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Se l’è vista brutta il conducente di un camion che oggi, verso le 17.30, provenendo da Gorla Minore era appena uscito dalla superstrada Boffalora Malpensa quiando, all’altezza di Sant’Antonino di Lonate Pozzolo, si è accorto di avere sbagliato percorso.

Nel rientrare ha preso la rotonda forse con troppa velocità sbilanciando il mezzo che trasportava materiale inerte, per ribaltarsi sul fianco e finire sul guard rail. Sul posto è giunta la Polizia locale per regolare la viabilità. Fortunatamente il conducente non ha riportato ferite. (Per la foto si ringrazia Franco Gualdoni)

 

1 giugno 2017 0 comment
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Se si passa dal Centro Parco Ex Dogana Austrongarica a Lonate Pozzolo, si notano alcune macchine in sosta in cui siedono giovani prostitute dell’est.

La prima, mora e un dress code nero molto provocante, è ferma all’ingresso di quel luogo in cui grandi e piccoli, specialmente famiglie con minori al seguito, si ritrovano per fare una passeggiata nel verde o anche pranzare nel ristorante indicato dal percorso.

Noi di CAM, percorriamo in macchina quel tratto di strada asfaltata che di norma è calcato da piedi di corta e lunga misura che vogliono concedersi un pomeriggio di relax. Famiglie che quando curvano l’auto per entrare al Centro Parco, sfiorano la macchina della lucciola bulgara la quale attende i suoi clienti, durante il viavai delle auto che sperano nel frattempo di trovar parcheggio.

Una presenza che imbarazza, suscita disturbo a tutte quelle madri che non sanno cosa rispondere ai loro figli mentre le chiedono cosa ci faccia una vestita in quel modo proprio in quel punto. Non è giusto, soprattutto sotto lo sguardo innocente dei bambini che si apprestano a raggiungere il parco, lasciare indisturbata una prostituta che svolge “liberamente” il suo lavoro.

E così, nella speranza di dar voce a coloro che ne subiscono l’onda d’urto, decidiamo di avvicinarsi alla vettura della mora parcheggiata all’ingresso del luogo pubblico. Pessimo impatto: la ragazza ripone il suo stivale in pelle all’interno dell’auto, barricandosi all’interno per poi scorrere velocemente le dita sullo smartphone. Ancora un tentativo, anch’esso fallito: la ragazza dice di “non voler parlare perchè non ha niente da dirci”. Per evitare inconvenienti, ripartiamo e accostiamo accanto all’altra auto, a 200mt di distanza, in cui scende prontamente dal suo abitacolo la collega della prima, al cellulare, mentre ci comunica che “è al telefono con la collega”. L’avviso per dirle che siamo del giornale e le volevamo parlare. Anche lei rumena, ma decisamente più disponibile a raccontarci della sua esperienza sulle strade di Lonate Pozzolo. “Lei non parla italiano”, inizia la lucciola ricciola, “però posso dirvi che nessuno è mai venuto a lamentarsi, Polizia compresa”. Ah sì? Incalzo io, e così voi svolgete la vostra “professione” senza che nessuno vi abbia segnalate anche per la posizione in cui siete? “Assolutamente no, ho 23 anni e sono qui con la mia macchina per mio volere… ripeto: la Polizia Locale non ha mai detto niente” sorride come se non ci fosse nulla di male e che sia giustificata perchè “senza impiego”. Sei giovane e bella, perchè non provi a cercarti un vero lavoro? “Ma a me va bene questo, non ne vedo il problema…”.

II problema che amplifica il problema prostituzione è dato dalla conferma che la divisa di Lonate Pozzolo e Tornavento, non le abbia mai sollecitato la loro presenza in strada nè altro.

Viviana Fornaro

17 novembre 2016 0 comment
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TORNAVENTO DI LONATE BOZZOLO – È in programma domenica 2 ottobre l’edizione 2016 della CardaCrucca, gara podistica organizzata dalla Cardatletica ASD di Cardano al Campo con il supporto della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Una corsa adatta a tutti che si caratterizza per i tre percorsi previsti e per il territorio interessato: con l’esclusione del tracciato dedicato ai bambini da 1,2 km, i percorsi da 8,8 e 15 km attraversano infatti una sorta di museo all’aperto lungo quelle che erano le piste di atterraggio create dai tedeschi durante il secondo conflitto mondiale arrivando a toccare alcune aree naturali del Parco del Ticino. Il tutto con un arrivo spettacolare nella piazzetta di Tornavento, un vero e proprio balcone affacciato sulla Valle del Ticino, dopo aver costeggiato il canale Villoresi.

«È una corsa molto particolare perché capace di coniugare l’aspetto culturale-paesaggistico, valorizzando un’area del nostro territorio, con l’aspetto più prettamente sportivo tipico di una corsa podistica», premette il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Roberto Scazzosi. «Sono due elementi che caratterizzano l’azione della nostra Bcc: una banca che, nel rispetto dei valori mutualistici, vuole essere motore di sviluppo, sostenendo le realtà associative del territorio».

L’edizione 2016 della CardaCrucca si presenta con alcune novità. Innanzitutto la presenza di atleti “segnatempo” che saranno facilmente riconoscibili perché caratterizzati da un palloncino: percorreranno l’intero tragitto alla velocità costante di 1 km ogni 4 minuti e 1 km ogni 5. Ad allietare le fatiche della corsa, lungo il percorso ci sarà anche un musicista. Non certo ultimo, vista la stagione, quanti faranno il percorso più lungo avranno la fortuna di passare lungo una “via dei profumi”, una strada bianca caratterizzata dall’erica in fiore. «Un grande ringraziamento alla Bcc che ha voluto sostenerci», osservano gli organizzatori. «La CardaCrucca ha sempre registrato un crescente interesse raddoppiando gli iscritti in pochi anni. L’obiettivo è continuare a migliorarci».

Il programma prevede alle 9.10 la partenza della minipodistica da 1,2 km (per i nati dal 2002 al 2011) e alle 9.30 il via ai corridori per i percorsi da 15 km (suddivisi in competitiva Uisp e non competitiva) e 8,8 km. Il ritrovo è previsto all’oratorio di Tornavento in via Verga 3; mentre la partenza è lungo la strada bianca che porta alla dogana austro-ungarica (a 500 metri dal ritrovo).

Per le iscrizioni consultare il sito della corsa http://cardacrucca.blogspot.it, oppure sabato 1 ottobre dalle 9.30 alle 12.30 all’oratorio di Tornavento. È possibile iscriversi anche il giorno stesso della gara presentandosi al punto di ritrovo. Il costo dell’iscrizione è di 8 euro per il percorso corto, 10 euro per il percorso lungo (sia competitivo che non competitivo), 12 euro per il percorso competitivo il giorno della gara e 2 euro per la minipodistica. Per i primi 700 iscritti c’è la maglietta della manifestazione.

Sono previsti riconoscimenti ai primi tre ragazzi e alle prime tre ragazze della minipodistica; ai primi 10 uomini e alle prime 8 donne competitivi del percorso lungo; ai primi tre uomini e alle prime tre donne iscritti al “Criterium Varese che corre” e alle prime cinque società con il maggior numero di prescritti.

Per ulteriori informazioni: http://cardacrucca.blogspot.it

28 settembre 2016 0 comment
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LONATE POZZOLO-NOSATE. Tre anni fa, durante il mese di aprile, Franco Bertolli e Ambrogio Milani di Lonate Pozzolo organizzarono una visita guidata alla  ‘Rosa dei Venti’ (punto giallo della carta qui pubblicata) misconosciuta ai più. 

Un monumento, quello della ‘Rosa dei Venti’, recuperato  nella memoria storica da Ambrogio Milani, che ne ha curato la salvaguardia in questi anni, consistente in una sorta di ‘cerchio magico’, diviso secondo i punti cardinali e i 360 gradi che serviva –  al tempo in cui al ‘Campo della Promessa’ centinaia di piloti si addestravano – a mettere a punto la bussola degli aerei, sempre soggetta ad errori per l’influenza di magnetismi latenti. Gli aerei venivano trasportati in sito (dove attualmente ci sono i resti della ‘Rosa dei Venti’) proprio per mettere ‘a fuoco’ la bussola, strumento fondamentale per la navigazione.

Alla visita di qualche anno fa erano presenti una decina di amanti del territorio (ma anche appassionati di storia locale dei paesi vicini, come il sottoscritto). Non aveva fatto mancare la presenza il vicesindaco di Lonate Pozzolo e assessore al Territorio, Sabrina Marino,  che tutti auspicavano potesse prendere a cuore l’iniziativa del recupero di questa antica presenza, vista anche una certa disponibilità dei proprietari della cava sul cui ciglio insiste l’importante presenza storica.

Sono passati gli anni e non è successo niente. Nel frattempo, nelle occasioni in cui era possibile sono stati sensibilizzati gli Amministratori comunali (anche di Nosate, visto che il monumento si trova al confine con Lonate), ma nessuno ha mai battuto un colpo. Un vero peccato!

 

27 settembre 2016 0 comment
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LONATE POZZOLO – Venerdì 23 settembre, alle 10, presso il Parco delle Rimembranze di Lonate Pozzolo, sarà ricollocata la stele ‘Aviatori della Brughiera’. L’iniziativa,  che vanta il patrocinio e il contributo della Provincia di Varese, del Comune di Lonate Pozzolo, della Fondazione Comunitaria del Varesotto, vedrà la partecipazione dell’Aeronautica Militare e della Fanfara della Prima Regione Aerea di Milano, diretta dal 1° M.llo  Lgt Antonio Macciomei.

‘DOVE IL VOLO E’ UNA ‘PROMESSA’. La storia ha registrato il connubio tra il territorio e l’aviazione, iniziato negli anni Venti del Novecento con con la creazione e lo svilupparsi del suo campo d’aviazione militare – uno dei più importanti a livello nazionale – battezzato ‘Campo della Promessa’ da Gabriele D’Annunzio.

Una storia aviatoria che da anni un gruppo di appassionati mantiene viva in stretto contatto con le istituzioni.  Il loro impegno ha permesso l’apertura nel 2002 della Via Gaggio (dove si possono vedere vestigia militari e aviatorie del campo) ed il recupero, nel 2006, della stele originale con l’epigrafe dettata da Gabriele D’Annunzio (“Ai martiri innominati dell’ala infranta e invitta che dell’eterno silenzio fanno la lor gloria eterna – 11 marzo 1926”). Stele questa poi collocata nel ‘Parco delle Rimembranze’ accanto ad un altro monumento eretto in memoria del generale di brigata aerea Gian Mario Beltrami, precipitato con il suo aereo nei pressi del campo di aviazione di Lonate.

L’attuale recupero riguarda un altro monumento realizzato dal gruppo ‘Aviatori della Brughiera’. L’associazione (di ex appartenenti all’Aeronautica Militare) che ha operato a Lonate Pozzolo, Malpensa, Cameri, il 12 maggio 1968, aveva eretto un cippo in ricordo dei  propri Caduti proprio al ‘Campo della Promessa’. A distanza di 60 anni questo monumento è stato recuperato e sarà ricollocato al Parco delle Rimembranze.  

 

19 settembre 2016 0 comment
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Una giornata di studio per affrontare il tema del ruolo e dei valori dei Parchi nel XXI secolo, anche alla luce del nuovo Progetto di Legge di Regione Lombardia sulle aree protette e della revisione in corso della legge quadro nazionale. Il Parco del Ticino si è fatto promotore di un importante evento che mercoledì 15 giugno ha riunito esperti di fama nazionale e internazionale. “Ancora una volta il nostro Ente si è fatto promotore di un evento importante – ha dichiarato il presidente del Parco del Ticino, Gian Pietro Beltrami –, puntando l’attenzione sul nuovo ruolo che dovranno svolgere i Parchi nei prossimi decenni. Tante cose sono cambiate dalla prima legge Regionale istitutiva delle aree protette ad oggi. E’ arrivato il momento di fare il punto della situazione in un momento di grandi cambiamenti, a cominciare dal nuovo Progetto di Legge approvato dalla Giunta Regionale. Ringrazio la consigliera Gibelli per aver organizzato questo convegno, che sono certo fornirà un contributo importante al tema“.

Alla giornata hanno partecipato ottanta rappresentanti di Parchi, Enti e associazioni ambientaliste. Per la Regione Lombardia erano presenti Giorgio Bonalume e Luisa Pedrazzini. A coordinare il convegno è stata Gioia Gibelli, consigliere con delega alla Pianificazione, Paesaggio e GIS, Settore Gestione siti Natura 2000. Relatori della giornata di studio sono stati Luciano Lussignoli dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, Piero Genovesi dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale nelle aree protette, Gianfranco Becciu del Politecnico di Milano, Stefano Bocchi Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, UniMi, Riccardo Santolini dell’Università di Urbino, Mario Sartori Fondazione Rete Civica Milanese, Marco Frey Scuola S. Anna di Pisa, Paolo Lassini e Andrea Arcidiacono, entrambi del Politecnico di Milano.

“Il XXI secolo si è presentato come un secolo di grandi cambiamenti,sociali, economici ed ambientali- ha esordito Gioia Gibelli-. Novità che implicano un ripensamento complessivo che include anche il ruolo dei Parchi. La maggior parte dei Parchi sono stati fondati nella seconda metà del XX secolo su presupposti molto diversi da oggi. Pare dunque opportuno tornare a discutere dei Parchi, dei nuovi ruoli, sfide e attese che il sistema dei Parchi si trova ad affrontare in un mondo profondamente mutato. La crisi ambientale, da una parte, ne enfatizza il ruolo, la crisi economica ne limita le risorse, la crisi sociale crea difficoltà a discernere le opportunità che i Parchi possono offrire. Contemporaneamente gli Enti di governo hanno iniziato un processo di revisione legislativa sui Parchi che non pare affrontare i temi fondamentali. Nasce l’esigenza di capire come i Parchi possano rispondere alle sfide del secolo, non solo conservando i capitali per i quali sono stati fondati,ma soprattutto come strutture portanti dei sistemi tecnologici a cui erogano servizi materiali e immateriali di cui, una buona parte,irrinunciabili e come luoghi di sperimentazione di nuovi modelli. Il Parco del Ticino riunisce esperti di fama nazionale e internazionale a discutere sui nuovi ruoli e sui valori che i Parchi rappresentano e che possono innescare”.

Molti i temi affrontati nel corso della giornata tra i quali la conservazione, la gestione e il monitoraggio della fauna selvatica, l’agricoltura nel terzo millennio, acque e sistemi fluviali, partecipazione conflitti e comunità, i parchi come laboratori di eccellenza e sperimentazione per nuovi modelli economici sostenibili.

Gli interventi dei relatori si sono alternati con quelli dei numerosi partecipanti che hanno dato vita ad un ricco dibattito. Uno degli scopi della giornata, infatti,era anche mettere a confronto attori diversi sulle tematiche che si intrecciano quotidianamente nella vita dei Parchi per trovare un ponte tra la teoria e la pratica, tra natura e sviluppo, tra norme ed esigenze.

Quella organizzata al Centro Parco ex Dogana Austroungarica di Lonate Pozzolo, è stata la prima di una serie di giornate di studio i cui risultati saranno riportati in  un documento di sintesi: “Il quaderno per i Parchi del XXI secolo”. “Un quaderno – ha concluso Gioia Gibelli – che il Parco del Ticino offrirà ad Amministratori, politici, operatori economici e popolazioni dei Parchi in occasione di un convegno internazionale sui Parchi che organizzeremo in Regione Lombardia a fine 2016 per presentare il lavoro”.

A chiudere i lavori della giornata è stato il giornalista di Repubblica, Antonio Cianciullo, da oltre 25 anni esperto di temi ambientali.“Ringrazio il Parco per aver organizzato questo interessante convegno dal quale sono emersi molti spunti interessanti su cui riflettere e alcune sfide – ha detto Cianciullo -. La parola chiave della giornata è il Parco catalizzatore di progetti e azioni che esce dai suoi confini. Nel paese c’è il bisogno di un rinnovamento economico e i Parchi possono candidarsi a sperimentare con progetti multifunzionali in molti campi, dall’agricoltura al turismo sostenibile, dalla green economy alla cultura, dalla ricerca al benessere. Oggi l’Italia perde posizioni nel turismo mondiale, ma il turismo della natura viaggia con aumenti a due cifre. Così come l’agricoltura di qualità. Penso che questi possano essere alcuni dei motori dei Parchi che devono saperli valorizzare anche attraverso il marketing. E’ emerso come i Parchi debbano uscire dai propri confini per diffondere i modelli sostenibili e far valere le proprie competenze dando un messaggio forte alla società civile: non basta occuparsi dell’ambito tecnico, legale e di conservazione delle aree protette. Perché 40 anni fa i Parchi avevano una forza prorompente mentre oggi rischiano di essere  percepiti solo come  elemento di gestione burocratica”.

Questo è solo il primo passo di un percorso che cercherà di coinvolgere tutti i Parchi italiani con l’obbiettivo d ricercare i nuovi ruoli, le funzioni e le sfide dei parchi all’epoca dei cambiamenti globali, convinti che di fronte ai cambiamenti, prima ci si attrezza e meglio si affrontano. Ruolo che non riguarda solo la conservazione di ambienti naturali, ma sempre più l’applicazione di modelli di sviluppo che permettano la corretta convivenza tra natura e attività umane, garantendo uno sviluppo equo, fondato sulle risorse e le identità.

Un ruolo che oggi viene sempre più riconosciuto come modello di sicurezza territoriale. Ogni giorno ci troviamo ad affrontare i cosiddetti ’disastri ambientali’,mentre la più corretta definizione dovrebbe essere di scelleratezza dell’uomo nella scelta di alcune decisioni localizzative. Non si mette mai in evidenza che raramente i disastri riguardano territori tutelati, anche se con densità abitative e produttive pari ai territori limitrofi.

Hanno partecipato all’evento:

Regione Lombardia, Federparchi, Parco Adamello, Parco Adda Nord, Parco Agricolo Sud Milano, Parco del Lambro, Parco Montevecchia e Curone, Parco Nord Milano, Parco Grugnotorto, Villoresi, Parco del Lura, Parco del Rio Vallone, Parco Ticino Lago Maggiore, Parco Nazionale della Val Grande, Assemblea MAB“Ticino Valley”, ISPRA, INU, Politecnico di Milano, Università di Milano,Univeristà di Urbino, Fondazione Rete Civica Milanese, Scuola S. Annadi Pisa, ERSAF, AIPO, Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, Consorzio di Irrigazione e Bonifica Est Sesia, Navigli Lombardi, Consorzio del Ticino, LIPU, FAI, SIEP-IALE, Università Bicocca, AIAPP, FIAB, SEA, SEAReal Estate, SNAM, Confcommercio Abbiategrasso.

21 giugno 2016 0 comment
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