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004Quando Giovanni Parini ci ha chiesto di registrare le prove del gruppo, gli abbiamo detto di sì subito. Li conosciamo dal lontano 1992 e li abbiamo sempre seguiti. In un certo senso come parte attiva, il nostro Direttore Francesco Maria Bienati nell’Album “In Vino Veritas” firma la 003foto di Copertina. Poi li abbiamo seguiti come semplici fans.

Oggi CAM è entrato in Sala Prove, mentre si preparavano al concerto che darà il via alla Stagione 2018. L’occasione per vederli la prima volta quest’anno sarà il Palco dell’Insubria Festival di Marcallo con Casone, al Parco Ghiotti alle 21 di Venerdì 27 Aprile.

A voi che ci leggete restano due cose da fare: Vedere il video da noi girato e recarvi al primo concerto della Stagione all’Insubria Festival.

24 aprile 2018 0 comment
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centroviola

Gli animali domestici sono fedeli compagni di vita. Entrano nella nostra casa da piccoli o addirittura ci sono nati. Nel corso degli anni, giorno dopo giorno, condividono tutte le nostre gioie e dolori e non fanno mancare mai il loro supporto. Il grande filosofo tedesco Arthur Schopenhauer disse che “Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato”. Esiste un legame forte con l’uomo. L’animale domestico è parte integrante della propria famiglia e fedele compagno, soprattutto quando si vive da soli. Ecco perché La morte del proprio animale è sempre un evento drammatico. E al momento della sua dipartita, diventa naturale dare dignità all’ultimo saluto.  Tante persone soffrono, come se a venir meno fosse un proprio caro.

«Sono più di 20.000 anni che condividiamo la nostra vita con i cani e negli ultimi anni questo legame è diventato sempre più stretto. – sottolinea Michele Caricato, istruttore cinofilo ed esperto di livello internazionale della relazione tra uomo cane – Pertanto, è molto più naturale di quello che pensiamo desiderare il massimo e avere la possibilità di elaborare il distacco nella maniera più vicina al nostro modo di essere». Il punto è sapere bene che cosa si deve fare dopo la dipartita del nostro animale, come affrontare questo infelice evento. Una cosa è certa: la carcassa non può essere smaltita in maniera illegale. Ci sono adempimenti burocratici da rispettare, come la denuncia di morte presso l’anagrafe canina regionale.

Una delle pratiche è, affrontandone i relativi costi, quella di dargli una degna sepoltura in un cimitero per cani (se esiste nel proprio comune o nelle zone circostanti) oppure, in un terreno di proprietà o nel giardino (se abbastanza grande), previa autorizzazione delle competenti autorità e seguendo poi precise modalità. Occorrerà il certificato del veterinario che ne attesti la morte e l’assenza di malattie infettive e, inoltre, dovrà essere disattivato il microchip. La fossa dovrà essere delle dimensioni adatte a ricevere il corpo del cane e neanche troppo profonda. Altra soluzione è di affidarsi al proprio veterinario (o a una clinica per animali), dandogli l’incarico di occuparsene destinando la carcassa a una delle ditte che effettuano la cremazione a fronte del pagamento di una modesta somma. Ma non tutti sanno che, spesso, in questo casi il nostro amato Fido andrebbe incontro a una cremazione collettiva, cioè insieme a tante altre carcasse di animali. Non sarà possibile, quindi, chiedere la restituzione delle ceneri e conservarle in un’urna.

«È sempre toccante vedere quanto amore ci sia nei proprietari di cani e quanto tengano a darne prova rendendo la sua dipartita degna della devozione che il compagno peloso ha dimostrato loro per tanti anni», afferma Mattia Rossi, responsabile del servizio cremazione e cremazione singola presso il moderno e attrezzato Centro Cinofilo della Viola di Marcallo con Casone (http://centrocinofilodellaviola.com), alle porte di Milano.  Questa realtà, che rappresenta un valido punto di riferimento per l’area Sud Ovest della Città Metropolitana di Milano, può garantire, al modico costo di 250 euro, un servizio completo e dignitoso per dare l’ultimo saluto a Fido che include una vera e propria cerimonia funeraria alla quale assistono i proprietari, parenti e amici, la cremazione singola dell’animale e la consegna delle ceneri in un’urna (anche questa scelta dai proprietari).
Nel suo libro “Pets – Come gli animali domestici hanno invaso le nostre case e i nostri cuori”, Guido Guerzoni, docente dell’Università Bocconi di Milano, ha posto l’accento sul radicale cambio di atteggiamento dell’uomo nei confronti degli animali domestici, complice anche l’evoluzione culturale della società.

Una volta i cadaveri degli animali venivano abbandonati, gettati tra i rifiuti o, nella migliore delle ipotesi, seppelliti da qualche parte. Tutte forme illegali che attualmente avrebbero gravi conseguenze penali ed economiche. Oggi la dipartita del proprio animale domestico è un evento funesto, una perdita dolorosa e nel rispetto della legge si possono adottare diverse soluzioni. Negli Stati Uniti le cerimonie funebri per animali ammontavano già a 500.000 mila nel 2013. La cremazione comunque resta a livello mondiale la pratica più diffusa, soprattutto se fatta in maniera singola all’interno di una dignitosa e discreta cerimonia di addio, come accade nel Centro Cinofilo della Viola. È quello che meritano i nostri cari animali domestici che, oltre alla compagnia e all’affetto, come dimostrato da studi scientifici, possono aiutare solo con la loro affettuosa presenza, a superare disturbi cronici e svariate patologie.

23 aprile 2018 0 comment
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insubriaComincia cosi la Stagione del mitico gruppo dei Gamba de Legn. L’occasione è la partecipazione all’Insubria Festival che si svolgerà dal 25 al 29 Aprile al Parco Ghiotti a Marcallo con Casone. Saranno diversi i gruppi che calcheranno il palco della Manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale Terra Insubre.

Qui potete scaricare l’intero programma della Manifestazione:  programma dell’Insubria Festival 2018.

gambaI Gamba de Legn suoneranno il 27 Aprile dalle 21.00 alle 23.30

20 aprile 2018 0 comment
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auto-carabinieri

Un alterco per banalissimi motivi di viabilità ciclistica finisce con un uomo in ospedale. Per fortuna in maniera non grave, ma la vicenda accaduta ieri pomeriggio a Marcallo con Casone ha dell’incredibile e avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori. Un uomo anziano sull’ottantina stava viaggiando in bicicletta lungo la pista ciclabile che da Marcallo arriva in viale Padania.

Improvvisamente scoppia la discussione con un altro uomo incrociato lungo il percorso, un marcallese sulla sessantina anche lui in bicicletta in giro con la moglie. La lite è per problemi di precedenza tra ciclisti. Tra i due è partita la discussione. Il più anziano era particolarmente agguerrito e minaccioso. Ha estratto un martello dal suo zaino riuscendo a colpire il rivale. Quest’ultimo è stato soccorso da un equipaggio della Croce Bianca di Magenta e dall’autoinfermieristica e poi accompagnato in codice verde al pronto soccorso del Fornaroli. Ne avrà per qualche giorno e, dalla prognosi, si potrà sapere se la vicenda procederà a querela di parte o d’ufficio.

Saranno i carabinieri a ricostruire la dinamica dell’accaduto. All’arrivo dei militari della stazione di Magenta sul posto l’aggressore si era già dileguato con la sua bicicletta. Non prima di avere minacciato un ragazzo che era intervenuto per placare gli animi.  “Levati dai piedi o farai la fine dell’altro”, gli avrebbe detto.

18 aprile 2018 0 comment
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L’hanno sorpresa mentre rubava del denaro nella casa dove prestava servizio. Sono stati i carabinieri della stazione di Magenta ad arrestare, l’altra sera, A.S., collaboratrice domestica di 53 anni di nazionalità albanese. La donna stava lavorando in un’abitazione di Marcallo con Casone, dove vive anche una signora anziana, ed era impegnata come sempre nelle faccende di casa.

I proprietari l’hanno vista mentre arraffava soldi e hanno allertato subito i carabinieri giunti sul posto con una pattuglia da Magenta. All’arrivo dei militari la donna aveva ancora i soldi in mano ed è stata arrestata in flagranza di reato per furto. Nell’immediatezza del fatto è stata messa ai domiciliari in attesa della direttissima che si è svolta questa mattina a Milano.

Il giudice ha disposto la libertà per la donna, per due motivi. La tenuità del fatto poiché la somma che stava rubando si aggirava attorno ai trecento auro e l’assenza di condanne penali. I soldi sono stati tutti recuperati e restituiti ai legittimi proprietari.

16 aprile 2018 0 comment
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lerici

Tragedia su uno dei tratti autostradali più trafficati. Una donna ha perso la vita e suo figlio che dopo domani compie 18 anni è stato elitrasportato all’ospedale Niguarda di Milano. E’ successo questa mattina sulla A4 Milano-Torino, nel comune di Marcallo con Casone, a pochi metri dall’uscita di Marcallo Mesero. Enrica Bertolotti, nata a Torino il 26 febbraio 1962 stava percorrendo l’autostrada A4 in direzione Torino e avrebbe dovuto raggiungere l’aeroporto della Malpensa. Stava accompagnando il figlio che doveva prendere l’aereo per Praga, città nella quale si trova il padre per lavoro. Si trovava, all’uscita di Marcallo, quando è avvenuto l’incidente che ha coinvolto due tir. Uno svoltava e anche lei svoltava, il secondo tir non li ha visti. L’urto è stato micidiale per il veicolo che si è letteralmente accartocciato riducendosi ad un ammasso di lamiere. Illesi gli autisti dei mezzi pesanti. I soccorsi sono partiti immediatamente, ma per la donna non c’è stato niente da fare. Due le ambulanze giunte sul posto, la Croce Bianca di Magenta e il Cvps di Arluno, oltre all’equipe medica dell’elisoccorso e ai vigili del fuoco con autopompa e mezzo polisoccorso per liberare i coinvolti dalle lamiere. Il ragazzo è stato stabilizzato e trasferito, in codice giallo, al Niguarda. Non è in pericolo di vita.

La dinamica è ancora tutta da chiarire e le indagini della Polizia Stradale di Novara Est stanno procedendo a ritmo serrato. La vittima viveva a Lerici, cittadina sul mare della Liguria della provincia della Spezia. Il tratto tra Marcallo/Mesero e Arluno ha subito pesanti rallentamenti per diverse ore. Fino alla rimozione dei mezzi coinvolti su disposizione del magistrato. Auto e mezzi pesanti sono stati posti sotto sequestro. L’indagine aperta è per omicidio colposo, come da prassi. La salma è stata trasferita all’obitorio in attesa dell’esame autoptico che dovrà chiarire le cause del decesso. I due tir coinvolti nell’incidente mortale sono stati, entrambi, immatricolati in Slovenia.

Ed erano condotti da un autista bosniaco di 32 anni e uno di nazionalità austriaca di 55 anni. Tutti e due senza ferite, ma sotto choc per l’accaduto. Non si contano gli incidente gravissimi e mortali che si sono registrati nel corso degli ultimi anni nel tratto tra Arluno Marcallo/Mesero fino al ponte del Ticino a Bernate, quello che segna il confine tra Lombardia e Piemonte. Un tratto percorso quotidianamente da migliaia di mezzi pesanti che rendono l’arteria molto rischiosa.

 

 

29 marzo 2018 0 comment
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