicoletta Salone Parrucchiere, Apollo 11, Cortiletto srl/Bar Broletto, J2f srl, Olivia Key, Dooing si Grandinetti, Bar Lyceum, Gualco Marisa, Max Frattini, Ristorante Pepe Rosa, Bar Cesar, Pro Loco Varese, Salumificio Colombo, Re.De srl, Gianni Spartà, Morandi Tour, Marco B Abbigliamento, Pianezza Paolo srl, Luvì srl, Emmetre spa/Gruppo Fantinato, Rossi Fashion Investiments.

Nell’immagine allegata, da sinistra: Claudio Lauretta, Roberto Scazzosi, Vincenzo Saturni e Luca Barni.

15 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
5204_monicaP_locandina

RESCALDINA –  Due cantautori di grande spessore che arrivano da percorsi paralleli e che hanno alle spalle una recente pubblicazione. Cantante autrice e compositrice torinese, Monica P. ha esplorato reggae e lounge, blues ed elettronica prima di trovare la sua anima rock. Dopo “A volte capita” in stile folk rock e “Come un cane” di stampo più psichedelico, “Rosso che non vedi” è il suo terzo album che, uscito lo scorso 17 ottobre per A Buzz Supreme, conferma un talento unico. Un disco che unisce postpunk newyorkese e melodico italiano e che prosegue lungo il cammino di ricerca che Monica P. sta facendo. Formatasi tra la West Coast e l’Inghilterra, la cantautrice continua infatti a esplorare nuove sonorità, traducendo le sue emozioni in testi e musica che volutamente si slegano dalla logica della musica preconfezionata e da inutili estetismi vocali, allontanandosi così dai cliché italiani tradizionali. Nel 2011 il suo brano “Libera” è stato inserito nella compilation tutta al femminile “Female do it better”, con nomi importanti del cantautorato italiano e internazionale. Nello stesso anno ha vinto il Premio MEI Super Sound al Radio Flyweb Festival. Nel 2012 lo stesso MEI ha scelto ancora una volta il brano “Libera” per “L’onda rosa indipendente”, che dà voce alle migliori figure femminili emergenti in Italia, e la sua versione del brano “Carry me” è comparsa nella compilation “Il rock è femmina” di Pirames International.

Il concerto di Monica P. sarà preceduto da Davide Gammon. Anche in questo caso un cantautore che però quasi “gioca in casa”. Legnanese, Davide Gammon arriva da un lungo percorso di sperimentazioni che, partendo dal punk lo hanno portato ad approcciarsi ai più diversi generi musicali. Il suo ultimo lavoro “Gospel ep” dà grande risalto alla sua anima blues elettronica, proiettando in una dimensione quasi surreale, la stessa con cui Gammon si presenta parlando di sé come di “braccia rubate a lavori più sicuri”.

Inizio alle 21.45; ingresso libero.

La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e gestito dalla Cooperativa ARCADIA insieme con altre associazioni del territorio. È diventato ristorante e centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale.

Info: Osteria sociale del buon essere “La Tela” Strada Saronnese, 31 Rescaldina (MI)
cell. 328 6845452
www.osterialatela.it
Facebook: https://www.facebook.com/osterialatela/

15 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
DSC07431

TURBIGO – Una serata – quella di giovedì 15 dicembre 2017 –  in compagnia dell’ing. Stefano Migliorini, direttore di Aemme e del suo staff, per fare il punto sulla raccolta differenziata che, con l’introduzione del ‘sacco viola’, è aumentata (62%), ma potrebbe aumentare ancora. L’obiettivo 2018 è quello di arrivare a toccare il 65%, ma l’aver superato la soglia del 60%, come ha fatto Turbigo nel 2017, significa già passare in serie ‘A’.

In programma c’è un ‘progetto didattico’ per le scuole in modo da insegnare ai ragazzi come si differenzia. Che non è una cosa semplicissima. La plastica che è il materiale più diffuso, ma risulta separato male e non ‘pesa’ come dovrebbe nella raccolta differenziata. E poi ci sono i ‘buzzurri’ che mettono le siringhe nell’umido al punto che tre operatori, nel 2017, hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari…

Infine, la tariffa puntuale: prossimamente i sacchi saranno muniti di un chip che l’automezzo è in grado di leggere per cui la tariffa, costituita da una quota fissa (che non cambierà) sarà modulata con la quota variabile in relazione al peso del sacco prelevato

15 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Newer Posts