Home Storia Locale
Category

Storia Locale

DSC07895

TURBIGO – ‘Petit à petit’, il gruppo d’In Giò, in splendida autonomia, alimenta il suo impegno per la chiesa dei SS. Cosma e Damiano, con lo scopo di tramandarne la memoria e la storia. In questi giorni è stato sistemato il selciato del sagrato, che ‘sgranava’ in più punti, ed è stata posta una scritta che ricorda la millenaria storia della chiesa.

sacrestiascritta XIII secolo

 

 

Ricordiamo che tale acciottolato fu realizzato dal Comune nel 1890  e fu delimitato un secolo dopo, sempre dal Comune, con i ‘colonnini’ (che stabilivano lo ‘status’  della strada) recuperati dall’ex provinciale (Via Roma).

La ‘rizzada’ gentile, com’è quella del sagrato della chiesa, è un selciato tipicamente milanese, costruito con ciottoli di fiume di forma approssimativamente ovale, messi ritti uno accanto all’altro, con poca terra tra gli interstizi. Più che un selciato sarebbe dunque un acciottolato. Sfruttando il colore dei ciottoli (biancastri, grigiastri, rossastri) il risciadin componeva dei disegni, che nel caso del nostro sagrato compaiono nell’entrata principale, con il segno della croce e la cornice ‘bianca’, che segnalano la sacralità del luogo. Cornice che il nostro signor Dal Lago (nella foto) ha sistemato gratuitamente.

 

24 aprile 2018 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
DSC07964

TURBIGO – Da vecchio cronista, avevamo scritto una sorta di ‘amarcord’ di quando frequentavamo le elementari. L’unica notizia certa che avevamo nell’archivio mentale, impolverato dal tempo, era la presenza di un coscritto biondo, figlio del farmacista, in classe. Avevamo tutti il grembiulino nero… e la nostalgica rievocazione ci era venuta in mente dopo aver visto la vetrina della farmacia n. 2. Così è chiamata, la ‘San Francesco’, nello scritto che qui sotto pubblichiamo, che rettifica nostre notizie inesatte (delle quali chiediamo venia) per cui molto volentieri pubblichiamo.

Aggiungiamo solamente che già Tiziana Ferrari, classe 1953, vista la pubblicazione su facebook, ci aveva scritto dicendo di ‘non trovarsi’ con quanto avevamo scritto e ricordava le due sorelle Pavanetto: Mariangela e Franca. Comunque, non era nostro intendimento far aumentare la secrezione acida a nessuno. Abbiamo scritto quello che ricordavamo, senza alcun approfondimento della notizia (la n. 2!),  e abbiamo ‘ottenuto’ un’altra notizia ‘storica': la data di apertura della ‘Pavanetto’! Grazie dell’attenzione.

 

“La scrivente Pavanetto dr.ssa Antonia, titolare e direttore responsabile della Farmacia pertinente alla sede n. 1 del Comune di Turbigo, con riferimento ai contenuti della pubblicazione a Sua firma, riportati all’interno del sito www.corrierealtomilanese.com nella rubrica ‘Storia Locale’ in data 30/3/18, rappresenta l’esigenza di rendere noto con la medesima modalità le rettifiche su talune notizie, ivi contenute, in quanto destituite da fondamento e quindi meritevoli di essere poste a conoscenza dei cittadini turbighesi, mediante analoga forma di pubblicazione.

Coerentemente a tali premesse, precisa che:

  • la titolare e direttrice responsabile della farmacia pertinente alla sede n. 1 del Comune di Turbigo, in regolare esercizio dal 1939, è la scrivente e non il dr. Roberto Molinari, che è mio coniuge e collaboratore nella nostra impresa familiare; ciò giusta formali autorizzazioni amministrative adottate dalla competente Autorità sanitaria pubblica;
  • la farmacia pertinente alla sede n. 2 di detto Comune, allo stato, “non appartiene” alla catena Admenta Italia SpA bensì ai due farmacisti in gestione associata, regolari assegnatari nel connesso concorso straordinario;
  • il servizio di consegna dei farmaci a domicilio dei cittadini è formalmente operativo a far data dal gennaio 2018;
  • infine, in relazione alle diverse notizie “storiche” e personali errate e non veritiere, sarebbe bastato chiedere a noi personalmente e avremmo sicuramente collaborato alla stesura di un testo corretto.

Cordiali saluti

Antonia Pavanetto”

 

 

24 aprile 2018 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Ticino 1853

Dogana Vecchia ristoranteVecchia Dogana

TURBIGO-GALLIATE. Due erano le dogane ‘in servizio’, al tempo del Lombardo-Veneto e dello Stato Sardo, al passo sul Ticino di Turbigo-Galliate.  La prima, in territorio turbighese  (foto 1); la seconda in territorio galliatese (foto 2) ha dato vita ad un ristorante ‘Vecchia Dogana’. Quest’ultima, sulla ‘Costa Grande’ in territorio di Galliate, diede il nome ad un ristorante negli Anni Novanta del secolo scorso, proprio perché recuperò in parte le vestigia del vecchio fortilizio, eretto al tempo della definizione dei confini con barriere doganali con il Lombardo-Veneto (1743).  Un secolo dopo, la dogana galliatese fu ampliata e fu costruita anche quella di Turbigo (che sta cadendo a pezzi) dove risiedeva l’Imperial Regia Finanza. Da allora e sino all’Unità d’Italia iniziò il contrabbando tra le due rive del fiume, che ebbe un rigurgito durante gli anni 1943-45 della seconda guerra mondiale.

Qualche settimana fa, uno dei rari cultori di storia locale, ci ha chiesto informazioni sulla dogana galliatese e noi l’abbiamo indirizzato dal signor Gianni Belletti del Gruppo Dialettale Galliatese il quale, molto gentilmente, ha messo a disposizione la ‘mappa’ che pubblichiamo ‘ in evidenza’.

 

FOTO in evidenza, ‘Ticino 1863; la dogana turbighese e la dogana galliatese

 

 

 

15 aprile 2018 0 comment
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
prg

Completata la ‘Storia delle Vie turbighesi’, pubblichiamo una serie di note raccolte da diverse fonti, che ci hanno permesso di documentare tale ricerca. Cominciamo da quanto scoprimmo all’Archivio di Stato di Milano di Via Senato, una quarantina di anni fa. Ci andavamo di sabato e rimanevano lì tutto il giorno a consultare le tre cartelle che gli addetti ci mettevano a disposizione. Un giorno, consultando gli indici del ‘Fondo di Religione’, ci capitò in mano la soppressione del convento degli Agostiniani Scalzi del ‘loco’ di Turbigo. Una ‘scoperta’ che diede vita alla rivista di storia locale ‘Contrade Nostre’ (1978).

Quelle che seguono sono notizie-dati di storia turbighese, rivenuti nei ‘sabati di ricerca’, provenienti da documenti conservati all’Archivio milanese, ancora oggi consultabili. Le segnature sono le seguenti:

–  ‘Fondo Mappe piane c. 3292’ (relative al Catasto Teresiano del 1722);

–  ‘Fondo Mappe piane c. 1723 (relative al Catasto Lombardo-Veneto del 1856);

–  ‘Fondo Mappe arrotolate 2° serie c. 1336 (del 1722 ridisegnata);

–  ‘Catasto’ c. 8675 (relativa al 1856).

TURBIGO NEL 1856 – VIABILITA’

1 – Strada regia o provinciale per il porto da una parte e per Castano dall’altra;

2 – Strade comunali: del Camposanto; dei Novarigo; costa dell’Arbusta; Monteruzzo: Contrada Fredda; del Convento; di Sant’Anna (nel ‘700 c’è ancora una cappelletta sul confine con Robecchetto); del Mulino; Praderie; della Gatta; dei Bari (è la strada per Lonate, oggi Via Matteotti). Ben poche erano le strade comunali del tempo. Oggi, come abbiamo visto nella ‘Storia delle Vie’, sono ben 156!

3 – Strade consorziali: delle Brughiere; del Ponte Vecchio; dell’Arbusta; alla Caterina (?); Santa Maria; Valle Bagatte (o Bagosta); del Ponte di Turbigo. L’esistenza di toponimi ‘ponte vecchio’, ‘ponte di Turbigo’ indicano antichi passaggi sul fiume, prima dell’attuale ponte ferroviario del 1887.

Esiste il Porto nominato di Turbigo al quale si va dalla strada regia che parte da Milano e mette allo Stato Sardo (le strade ‘regie’ erano tutte quelle che partivano da Milano e arrivavano ai confini di Stato).

La strada alzaia del Naviglio è regia.

C’è un mulino da grano sulla roggia molinara. (è il famoso ‘Molino del Pericolo’ recentemente riportato da nuova vita).

TOPONOMASTICA (tra parentesi i mappali relativi):

1 – Ronco Antongina, corte dei nobili (22-23 proprietà Riva), 2 – Vic. Basà: 3 – Conrada della Bettola, vigna di casa, praderio di sotto, contrada Fredda, pradino, Monteruzzo (144-188); campo dei frati, cassina Cubia (Coria-Corio), vignazza, sanguria, campo marcion (200); burci, campo fontana, ticinera, schiavi, novelletta, costa della chiesa, ronco, schiavetto, novarighino, belvedere, novarigo grande (236), porta camera (237-243), carderaccio, magheretto, arbusta, castanelli, gatta, bagosta, romagnolo, brughieraggia, gaggio (341, 342 – classico toponimo longobardo), folla, lanca di folla, S. Maria, cassinaccia, cascina Zecca, bosco del ram (o ramo del Ticino), praderia. Villaria, geraccia, porto (446), prato risaia, torazza (o torrazza proprietà Francesco Riva e F.lli q.m Luigi – mapp. 457- 459), prato del molino, giambrolo, somasca, varaschino, sugognera, stallazzo (21, casa colonica), rogherotto, campo bisolo, castellaccio.

Il mappale 459 è ripa di strada proprietà dell’Erario – IR Finanza

 

FOTO – Le zone urbanizzate alla fine dell’Ottocento, come risulta dal primo Piano Regolatore, nella tavola dal titolo ‘Stato di fatto 1890’, realizzato dagli architetti Roberto Biscardini, Antonello Boatti, Fabio Frontini nel 1980

15 aprile 2018 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Volta

Con quella che fu la Via del Convento (oggi Via Volta) si conclude la nostra ‘Storia delle Vie’ che cercheremo di tramandare visto che si tratta di un lavoro di ricerca durato vent’anni.

155 – VOLONTARI DEL SANGUE

Da Via XXV aprile 1945 alla campagna al tempo della denominazione (1960 circa). Adesso è un’arteria importante del Belvedere, il quartiere sorto alla fine del XX secolo nella parte alta del territorio, in un particolare momento di espansione del paese. A proposito della denominazione della Via, la sezione Avis fu fondata nel 1951 e, in occasione del 60° anniversario, presso il civico cimitero è stato inaugurato – il 19 giugno 2011 – un monumento celebrativo.

Volta4011

156 – VOLTA ALESSANDRO (già Via del Convento)

Attualmente l’arteria collega la Via Roma a Via Milano (circonvallazione), ma anticamente non esisteva il secondo tratto nord-ovest, per cui la Via proseguiva a sinistra lungo Via Monteruzzo e a destra con la contrada Fredda. Lo storico tratto di strada che si staccava dall’attuale Via Roma era denominato – ancora nella seconda metà dell’Ottocento – ‘Via al Convento’, una scritta come si può ancora oggi decifrare sul frontale di ingresso in Via Volta di casa Barozza-Vezzani.

Della storia del convento degli Agostiniani Scalzi abbiamo già ampiamente scritto in quanto l’Archivio di Stato, Fondo Religione, conserva tutti i documenti della soppressione avvenuta nel 1807. Qui ricordiamo solamente che l’antico insediamento religioso (chiesa e convento) sorse al tempi della Controriforma cattolica d’inizio Seicento, per volontà testamentaria del cardinale Flaminio Piatti (Turbigo 1550-Roma 1613) e divenne il centro religioso del Turbigh in giò. La chiesa raccolse, al suo interno, le anime morte degli abitanti di ‘Turbigo Inferiore’, mentre nei locali cantinati c’erano il pozzo e la ghiacciaia per la conservazione degli alimenti.

Una ventina di anni fa il signor Giuseppe Noè (classe 1923) ci raccontò che suo padre aveva riparato il pozzo che si trovava nei pressi dell’attuale panchina di pietra addossata alla parete nord della chiesa. Ci disse di aver parlato con due persone che avevano percorso il tunnel che collegava la chiesa al castello. Non sapremo mai con certezza se esisteva veramente tale famigerato tunnel, che fu probabilmente demolito in occasione della costruzione dell’impianto fognario avvenuta un secolo fa. Certamente, però, esistevano dei pozzi in Via Fredda, che avrebbero potuto essere bocche d’aria dell’ipotetico tunnel.

 

FOTO l’inizio della Via Volta è segnato da un’edicola sacra di antica memoria

 

 

13 aprile 2018 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
86 - piove 2 - mucca beve acqua piovana

TURBIGO – Si dice che quest’anno è stato un inverno piovoso, ma confrontandolo con i dati storici non siamo lontani dalla norma. L’anno più piovoso della serie che presentiamo (2003-2017) è stato il 2014 con 2330 mm di pioggia, mentre il più siccitoso il 2017 con 855 mm.  In meteorologia, riuscire a misurare correttamente la quantità di pioggia caduta ha una importanza fondamentale per descrivere completamente il clima di una determinata zona e lo strumento che viene utilizzato è molto semplice, il cosiddetto pluviometro.

 Cavalleri Flaviano ha misurato quanta pioggia è caduta a Turbigo dal 2003 al 2017. Era un’attività che aveva visto svolgere nella grande centrale termoelettrica dell’Enel (1963-1999) e ha pensato bene di continuare a raccogliere dati quando è andato in pensione. A volte lo incontriamo alla Scuola Materna-Ente Morale di Via Matteotti e, in una di tale occasioni, ci ha fatto avere i rilievi che qui sotto pubblichiamo, per semestre, indicando le quantità finali (mm di pioggia, tra parentesi):

2003 (1190) – 1° semestre: 280 mm; 2° semestre: 910 mm; (non ha nevicato).

2004 (1210) – 1° semestre: 600 mm; 2° semestre: 610 mm; (neve il 27 gennaio, mentre mista neve-acqua il 19-23 febbraio).

2005 (820) – 1° semestre: 260 mm; 2° semestre: 560 mm; (neve il 28 febbraio, 3 marzo,26-29 novembre).

2006 (1060) – 1° semestre: 335 mm; 2° semestre: 725 mm; (neve il 26-29 gennaio).

2007 (1050) – 1° semestre: 430 mm; 2° semestre: 620 mm; (non ha nevicato).

2008 (1970) – 1° semestre: 900 mm; 2° semestre: 1070 mm; (neve 2-3-4 gennaio; 28-29 novembre; 10-11-12 dicembre; 31 dicembre).

2009 (1575) – 1° semestre: 830 mm; 2° semestre: 745 mm; (neve 6-7-8 gennaio; 19-20 gennaio; 2 febbraio; 18-21-22 dicembre).

2010 (2130) – 1° semestre: 1010 mm; 2° semestre: 1120 mm; (neve 5-11gennaio; 10 marzo; neve, pioggia, bruma a novembre e dicembre).  

2011 (1150) – 1° semestre: 590 mm; 2° semestre: 560 mm; (pochissima neve).

2012 (1355) – 1° semestre: 655 mm; 2° semestre: 700 mm; (neve 28-29 gennaio; 14-15 dicembre; 5-6 agosto tromba d’aria).

2013 (1320) – 1° semestre: 660 mm; 2° semestre: 660 mm; (neve 19-20-21 gennaio; 11-21-22-23-24-25 neve-acqua; 17-18 marzo neve-acqua).

2014 (2330) – 1° semestre: 1065 mm; 2° semestre: 1265 mm; (non ha nevicato, forti temporali in giugno).

2015 (1065) – 1° semestre: 645 mm; 2° semestre: 420 mm; (bomba d’acqua a metà maggio).

2016 (1260) – 1° semestre: 780 mm; 2° semestre: 480 mm; (non ha nevicato).

2017 (855) – 1° semestre: 465 mm; 2° semestre: 390 mm; (12-13 gennaio poca acqua-neve).

 

FOTO Una mucca si abbevera con acqua piovana…

9 aprile 2018 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Newer Posts