Home Nazionale
Category

Nazionale

20171020_172309

VARESE – Ha avuto inizio, a Villa Cagnola di Gazzada, la prima sessione dei corsi ” Un mondo senza politica ?” di formazione alla politica promossi ed organizzati dalla Arcidiocesi di Milano per l’Anno 2017/2018, in collaborazione con l’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’ Unione Giuristi Cattolici, L’Ispi Istituto di studi di politica internazionale di Milano.

Hanno tenuto le prolusioni Francesco D’ Agostino, presidente dell’Unione Giuristi Cattolici nonche’ Direttore di Justitia e Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale.
Le prime lezioni a cura di Antonio Villafranca, Piero Bassetti, Roberto Mazzotta, Simona Beretta, Andrea Perrone.
* * *

Francesco D’Agostino, nel suo brillante intervento sul concetto di potere, e’ partito dall’apologo di Caracalla, nel racconto che ne fa Elio Spaziano nella sua “Vita di Antonino Caracalla”.
Invaghitosi della matrigna l’imperatore romano, conscio dell’incesto comportato dal suo desiderio, si rivolge a tale Giulia Domna che sentenzia: si libet licet.
D’altronde anche i faraoni egiziani solevano congiungersi in matrimonio con le sorelle, ben consapevoli del divieto esistente per la generalita’ dei sudditi; proprio a sottolineare la diversita’ della loro posizione e l’esercizio del potere assoluto.

D’Agostino approda conclusivamente al paradosso che attualmente viviamo, in riferimento alla celeberrima definizione di potere data dall’evangelista Matteo ( 20.25-28 ).

Rispondendo a Giacomo e Giovanni che gli chiedono di poter sedere nel Regno di Dio alla destra ed alla sinistra del Signore, Gesu’ esclama: ” Principes gentium dominantur eorum et qui maiores sunt potestatem exercent in eos. Non item erit inter vos, sed quicunque voluerit inter vos maior fieri, sit vester minister; et qui voluerit inter vos primus esse, erit vester servus”
Chi vorra’ esser piu’ grande tra voi ed esser primo tra voi sia vostro ministro e vostro servo.

Ebbene, oggi siamo al paradosso che i politici quando raccolgono i voti si presentano come servitori, ma esercitano poi la politica come puro potere e, quel che e’ peggio, gli elettori ne sono consapevoli anche nel momento del voto.
Foto:
– da sin. Don Walter Magnoni, Alberto Vittorio Fedeli, il Vicario Episcopale mons. Luca Bressan, Achille Colombo Clerici, Benito Perrone, il Dir. del Centro Villa Cagnola di Gazzada Mons. Eros Monti

24 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
5096_marcogiovannelli_web

A seguito di un incontro tra il ministro Luca Lotti e il presidente di Anso, Marco Giovannelli, e di un colloquio telefonico con Luca Sofri, direttore de «Il post», venerdì 13 ottobre, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che inserisce a pieno titolo le testate online nel provvedimento a sostegno dell’editoria che riconosce un credito d’imposta al 75% per le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici, emittenti TV e radio locali. Agevolazione che arriva al 90% se a investire sono piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.

«Grazie all’intervento del Ministro Lotti – dice Marco Giovannelli, presidente Anso-, si è sbloccata una situazione che di fatto avrebbe tagliato fuori i giornali digitali dal provvedimento a sostegno dell’editoria e con il decreto approvato le testate on line vengono inserite a pieno titolo nel cosiddetto “bonus pubblicità”».

Il decreto legge, che inizialmente riguardava solo stampa, radio e televisione, andrà in aula settimana prossima per la conversione in legge.

«È un grande successo per i nostri giornali -commenta Marco Giovannelli, presidente di Anso-. Un successo doppio, perché ribadisce ancora una volta che il mondo dell’editoria sta cambiando e perché, finalmente, si riconosce che i giornali digitali hanno pari dignità con gli altri media. In questi vent’anni sono nate centinaia di esperienze che con fatica e tenacia lavorano per un’informazione per lo più locale. La qualità e la professionalità sono un elemento fondante della gran parte delle nostre esperienze. Ringraziamo il ministro Lotti per aver ascoltato le nostre voci ed essersi impegnato in prima persona per questo risultato».

Ovviamente, le testate digitali inserite nel provvedimento dovranno essere in linea con quanto richiesto dalla nuova legge sull’editoria, che prevede una serie di adempimenti, tra cui la registrazione in Tribunale e al ROC. «Starà alla nostra capacità di lavoro -chiosa Giovannelli- poter beneficiare dei provvedimenti a sostegno dell’editoria».

16 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
100-300x400

SCRIVE ANGELO PARATICO, UN TURIGHESE DA TRENT’ANNI a HONG KONG:

“L’Italia entra nell’Euro in condizioni di estrema debolezza, anche per via dei continui cambi di governo e di ministri dell’economia. Non ci si deve stupire se i nostri partners europei ne approfittano, pensando ai propri interessi prima che ai nostri.

Ecco una rispolverata per gli anziani e, forse, una rivelazione per i giovani.

Governo Andreotti VI e VII dal 22 Luglio 1989 al 24 aprile 1992

-si ebbe la caduta del Muro e l’accordo fra Mitterrand – Khol per l’Euro, in cambio dell’accettazione francese alla creazione di una Germania unita.

-Trattato di Maastricht del 7 Febbraio 1992, nascita dell’euro

Governo Amato I dal 28 giugno 1992 al 29 aprile 1993

Governo Ciampi dal 29 aprile 1993 al 13 gennaio 1994

Berlusconi I dal 11 maggio maggio 1994, al gennaio 1995

Governo Dini dal 17 gennaio 1995 al 18 maggio 1996

Governo Prodi I dal 17 maggio 1996 al 9 ottobre 1998.

Il 24 novembre 1996 Carlo Azeglio Ciampi – presente Mario Draghi, direttore generale del Ministero del Tesoro e Antonio Fazio per Banca d’Italia – vola a Bruxelles per l’Ecofin.
Tedeschi e olandesi sostengono che il cambio giusto va posto a lire 925 per un marco tedesco. Ciampi strappa 990.
Questa parità di 990, non modificabile secondo il Trattato di Maastricht, sarà la base per il calcolo del cambio lira/euro di 1936,27, prima della nascita dell’euro, ufficializzato il il 1° gennaio 1999.

Gli industriali italiani chiedevano 1040-1080. Oggi sappiamo che avevano ragione.

Governo D’Alema I e II dal 21 ottobre 1998 al 26 aprile 2000.
Governo Amato II dal 25 aprile 2000 al11 giugno 2001
Governo Berlusconi II e III dal 10 giugno 2001 al 17 maggio 2006

Introduzione dell’Euro il 1º gennaio 2002

Governo Prodi II dal 17 maggio 2006 all’8 maggio 2008
Governo Berlusconi IV dal 7 maggio 2008[1] al 16 novembre 2011

Monti, Letta, Renzi, Gentiloni…

E adesso….

14 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Unknown

SCRIVE ANGELO PARATICO  – “Oggi, i paladini del “politically correct” negli Stati Uniti stanno dirigendo i loro strali contro Cristoforo Colombo. Alcune sue statue sono state distrutte o imbrattate di vernice durante il Columbus Day. Nel Arrigo Park di Chicago la statua del grande navigatore è stata imbrattata di vernice rossa e le parole “mass murderer” (stragista) sono state scritte sotto. Il furore “decolonizzatore” o come più correttamente possiamo dire, “iconoclasta” di questi individui pare non conoscere tregua.
Questa ondata di follia s’era accresciuta dopo gli scontri fra esponenti della destra e della sinistra a Charlottesville, Virginia, e la difesa di Colombo fatta da Trump ha peggiorato le cose.
Una statua in bronzo di Colombo, datata 1892, che si trova a New York sulla 65th Street è stata rovinata e le parole “L’odio non viene tollerato” sono state scritte sotto, usando vernice bianca. Un bel segno d’amore, non c’è che dire!
Tale furia riguarda varie figure storiche, non solo Colombo, ma anche Thomas Jefferson, George Washington e il generale dell’esercito confederato Robert E. Lee, che vengono visti come dei razzisti, schiavisti e profittatori.

Il sindaco di New York, Bill de Blasio, aveva ordinato una revisione entro 90 giorni per individuare i cosiddetti “simboli d’odio” facendo però infuriare la comunità italo-americana, per aver incluso Cristoforo Colombo fra le personalità inquisite.
Intanto cresce il movimento che vorrebbe il “Columbus Day” abolito e sostituito con un “Giorno degli indigeni” chiunque essi siano, o furono in passato.
Un giorno, forse, vedremo in Germania un “Hitler Day” per commemorare la somma ingiustizia contro i nativi tedeschi, allorché furono ingiustamente attaccati, occupati e costretti a convertirsi alla democrazia parlamentare?

Colombo resta un sorvegliato speciale, perché il suo viaggio del 1492 alle isole caraibiche – lui fu convinto di aver raggiunto il Giappone – secondo alcuni storici aprì la porta alla schiavitù in quel Eden felice che dovevano essere quelle terre.

In conclusione è meglio lasciare che siano gli storici di professione a dibattere di meriti e demeriti dei nostri illustri antenati. Eliminare i simboli del loro passaggio non serve a nulla, perché un giorno potrebbero emergere elementi nuovi che faranno apparire vili le nostre azioni, facendo risplendere di nuove virtù i loro nomi.
Non esistono persone completamente buone o completamente cattive, e gli uomini e le donne vanno giudicati con una bilancia a due piatti, come un tempo facevano gli déi omerici. È la somma di meriti e dei demeriti che conta, e quale braccio di quella bilancia che la dea Themis tiene in mano, salirà al cielo e quale sprofonderà verso gli inferi.

Angelo Paratico

13 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
M2R_0639

OTTOBRE – Solidi rapporti culturali e di valori, libertà e tolleranza in primis, legano da sempre Italia e Svizzera, Paese che con la pacifica secolare convivenza tra etnie, religioni e costumi diversi rappresenta un modello per l’Europa. Cui si aggiungono altrettanto solidi rapporti commerciali che si traducono, per citare, in un export dell’Italia verso la Confederazione pari a 19 miliardi di euro, più che con Cina e Russia. Inoltre: la nuova linea ferroviaria Genova (che potrebbe diventare il porto della Svizzera)-Rotterdam della quale è parte fondamentale AlpTransit , la ricollocazione dei migranti, la collaborazione all’interno del Fondo Fiduciario dell’U.E. per l’ Africa. Certo, come avviene tra vicini non mancano dissapori: ma entro la fine dell’anno la Svizzera dovrebbe firmare l’accordo fiscale con l’Italia.

È quanto affermato dal ministro degli Esteri Angelino Alfano che ha aperto i lavori con l’omologo consigliere federale agli Affari esteri Didier Burkhalter, della quarta edizione del Forum tra Italia e Svizzera all’Università della Svizzera Italiana di Lugano, aperta dal saluto del Sinfaco Marco Borradori.

Il Forum si propone di intensificare “il dialogo tra società civili, favorendo l’incontro di personalità italiane e svizzere del mondo politico, economico-finanziario, culturale, scientifico e intellettuale”. A margine del Forum, i due ministri hanno affrontato diversi temi: tra questi, lo stato delle relazioni bilaterali, i rapporti con l’Unione Europea, la presidenza italiana dell’Osce nel 2018 e, infine, la Conferenza mediterranea Osce che si terrà il prossimo 24-25 ottobre a Palermo.

Dopo le tre precedenti edizioni di Roma, Berna e Milano, il Forum di Lugano è stato promosso dall’Ambasciata di Svizzera in Italia, dall’Ambasciata d’Italia in Svizzera, da Limes – Rivista Italiana di Geopolitica e dal Centro studi Avenir Suisse, in collaborazione con l’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), con l’Università della Svizzera italiana (USI), con il Municipio di Lugano, con il Canton Ticino e sotto gli auspici del Dipartimento Federale degli Affari Esteri svizzero e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano. Notevole la partecipazione di personalità della cultura, della politica, dell’ economia, tra le quali Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia nonche’ cofondatore e componente il Direttivo dell’Associazione culturale di diritto svizzero Carlo Cattaneo di Lugano.

Tra gli interventi da segnalare quello dell’ingegner Carlo de Benedetti presidente onorario del Forum, che ha parlato della “Svizzera, dove il capitalismo avanzato si sposa con il socialismo dell’uguaglianza tra persone basato su una forte delega di autorita’, per essere un modello di educazione collettiva,di senso di rispetto, di senso civico.

E l’ intervento dell’architetto Mario Botta, cittadino dei due Paesi, che ha portato nell’Università la visione umanistica della sua professione.

E’ seguita una tavola rotonda sulle sfide comuni che i due Paesi si trovano ad affrontare con la partecipazione dei Direttori di Limes e Avenir Suisse, Lucio Caracciolo e Peter Grünenfelder. Se la Svizzera non è priva di problemi – tra questi un debito pubblico del 150% e rapporti non sempre facili con l’Unione Europea che la circonda – l’Italia si trascina in una situazione politica di incertezza che l’avanzata dei “populismi” – reazione del ceto medio impaurito e disorientato – non agevola.
Nella due giorni dei lavori sono state discusse quattro tematiche principali: la promozione dell’italiano, l’ impegno congiunto di Svizzera e Italia; le migrazioni tra accoglienza e integrazione; l’industria 4.0; i trasporti. I lavori si concludono oggi 10 ottobre con una sessione aperta al pubblico per la presentazione dei risultati raggiunti dai 4 gruppi di lavoro.

Il Forum, in sostanza, ha inteso concentrarsi su quelle caratteristiche comuni tra Svizzera e Italia, come la lingua, che possano potenziare lo scambio politico-culturale tra i due Paesi e rafforzare un rapporto già profondo in diversi ambiti: politico, economico, finanziario, culturale. Al contempo, l’iniziativa si propone di colmare quel divario di conoscenza che, paradossalmente, connota il rapporto bilaterale pur in presenza di relazioni intense e assidue.

Foto: Ferruccio De Bortoli con Achille Colombo Clerici

10 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
IMG_6927

Riceviamo e Pubblichiamo

Roma – Si infiamma il dibattito attorno allo Ius Soli, la legge che consentirebbe a tanti cittadini stranieri, nati o cresciuti nel nostro Paese, di ottenere la cittadinanza Italiana. Tema sempre più spinoso per alcuni partiti che in vista delle elezioni politiche hanno deciso di sfilarsi dalla partita facendo venir meno il sostegno per l’approvazione definitiva al Senato. “Questa legislatura si è contraddistinta per un impegno sui diritti senza precedenti, sullo Ius Soli assistiamo ad un dibattito surreale dove si antepongono ragioni di mero calcolo elettorale a quelle di migliaia di persone che attendono già da troppo tempo il riconoscimento della cittadinanza italiana; parliamo di persone nate, cresciute, che hanno frequentato le nostre scuole o che con il proprio lavoro contribuiscono alla crescita del Pil del nostro Paese” è quanto afferma il deputato dell’Est Ticino Francesco Prina, che annuncia la sua adesione allo sciopero della fame promosso da oltre 900 insegnanti italiani e rilanciato solo pochi giorni fa dal Ministro Delrio “il tempo passa e la legislatura volge al termine, per questo, insieme a molti colleghi parlamentari abbiamo scelto di aderire allo sciopero per chiedere la calendarizzazione della legge al Senato in tempi brevi e perché sul provvedimento il Governo ponga la questione di fiducia”, chiosa l’on. Prina, “È una riforma da non tradire, era nel programma elettorale quando ci siamo candidati, ora dobbiamo assolvere a questo compito; penso alle migliaia di italiani che in questi giorni si sono recati ai banchetti promossi per la campagna ‘Ero Straniero’ a firmare la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere un cambio di rotta proprio in materia di diritti e immigrazione, è un segnale che ci arriva dal Paese e che non possiamo respingere”.

9 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Newer Posts