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e333b7_465dac9613894178a91aa655ce21cbfe~mv2Domenica 2 aprile partirà l’11^ STRAVIS tra le campagne e il verde del Parco delle Rogge . Il ritrovo e partenza e situato in via Beata Vergine ad ARCONATE (davanti l’oratorio ) tutto il programma e le info utili di questo evento sul Blog di Gimmy Arena.
Vi proponiamo la video intervista realizzata da Gimmy Arena al Neo Presidente Avis Giulio Garegnani:

24 marzo 2017 0 comment
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Riceviamo e Pubblichiamo:

Arconate, 21 marzo 2017 – L’Amministrazione comunale ha partecipato, assieme al Comune di Busto Garolfo, al bando
regionale per la realizzazione di progetti in materia di sicurezza urbana ed è lieta di comunicare che Regione Lombardia ha
concesso un contributo a fondo perso pari a 46.461 euro.

Il finanziamento ottenuto servirà a garantire maggiore sicurezza a tutti i cittadini grazie a una serie di progetti proposti dal Corpo di Polizia Locale associato dei Comuni di Arconate e Busto Garolfo. In particolare, l’Amministrazione intende sviluppare il sistema di videosorveglianza in paese, ampliando le aree sottoposte a controllo: si procederà quindi all’installazione di 4 nuove telecamere con standard elevati di efficienza nel parco di via Silvio Pellico. I nuovi impianti, al pari di quelli già esistenti, saranno collegati tramite rete wireless ai sistemi di controllo gestitidirettamente dalla Polizia Locale. In più, sarà creato ilcollegamento di tutto il sistema di videosorveglianza alla centrale operativa della Stazione dei Carabinieri di Busto Garolfo, in modo che le forze dell’ordine possano disporre di tutte le informazioni necessarie in tempi rapidi e certi.

Oltre al controllo con telecamere in ambito urbano, si prevede anche la realizzazione dei cosiddetti ‘varchi stradali’, ovvero di impianti dotati di telecamere destinate al controllo dei veicoli che entrano in paese. Ad Arconate tale impianto sarà installato in via Legnano.

Grazie al contributo ottenuto da Regione Lombardia verranno poi acquistate tre fotocamere digitali e due nuovi smartphone con funzionalità radio e gps, collegamento internet, applicazioni di accesso alle banche dati e alla lettura targhe, che garantiranno la sicurezza delle pattuglie che operano sul territorio.

Infine, sarà acquistata una nuova autovettura ‘Fiat Panda’, allestita con le strumentazioni previste dai regolamenti regionali, che rinnoverà il parco auto della Polizia Locale e permetterà la demolizione di un veicolo danneggiato.
Per questi progetti, oltre al finanziamento erogato da Regione Lombardia, le Amministrazioni comunali di Arconate e Busto
Garolfo stanzieranno altri 30.294 euro, per un investimento totale di 76.755 euro.

Soddisfatto il sindaco di Arconate, Andrea Colombo: “Il contributo concesso da Regione Lombardia è l’ennesimo risultato positivo ottenuto grazie alla convenzione con il Comune di Busto Garolfo. Gli investimenti che metteremo in campo saranno mirati a potenziare il controllo del territorio e vanno incontro alle richieste di cittadini, che oggi chiedono a gran voce più sicurezza.

I progetti che saranno realizzati grazie a questo finanziamento – conclude il primo cittadino – si sommano alle iniziative già messe in campo dall’Amministrazione per implementare il servizio di sorveglianza, tra cui l’avvio dei turni serali degli agenti di Polizia Locale”.

Il Comune di Arconate

22 marzo 2017 0 comment
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In via Matteotti, un passante si accorge che qualcosa non va all’interno del panificio. Si avvicina per capire cosa sta succedendo e si accorge che tre persone stanno tentando un furto all’interno. Interviene nella speranza che vedondolo i deliquenti scappino. Ma questo non succede, i malviventi, per nulla intimoriti, al posto di fuggire, si avventano sull’uomo e cominciano a malmenarlo duramente.

indexPer fortuna, la figlia del malcapitato, passava per caso in auto, con una prontezza di riflessi, intuendo che il padre era in pericolo, ha tentato d’investire i ladri, allontanandoli dal padre.  Padre e figlia rispettivamente di 53 e 23 anni, sono stati trasportati, per fortuna, in codice verde presso i nosocomi di Busto Arsizio e Legnano. Sul posto, prontamente sono intervenuti anche i Carabinieri che hanno avviato le indagini. I soccorsi alle due persone sono stati effettuati da un equipaggio della Croce Rossa di Legnano e uno della Croce Azzurra di Buscate.

Le foto del servizio sono di Gimmy Arena

18 febbraio 2017 0 comment
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16522696_10211938413519895_1333007287_nComunicato Stampa

Questa sera, alle ore 21.00, nella sala polivalente del Centro Pensionati in Via Beata Vergine, si svolgerà un’ Assemblea Pubblica per la presentazione della variante al Piano di Governo del Territorio (P.G.T.) Il sindaco, Andrea Colombo e l’assessore all’urbanistica, Lorenzo Bocca, relazioneranno e illustreranno ai cittadini la nuova variante allo strumento urbanistico.

La cittadinanza è invitata ad intervenire numerosa.

6 febbraio 2017 0 comment
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Riceviamo e Pubblichiamo:

Arconate, 16 gennaio 2017 – L’Amministrazione comunale di Arconate ha provveduto all’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un nuovo agente di Polizia locale. La nuova vigilessa, operativa a partire da oggi, lunedì 16 gennaio, si chiama Noemi De Luca, ha 34 anni ed è laureata in scienze politiche-studi europei all’Università di Palermo.
L’agente De Luca vanta già un’esperienza di due anni in Polizia Locale: ha lavorato nei Comuni di Verona, Travedona Monate, Darfo e Capo di Ponte.
16128838_10211719491126972_1512291988_nCon la sua assunzione, l’Amministrazione comunale ha completato l’organico del comando di Polizia locale, che può dunque operare nel pieno delle sue funzioni e della sua efficienza. “De Luca – dichiara il comandante della Polizia locale di Arconate e Busto Garolfo, Antonello Grassiha superato e vinto un concorso ed è certamente una figura valida e preparata. Ora affronterà un periodo di formazione obbligatoria, richiesto da Regione Lombardia, e poi potrà lavorare nel pieno delle sue funzioni”.
Siamo soddisfatti e pieni di aspettative per l’avventura professionale della nuova vigilessa – dichiara il sindaco di
Arconate, Andrea Colombo – finalmente, dopo più di due anni, abbiamo un agente assunto a tempo indeterminato. A De Luca le congratulazioni di tutta l’Amministrazione comunale e un grosso in bocca al lupo”.

Il Comune di Arconate

16 gennaio 2017 0 comment
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morte

Buona parte della montagna di carte che ho raccolto nella mia vita la sto portando all’Ecocentro, poco alla volta, con un’azione costante. Le faccio passare, rileggo fatti e momenti passati. E’ un lavoro che fanno tutti i ‘vecchietti’ quando arrivano vicini al trapasso ed hanno il tempo (che prima non c’era) di ordinare le carte, le fotografie, del tempo vissuto.

Ho fatto il cronista per decenni e, il mio archivio, non ho mai smesso di aggiornarlo. Anche ora, che non serve più, perché buona parte del mio tempo la passo a fare il nonno, conservo la memoria degli eventi, perché il ‘mestiere’ si è infiltrato nel mio modo di vivere.

Dicevo che, tra le tante carte pronte per andare al macero, mi sono cadute in terra due fotocopie gialle…C’era uno scarabocchio di mia mano, illeggibile, probabilmente voleva dire che valeva la pena di leggerlo e così ho fatto, emozionandomi nella descrizione della figlia che racconta l’avvicinarsi della morte del padre.

 

CIO’ CHE RESTA DI UN UOMO – 1° concorso di prosa e poesia ‘Don Carlo Prandi’, opera di Marinella Restelli di Arconate.

“Ho capito che te ne stavi andando un pomeriggio di febbraio. Improvvisamente. Un colpo violento in pieno petto, le gambe molli, la sensazione di essermi svuotata del sangue e delle forze e la verità evidente e crudele dipinta sul tuo viso smagrito, emaciato e cupo.

Te ne stavi seduto come sempre sul divano del mio salotto e sembravi attento al programma di cartoni animati che i miei figli, accovacciati per terra e appoggiati alle tue ginocchia, ti obbligavano a seguire quotidianamente, ma non eri già più con noi. Avevi persino dimenticato di sputare le solite, drastiche sentenze sui programmi televisivi e i metodi educativi dei genitori moderni, inseguivi le tue preoccupazioni, la realtà che tacevi da mesi e che cercavi di vincere con la forza di volontà e qualche blando sciroppo.

In un mattino tutto mi fu chiaro: i tuoi inspiegabili malumori per i giochi rumorosi e gli scherzi dei bambini, i secchi rifiuti ad accompagnarli ai consueti appuntamenti, la riluttanza a guidare l’automobile, a salire le scale, ad aiutarmi a portare una borsa pesante, il bisogno continuo di appoggiarti e di sederti, la stanchezza e la spossatezza dei tuoi gesti.

Avevo chiuso gli occhi fino ad allora davanti a quella cosa mostruosa che era la tua malattia e che tu avevi cercato in tutti i modi di camuffare e allontanare da te e da noi. Ora la vedevo manifestarsi inesorabile e sapevo con assoluta certezza, ancora prima di aver consultato un medico, che sarebbe stata fatale e senza rimedio. Anche tu lo sapevi, lo avevi saputo fin dal suo insorgere e ti dibattevi in una angosciosa solitudine, le viscere contratte e il respiro mozzo per la paura.

Quella sera quando ti sei alzato dal divano per tornare a casa, ho spiato il tuo incedere lento, la tua lunga pausa sull’ultimo scalino, la tua immensa fatica per arrivare all’auto e ho deciso che non potevo rimanere inerte e passiva ad attendere che i miei giorni si vuotassero della tua presenza e del tuo sostegno.

Non potevo fermare la malattia e neppure la tua vita, ma dovevo trovare un modo per salvare tutto quello che avevi costruito, che avevi amato, dovevo ritrovare il tuo passato, l tua famiglia, le tue radici e inserirti in quel contesto di cui anch’io, sangue del tuo sangue, facevo parte e che doveva continuare anche dopo di te e i tuoi discendenti.

Non ne sapevo molto, le mie conoscenze si fermavano ai tuoi genitori e nei giorni che seguirono ti assillai con mille domande che non ottennero risposta. Eri diventato sospettoso e insofferente e alle mie richieste reagivi con sgarbo, puntandomi gli occhi addosso e rifiutandoti di parlare. Non volevi parlare né del passato, né del presente, specialmente della tua salute. Ricorsi ad una vecchia zia, sorella di tua madre. Andai a trovarla a tua insaputa, ma mi ritrovai di fronte a due occhi vuoti, perduti oltre i vetri della finestra e a un sorriso stanco. Potevo contare solo sulla memoria della mamma e sul vago ricordo dei tuoi racconti che avevo udito da bambina.

Pensai alla famiglia di mio marito (dove l’albero genealogico, scritto su una pergamena, risaliva al Cinquecento e terminava con i miei figli, ndr).

Il tuo emergeva dal nulla, breve, banale e senza radici, destinato a finire nel nulla. Ma i miei figli, che avevano ereditato uno dei nomi dorati della pergamena, erano anche parte di te e volevo a tutti i costi che anche il tuo nome avesse un posto ben definito nella loro vita e nel loro cuore, quando tu non saresti più stato al loro fianco a condividere i pomeriggi invernali, contestando assonnato i loro programmi preferiti o i caldi pomeriggi di vacanza accompagnandoli nelle passeggiate in bicicletta in mezzo alla campagna in cerca di rane e di pesci. Mi chiedevo però, senza riuscire a trovare una risposta, dove si potesse incidere la memoria, le parole, il ricordo di chi non ha pergamene e casato a cui affidare la propria storia.  

Sei uscito di scena senza fare troppo rumore, senza tragedie e bruscamente, come era nelle tue abitudini. Te ne sei andato una bella mattina di giugno, in un’alba radiosa e fresca, eludendo la stretta sorveglianza a cui ti avevo sottoposto per tutta la notte. Hai atteso che mi vincesse la stanchezza e la voglia di una boccata d’aria e mi ha lasciato senza neppure darmi la possibilità di salutarti un’ultima volta. Ho persino pensato che volessi punirmi per averti costretto a ricoverati in ospedale senza tener conto della tua volontà di combattere da solo e senza l’aiuto della scienza, una battaglia che consideravi già persa. Non udivi più i rumori di questo mondo quando ho raccolto dalla barella in corsa verso l’ascensore il tuo ultimo sussulto di vita.

A parte la mamma, ognuno di noi ha continuato la sua abituale esistenza, ha mantenuto la sua serenità e così doveva essere.  Così era stato anche quando se ne andarono i tuoi.  “E’ venuto il loro momento”, si era detto. “Si è compiuto il loro destino, segnato inesorabilmente fin dall’inizio”.

Di quella prima, triste esperienza conservo solo un senso di disagio, di fastidio, più che altro perché l’avvenimento veniva a scombussolare le abitudini e la tranquillità quotidiane. Ma l’altro giorno, inaspettatamente, ho avut la risposta che tanto cercavo e la certezza che i tuoi nipoti ti ricordano ancora con nostalgia, con infinita tenerezza, a prescindere dall’albero genealogico e dal nome.

E’ venuto lo sfasciacarrozze a prendere la tua automobile per la demolizione. Era una decisione che avremmo dovuto prendere da tempo ma nessuno voleva mettere in atto perché la tua 127 azzurra che, forse per vent’anni, aveva scorrazzato tutti e alla quale tenevi in modo quasi morboso, era considerata una parte di te.

Ho visto i miei figli infilarsi nell’abitacolo e uscirne subito dopo con le mani cariche di oggetti che ti erano appartenuti e che avevi usato, perfino la pessuola che serviva per pulire i vetri perché “conservava il tuo odore” e gli adesivi attaccati al cruscotto perché “li avevi incollati per loro” quando erano piccoli.

Insieme abbiamo detto addio ad un ammasso di lamiere arrugginite e scritto a lettere d’oro il tuo nome nel nostro cuore”.    

    

 

31 dicembre 2016 0 comment
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