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buscateSi è inaugurata domenica 18 febbraio un’interessante mostra collettiva di Maestri vari originari anche della zona da un idea di Filippo Villa a cura del Comune di Buscate .
buscIl giovane Consigliere alla cultura Lorenzo Massellucci ha introdotto l’apertura dell’esposizione intitolata “L’immagine e il sogno nell’arte” con semplicità e chiarezza ha paragonato la mostra all’idea di un libro in cui ogni pagina/opera è realizzata con una singolare idea e allo stesso tempo in armonia con il tutto.

Le opere spaziano da rappresentazioni di ricordi passati di Buscate a rappresentazioni astratte sulle convenzioni della vita, dalla descrizione dell’amore tra madre e figlio come legame inscindibile a intrecci tra radici ,la vita e il soggetto . busc2

Tutte le opere hanno la caratteristica comune della ricerca per il bello e del bello dell’arte.

Roberta Barenghi

Merita una visita anche per la location particolare .
GLI ORARI SONO: da LUNEDI’ a VENERDI’ 16.00 – 19.00
SABATO 9.30 – 12.30 / 16.00 – 19.00
DOMENICA 10.00 – 12.00 / 15.00 – 19.00

23 febbraio 2018 0 comment
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Da una parte lo sfratto che incombe, dall’altra un appartamento dell’Aler che le era stato assegnato e che non può essere utilizzato perché occupato abusivamente. Nonostante sia stato fatto tantissimo non riesce a trovare soluzione la vicenda di Maria Isabella Miramonti di Buscate. Mamma di tre figli, una ragazza di 19 anni e due bambini di 10 e 6 anni che rischiano di rimanere senza casa e di finire sulla strada da un momento all’altro. Un paio di anni fa le era stato assegnato un alloggio Aler in via Pietro Micca, ma non venne utilizzato.WhatsApp Image 2018-02-01 at 21.36.48

Lo stesso era stato vandalizzato da ignoti e, nel periodo immediatamente successivo, venne occupato abusivamente da una famiglia che non ne aveva diritto. Nel frattempo, morto il marito di Maria Miramonti, la situazione è precipitata. “Con lo sfratto esecutivo che incombe e tre figli ci troviamo davvero in una situazione bruttissima – commenta – Non so più a chi chiedere per poterla risolvere”. Il problema è proprio quello delle occupazioni abusive. Lo scorso 21 dicembre erano stati programmati due sgomberi di alloggi occupati da chi non aveva titolo per farlo, al complesso Aler di via Micca. Perché il fenomeno, purtroppo, è frequente. Uno di questi alloggi era proprio quello di Maria Miramonti. Sgombero che però non è stato eseguito per svariati problemi. Il sindaco di Buscate Fabio Merlotti conosce molto bene la situazione.

“Fin da subito ci siamo attivati per poter arrivare ad una soluzione – ha detto il sindaco – L’amministrazione comunale solo 20 giorni fa ha allertato l’avvocato della controparte pronta a procedere con lo sfratto esecutivo della signora buiscatese, e siamo riusciti a rinviarlo prendendo del tempo importante”. Oltre ai carabinieri anche la stessa Aler è stata interpellata. “All’incirca un anno fa – aggiunge Merlotti – mi sono recato personalmente a Milano a parlare con il vice presidente di Aler. Buscate è l’unico paese della provincia milanese a beneficiare del progetto di videosorveglianza alle case popolari. Non è affatto vero che ci stiamo disinteressando ad un problema importantissimo che coinvolge anche dei bimbi piccoli. Il problema è che non è per nulla facile intervenire quando si è in presenza di occupazioni abusive”.

2 febbraio 2018 0 comment
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Unknown

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - Inviamo per conoscenza il Report trasmesso ai Sindaci dell’Altomilanese interessati da un impianto di cava. Sono le proposte fatte durante la serata dell’12/01/18 a Buscate in una assemblea pubblica e riguardano sia il nuovo Piano Cave in predisposizione presso Città Metropolitana, sia le proposte specifiche per la Cava di Buscate.

Come potrete leggere si tratta di proposte concrete e soluzioni per raggiungere l’obiettivo di recuperare le aree di Cava al termine dell’escavazione ad un uso pubblico.

Durante la serata si è parlato in alcuni interventi anche del debito che la Cava Campana ha accumulato nei confronti del Comune di Buscate derivante sia dagli oneri di escavazione che dagli affitti di alcune aree di proprietà comunale, ma l’Associazione 5 agosto 1991 non ha assunto e non intende assumere (contrariamente a quando scritto da alcuni giornali) alcuna iniziativa legale in merito pur sottolineando l’estrema gravità di questo fatto. Spetta agli amministratori comunali sciogliere questo nodo.

Associazione 5 agosto 1991

 

Report sulla conferenza dibattito “Riempiamo le cave di idee non di rifiuti”                                     

Sintesi delle relazioni e delle proposte

Analisi critica del Piano cave 2006-2016

  1. Le concessioni regionali si sono rilevate gonfiate rispetto ai fabbisogni reali.
Nel bacino della Città Metropolitana di Milano, a fronte di un volume effettivo del Piano Cave pari a 45.638.876 mc, il volume estratto è stato al 31/12/2016 di 9.737.089 mc (solo il 21,3% di quanto previsto). I volumi autorizzati sulla base delle richieste dei cavatori da parte di Città Metropolitana (ex art 11 LR 14/98) sono stati solo 18.825.319 mc (il 41% del volume effettivo del Piano) e quanto scavato rappresenta quindi il 51, 7% del volume effettivo del Piano. Non sfugge che le richieste di autorizzazione dei cavatori si sono adeguate alla richiesta di mercato e quindi, pur rimanendo all’interno dei volumi previsti dal Piano, c’è ancora un enorme margine disponibile. [I dati riportati sono stati forniti da Città Metropolitana].
  2. Le convenzioni con i Comuni rappresentano il punto debole della catena del ripristino.
Grande attenzione infatti viene posta sugli impegni economici tra le parti, ma si trascurano gli aspetti di recupero ambientale che sono costantemente in ritardo e spesso si deve intervenire con risorse pubbliche per completare opere che sono invece a carico 
dei cavatori.
  3. I recuperi ambientali e le opere di compensazione sono le cenerentole dei progetti. 
Mancano procedere di verifica puntuale sull’attuazione delle opere di recupero e di compensazione pure approvate in sede di concessione. Non sono definite le competenze e le autorità che controllino l’attuazione dei progetti di coltivazione e ripristino in tutte le loro parti.
  4. Il destino finale delle cave risulta sempre incerto e avanza l’uso alternativo come discariche

in contrapposizione alla restituzione dei terreni come bene comune ambientale.

Nuovo piano cave 2018-2028

Le proposte iniziali delle Associazioni ambientaliste dell’Altomilanese presentate a Città Metropolitana sul Nuovo Piano Cave (28/10/17) sono le seguenti:

  1. a) Incentivi per l’attività di recupero dei materiali di demolizione (obblighi per le pubbliche amministrazione dell’uso di almeno il 60% di materiali riciclati per le proprie opere);
b) aumento di almeno il 20% degli diritti di escavazione (fermi al DCR 8 novembre 2011) e una rivalutazione delle fideiussioni a garanzia delle opere di ripristino;
  2. c) ridimensionamento drastico delle previsioni di scavo dei Piani cave provinciali in generale e della Città Metropolitana di Milano in particolare;
d) costituzione di un unico ente di controllo (anche privato, ma convenzionato) dell’attività estrattiva dotato di personale sufficiente e qualificato per le verifiche dell’attività stessa (progressione nel piano di scavo autorizzato) e dell’attuazione dei piani di recupero e “mitigazione ambientale”, che lavori in stretta collaborazione con gli Enti territoriali a partire dai Comuni.

Proposte sull’ATEg2 di Buscate

Ci pare che l’esempio di Buscate sia paradigmatico e quindi forniamo alcune indicazioni di merito che pensiamo siano utili anche in altre situazioni.
Il Comune di Buscate è diventato proprietario nel 1999 (grazie ad un accordo sugli oneri per la lottizzazione Ronché) di 76.930 mq di terreno posto all’interno del perimetro dell’ATEg2 e in aggiunta, al termine della “Fase 2” dello scavo, saranno ceduti dalla Cava Campana altri 27.466 mq (porzione del così detto Bosco Quadro). Complessivamente il Comune di Buscate disporrà quindi di circa 100.000 mq. Attualmente gli impianti di vagliatura, le vasche di decantazione, gli uffici e i depositi della Cava San Antonio sono collocati su questa area di proprietà comunale e la Cava Campana paga al Comune un affitto che complessivamente si aggira sui 20.000 €/anno. L’autorizzazione rilasciata dalla Città Metropolitana con Atto Dirigenziale del 19/11/2013 prevede anche un Piano di ripristino di quest’area con un progetto approvato contestualmente che è a carico del cavatore. Inoltre la Cava Campana è impegnata a realizzare su complessivi 65.700 mq una piantumazione compensativa; di quest’opera ne usufruirà solo in parte il Comune di Buscate con 16.950 mq, mentre i restanti 48.750 mq verranno realizzati nel Comune di Bussero. L’incongruenza che opere di compensazione ambientale vengano realizzate in un’area lontana 40 km da dove si è prodotta una ferita ambientale, non sfugge a nessuno tranne a chi l’ha autorizzata.

La Convenzione stipulata tra Comune e Cava Campana (approvata da CC del 28/09/12 delibera n. 33) ha stabilito che la Cava Campana debba lasciare liberi i terreni di proprietà comunale per ricollocarli nell’area più a nord dove si concentra attualmente l’attività di scavo e provvedere ad un nuovo accesso all’area stessa di scavo. A fronte di questo impegno convenzionale si è creata questa situazione:

v La ricollocazione degli impianti – e conseguentemente delle vasche di decantazione e dell’intero ciclo delle acque – è stata rinviata a causa del rallentamento dell’attività estrattiva; v La società ha presentato al Comune di Buscate (prot.9249 del 23/11/2015) richiesta di proroga termini inizio lavori relativi allo spostamento degli impianti per un periodo di 2 anni e 6 mesi;

v Il Comune di Buscate con atto di Giunta Comunale n.35 del 17.03.2016 ha espresso proprio atto di indirizzo alla proroga per un periodo di 2 anni (in scadenza quindi il 03/05/2018) e ha messo una serie di condizioni alla Cava tra cui la revisione della Convenzione. Tale revisione non ci risulta sia stata presentata da Cava Campana (che inspiegabilmente è stata incaricata per questo dal Comune) né tanto meno portata in

Consiglio comunale per la ratifica.

La proposta avanzata dall’Associazione 5 agosto 1991 è la seguente: ci pare che lo sfruttamento di un’area di proprietà comunale per ben 18 anni sia più che sufficiente anche per l’ammortamento degli impianti e , a nostro parere, non si devono concedere più proroghe allo spostamento degli impianti previsto dalla Convenzione sottoscritta dal Comune e dalla Cava Campana. Gli impianti esistenti sono sicuramente obsoleti e l’azienda stessa non ha previsto il loro spostamento, ma la loro demolizione. Riteniamo che una proposta ragionevole sia quella di non smantellare gli impianti, ma di mantenerli (mettendoli in sicurezza) come esempio di “archeologia industriale”: esempi simili sono già stati attuati in tutta Italia e quindi riteniamo che questa idea possa trovare una rispondenza sia nell’Amministrazione comunale, che da parte del cavatore.

Questa restituzione dell’area può finalmente aprire la strada alla realizzare del progetto di bonifica per l’area di proprietà comunale che per altro non ha oneri per il Comune , ma è a carico della Cava.

22 gennaio 2018 0 comment
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Copia di locandina_riempiamo_le_cave

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BUSCATE – Su quella che fu la battaglia che il popolo del Castanese ha combattuto per evitare che la cava di Sant’Antonio fosse riempita dai rifiuti dei milanesi, c’è un bel libriccino scritto da Emanuele Torreggiani e dalla compianta Noè, lei sì buscatese doc, che seguì da vicino le vicende e le registrò, settimana per settimana, passo dopo passo, su ‘Città Oggi. Il suo lavoro di cronista puntuale e precisa – al tempo – fece impennare la tiratura del settimanale e, dopo la vittoria fu pubblicato il libro: “I Presidianti – storia della rivolta popolare alla Cava Sant’Antonio (1991-1993”.

Il territorio, comunque –  come insegna la recente vicenda della provincia di Pavia dove capannoni zeppi di rifiuti sono andati a fuoco – va sempre controllato dai paesani, i soli che sono in grado di difenderlo. Ragion per cui la vigilanza è d’obbligo per cui è d’obbligo riempire la cava di idee.  

 

5 gennaio 2018 0 comment
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Buscate Possibile

written by Giuseppe Leoni

RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO – Facendo riferimento all’articolo apparso in data 1/12 u.s. su Libera Stampa l’Altomilanese, dal titolo “Sinistra-Merlotti, una strana armonia. L’opposizione vota a favore della giunta” si precisa che i punti all’ordine del giorno citati (variazione di bilancio e Equitalia) hanno ricevuto dai consiglieri De Bernardi e Merenda di Buscate Possibile voto di ASTENSIONE e non favorevole come indicato nel titolo.

Oltre al titolo palesemente errato anche il corpo dell’articolo non menziona in alcun modo il voto espresso dai consiglieri dando invece d’intendere ad un voto favorevole da parte di Buscate Possibile alle proposte avanzate dall’amministrazione.

Per le motivazioni sopra esposte chiediamo una rettifica dell’articolo in questione ai fini di una corretta e veritiera rappresentazione di quanto avvenuto in sede di consiglio comunale.

Esprimiamo il nostro disappunto in merito alle inesattezze riportate nell’articolo, rammaricandoci maggiormente per il fatto che il giornalista ha assistito in prima persona alla seduta di consiglio in questione.

Entrando nel merito delle illazioni riportate nell’articolo relativamente ad un opposizione più morbida che lascerebbe intendere un cambiamento di linea politica e nuovi scenari, come più volte ribadito, la nostra lista vuole realizzare un opposizione costruttiva e non aprioristica. Non è la prima volta che il giornalista in questione si lancia in ipotesi fantasiose su possibili scenari di alleanze future, ne ha diritto ma è suo dovere rappresentare i fatti senza distorsioni, così come sono nella realtà.

I temi da affrontare vengono valutati singolarmente e la domanda che ogni volta ci si pone è: “ma se fossimo noi gli amministratori cosa faremmo?”. Noi riteniamo che questo sia l’atteggiamento che un’opposizione seria deve tenere.

Sarebbe sicuramente più facile impersonare il ruolo tradizionale dell’opposizione che vota contro a prescindere, senza alcuna valutazione attenta e responsabile degli argomenti in discussione, darebbe apparentemente l’idea di un’opposizione dura e pura, ma sterile e fine a se stessa.

Questo nostro modo di operare però non deve essere confuso con un’opposizione morbida, ma identificato come un’opposizione “fatta con la testa”, ed in ogni caso di OPPOSIZIONE VERA, perché i principi, gli ideali, e i progetti che sono alla base della nostra lista erano e sono diversi da quelli dell’attuale amministrazione.

Buscate Possibile

3 dicembre 2017 0 comment
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mariam scandroglio

Una delle cose a cui crede da sempre Mariam è che il mondo non si ferma in Italia. La sua cultura va al di là dei nostri confini. Ivoriana di nascita, adottata da una famiglia italiana, ha un desiderio, da sempre, valorizzare la terra in cui è nata, con la chiara mentalità della “milanese che è in lei.

Il nostro direttore la conosce da sempre. l’ha vista crescere e formarsi, con questa intervista la vuole far conoscere ad un pubblico più ampio.

Seguitela nel nostro video:

10 novembre 2017 0 comment
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