Home Medicina
Category

Medicina

IMG_7265 (2)

La rubrica “Tra Me e Te” condotta da Francesco Bigogno ha presentato questa volta un ospite di grande rilievo. Presente in redazione il dottor Paolo Viganò, responsabile del reparto di malattie infettive presso l’ospedale di Legnano. La videointervista integrale la potete vedere sotto:

Che cos’è un’infezione? E’ la conseguenza di alcune situazioni legate a diversi fattori. Comportano la presenza di un agente infettante (battere), comportano la presenza di un ospite suscettibile e un certo contesto ambientale. La contestualizzazione è fondamentale. In Africa la carenza di igiene o la carenza alimentare fanno si che alcune infezioni che da noi possono essere banali rischiano di risultare importanti.

Questo vuol dire che a parità di condizioni tu ti puoi ammalare e io no? Certo, è così. L’esempio classico è la meningite. Tra di noi ci sono dal 3 al 7 per cento di portatori di meningococco nella cavità nasale. Ma non tutti, ovviamente, si ammalano.

bigoChe cos’è la meningite? E’ un’infezione molto grave che coinvolge tutto l’organismo. Con particolare attrazione per le meningi. In genere si tratta di una diffusione del meningococco nei tessuti che avvolgono il cervello, ma nelle forme più fulminanti il meningococco colpisce altri organi, tipo il surrene. Quando colpisce il surrene può portare il oggetto a morte Si prende perché in comunità se ci sono portatori sani asintomatici con un battere, il meningococco, che alberga nel naso. In alcuni contesti parte questa virulentazione che porta a malattia conclamata. Ma è possibile prevenire questa malattia? La prevenzione è, anzitutto, ambientale. Chiaro che, per fare un esempio, in una metro l’ambiente non è certo dei migliori. Questo non vuol dire che non dobbiamo frequentare tali luoghi, ma il rischio in questo contesto è maggiore. Viene effettuata la profilassi quando accade un caso tragico e la si fa con antibiotico a tutte le persone che sono venute a contatto. La profilassi vera e propria si fa con la vaccinazione.

Purtroppo abbiamo avuto alcuni casi nel nostro territorio. Se tu fossi un genitore oggi faresti la vaccinazione contro la meningite? In Italia lo scorso anno ci sono stati 200 casi circa di meningite. E’ una malattia di poco impatto. Ma la mortalità avviene in modo tragico e il caso singolo ha grande impatto emotivo. (Nel video il medico spiega dettagliatamente quali vaccinazioni sono necessarie).

Nelle scuole, con i ragazzi, svolgete degli incontri sulla meningite? Nelle scuole preferirei andare parlare di infezioni trasmesse sessualmente piuttosto che di meningite. I ragazzi oggi pensano di poter fare tutto quello che vogliono senza riportare conseguenze. Non aspettiamo i disastri, facciamo prevenzione. Dobbiamo tenere sempre presente che i rapporti sessuali comportano il rischio di tramsettre infezioni.

L’Hiv viaggia ancora e colpisce anche giovani imprudenti che pensando di essere immortali Hiv, ma siamo in emergenza? Nessuna emergenza, ma siamo nella superficialità. E’ lo stesso discorso di chi mette il casco slacciato o chi beve birre su birre o deve andare fuori di testa e ballarsi per avere il contatto con una persona. I rapporti con le persone devono essere reali, non camuffati con gli smartphone. Quando si perde la testa le avventure non si godono mai Un’altra patologia che ha suscitato preoccupazione è la tubercolosi E’ una malattia su cui qualsiasi docente può bocciare facilmente lo studente perchè è di una complessità unica. Fatta da un patogeno lento che quando prende casa non la molla più. Nei paesi e risorse limitate è pesantissima. Non bisogna però drammatizzare. Quando si prende l’infezione tubercolare l’organismo blocca il germe in una specie di cassa e crea delle lesioni che rimangono per tutta la vita. Succede soprattutto in Africa. Tantissimi bambini contraggono l’infezione in età infantile, poi la selezione naturale fa i suoi effetti. Molti crescono sani e ben sviluppati fisicamente. Lasciano l’Africa, non portano la tubercolosi.Dall’Africa partono le persone più sane. Il contadino della Burkina Faso non sa nemmeno che esiste l’Europa. Cosa succede? Questi ragazzi africani che arrivano devono mandare i soldi a casa. A ottobre e novembre non lavorano generalmente e non mangiano neppure. Dormono al freddo e in queste condizioni il bacillo della tubercolosi che era bloccato risorge. Così come risorge negli anziani. Così come nei pazienti sottoposti a chemio. Le difese vengono ridotte e il bacillo della tubercolosi risorge. Risorge negli immigrati che dormono in condizioni di fortuna. Lo stesso accade nell’anziano e nei pazienti sottoposti a chemioterapia.

La Trasmissione Completa:

7 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
IMG_1211

Scan0001Oggi nella redazione di CAM nella rubrica “Tra Me e Te” condotta da Francesco Bigogno, la prima dopo le ferie estive (la N° 23), è intervenuta Giovanna Cattaneo di ‘#genitori del no obbligo’ Lombardia.

Si parla di un argomento spinoso, i vaccini.

E’ un argomento scottante, ci spieghi qual è la vostra posizione?

“Noi lottiamo affinché l’obbligo sia una scelta, informata, libera e responsabile. Non siamo contro i vaccini, ma per la libera scelta informata e poter fare scelte consapevoli”.

Ci puoi spiegare come funzionava la questione vaccini prima di questo decreto legge?

“Le vaccinazioni obbligatorie erano 4, poliomielite, antitetanica, antidifterica ed epatite b. Poi c’erano le vaccinazioni raccomandate. La ASL ti chiamava e potevi scegliere se farle o meno. L’obbligo aveva delle tempistiche e un calendario. Se capitava che una persona decideva di interrompere la vaccinazione doveva avere colloqui con la asl. C’era un momento in cui i genitori potevano esprimere i loro dubbi. Quindi decidevano se accettare o fare obiezione di coscienza. La asl valutava la situazione di conseguenza”.

Ma, in una situazione di questo genere, non era pericolosa la discrezionalità da parte del genitore?

“C’erano diversi motivi che inducevano un genitore a prende certe decisioni. Con la asl c’era un colloquio approfondito. Se la asl riteneva che il genitore non avesse valutazioni valide lo rimandava al tribunale per i minorenni”.

Quali sono le motivazioni valide per non vaccinarsi?

“Sono diverse. Alcuni vogliono fare un percorso di prevenzione per i figli, altri hanno visto reazioni pesanti e vogliono adottare un percorso cautelativo. Ma la asl in ogni caso valutava il caso specifico”.

Quando prendo una decisione di genere, in una comunità quale ad esempio un asilo, la mia decisione non comporta un rischio per gli altri?

“E’ per questo che interveniva la asl. Noi parliamo di bambini sani. Non era un percorso facile. I genitori, tutti i giorni, prendono responsabilità grandissime”.

 L’intera intervista può essere vista nel video che pubblichiamo integralmente:

 

9 settembre 2017 2 comments
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
4906_Procrea_sala2_web

LUGANO – Cos’è l’infertilità? Quali i fattori che la causano? E le soluzioni? Il centro di medicina della riproduzione ProCrea di Lugano (www.procrea.ch) organizza un incontro informativo per le coppie che sono alla ricerca di un figlio. Sabato 20 maggio alle 14, la sede di ProCrea in via Maraini 8 si apre a quanti vogliono approfondire il tema e capire quali gli approcci migliori. «Attorno al tema dell’infertilità c’è ancora molta confusione e poca prevenzione. Con questo incontro, che è libero e aperto a tutte le coppie, vogliamo fare chiarezza e spiegare gli approcci che la medicina offre per coronare il sogno di diventare genitori», premette Marina Bellavia, ginecologa, specialista in Medicina della Riproduzione del centro ProCrea.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’infertilità in una coppia quando questa, dopo due anni di rapporti non protetti, non arriva ad una gravidanza. «La procreazione assistita può dare delle risposte, ma talvolta da sola non basta e in alcuni casi non è la soluzione. Le tecniche di fecondazione necessitano oggi del supporto di una diagnostica approfondita per capire come meglio intervenire e così arrivare al successo della terapia – aggiunge Bellavia -. Arrivare ad una gravidanza non è un passaggio matematico, ma in ProCrea è un cammino che la coppia fa insieme con un intero staff composto da medici, biologi, aiuto medico e, se necessario, anche psicologi».
Tra i pochissimi centri dedicati alla fertilità dotato di un proprio laboratorio di genetica molecolare, ProCrea mette a disposizione la propria struttura e il proprio personale per approfondire gli ambiti della fertilità e della procreazione, dagli esami genetici alle tecniche di procreazione, dall’ovodonazione alla crioconservazione della fertilità.

L’incontro è libero e aperto a tutti. Per la partecipazione è richiesta la registrazione contattando la segreteria di ProCrea al numero +41.91.924.55.55 oppure inviando una mail a info@procrea.ch indicando nell’oggetto “giornata porte aperte 20 maggio”.

ProCrea si trova in via Clemente Maraini 8 a Lugano (Svizzera).

Programma
Ore 14: apertura del centro
Ore 14.15: incontro sul tema “Trattamenti e accompagnamento nell’infertilità”
“Trattamenti della PMA” – Marina Bellavia, specialista in Medicina della riproduzione
“Analisi genetiche in PMA” – Giuditta Filippini, specialista in Genetica medica
“La biologia nella medicina della riproduzione” – Simona Cuomo e Marco Dini, biologi
“L’accompagnamento durante i trattamenti” – Michela Mondoloni, aiuto medico

Al termine sarà offerto ai presenti un rinfresco. Ci sarà la possibilità di visitare il centro e di parlare direttamente con gli specialisti.

ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. www.procrea.ch.

15 maggio 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
real

UN PAZIENTE SPECIALE PER L’ISTITUTO ORTOPEDICO GALEAZZI

logo-galeazziMilano, 04 ottobre 2016 – Si può definire un incontro fuori dal comune quello avvenuto qualche giorno fa all’IRCCS Galeazzi di Milano (www.grupposandonato.it) tra il dottor Riccardo Accetta, Responsabile della Traumatologia e del Pronto Soccorso dell’Istituto e un corpo plastinato, una sorta di “mummia moderna” che, insieme ad altri corpi, è esposta
a Milano. Si tratta di “Real Bodies” la più imponente mostra itinerante dedicata all’anatomia umana che espone corpi e organi veri, trattati con la tecnica della polimerizzazione.
Durante il trasporto da Lisbona a Milano il plastinato subisce un danno che causa la rottura accidentale dell’arto superiore sinistro con frattura dell’omero e, come un qualsiasi altro paziente, viene ricoverato d’urgenza al Galeazzi e sottoposto a intervento chirurgico.
La mostra deve essere inaugurata e non si può perdere tempo. Ad eseguire l’intervento sul singolare paziente, Riccardo Accetta, un esperto in materia di traumi che riguardano in particolare le fratture dell’omero, con all’attivo 1.400 interventi.
Il plastinato presentava una frattura sovracondiloidea omerale sinistra che è stata ridotta e ostesintetizzata attraverso il posizionamento di due placche in titanio a stabilità angolare contrapposte a 90 gradi” afferma il dottor Riccardo Accetta. “Pazienti particolari ne vedo tutti i giorni, ognuno con la sua storia e le sue peculiarità, ma mai avrei pensato di trattare un caso così originale. Questo incontro è stata un’esperienza stimolante, una sfida unica nel suo genere. È emozionante pensare che questo corpo stia avendo una seconda vita, questa volta al servizio della scienza”.
Questa fatalità tra l’altro apre la strada a una nuova opportunità e all’intuizione da parte degli organizzatori di “Real Bodies”, di mettere in mostra un arto polimerizzato dove fosse evidente l’intervento dell’uomo.
maxresdefaultLa mostra, aperta fino al 29 gennaio a Milano presso lo Spazio Ventura (Via Ventura 15), rappresenta un punto di incontro tra una forma d’arte unica nel suo genere e la medicina, una fusione di elementi che hanno lo scopo di spiegare visivamente la complessità e la bellezza del nostro organismo. L’intento della mostra è infatti quello di accompagnare il visitatore nella scoperta dei vari organi, della loro fisiologia e della loro reale anatomia.
Inoltre “Real Bodies” mette in luce i profondi cambiamenti a cui vanno incontro i corpi e gli organi colpiti da gravi malattie e dall’invecchiamento, sottolineando gli effetti dannosi di alcuni stili di vita.
Un ringraziamento all’azienda Stryker che ha fornito, a titolo gratuito, le placche per la ricomposizione della frattura del plastinato

6 ottobre 2016 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
3479949565_8e228e2716

Riceviamo e Pubblichiamo:

Bologna,  23/04/2016
index
L’epilessia fa di nuovo notizia con il crimine, ma ora assistiamo ad un vero salto di qualità che ci prefigura ulteriori possibili sviluppi: questa patologia che solo in Italia colpisce oltre 300mila persone, avrà responsabilità per le stragi terroristiche?
La responsabilità penale nel nostro Paese è individuale ed il coniugarla con una patologia si criminalizza tutti coloro che la subiscono, con il caso di Livorno, rispetto a quello di Cogne, la persona con epilessia, a causa della sua patologia o dei farmaci che la dovrebbero curare, è additata da possibile omicida a serial killer.
E’ dall’arresto dell’infermiera Fausta Bonino imputata dell’omicidio di 13 persone ricoverate nel reparto di rianimazione dell’ospedale Villamarina di Piombino che si cerca di coniugare questi omicidi seriali con l’epilessia.

Un tragico ritorno a logiche deterministiche ed eugenetiche che furono la base culturale per le stragi naziste delle persone con disabilità.  Chiediamo che la ricerca delle responsabilità penali per questi omicidi non venga strumentalmente riportata ad una patologia o possibile effetti collaterali di farmaci prescritti da medici su autorizzazioni ministeriali criminalizzando, appunto, oltre 300mila Italiani con epilessia.
Vogliamo andare in prima pagina per annunciare l’approvazione di una proposta di legge che rimuova le persistenti cause che ci descriminano non appena ci viene certificata l’epilessia, dalla perdita del lavoro alla mancanza del riconoscimento di detta invalidità per accedere alle agevolazioni inclusive come per altre patologie invalidanti.

 IL PRESIDENTE AICE, Dr. Giovanni Battista Pesce

AICE Piombino Basta Criminalizzare Epilessia

26 aprile 2016 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
legnano

Se ne parla sabato 14 novembre in Comune a Legnano

Il presidente del convegno, dottor Paolo Viganò, ne illustra le finalità

Garantire ad ogni persona, soprattutto alle più deboli, il miglior livello di attenzione per una buona tutela della salute è l’obiettivo che si propongono le strutture sanitarie del territorio che fanno capo alla Asl e alla Azienda Ospedaliera.

Uno dei rischi maggiori, soprattutto per le persone accolte nelle residenze per anziani, è costituito dalle infezioni provocate da batteri sempre più difficili da curare perché divenuti insensibili anche agli antibiotici più potenti attualmente a disposizione.

Su questi temi è particolarmente impegnata l’Azienda Ospedaliera di Legnano, all’avanguardia nel proporre (in accordo con la Asl Milano 1), “un progetto di rete in grado di coinvolgere le migliori risorse professionali che operano sia nel mondo sanitario che nel mondo socio-sanitario, farle dialogare, farle lavorare insieme per proteggere lo stato di salute anche delle persone più fragili”, come dice Carla Dotti.

I Direttori sanitari delle Rsa presenti sul territorio della Asl Mi1 hanno già messo a punto, in accordo con le Direzioni strategiche di Asl e Azienda Ospedaliera, le strategie di intervento per un attento monitoraggio delle patologie infettive nelle loro strutture, interfacciando i dati con quanto risulta dalla sorveglianza costante effettuata dalla Unità operativa di Microbiologia dell’Ospedale di Legnano.

Una diagnosi attenta e tempestiva delle infezioni che possono mettere a rischio la vita del paziente è il presupposto fondamentale per poter impostare una corretta ed efficace terapia antibiotica in grado di debellare l’infezione e di evitare la fuga di germi resistenti, capaci di riaccendere l’infezione con effetti devastanti.

Questi sono i temi che saranno discussi durante il convegno e per i quali si esporranno le linee di intervento.

Il progetto innovativo sarà esposto dal Direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Legnano, dottor Massimo Lombardo.

Tra i relatori il dottor Marco Tinelli, consigliere nazionale della Società Italiana di Malattie Infettive e coordinatore in Regione Lombardia del Gruppo di Approfondimento tecnico per le problematiche infettivologiche nelle Residenze sanitarie assistite; suo il compito di indicare le prospettive di impegno della SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) a fianco delle istituzioni, per un efficace intervento sulle infezioni nelle fasce di età più avanzate.

In qualità di Direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Azienda Ospedaliera di Legnano, ma anche come Presidente nazionale dell’AMCLI (Associazione Microbiologi Clinici Italiani) il dottor Pierangelo Clerici illustrerà il fondamentale ruolo che il microbiologo ricopre nell’identificazione delle problematiche infettivologiche nelle sue reali dimensioni e nella previsione del rischio che tale diffusione comporta. Sarà compito del risk manager aziendale, dottoressa Chiara Radice e del suo gruppo di lavoro, definire le strategie dispiegate, in accordo con le Direzioni mediche, per meglio limitare i rischi insiti nelle pratiche cliniche.

Non sarà tralasciato il tema della prevenzione che il Professor Alessandro Zanetti, esperto virologo, affronterà con particolare attenzione alle fasce di persone più fragili.

Non ultimo un grazie all’Amministrazione comunale per l’ospitalità: conferma l’importanza che le istituzioni attribuiscono a questo convegno, dal quale scaturiranno scelte di rilevante importanza per la salute nel nostro territorio.

Paolo Viganò, Direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive dell’Ospedale di Legnano

per info Convegno Legnano 14NOV15 Locandina

13 novembre 2015 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Newer Posts