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TURBIGO – Oggi, sull’edizione on-line del ‘Corriere’ un ‘giornalista’ ha scritto che “A Singapore un certo Pier Paolo Fadda sostiene di aver ricevuto “nella busta sigillata (inviata a casa degli italiani residenti all’estero, ndr) anche materiale del candidato di centrodestra Angelo Paratico”. Pronta e dirompente è stata la risposta del Paratico: “È impossibile fare una cosa simile”.

Nei meandri della politica estera il voto avvelenato ci sta. E si gioca il ‘tutto per tutto’ per conquistare un seggio che, nell’attuale quadro politico italiano, potrebbe diventare discriminante.   Angelo Paratico (scrittore, imprenditore vive da più di trent’anni a Hong Kong), nato a Turbigo il 23 maggio 1955, è candidato alle Politiche nella circoscrizione Asia, Oceania e Africa, ce la sta mettendo tutta con interviste e pubblicità sui quotidiani (Il Globo). Un attivismo che fa ben sperare, ma che probabilmente ha pestato i piedi a qualcuno e il ‘Corriere’ ha pensato bene di fare il colonnino.

 

24 febbraio 2018 0 comment
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MILANO – Nasce nell’aula 302 dell’Università Bocconi di Milano il progetto che avra’ quale obiettivo quello di far ripartire il settore immobiliare italiano – attraverso una diffusa operazione di rigenerazione urbana – l’unico della nostra economia che non si è ancora ripreso dopo la Grande Crisi del 2008.

Prende le mosse dal neo-costituito Osservatorio smart city presentato da Giuseppe Franco Ferrari e da Edoardo Croci direttore dell’ IEFE-Istituto di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente dell’ Università Bocconi.

Il progetto, cui pensa Assoedilizia, e’ nato dall’ idea di collegare, sulla tematica del rinnovamento delle citta’, il mondo accademico della Bocconi, del Politecnico, dell’Università Statale e dell’Università Cattolica, ai mondi degli operatori tecnici e della finanza, della politica e dei pubblici amministratori, dei grandi proprietari e degli investitori diffusi.

Ha anche il suo “codice” che titola “La prossima città. Le smart cities tra sostenibilità e innovazione” (Mimesis Edizioni), curato dal prof. Giuseppe Franco Ferrari, Dipartimento di Studi Giuridici che, in più di 828 pagine tratta dell’evoluzione della città e delle forme di riqualificazione. Vi hanno contribuito 43 studiosi ed esperti.

Oggi metà degli abitanti del pianeta vive in città e si stima che nei prossimi 10 anni questa quota raggiungerà il 75% della popolazione mondiale; tale percentuale è già stata raggiunta in Europa, dove vi sono ben 468 città con almeno 100.000 abitanti. Le città occupano solo il 2% della superficie mondiale ma consumano i tre quarti delle risorse; allo stesso tempo le prime 25 città del pianeta producono metà della ricchezza dell’umanità. Le aree urbane europee consumano il 70% dell’energia dell’intera Europa, che genera il 75% delle emissioni di gas serra. Globalmente stiamo consumando in 282 giorni le risorse che il pianeta produce in 365. La soluzione di questi problemi richiede l’adozione di un “nuovo modello di città”, di comunità locale, di fruizione della città e dei suoi servizi, che sappia coniugare innovazione, efficienza, sostenibilità, inclusione e sviluppo.

Una tale trasformazione epocale ha conseguenze di enorme portata, in particolare in Italia. Che così riassume Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, il quale parte da dati statistici.

L’Italia è uno dei pochissimi Paesi europei la cui economia non ha ancora recuperato, in termini di Pil, le perdite accumulato dal 2008: mancano ancora 5,7 punti nonostante produzione, export, occupazione, consumi, servizi e quant’altro mostrino tutti il segno più. E l’Italia è destinata a rimanere fanalino di coda anche nel 2018. Perché questo gap?

Perchè il settore immobiliare è fermo.
Per farlo ripartire va impostata una imponente operazione, materiale e culturale insieme, che potremmo definire processo di “rigenerazione urbana” – il cui principio è, in estrema sintesi, rendere più efficienti e vivibili le città, attraverso il rinnovamento tecnologico, il riuso o la sostituzione edilizia, l’efficientamento energetico, ma anche affrontando al tempo stesso, in modo razionale, il problema aabitativo – occasione per rilanciare la competitività delle nostre città, volano per l’economia e per la qualità della vita.

La rigenerazione urbana deve consentire risparmio del suolo e tutela dell’ambiente.

Non solo. Giustamente ci si preoccupa del recupero delle periferie nelle quali insicurezza, povertà, disuguaglianza, immigrazione, stanno generando tensioni sociali dagli esiti imprevedibili. Non sono sufficienti, se pure lodevoli, alcuni piani di intervento sostenuti dal governo e dalle amministrazioni locali.

Occorrera’ un pacchetto di norme speciali, contenente misure di forte incentivazione economico-fiscale, per far si’ che, dalla politica degli interventi episodici, si passi a quella del processo di sistema.
Un processo che miri a coinvolgere in questa operazione di enorme rilevanza, non solo economica, ma culturale e sociale ( anche per affrontare in modo strategico e lungimirante il problema abitativo ), il risparmio diffuso, quello posseduto dalle famiglie italiane, che costituisce una enorme riserva di risorse finanziarie a disposizione.

Un lavoro complesso, quello che l’Osservatorio smart city si impegna a condurre. Come hanno illustrato, tra gli altri, gli interventi di Giuseppe Franco Ferrari, Pier Giuseppe Biandrino, direttore Legal e Corporate Affairs Edison; Stefano Boeri, Stefano Boeri Architetti;
Gualtiero Tamburini, Quorum Sgr Gruppo Sorgente; Mario Nova, direttore generale ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Regione Lombardia; Piero Pellizzaro, chief resilience officer Comune di Milano; Paolo Testa, capo Ufficio Studi Associazione Nazionale Comuni Italiani ANCI.

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– Marco Ottaviani, Prorettore per la Ricerca Università Bocconi, Achille Colombo Clerici, Giuseppe Franco Ferrari

23 febbraio 2018 0 comment
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MILANO – Milano, con la sua regione, è sempre stata il fiore all’occhiello dell’Italia: fin dai tempi in cui era capitale dell’Impero romano, sino al Medioevo, vertice dell’economia reale – agricoltura, finanza, industria delle armi – della cultura, della finanza, ed una delle tre capitali dell’impero asburgico, che contendeva alla stessa Vienna il primato nell’efficienza economica; ai giorni nostri, locomotiva del Paese, continuando a dare all’Italia più di quanto da essa riceva. E sempre mantenendosi all’avanguardia nel campo della solidarietà.

Lo ha ricordato Giuseppe Valditara, professore ordinario di Diritto romano nell’Università di Torino e direttore scientifico della rivista Logos il cui centro studi LogosLab, presieduto da Pietro Foroni, ha organizzato a Milano, allo Spazio Cobianchi di Piazza Duomo, un dibattito con la presenza del candidato alla presidenza della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Negli storici locali, inaugurati nel 1924, che Riccardo Bertolini ha restituito alla città come spazio culturale, si è raccolto un qualificato gruppo di uomini di cultura e di impresa per offrire un contributo di idee al momento magico che stanno vivendo capoluogo e regione:

– Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia

– Rosario Alessandrello, presidente della Camera di Commercio Italo Russa
– Giampio Bracchi, presidente emerito della Fondazione Politecnico

– Gian Carlo Blangiardo, docente di demografia nell’Università di Milano Bicocca

– Roberto Brustia, commercialista partner Cba

– Francesco Rotondi, avvocato giuslavorista

– Claudio Roveda, direttore Fondazione Cotec

– Massimo Cavalieri, presidente di alta gioielleria Cbo.

Ha introdotto i lavori Pietro Foroni, presidente delle Attività produttive della Regione Lombardia,

moderatore Gianluca Savoini, giornalista direttore di Logos.

Se la politica potesse, o volesse – contatti sono in corso con il governo, passato e prossimo, per una maggiore autonomia dopo il referendum dello scorso ottobre – dare risposta alle idee e ai suggerimenti offerti, la Lombardia diventerebbe il faro che illumina l’Europa: dovrebbe, tra molto altro, essere dotata di maggiori infrastrutture oggi deficitarie rispetto alla media nazionale se si tiene conto di numero di abitanti, di imprese, di Pil e di export prodotti; valorizzare al meglio le sue potenzialità turistiche (conta 11 dei 60 siti Unesco italiani- con un sito, la liuteria cremonese, addirittura patrimonio immateriale); sostenere le nuove piccole imprese semplificando le procedure di concessione dei crediti ed aumentandoli (in Italia 250 milioni di euro, in Francia 2 miliardi).

E quanto potrebbe insegnare la Lombardia al resto del Paese. Dall’efficienza nella gestione della giustizia (uno dei parametri fondamentali sui quali si basa il potenziale investitore straniero) a quello della pubblica amministrazione (la Regione ha 3.200 dipendenti, la Campania circa 6.000 pur avendo meno della la metà degli abitanti). E’ stato calcolato che se lo Stato stornasse alla Lombardia quanto vi spende per i servizi, la regione potrebbe fornire gli stessi servizi risparmiando quasi la metà.

Ed è su questo tema, della buona gestione, che Fontana, recependo idee e suggerimenti, si è soffermato: una Lombardia più libera per il bene del Paese. Un esempio per tutti: l’eccellente sanità lombarda mostra segni di difficoltà per carenza di medici e di infermieri, la Regione ha le risorse per nuove assunzioni ma non può utilizzarle perché la legge non lo consente.

Ma lo spirito lombardo, Fontana è convinto, riuscirà a prevalere su freni e burocrazie: è iniziata una fase costituente che, con i giusti tempi e nel rispetto delle regole, raggiungerà importanti traguardi su innovazione, lavoro ai giovani, opportunità economiche, sviluppo tecnologico.
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– Attilio Fontana con Achille Colombo Clerici

23 febbraio 2018 0 comment
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MILANO – Bene ha fatto il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, questa volta nel ruolo di presidente emerito di ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, nel presentare Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio, a ricordarne il casato e l’educazione (è l’erede di una famiglia patrizia) in un’epoca nella quale la volgarità e la prepotenza sono diventati anche in politica status symbol, oltre a sottolinearne la valenza di statista.

A Paolo Gentiloni è stato conferito il Premio annuale dell’ISPI, destinato a personalità che hanno contribuito a rafforzare l’immagine dell’Italia nel mondo. La cerimonia, in sale stracolme di rappresentanti delle istituzioni e di personalità del mondo culturale, economico e politico, tra le quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici – è stata aperta dal Presidente dell’ISPI Giampiero Massolo e da Giorgio Napolitano, primo vincitore del premio nel 2013, che ha ricordato anche la figura dell’ambasciatore Boris Biancheri, cui il premio è dedicato. Nelle precedenti edizioni il premio era stato assegnato a Enrico Letta (2014), Federica Mogherini (2015), Filippo Grandi (2016) ed Emma Bonino (2017).

“Paolo Gentiloni – ha aggiunto Napolitano – è divenuto punto essenziale di riferimento per il futuro prossimo e non solo nel breve periodo della governabilità e della stabilità politica dell’Italia conquistando una limpida e motivata fiducia tra gli italiani e nelle relazioni internazionali: ed ha coerentemente concentrato sull’Europa le sue energie. Tra i pregi del premier, secondo Napolitano, “un’attitudine all’ascolto e al dialogo” e uno “spirito di ricerca senza preclusioni”. Un fuoriclasse nel panorama non luminoso della nostra politica.

La lectio magistralis di Gentiloni si è soffermata sulla politica estera italiana del 2017 e sulle priorità per il 2018, sottolineando il ruolo del nostro paese come “broker” e “catalizzatore” del dialogo nel contesto internazionale, emerso anche attraverso appuntamenti di particolare rilievo, come le celebrazioni per il 60° Anniversario dei Trattati di Roma, la Presidenza del G7 e, non ultimi, i Mediterranean Dialogues organizzati dal Ministero degli Affari Esteri e dall’ISPI. Il Mediterraneo è infatti secondo Gentiloni al centro dei nostri interessi. “Facendo uno sforzo diplomatico e intellettuale sul Mediterraneo lavoriamo per tessere una rete di maggiore dialogo e stabilità nella regione… Proprio perché siamo gelosi, entusiasti della nostra identità e delle nostre radici nazionali, vogliamo proiettarle in un mondo fatto di libero commercio, di dialogo, di pace e di stabilità internazionali.”

Foto:

– Paolo Gentiloni, Giorgio Gori e Achille Colombo Clerici

23 febbraio 2018 0 comment
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craxi e nenni

MILANO – E’ un libro, ’Vicolo Tobagi’,  che non dà risposte, ma pone tante domande,  quello scritto Antonello De Stefano, già assessore ad Arona, il cui fratello faceva parte del commando che uccise nel 1980 Walter Tobagi, giornalista del ‘Corriere della Sera’. E’ stato presentato, una settimana fa, al Circolo della Stampa di Milano alla presenza di ‘famosi’ magistrati come Guido Salvini e sono stati ricordati i dubbi di Craxi e del partito socialista sull’efferata uccisione.

Il 18 gennaio scorso ‘Il Giornale’  ha pubblicato una lettera di Ugo Intini che precisa quella che fu la posizione del Partito Socialista al tempo:

“Il giudice Salvini finalmente riconosce che si sono commessi gravi errori e che si è poi cercato di nasconderli. Fornisce su questo molti e gravissimi particolari. L’Informativa –  in verità fu l’oggetto di una campagna lanciata dall’Avanti!, quotidiano del Partito Socialista, durante il processo contro Barbone e gli assassini – fu scoperta non dal giudice Salvini, ma da Craxi. La diede a me e fu pubblicata dall’Avanti! dopo che l’allora ministro dell’interno Scalfaro ne accertò l’autenticità, ma i magistrati non la tennero in alcun conto. Ne nacque uno scontro senza precedenti tra Magistratura e Socialisti. Il Csm tentò di fare una seduta straordinaria allo scopo di condannare l’ingerenza di Craxi e dei socialisti. L’allora presidente della Repubblica Cossiga vietò tale seduta, provocando un grave conflitto istituzionale.

Per questa campagna di verità, i giornalisti e il direttore dell’Avanti! furono condannati per diffamazione (anche a pesanti pene pecuniarie)”.

La verità non ha tempo.   

 

29 gennaio 2018 0 comment
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Copia di Paratico. 2017JPG

TURBIGO-ASIA-OCEANIA-AFRICA. Angelo Paratico figlio di Giambattista, sindaco democristiano di Turbigo dal 1960 al 1975, è candidato alle elezioni del 4 marzo per il centrodestra nella circoscrizione Asia, Oceania e Africa. Non sappiamo precisamente quanti turbighesi siano in giro per il mondo, ma cominciamo a fare circolare la notizia per sostenere il nostro paesano, che sarebbe il primo turbighese – se dovesse farcela – ad entrare nel Parlamento Italiano. Presentiamo alcuni passi della sua schedda informativa:

TURBIGHESE – Sono nato il 23 maggio 1955 a Turbigo (Mi). Sono sposato con Donatella Oliboni, originaria di Verona. Due figli già grandi e indipendenti. Sono di religione cattolica romana. Ho studiato chimica tessile a Busto Arsizio (Va); poi m’iscrissi all’università di Torino (medicina) ma l’abbandonai al II anno. Dopo il servizio militare (Divisione Corazzata Ariete) a Tauriano di Spilimbergo, cominciai a lavorare in tintorie industriali.

IMPRENDITORE – Nel 1982 abbandonai il mondo delle fabbriche e passai a vendere macchinari tessili prodotti da una grossa ditta di Schio (Vi) occupandomi soprattutto del mercato asiatico e della Cina che in quegli anni si stava aprendo al mondo. Dal 1983 ho abitato a Hong Kong per seguire la Itex Ltd. un ufficio di vendita di macchinario tessile, poi ne aprii uno mio con un partner svizzero. Passavo mesi e mesi in Cina. Le cose andarono male con la rivolta di Piazza Tienanmen, allorché fui costretto a chiudere il mio ufficio e a rappresentare una ditta di Macherio in tutto il mondo. Producono impianti per la tintura all’indaco per tingere tela di denim. In seguito tornai a lavorare in proprio, sempre a Hong Kong, rappresentando una ditta di Milano leader mondiale nel settore del tessuto denim, la Candiani Spa (con stabilimenti a Robecchetto e Malvaglio provincia di Mlano)

SCRITTORE – Nel corso degli anni ho scritto e pubblicato parecchi libri, di soggetto storico e dei romanzi a sfondo politico o scientifico, sia in italiano che in inglese. Gli ultimi miei libri sono stati questi: Five centuries of Italians in Hong Kong and Macau. 1513-2013; una traduzione dal latino all’inglese del Encomio di Nerone scritto nel 1562 da Gerolamo Cardano; un romanzo basato sulla “pista inglese” nell’uccisione di Benito Mussolini, intitolato Ben, pubblicato da Mursia di Milano nel 2010; Una biografia dedicata alla madre di Leonardo da Vinci, in inglese, italiano e in coreano.

GIORNALISTA. La mia passione per i libri e per i viaggi mi ha portato a scrivere per vari giornali, nel corso degli anni, sia in lingua italiana che inglese. Ho scritto per Il Borghese; per Il Secolo d’Italia, tenendo per molti anni una mia rubrica settimanale intitolata “Minima Orientalia”; per il blog La Nostra Storia del Corriere della Sera; per il quotidiano di Hong Kong, il South China Morning Post e per i miei due blog, che raccolgono centinaia di migliaia di visualizzazioni: https://beyondthirtynine.com e https://www.angeloparatico.com

Nel 2014 ho co-diretto il Documentario “Father Gaetano Nicosia, The Angel of the Lepers”. Padre Nicosia, recentemente scomparso, ha dedicato la sua intera vita alla cura dei lebbrosi a Macau.Visibile su Youtube tramite questo link:  https://youtu.be/qzw7q3tzzYE

RICONOSCIMENTI – Sono stato per molti anni il rappresentante del CTIM per l’estremo Oriente; vice presidente della locale Società Dante Alighieri; vice presidente di Bellissima Italia un’associazione mista italo-cinese per promuovere l’arte e la cultura italiana a Hong Kong e a Macao. Nel 2001 ho ricevuto il cavalierato, ordine della Stella d’Italia dal presidente Carlo Azelio Ciampi.

ANGELO PARATICO. 11B, Vienna Court – Conduit Road 41, Hong Kong, P.R.C.
Tel. +852 90729104 https://www.angeloparatico.com

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 FOTO Angelo Paratico a Turbigo nel dicembre scorso alla presentazione del suo libro su Leonardo

 

22 gennaio 2018 0 comment
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