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 DSC07075TURBIGO- Non si può dire che ci fosse una fiumana d turbighesi a celebrare il centenario dell’Associazione Caduti e Dispersi in guerra. Comunque, la sezione turbighese, guidata prima dalla mamma e oggi dal figlio Erminio Motta (classe 1937), non ha mancato – negli ultimi decenni – di ricordare il 90°, il 95° e il secolo di vita dell’Associazione alla presenza dei Sindaci del territorio, dei rappresentanti regionali e provinciali della benemerita associazione nata, a Milano un secolo fa, il 26 novembre. Data storica, che sarà ricordata fra poco più di un mese,DSC07063 nella metropoli milanese, al teatro Dal Verme, alla presenza delle autorità nazionali e del Sindaco di Milano.  Però il ‘sentiment’ c’è ancora a Turbigo se, alla fine della cerimonia, il presidente della Pro Loco, Dante Bolognesi, ha ricordato un ‘suo’ Caduto e con lui tutti gli altri dei quali riportiamo qui sotto i nomi:

GRANDE GUERRA (1915-1918)

1 – ALZANI Carlo; 2 – BAGA Francesco; 3 – BETTINELLI Giovanni; 4 –  BIANCHINI Enrico; 5 – BOLLA Raffaele; 6 – BRANCA Luigi,  Medaglia di bronzo: “Si offrì volontario per aprire insieme a pochi altri un varco attraverso i reticolati nemici. Nell’assolvere tale rischioso compito cadde ferito a morte”  ; 7 – CAGELLI Angelo, Medaglia di bronzo: “Tiratore addetto ad una mitragliatrice controbatteva con calma e freddezza l’intenso fuoco nemico, riparando continuamente i guasti dell’arma e sostituendone le parti avariate dalle schegge e pallottole che frequentemente la colpivano”;  8 – CALCATERRA Luigi; 9 – CARDESI Carlo; 10 –  CARIMATI Giovanni; 11 – CAVAIANI Arnaldo; 12 – CAVAIANI Zefferino; 13 – CAVAIANI Zefferino; 14 CITTERIO Vincenzo; 15 – COLOMBO Attilio; 16 –  COLOMBO Riccardo; 17 – COLOMBO Carlo; 18 – COLOMBO Francesco; 19 – COLOMBO Giovanni; 20 – COLOMBO Mario; 21 –  Soldato EMBI Eraldo; 22 – GARAVAGLIA Arturo;  23 – GARAVAGLIA Enrico; 24 – GARAVAGLIA Giuseppe; 25 – GUBBELS Alberto, Medaglia di Bronzo al V.M.: “Durante un assalto ai trinceramenti nemici, visto cadere mortalmente il proprio ufficiale, Alberto Gubbels prontamente assumeva il comando del plotone e con grande slancio lo guidava ancora all’assalto finché a pochi passi dalla trincea nemica cadeva egli stesso mortalmente ferito”.

Paolo Mira su Agorà del novembre 2014 ha pubblicato una spigolatura d’archivio (oltre alla foto della lapide esistente al cimitero) dalla quale risulta che Alberto Angelo Maria Gubbels, nato a Terni il 13 agosto 1890, era figlio di Enrico, direttore di filatura e Maria Caterina Lacrosse. La famiglia, a motivo del lavoro del padre, aveva lasciato la città di Terni nel 1995 e, prima di giungere a Turbigo, nel 1912 risultava residente a Prato. Il Giovane Caduto, ricordato anche nell’Albo d’Oro dei Caduti Lombardi della Grande Guerra fu insignito della Medaglia di Bronzo al V. M.  durante una cerimonia pubblica che si tenne a Turbigo nel 1916. Per la buona riuscita della commemorazione si era mosso in prima persona il sindaco Carlo Bussola.

26 – MAGNONI Vincenzo; 27 – MAZZUCCHELLI Domenico; 28 – MERLO Giovanni; 29 – NOE’ Carlo; 30 – PARATICO Giovan Battista il suo omonimo fu sindaco di Turbigo dal 1960 al 1975; 31 – PARINI Carlo; 32 – PASTORI Angelo; 33 – PELUSELLI Umberto; 34 – RAIMONDI Andrea; 35 – RICCARDI Giovanni; 36 – ROMORINI Carlo; 37 – RUGGERI Adolfo; 38 – TAPELLA Aurelio; 39 – TAPELLA Giovanni; 40 – TARANTOLA Pietro; 41 – TOMBONI Fedele; 42 – TUNESI Carlo; 43 – TUNESI Giovanni; 44 – VARINI Giuseppe; 45 – VERGANI Giuseppe; 46 –  ZOIA Luigi.

1940/45 – La seconda Guerra mondiale

Chi ha compilato gli elenchi dei Caduti della seconda guerra mondiale, per l’erigendo Monumento, non ha distinto tra i tanti soldati turbighesi dispersi i Russia, gli arditi, i militi della Repubblica Sociale Italiana. Davanti alla morte non c’è bisogno di nessun distinguo. Ecco i Caduti del secondo conflitto:

1  – AGLIO Giovanni Battista; 2 – AZZIMONTI Gilberto;  3 – BISONI Vito;

4 – BOLOGNESI Dante; 5 – BONALI Francesco; 6 – BONZA Felice; 7 – BOTTIANI Mario; 8 – BOTTINI Enea; 9 – BRAGA Osvaldo; 10 – BRUSA Giovanni; 11 – BRUSATORI Livio; 12 – CALCATERRA Mario;  13 – CARABELLI Pierino; 14 – CARCHEN Giuseppe;  15 – CARISSOLI Carlo;16 – CAROLI Luigi; 17 – CIOCCA Luigi;  18 – CORBETTA Vittorio; 19 – FACHERIS Giovanni; 20 – GIANELLA Bernardo; 21 – LANGE’ Francesco; 22 – LANGE’ Mario; 23 – MAZZONI Carlo; 24 – MEREGHETTI Mario; 25 – MERLOTTI Enrico; 26 – MERLOTTI Roseo;   27 – MERLOTTI Vittorino;  28 – MILANATO Annibale; 29 – MILANI Carlo; 30 – MIRA Carlo; 31 – MONTICELLI Luigi; 32 – MONTICELLI Mario; 33 – NAVA Luigi;  34 – PELUCCHI Luigi; 35 – PEROTTA Matteo; 36 – RAMPONI Ernesto;  37 – SALMOIRAGHI Battista; 38 –  SESINI Giovanni; 39 – VARCHETTI  Carlo; 40 – VIGNATI Angelo; 41 – VIOLI Ernesto.

 

 

 

15 ottobre 2017 0 comment
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TURBIGO – Che la zona monumentale del paese stesse cambiando faccia l’avevano già notato gli habitué del cimitero, perché se alla Messa assistono in pochi al Cimitero ci vanno tutti. Specialmente d’autunno, quando cadono le foglie e i Giorni dei Morti si avvicinano a ricordare che il tempo “vola e va, forse non ce ne accorgiamo, ma più ancora del tempo che non ha età siamo noi che ce ne andiamo”, cantava Fabrizio De André. 

Abbiamo già scritto che la presenza di un custode-responsabile al cimitero era più che necessaria (tenuto conto che la prima richiesta d’installazione di un chiosco al cimitero risale al 1986), così come – qualche anno fa –  aver delineato i percorsi che portano alla zona cimiteriale (comprese le due scalinate) con dei cipressi toscani,  ‘alti e schietti’, è stata un’altra azione ‘illuminante’ del Comune.

In questi giorni, una decina di operai di alcune Coop (la foto è di oggi), stanno ripulendo tutta la zona monumentale, compresa l’area del Monumento ai Caduti, al quale, dopo anni, sono state affisse la lastre che riportano i nomi degli ‘eroi’ turbighesi. Domenica prossima, nella celebrazione del centenario di Fondazione dell’Associazione Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra, una corona di alloro sarà posta ai loro piedi.

I lavori di manutenzione del Verde in corso, oltre a potare i famosi cipressi toscani, comprendono la posa di un telo di protezione sulle radici e la sistemazione di diversi arbusti che crescono secondo le leggi della natura.  Interventi messi a punto con l’Ufficio Ecologia, in collaborazione con la ditta Agri Garden di Elia Gualdoni, responsabile della custodia del cimitero (a cui è possibile segnalare anche le lampadine bruciate dell’illuminazione votiva).  Quindi, il risanamento di una parte della zona monumentale è in corso, anche se l’azione dovrebbe essere allargata a quella che avrebbe dovuto diventare l’area delle lapidi (a proposito c’è un Cedro del Libano con ramo rotto che andrebbe potato), dove raccogliere reperti storici dei tempi passati.      

 

12 ottobre 2017 0 comment
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Immagine

TURBIGO – Ogni persona ha un’espressione tipica e se viene memorizzata, anche dopo settant’anni, i ‘neuroni’ riescono a riconoscerla. Quasi tutte le facce di queste donne, che hanno attraversato le contrade turbighesi in bicicletta o a piedi, le ho riconosciute guardando la foto. Molte non ci sono più fisicamente, perché questa foto ha quasi settant’anni e il nostro corpo è ‘progettato’ più o meno per tale periodo.

E’ una delle tante foto inserite nelle VECCHIE IMMAGINI che il gruppo del ‘Turbigh in Giò’ ha realizzato per raccogliere fondi a favore della chiesa e che sarà possibile acquistare (20 euro) alla Festa in programma per il prossimo 22 ottobre.

Le immagini fotografiche sono documenti storici di straordinaria potenza espressiva. Sono capaci di fornirci immediatamente informazioni, espressioni ed emozioni che uno scritto difficilmente sa fare. Perciò le abbiamo cercate per cinquant’anni nei cassetti di tanti turbighesi e raccolte in un’unica pubblicazione che contiene anche l’ultimo periodo (1986-2016), durante il quale Turbigo è cambiato come non mai.  

 

12 ottobre 2017 0 comment
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spaccio Irge turbigo

Continua la storia delle Vie turbighesi le cui denominazioni sono mutate nel tempo, per ragioni storiche, politiche e via dicendo. Sono poche le Vie che hanno mantenuto la propria denominazione d’origine (tra queste la Via Fredda) e la Via Patrioti non è tra queste.

106 – PASUBIO

Collega la Via Volta con la Via Tatti e fu denominata nel 1932. Prima, come la maggior parte dei vicoli, era privato, ma quando fu costruita la Casa Sainaghi (oggi inglobata nella ‘Corte del Filippo’, appunto Sainaghi) il passaggio cessò e il vicolo divenne cieco.

La denominazione avvenne in occasione di una circolare del 26 aprile 1926, numero 7482, firmata dal conte Guglielmo Pecori Giraldi, presidente del Comitato ‘Pro Ossario’ del Pasubio, che fu inviata a tuttii Comuni con l’intento di ottenere contributi all’erezione di un monumento. Fu innalzato nei pressi  del ‘Plan delle Fugazze’ e raccolse le gloriose salme dei Caduti della prima Guerra Mondiale che si trovavano sparse nella zona interessata da feroci combattimenti tra soldati italiani e austriaci. L’inaugurazione avvenne nel settembre del 1926 e il Comune di Turbigo, oltre a comparire nell’Albo degli Offerenti, decise di dedicare una Via.

Recentemente, alla fine del 2012, la Via Pasubio è stata prolungata fino a intersecare la Via Paolo Tatti (il costo dell’intervento è stato di circa 60mila euro) a seguito della fine dei lavori della‘Casa del Filippo, opera pregevole di recupero edilizio che contiene anche una casa progettata da Carlo Bonomi e recuperata al suo antico splendore dal figlio adottivo, Angelo Vittorio.

 Sacello Ossario-del-Pasubio-Pian-delle-Fugazze-Foto-101

107 – PATRIOTI (50 civette sul tetto!)

Collega la Via Fredda con la Via Milano e l’attuale denominazione si inserisce nel novero delle Vie che furono modificate dopo la Liberazione con delibera del 13 maggio 1945.  Prima di allora era chiamata Via ‘Mario Brumana’ e aveva preso tale denominazine con delibera podestarile del 10 febbraio 1932: “Prima ‘Camicia Nera’ del Gallaratese – scrive il Podestà – fu ucciso il 4 settembre 1922. Martire fascista, attivo a Cardano al Campo (una lapide commemorativa fu piantata, in memoria), assai conosciuto a Turbigo tanto che la sezione fascista ebbe anche un labaro intestato a suo nome. Vittima dei comunisti a suoi funerali intervenne pure Sua Eccellenza Benito Mussolini”.

La storia di questa Via è molto antica. Già presente nel Catasto Teresiano del 1722, era allora indicata come Strada della Brughiera, nel senso che portava a terre incolte poste nell’area attualmente occupata dalla zona industriale.  Tra le tante storie raccontateci da Adriano Azzimonti – che aveva vissuto lungo questa Via –  c’è anche quella delle civette ( dette murì in dialetto). La vicenda risale al 1925 quando,  sul tetto di una casa in via Patrioti, in una zona – allora, come dicevamo – che si apriva sull’aperta campagna ci fu una particolare nidificazione di civette e fu necessario un intervento deciso per eliminarle.

All’inzio del Novecento, in questa Via aveva trovato sede una cava – per produzione di sabbie lavate per cementi armati e ghiaie –  con dragaggio fondata nel 1901 da Giovanni Seratoni, mentre negli Anni Cinquanta del secolo scorso i titolari erano i fratelli Giuseppe, Roberto e Dario.

108 – PETRARCA Francesco

Collega la Via Pucini con la Via Ugo Foscolo e fu denominata con delibera 120 del 28 settembre 1971

 

FOTO 1 – La Via Patrioti allo sbocco sulla Strada Statale (al tempo dello Spaccio Irge), ma si capisce chiaramente che un tempo proseguiva diritta ‘verso le brughiere’ della ‘Ticinera’, toponimo antico appartenuto al territorio di Castano Primo in quanto adiacente al famoso Ponte; 2 – Il sacello ossario del Pasubio

11 ottobre 2017 0 comment
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Lodi

TURBIGO-BUSCATE. Quando fioriscono i topinambur (fine settembre) e, sui loro alti steli i fiori gialli si lanciano alla ricerca dei raggi del sole, ci viene in mente il dottor Angelo Lodi di Buscate, il ‘nostro scrittore’ come lo chiamò Emilio Scampini.

I‘Topinambur’ erano i ‘suoi’ fiori, li ha raccontati in tanti suoi libri, una pianta spontanea dalla selvaggia bellezza dei fiori gialli, ma che possiede anche proprietà terapeutiche. Angelo Lodi li aveva a casa sua e li vedeva fiorire ogni settembre, accanto alla scalinata di entrata dal parco.

Non c’è neanche su Google il ‘nostro’ scrittore (e bisognerebbe rimediare), ma Buscate gli ha dedicato la sala principale dell’ex Filanda. Noi lo ricordiamo stasera con un mazzetto dei fiori che privilegiava…

 

 FOTO Angelo Lodi a sinistra con Giuseppe Leoni alla presentazione di un suo libro

7 ottobre 2017 0 comment
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