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Di Amazon si parlava tempo fa come di un possibile sbarco a Magenta nella ex Novaceta. oggi il nome di amazon torna alla ribalta per una protesta clamorosa nelle sedi di Origgio e Milano dove sono stati bloccati i magazzini. Lavoratori e lavoratrici, appoggiati dalla Cgil sono davanti ai cancelli dall’alba e bloccano l’uscita delle merci.

Chi lavora per l’azienda appaltatrice RPost ha ora un contatto da postino privato, il sindacato chiede di trasformarlo nel contratto nazionale trasporto merci. Non solo, la mobilitazione chiede il rispetto dei diritti dei lavoratori, degli orari, delle pause e il pagamento degli straordinari. “Amazon e RPost deridono i lavoratori in sciopero, e non danno risposte”, dicono in una nota.

 

28 giugno 2017 0 comment
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Come uscire da una situazione di crisi temporanea? Può capitare, nella vita, di attraversare un periodo di sovraindebitamento che richiede un aiuto apposito per poter rientrare nella propria posizione e, soprattutto, vivere tranquilli. Tutto questo grazie all’apporto di professionisti preparati che si avvalgono di un’apposita normativa, la legge 3/2012. Quella che da più parti è stata denominata legge salva suicidi. Rianalisi.it si occupa proprio di questo. Situazioni di sovraindebitamento che riguardano soggetti non fallibili. Possono essere persone fisiche, agricoltori, liberi professionisti, associazioni, esercenti attività commerciali sotto soglia fallimento e altro. Insomma una vasta gamma di soggetti per i quali vale bene lo slogan “Sconfiggi i debiti, ti aiutiamo a ripartire! Sei un debitore? Non sei un fallito“.

Rianalisi3 250x300Quest’ultimo è un elemento importantissimo da tenere sempre presente per chi sta attraversando un periodo non roseo e pensa di non avere più vie di uscita. Uscire dalla crisi invece è possibile. La legge di riferimento ha normato le tematiche delle situazioni di sovraindebitamento non soggette, né assoggettabili, a procedure concorsuali già esistenti.

L’obiettivo del legislatore è stato quello di garantire, a tutti i soggetti non fallibili, la possibilità di riequilibrare la propria situazione economica e finanziaria attraverso un’analisi del proprio patrimonio, del proprio reddito e dei propri debiti.

Rianalisi4 250x300Una legge rivoluzionaria, già esistente da anni in altri paesi dell’Unione Europea. Basti pensare alla Francia dove è stata approvata nel 1989 e nei 10 anni che vanno, dal 1995 al 2005, sono stati approvati n. 1.500.000 casi (dati pubblicati da Banque de France). Uno studio apposito consentirà di arrivare al cosiddetto riequilibrio economico e finanziario dell’associato. Verrà avviata una procedura che permetterà, nel limite delle possibilità, di far fronte agli impegni presi o, nel caso in cui lo squilibrio tra beni/redditi e debiti non sia sanabile, nel riconoscimento della situazione e quindi la cancellazione di tutti o di parte dei debiti.

Copertina2Attualmente RI.Analisi svolge questo lavoro presso le proprie sedi di Trieste, Gonars, Pozzuolo, Udine, Bibione, Treviso, Villorba, Vedelago, Asolo, Vicenza e Milano. Nelle altre zone d’Italia sono stati contrattualizzati circa 85 studi professionali che danno l’assistenza ai clienti per la Legge 3/2012. A tutto ciò, bisogna aggiungere gli accordi firmati con alcune associazioni di categoria, presso le quali vengono ricevuti i soggetti segnalati dall’associazione medesima. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.rianalisi.it.

25 maggio 2017 0 comment
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Ad Abbiategrasso per la  533sima edizione della Fiera Agricola  ed a Palazzo Isimbardi prima, il Presidente del Consorzio ET Villoresi, Alessandro Folli, spiega ai colleghi istituzionali che realizzare la navigabilità delle vie d’acqua lombarde è possibile ed economico. Secondo le stime del Consorzio, infatti, con 50 milioni di euro è possibile rendere navigabile il tratto da Milano a Pavia e con poco meno di 80 si potrà navigare da Locarno. “L’idrovia  Locarno – Milano – Venezia non è solo suggestione ma realtà concretizzabile”, dichiara il dirigente Villoresi e uomo politico, come dire, “navigato”.  Il quale contrappone al progetto di idrovia interregionale quello della riapertura dei Navigli milanesi: “E’ meglio spendere 410 milioni di euro per riaprire i Navigli milanesi, oppure, poco meno di ottanta per rendere definitivamente navigabile la Locarno Milano Venezia?”

Con 32 milioni di euro – ha ricordato il Presidente del Consorzio di bonifica più grande d’Italia – non solo

Alessandro Folli, E T Villoresi

Alessandro Folli, E T Villoresi

abbiamo riqualificato le Dighe del Panperduto ma abbiamo dato concretezza al concetto di ‘multifunzionalità’. Oggi, infatti, il Panperduto significa acqua per l’agricoltura, energia ma anche navigazione e turismo”. Più nel dettaglio, Folli ha spiegato come con 50 milioni di euro la navigazione da Milano a Pavia sarebbe cosa fatta. Così come sul fronte piemontese servono 13 milioni di euro per la conca di Porto della Torre e si stimano 14 milioni di euro per il progetto dell’ascensore d’acqua a Vizzola Ticino “cui l’ETVilloresi sta già lavorando attivamente anche con il coinvolgimento di Regione Lombardia” ha precisato Folli. “Un’idea nuova ma antica al tempo stesso di cui – ha rilevato – abbiamo già trovato traccia negli archivi del Consorzio risalenti alla fine dell’800”.

Nota dolente rimane però quella del livello del Lago Maggiore, una questione centrale per qualsivoglia progetto infrastrutturale quanto per la salute delle nostre aziende agricole. “Gli accordi italo-svizzeri vanno rivisti al più presto. E’ una questione di buon senso”.

Alessandra Branca

18 ottobre 2016 0 comment
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Ieri, giovedì 22 settembre, nominati i componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda speciale Ufficio d’Ambito della Città metropolitana di Milano. Egidio Fedele Dell’Oste e Paolo Sabbioni, rispettivamente Presidente e Vicepresidente, sono i componenti di individuazione diretta della Città metropolitana.ato_citta-metropolitana_mi

Con loro lavoreranno nel Consiglio di Amministrazione, così come indicati dalla Conferenza dei Comuni il 12 settembre, il sindaco di Cesate Giancarla Marchesi, in rappresentanza dei comuni con popolazione sotto i 15.000 abitanti, il sindaco di Cologno Monzese Angelo Rocchi, in rappresentanza dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, e Ileana Musicò in rappresentanza del Comune di Milano.

L’Ato unico della Città metropolitana di Milano per la gestione del Sistema Idrico Integrato è costituito dai 133 Comuni del territorio dell’ex Provincia di Milano.

23 settembre 2016 0 comment
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magari mi è andata bene! se li toglieva forse era peggio!

Per anni, oltre al mondo del giornalismo sono stato nel mondo del trasporto e della logistica, ho partecipato a moltissime esperienze umanitarie nel mondo, in ogni parte lavorativa e solidale vissuta ho conosciuto situazioni, anche d’emergenza, dove se non ci fosse stata un buona logistica le cose non sarebbero funzionate.

Capita a tutti, prima o poi nella vita, di avere qualche problema e di dover ricorrere alle cure del Pronto Soccorso e meno male che esiste, ma passato il momento dell’emergenza, dove arriva il momento della logistica del paziente, lì comincia il problema, ma è giusto fare la cronistoria.

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le ciabatte le ha messe l’infermiera sul “letto” la bottiglia dell’acqua sull’apposito spazio a dispozione, rigorosamente con cuscini morbidissimi e il pigiamino da ospedale!

Arrivo in Pronto Soccorso, c’è un solo sportello, attendo il mio turno, come tutti, vengo accettato da Mr. Simpatia (un corso di comunicazione per alcuni serve, credo) dopo il primo controllo mi mette un braccialetto, nessuna risposta, ma con quel gesto ha già deciso che sono “grave” e sicuramente devo essere ricoverato, il problema è che non me lo dice. Vengo prontamente dirottato in codice giallo all’ambulatorio 2 dove, per fortuna questa volta il Dottore e aggiungo anche gli infermieri, oltre a essere professionali sono simpatici e comunicativi, il Medico decide, visto la gravità della mia situazione, di mettermi in osservazione. Qui cominciano i problemi, vengo posizionato su una barella per affrontare la lunga notte, senza cuscini, senza coperte e peggio ancora, ammassato con altri pazienti senza distinzione di sesso, capisco la parità, ma in queste occasioni, per molti anche “dolorose” un po’ di privacy non farebbe male. Di fianco a me c’è una ragazza rumena in tachicardia, nell’altro fianco un semi moribondo che in continuazione grida aiuto, tutti rigorosamente vestiti, buttati sulle barelle in qualche modo e come compagnia le grida di chi sta davvero male. Mi dico: “bias prepras, la sarà dura sta noc!”, come panorama, non un paesaggio caraibico, ma gli scarponi del mio vicino di letto costretto a dormire vestito, non c’è nemmeno un comodino dove appoggiare una bottiglia d’acqua e penso “la sanità! Un eccellenza lombarda!”. Anche “ammalato” sono curioso, non riesco a dormire, cosa che sarebbe salutare per un ammalato, ma non si può, nella stanza in cui mi trovo c’è l’unico bagno agibile per i pazienti e credo che ho contato centinaia di persone che rumorosamente ne hanno usufruito, perciò ho deciso di andare a farmi un giro e mi accorgo che nell’emergenza sono stato anche “fortunato”; quando sono arrivato in ospedale, verso le nove, c’erano delle persone sedute sulle sedie dell’ingresso e alle 3 di notte erano ancora lì, chiedo cosa hanno fatto e mi rispondono che hanno delle coliche, rabbrividisco, con dolori lancinanti in corso li hanno “dimenticati” sulle sedie, mi vergogno delle parole della politica regionale quando indicano la Sanità Lombarda come un Eccellenza.

Torno al mio letto, ops… “barella” e attendo, tutta la notte, senza dormire e vedendo la stanza riempirsi di altri pazienti. Che dire, W l’Italia!

Ritorno alla prima parte dell’articolo, un po’ di sana logistica non farebbe male anche alla sanità d’emergenza, mettere un letto, con cuscini e coperte, dare un pigiama di quelli tipo usa e getta non è complicato, trovare gli spazi dove dividere uomini da donne e anche e un corso di simpatia per alcuni infermieri sicuramente serve. Nulla da dire sulla professionalità dei Medici, preparati e disponibili, ma sicuramente, almeno per la questione logistica, si adeguano alle direttive.

Ho partecipato a molte riunioni della Sanità, i pazienti ora vengo definiti “CLIENTI” essendo diventati AZIENDA OSPEDALIERA, i clienti vanno “attirati” non fatti fuggire, di solito funziona cosi!

 

24 marzo 2016 0 comment
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