Home Lonate Pozzolo
Category

Lonate Pozzolo

parco1

Un grande Parco transnazionale fino al confine con la Svizzera.

Si è svolta martedì a Lonate Pozzolo, al centro parco ex dogana Austroungarica, la conferenza stampa di presentazione della richiesta per estensione del titolo MAB Unesco da parte di Parco del Ticino Lombardo e Piemontese, del Parco Val Grande, del Parco Regionale Campo dei Fiori.

Ecco il video di presentazione di questo ambizioso progetto:

2 novembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
parco

cartografia territorio candidatoUn grande passo avanti verso la realizzazione di un sogno. Oggi al Centro Parco ex Dogana Austroungarica di Lonate Pozzolo è stata presentata una candidatura. Quella mediante la quale si chiede di estendere il riconoscimento MAB Man & Biosphere dell’Unesco oltre il limite settentrionale della riserva attuale, fino al confine svizzero. Includendo così l’intero ambito del lago Maggiore e dei comuni rivieraschi e il territorio afferente al Parco Nazionale della Val Grande e del parco Regionale del Campo dei Fiori. Il direttore del Parco Claudio Peia ha presentato l’evoluzione dei Parchi, dalla nascita fino ai giorni nostri.

“Ma un titolo come quello di essere riconosciuti MAB Unesco – avverte – non è una medaglia, ma una assunzione di responsabilità. Dobbiamo portare fuori dai nostri territori le buone pratiche dei parchi”. La proposta di ampliamento andrà ad includere ulteriori 148 comuni. A relazionare in merito a tale progetto sono stati il presidente dell’assemblea consultiva dell’area MAB David Guenzi e il vice parco1Flavio Polloni. “I risultati conseguiti – ha detto Guenzi – hanno aumentato in noi la consapevolezza che appartenere all’area MAB è un valore aggiunto. Per reperire fondi, per il marketing, è un’occasione per fare sistema e progetti, per ottenere prestigio sul piano internazionale”.

L’obiettivo odierno è quello di realizzare un grande parco transnazionale ai confini con la Svizzera. La cronistoria del progetto è stata trattata da IMG_0390Monica Perroni e Francesca Trotti. Per il presidente del Parco del Ticino Gian Pietro Beltrami quello di estendere il riconoscimento MAB “è un sogno che potrebbe ben presto realizzarsi”. Sulla stessa linea Adriano Fontaneto, presidente del parco Piemontese e del Lago Maggiore. E Cristina monvalle, del parco val Grande ufficio conservazione e promozione della natura, ha aggiunto: “Abbiamo aderito fin da subito a questa proposta di fare rete. La nostra strategia è di proiettare verso nord il progetto facilitando quel lavoro che riguarda il parco nazionale del Locarnese che dovrà essere confermato l’anno prossimo attraverso un referendum popolare”. Se i grandi nomi della politica erano assenti a Lonate Pozzolo dove forse non tutti, hanno compreso a pieno l’importanza di estendere la riserva MAB fino al confine svizzero, non sono mancati coloro che da sempre hanno lottato per la salvaguardia del fiume azzurro, del suo ambiente circostante, della biodiversità e di tutto il patrimonio di cultura che ne consegue.

E’ il Coordinamento Salviamo il Ticino. Tornando indietro negli anni e ripercorrendo la storia la mente ci riporta al 2003 quando 50 cartografia territorio candidato tuttoassociazioni si unirono per denunciare l’inquinamento del Ticino causato dalle acque luride provenienti dal sistema di depurazione di Sant’Antonino. “Oggi – commenta Claudio Spreafico del Coordinamento – aggiungiamo un altro tassello per la valorizzazione e la tutela della Valle del Ticino e dei suoi abitanti”. Nel 2007 le associazioni si costituirono nel Coordinamento Salviamo il Ticino organizzando a Vigevano un convegno per consegnare alle autorità regionali e ai parchi lombardo e piemontese più di ventimila firme per chiedere miglioramenti in tema di qualità e quantità delle acque del Ticino e un unico Parco. “Oggi finalmente parliamo di Biosfera della valle del Ticino – conclude il Coordinamento – Oggi al Centro Parco di Tornavento presentiamo la maglietta con il simbolo. Realizzato dai ragazzi delle scuole, che rappresenta questo importante risultato che, presto, vedrà coinvolta anche la Svizzera, dove nasce il Ticino”.

31 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
5057_cardacrucca17

LONATE POZZOLO – Torna domenica 1 ottobre a Tornavento di Lonate Pozzolo (Va) la CardaCrucca, gara podistica organizzata dalla Cardatletica ASD di Cardano al Campo con il supporto della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Una corsa adatta a tutti che attraversa un territorio particolarmente suggestivo quale via Gaggio, una sorta di museo all’aperto lungo quelle che erano le piste di atterraggio create dai tedeschi durante il secondo conflitto mondiale, e alcune aree naturali del Parco del Ticino. Il tutto con un arrivo spettacolare nella piazzetta di Tornavento, un vero e proprio balcone affacciato sulla Valle del Ticino, dopo aver costeggiato il canale Villoresi. Quattro i percorsi previsti: uno da 270 metri per i bambini, uno da 1.980 metri per i ragazzi e i “classici” da 8 km oppure da 15,3 km.

«L’unione dell’aspetto culturale-paesaggistico – valorizzando un’area del nostro territorio poco conosciuta – con l’aspetto sportivo fanno della CardaCrucca una manifestazione assolutamente unica e di grande rilievo», premette il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Roberto Scazzosi. «La valorizzazione del territorio sia nella forma culturale sia associazionistica è un punto caratteristico anche della nostra Bcc che, nel rispetto dei valori mutualistici, è motore di sviluppo».

Rispetto all’anno scorso, l’edizione 2017 della CardaCrucca si presenta con alcune novità. Oltre all’introduzione del percorso per i bambini nati tra il 2008 e il 2012, sono stati leggermente modificati anche i percorsi più lunghi per rendere la gara ancora più spettacolare. In più, spiegano gli organizzatori, «grazie alla collaborazione con l’associazione Artha ASD di Castellanza abbiamo aperto al nordic walking per la gara non competitiva da 8 km. Inoltre abbiamo portato da tre i peacer, ovvero i “segnapasso” che correranno ad una velocità di 4 minuti e 30, 5 e 5 e 30 al km». Con queste premesse, l’obiettivo (non dichiarato) è quello di superare le 1.100 adesioni avute nel 2016.

Il programma prevede alle 9.05 la partenza della gara sui 270 metri riservata i nati nel 2008-2012; alle 9.10 il via alla gara su 1.980 metri per i ragazzi 2002-2007; quindi alle 9.30 la partenza per l gare podistiche Uisp e le camminate ludico motorie libere a tutti sugli splendidi percorsi da 15,3 km e da 8 km. Il ritrovo è previsto dalle 8 all’oratorio di Tornavento in via Verga; mentre la partenza è lungo la strada bianca che porta alla dogana austro-ungarica (a 500 metri dal ritrovo).
Per le iscrizioni consultare il sito della corsa http://cardacrucca.blogspot.it, oppure direttamente a Tornavento sabato 30 settembre dalle 9.30 alle 12.30 ed il giorno della gara domenica 1 ottobre dalle 8.15 fino a 15 minuti prima delle partenze. Quote di iscrizione: 12 euro per percorso di 15,3 km competitivo, con maglia tecnica (con regolare pre-iscrizione entro il 29 settembre) e per percorso di 15,3 km non competitivo, con maglia tecnica; 9 euro per percorso di 8 km non competitivo, con maglia tecnica; 17 euro per percorso di 15,3 km competitivo, con maglia tecnica il giorno della gara e 2 euro per le minipodistiche.

Saranno premiati i primi tre bambini e le prime tre bambine nati dal 2008 al 2012; i primi tre ragazzi e le prime tre ragazze nati dal 2002 al 2007; i primi 10 uomini e le prime 8 donne competitivi del percorso lungo; le prime 5 società con il maggior numero di prescritti.

Per ulteriori informazioni: http://cardacrucca.blogspot.it

25 settembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
DSC06907

DSC06899

NOSATE-LONATE. C’è una fetta di terra, ai confini di Nosate con Lonate, dove vige una sorta di ‘porto franco’, nel senso che le poche presenze che ci sono fanno quello che vogliono. Parliamo della chiusura di un ponte sul Villoresi (foto), prosecuzione della Via Alla Guardia di Nosate. Si tratta di un antico tratturo medievale che attraversa la campagna, al quale è stato impedito di proseguire al di là del canale Villoresi in quanto ‘qualcuno’ ha chiuso con panettoni e filo spinato l’uscita del ponte su una strada pubblica. Succede. E’ già tanto che qualcuno se ne sia accorto e ci ha invitato a fare una denuncia su un quotidiano.

Un’altra vicenda del genere è avvenuta qualche decennio fa, sempre al confine tra Lonate e Nosate. Un’antica strada che costeggiava la ‘Rosa dei Venti’ (parte di uno dei tanti campi di aviazione sorti nella brughiera durante il Novecento) che sbucava sulla Provinciale, al margine nord della cosiddetta ‘Pista dei Cavalli’, è stata chiusa per ragioni ignote. Allo sbocco sulla provinciale si trova oggi una cabina di distribuzione dell’energia elettrica.

Nonostante questo pezzo di terra conservi le vestigia del ‘Fosso del Panperduto’ e di quello della ‘Cerca’ di antica memoria, nonostante segnalazione inviate al Parco del Ticino e ai Sindaci dei Comuni, niente mai si è mosso. E così il pubblico diventa privato per usocapione, ma va bene lo stesso.   

 

 

7 settembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
centrale

centrale2centrale4JPG

 

 

LONATE POZZOLO –  Sono in corso i lavori di costruzione di una piccola centrale idroelettrica che sarà alimentata dalle acque di scarico del depuratore di Sant’Antonino. La realizzazione è stata spostata in territorio di Lonate Pozzolo, un centinaio di metri più a monte dall’attuale manufatto di sfioro nel Canale Industriale che si trova, invece, in territorio di Nosate, dove originariamente era prevista l’installazione. 

Era prevista sin dall’inizio quando, nel 1987, a seguito di un’ordinnza del  Ministro della Protezione Civile, il varesotto Giuseppe Zamberletti, il progetto di bonifica delle acque di spagliamento dell’Arno fu affidato alla società Castalia. Successivamente, nel 1988, l’Assessorato Ambiente e Ecologia della Regione Lombardia affidò, a ‘Italimpianti’ lo studio generale per il ‘Risanamento dei territori soggetti al disperdimento delel acque di rifiuto e meteoriche dei torrenti Arno, Rile e Tenore e delle fognature di Busto Arsizio’.

Il rapporto finale conteneva già tutte le soluzioni che sarebbero state perseguite negli anni successivi: addurre le acque di Busto Arsizio al depuratore di S. Antonino, attraversando i territori di Magnago e Vanzaghello; intervenire risolutamente sui torrenti Arno Rile e Tenore che costituivano, nel tratto finale, una vera e propria fognatura a cielo aperto. Eppoi convogliare le acque di scarico del depuratore e dell’Arno nel Canale Industriale e, in emergenza nel Canale Marinone e da qui nel fiume Ticino.  

L’intero progetto entrò nell’Accordo di Programma tra più enti, del dicembre 1998, siglato in Regione dall’allora assessore alle Opere Pubbliche e Protezione Civile, Milena Bertani, in vista dell’apertura dell’aeroporto ‘Malpensa 2000’, le cui acque sarebbero state convogliate anch’esse al depuratore di Sant’Antonino. E’ in questo contesto di apertura dell’aeroporto che si trovarono i fondi necessari all’operazione di bonifica con la realizzazione di alcune vasche di dispedimento e raccolta dei reflui e messa in opera di uan tubazione che convogliava i reflui – in uscita dall’impianto di fitodepurazione –  al Canale Industriale. Nel 2006 venne aperto il manufatto di sfioro sul Canale Industriale ( e non mancarono alti lai per le schiume che si innalzavano sul pelo dell’acqua), nelle vicinanze dell’attuale fabbricato che la ditta ‘Mondino costruzioni’ sta realizzando e dove sarà installato l’impianto idroelettrico.   

Questa la storia che ha portato le acque della fognatura di Busto Arsizio e Malpensa nel Canale Industriale e quindi nel Naviglio Grande (un bacino imbrifero, quello del Ticino, estraneo a tali acque, che avrebbero dovuto essere indirizzate nell’Olona), quelle stesse acque che una volta depurate a Sant’Antonino faranno girare – fra qualche mese – la turbina collocata sulla riva sinistra del Canale Industriale, nella zona che nel vernacolo locale è detta ‘Punt di Ladar’.  

27 agosto 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
camion

Se l’è vista brutta il conducente di un camion che oggi, verso le 17.30, provenendo da Gorla Minore era appena uscito dalla superstrada Boffalora Malpensa quiando, all’altezza di Sant’Antonino di Lonate Pozzolo, si è accorto di avere sbagliato percorso.

Nel rientrare ha preso la rotonda forse con troppa velocità sbilanciando il mezzo che trasportava materiale inerte, per ribaltarsi sul fianco e finire sul guard rail. Sul posto è giunta la Polizia locale per regolare la viabilità. Fortunatamente il conducente non ha riportato ferite. (Per la foto si ringrazia Franco Gualdoni)

 

1 giugno 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Newer Posts