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LEGNANO – Una corsa che non è solamente appuntamento sportivo, ma testimonianza. Si corre domenica 26 marzo a Legnano la Run for Parkinson’s, manifestazione organizzata da AsPI (Associazione Parkinson Insubria) Legnano con il patrocinio del Comune e il sostegno, tra gli altri, della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Iniziativa locale dell’omonima corsa che si svolge a livello mondiale, la Run for Parkinson di Legnano vuole accendere i riflettori su una malattia che in Italia colpisce oltre 250.000 persone. «Parlare di Parkinson è importante perché una malattia di cui si parla poco», premette la presidente di AsPI Legnano Rosanna Carnovali. «Si pensa che per avere il Parkinson bisogna tremare, ma questo non è l’unico segnale. Parliamo di una malattia neurodegenerativa che pur avendo il suo picco tra i 50 ed 60 anni, colpisce persone anche più giovani. Non p possibile guarirne, ma è possibile rallentare il suo decorso facendo degli esercizi mirati e tenendosi in attività. Con la nostra associazione, oggi punto di riferimento per una settantina di malati, promuoviamo fisioterapie e iniziative specifiche, sia per i malati sia per i loro familiari. Questa corsa è l’occasione per sostenere la nostra attività e contribuire anche alla ricerca su questa malattia».

Al fianco di AsPI Legnano è scesa la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «Ci ha mosso la duplice finalità dell’iniziativa: quella sportiva, ma soprattutto quella sociale che vede i volontari dell’associazione essere vicini ai malati e alle loro famiglie», osserva il presidente della Bcc Roberto Scazzosi. «È questo il ruolo di una banca locale che si propone di essere vicina al territorio in ogni sua forma e che ha fatto della mutualità il proprio principio guida».

La Run for Parkinson’s prevede due percorsi: il primo, strutturato su un anello da 3,2 km da percorrere tre volte, è dedicato ai runners con partenza alle 9; il secondo di circa 900 metri con partenza alle 10.30 viene proposto per i malati di Parkinson quale testimonianza concreta del fatto che il movimento è indispensabile per allentare il procedere della malattia. Partenza e ritrovo sono in via Girardi 19 a Legnano, dove ha sede AsPI Legnano. Le quote di partecipazione sono 10 euro per il percorso più lungo e 5 euro per la camminata. È possibile iscriversi fino a 10 minuti prima della partenza. È previsto il pacco gara per i primi 500 iscritti.

Per ulteriori informazioni: www.aspilegnano.it

23 marzo 2017 0 comment
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Copia di Sindaci del Castanese - maggio 2012

Si vota a Canegrate (Colombo), Cuggiono (Polloni), Magnago (Picco), Vanzaghello (Giani), Legnano (Centinaio), Magenta (Invernizzi) e Abbiategrasso (Arrara). Con la probabile esclusione di Giani (il cui posto sarà preso da Gualdoni), tutti gli altri sindaci, indicati con i cognomi tra parentesi) sono pronti per il bis. Ecco le prime anticipazioni sulla  battaglia politica già in corso:

LEGNANO – E’ Giambattista Fratus (Lega Nord) il candidato per il centrodestra. 63anni, venticinque passati tra le fila della Lega Nord di cui è stato, dal 1999 al 2014, consigliere e capogruppo nel Consiglio Provinciale di Milano. Iscritto alla Lega dal 1992 ha contribuito nel 1994 a fondare la sezione locale castanese ed è stato (ed è) segretario della provincia del Ticino. Consigliere comunale di Legnano dal 2002 ha ricoperto la carica di assessore, oltre a quella di vicesindaco. Candidato sindaco per la sola Lega alle elezioni amministrative del 6-7 maggio 2012 le ha perse rimanendo consigliere. Stavolta si ripresenta come candidato sindaco per l’intero centrodestra, per cui dovrebbe avere delle chances in più per battere il sindaco uscente, Alberto Centinaio (Pd), pronto per il bis.

CUGGIONO – Maria Teresa Perletti (Lega Nord) guiderà il centrodestra.  Il centrosinistra con Flavio Polloni non ha certamente brillato in paese. Si stanno mettendo a punto le alternative: per il centrodestra è ormai certo il candidato sindaco della Lega Nord, Maria Teresa Perletti, che inizia la campagna assicurando l’unità del centrodestra. La prematura scomparsa dell’avvocato Giuseppe Marzullo ha avviato altre alternative segnalate anche dal fatto che Agorà (l’associazione fondata da Abramo Bellani) intende presentarsi da sola.

Questo il Consiglio Comunale che si insediò cinque anni fa che registrò la débâcle del Pdl cuggionese di Giuseppe Locati: 1 – Flavio Polloni (2741 voti, sindaco); 2 – Marco Testa (311, il volto nuovo più votato, una radice profonda di ‘Cuggiono Democratica’), 3 – Matteo Marnati (217, esponente di Agorà); 4  Giovanni Cucchetti (114), 5 – Daniele Ulivi (209), 6 – Giuseppe Fontana (109), 7 – Sergio Berra (103). All’opposizione: Gianfranco Ronchi (813 voti, candidato sindaco Lega Nord), Giuseppina Panza (86); Carlotta Mastelli (candidato sindaco Progetto Comune).

MAGNAGO – Carla Picco  (Pd), pronta per il bis, guida una squadra di sei uomini e sei donne.  Che il centrodestra abbia fatto di tutto (dividendosi in tre tronconi) per perdere le elezioni del 2012 é noto. A Magnago Carla Picco (Pd) è arrivata quasi al 40% e conquistato il Comune dopo 13 anni di centrodestra. ‘Amunt’, il Consiglio comunale d’insediamento ha registrato allora la seguente composizione: 1. Carla Picco (1723 voti, sindaco), 2 – Andrea Scampini (167), 3 – Massimo Rogora (116), 4 – Angelo Lofano (102), 5 – Fabio Alfano (54), 6 – Giovanni Colombo (51), 7 –   Giovanni Luigi Pariani (45), 7 – Daniela Grassi (45). Le opposizioni: Mario Ceriotti (Pdl, 1407 voti), Ferruccio Binaghi (236); Andrea Coscetti (lista ‘Sviluppo’, 846 voti). La Lega Nord, guidata da Fausto Zanella ha preso 355 voti e nessun seggio.

Il centrodestra e ancora tormentato sull’appartenenza del sindaco: di Forza Italia o Lega Nord? Mentre Fratelli d’Italia e ‘Amministrare Insieme’ attendono che si raggiunga un accordo. D’altra parte, potenzialmente, il centrodestra conta il 60% dei voti, contati nella precedente consultazione, ma la litigiosità ha sempre fatto perdere il centrodestra, sia a Castano Primo e Vanzaghello.

 

FOTO Incontro di Sindaci del Castanese ad Inveruno nel 2012. Si riconoscono, da sinistra, Polloni, Picco…

17 marzo 2017 0 comment
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invito.retro“Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo.” Pindaro

Miky Degni inaugura il 23 marzo la vineria culturale Polvere di Bacco con “Dipinti Ubriachi”. Prosegue così il tour eno-gastronomico “per Amor di Vino”, partito dalla Svizzera per poi toccare diverse città e località italiane e ritornare a casa, in Lombardia

mikyDopo aver fatto tappa a Lugano, Como, Milano, Tirano, Pesaro, Roma, Maiori, Catania, Lentini e Modica sbarca a Legnano, giovedì 23 marzo, “Dipinti Ubriachi” di Micky Degni per l’inaugurazione della vineria culturale Polvere di Bacco. Le porte si apriranno al pubblico a partire dalle ore 19.00. L’artista milanese esporrà dieci dei suoi dipinti che sono stati realizzati esclusivamente con il vino rosso, il Nero D’Avola, perché, come dice Micky Degni, “il vino non è solo una bevanda, ma è il risultato di tanto lavoro, grande manualità e amore. Il vino è arte, passione”.

In questi ultimi anni il graphic designer e creativo milanese ha voluto sperimentare questa insolita tecnica per deliziare palato e vista e ha dipinto più di 200 opere con pregiati vini italiani, molte di queste realizzate per importanti case vinicole e poi vendute a collezionisti e cultori della bevanda più amata dagli italiani, il nettare degli Dei. Sulla pregiata carta d’Amalfi prendono vita, grazie al vino, soggetti originali e fantasiosi che si si ispirano all’amore e che raccontano con delicatezza i sentimenti che si provano quando si vive una relazione amorosa.

evento-polvere-di-bacco-13Durante il vernissage verrà fatta anche una presentazione delle attività culturali e degli eventi che sono già in programmazione per i prossimi mesi. La vineria culturale vuole essere una vetrina per tutti coloro che hanno qualcosa da dire e non hanno un luogo in cui farlo. “Ci sono tantissimi giovani talentuosi che meritano attenzione – racconta Manuela Sala, uno dei due gestori del locale – Questo vuole essere un posto speciale per dar luce a chi vuole esibirsi o vuole esporre le sue opere. Si spazia dalla pittura alla fotografia, dalla poesia alla musica…”. In effetti la vineria è spaziosa e si presta a ogni genere di attività. “Offriamo spazio a chi spazio non ne ha e usiamo il locale per fare cultura” aggiunge l’altro gestore, nonché suo marito, Andrea Abbattista. evento-polvere-di-bacco-12L’apertura di questo locale racconta anche un’altra storia: l’amore di un uomo per la sua donna che ha perso il lavoro ed è per questo che si reinventa, creando insieme a lei questa attività, seguendo solo quelle che sono le sue inclinazioni e la passione per la cultura. Dopo la presentazione seguirà un brindisi con Cuvée Millesimato 2014 di Divine Ignis, birre artigianali Big Hop e Roccolo di Mezzomerico, per inneggiare alla grandezza del vino e a quella dell’amore per la cultura e per la vita. #dipintiubriachi #lapolveredibacco #culturadabacco

“E dove non è vino non è amore; né alcun altro diletto hanno i mortali.” Euripide

16 marzo 2017 0 comment
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Incarichi prestigiosi all’estero. Collaborazioni con ospedali inglesi e francesi. E poi la scelta di tornare a lavorare in Italia, Ospedale di Legnano. La storia di Mariangela Panebianco dimostra che quando c’è talento, intelligenza, fatica quotidiana e soprattutto volontà di non farsi sopraffare dalle frustrazioni, la vita ti ripaga di tanta resilienza. Perché questa giovane neurologa, nata in Sicilia 41 anni, ha una storia di raccontare che innesca tante riflessioni. La dottoressa Panebianco si laurea giovanissima all’Università di Catania (sua città natale) nel 2000, ad appena 24 anni con 110 e lode. Si specializza in Neurologia sempre con il massimo dei voti: studia tre anni nella città siciliana, e i rimanenti due anni alla Cattolica di Roma.004

“Divento specialista a 29 anni – afferma – terminata la specializzazione inizio a lavorare come consulente neurologo in diverse strutture private, ed anche in contesti di ricerca come il CNR e la Fondazione Scientifica Morgagni con alcune borse di studio. Dal 2005 al 2010, cinque anni di lavoro intenso, matto e disperatissimo, accettando tutti gli incarichi. Ma nulla di definitivo e gratificante. Purtroppo non c’è neanche una famiglia di medici alle spalle di Mariangela. Il nonno contadino. Il padre con un’azienda agricola. Ci sono invece la passione per la medicina e la neurologia, un marito e una piccina di pochi anni: questi i dati di realtà, da cui muovere.

 

Il giro di boa per Mariangela arriva nel 2010. “Vinco un dottorato di ricerca Internazionale in Neurobiologia, della durata di quattro anni. I primi due anni li trascorro a Catania, poi mi offrono la possibilità di andare all’estero”.  Prende la piccola di 4 anni e mezzo e si vola, il marito rimane al suo lavoro in banca: trasferimento nel Regno Unito, Università di Liverpool. “Entro a far parte di un grande team universitario, faccio ricerca scientifica, in particolare utilizzando tecniche di mappatura cerebrale. Divento autore “Cochrane” per l’”Epilepsy Group” ed inizio a pubblicare reviews e a collaborare con autori di tutto il mondo. Sono ancora oggi membro attivo della Cochrane Library International”. Concluso il dottorato firmo un contratto da dirigente neurologo presso il “The Walton Center Hospital”, ospedale universitario, centro di eccellenza nelle neuroscienze.

Vengo inoltre reclutata per scrivere un capitolo di un libro di Neuroanestesiologia per Elsevier, il maggior editore mondiale in ambito medico e scientifico, insieme ad altri autori di fama internazionale. Vado in Francia per due mesi, all’Università Pitié-Salpêtrière di Parigi, portando il mio contributo scientifico ad un studio clinico congiunto sullo stroke”. Nel 2015 il secondo giro di boa nella vita di Mariangela: nel pieno della carriera nel Regno Unito decide di rientrare in Italia. “Decido di lasciare Liverpool e tornare in Sicilia, ma l’università non vuole perdermi, mi offre allora un contratto part-time da ricercatore per l’Istituto di Medicina Translazionale, che mi porta a ritornare a Liverpool a periodi alterni. Oggi sono ancora ricercatore onorario”. All’inizio del 2016 l’incontro con una persona straordinaria, la dottoressa Patrizia Perrone, il mio attuale primario, e il concorso per un posto da dirigente in Neurologia all’Ospedale di Legnano. “Lo vinco e inizio a lavorare qui dallo scorso maggio”.

Il passaggio da un Ospedale universitario ad un Ospedale pubblico per acuti non è indolore. “In Inghilterra i tempi dettati dalla ricerca erano più rilassati, i medici non indossano il camice, ma solo un distintivo di riconoscimento, nessuno manca al briefing del mercoledì, che si conclude sempre con uno spuntino collettivo. L’abito è fondamentale: la volta che ho indossato i jeans ho rischiato di essere sbattuta fuori dal reparto. Ho riparato subito comprando tailleur. Paradossalmente, l’assenza di camice non significa più empatia con il malato. A Legnano ho trovato un ospedale di frontiera, per acuti, dalle risposte rapide e dai ritmi intensi. Usiamo il camice, certo, e sappiamo essere “prossimi” a chi sta male”. La domanda è banale, ma va fatta: “Perché tornare in Italia, dopo tanti riconoscimenti?”.

“E’ difficile dare un’unica, razionale risposta. In Inghilterra ottengo riconoscimenti e prestigio, ma l’Italia mi mancava. Volevo riunire la mia famiglia. Ma forse la motivazione più grande è stata il voler essere riconosciuta e apprezzata in Italia, volevo rimettermi di nuovo in discussione. Liverpool è stata l’esperienza più forte della mia vita. Ho avuto il privilegio di lavorare con professori come Tony Marson, una mente della Neurologia mondiale. I colleghi inglesi mi hanno aperto le porte delle loro case, hanno permesso che mi integrassi totalmente. Sono profondamente grata a tutti loro. Ho avuto il privilegio di far crescere mia figlia in un college, ora ha quasi nove anni ed è bilingue. Sono tornata in Italia arricchita da un punto di vista professionale ma anche umano.

Al tempo stesso oggi sono soddisfatta di essere stata inserita in Italia in un ospedale moderno come quello di Legnano. Sono contenta di aver cercato, ricercato ed essere approdata qui. Sono felice di non aver ceduto alla frustrazione iniziale della professione, quando tutto appariva in salita, con pochissime prospettive, trasformando l’”handicap” in risorsa. Se non avessi mai lasciato la mia terra oggi non sarei quella che sono! Ancora oggi vivo un insieme di entusiasmo, nostalgia e speranza per il futuro”. La dottoressa Panebianco la troviamo ogni giorno al quarto piano area B, divisa fra reparto, neurofisiologia e cura dell’epilessia. Al sabato a Malpensa: destinazione Catania. Il marito e la bimba l’aspettano all’aeroporto. Per loro non sarà mai un “cervello di ritorno”.

 

 

14 marzo 2017 0 comment
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001Per l’ottavo anno, la Terapia Intensiva dell’Ospedale di Legnano entra nella scuola con un corso BLS, Basic life support. Obiettivo: insegnare agli studenti a praticare il massaggio cardiaco. Mercoledì 8 marzo il rianimatore dottor Riccardo Giudici, le infermiere Sara Cucchetti, Chiara Della Canonica e Stefania Trezzi, accompagnati dal Preside dell’Istituto superiore, Professor Flavio Merlo, hanno tenuto una lezione alle classi terzi del Liceo delle scienze umane e al Professionale sociosanitario dell’Istituto Canossiano “Barbara Melzi”.

La giornata si è aperta alle 10.45 con una parte teorica della durata di circa 45 minuti. A seguire una parte pratica di 2 ore, che ha visto coinvolti 4 gruppi di circa 15 studenti l’uno. Il 21 marzo, altri 25 studenti parteciperanno a una lezione analoga. Complessivamente saranno formati un’ottantina di studenti. Il progetto trova il suo referente didattico nella professoressa Marina Morlacchi, docente di biologia, presente all’esercitazione.

“Tempo fa ero stato indirettamente coinvolto nell’emergenza di un cittadino colpito da arresto cardiaco, e ho visto quanto ha potuto fare la tempestività del massaggio cardiaco – ricorda il Professor Merlo -. Per questo ritengo importante che i miei studenti posseggano le conosce007nze di base per poter iniziare le prime manovre, in attesa dell’intervento dei soccorritori professionisti. La cultura del primo soccorso è per noi fondamentale. La scuola è dotata di defibrillatore e una parte del corpo docente  formata al suo utilizzo”.

“Per noi rianimatori è importante che i giovani sappiano praticare il massaggio cardiaco – spiega il dottor Giudici – perché prima si interviene, migliore sarà la prognosi. Consideriamo che l’arresto cardiaco improvviso è sempre più frequente e colpisce soggetti sempre più giovani. Tutti possiamo salvare vite umane. Dopo la chiamata al 112, è fondamentale praticare il massaggio cardiaco, sotto la guida dell’operatore 112, in attesa dei soccorritori. Consideriamo solo un dato. Legnano ha 119 defibrillatori. L’evidenza ci mostra come, in molti Paesi del Nord Europa, in caso di arresto cardiaco, il defibrillatore venga utilizzato dai cosiddetti “laici”, cioè i cittadini, entro i primi minuti. Noi siamo ben lontani da questa tempistica. Per questo è importante insegnare il BLS e soprattutto il BLSD, ossia il primo soccorso con l’uso del defibrillatore semiautomatico. Per fare crescere una cultura sanitaria da cui tutti, ma davvero tutti, possiamo trarre vantaggi”.

13 marzo 2017 0 comment
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Ritorna un appuntamento importante per la prevenzione: la Giornata mondiale del rene. Anche quest’anno la ASST Ovest Milanese vi aderisce, offrendo test gratuiti alla popolazione. Giovedì 9 marzo sarà infatti possibile eseguire l’esame delle urine e la misurazione della pressione arteriosa: come sempre senza la prenotazione, senza la visita ambulatoriale, senza pagamento di ticket, senza essere a digiuno.

E’ sufficiente presentarsi in questi tre punti:

-Ospedale di Cuggiono, Poliambulatorio, dalle 9 alle 15.30;

-Ospedale di Legnano, Dialisi, dalle 9 alle 15.30;

-Ospedale di Magenta, Dialisi, dalle 9 alle 15.30.

Afferma il dottor Carlo Guastoni, Direttore della Nefrologia legnanese: “I reni svolgono un ruolo delicato e vitale per il nostro organismo, ci mantengono in salute. In un recente studio epidemiologico su un campione significativo della popolazione italiana, con un’età compresa tra 35 e 79 anni , la malattia renale è stata rilevata nel 7 %,  che equivale a circa 2.2 milioni di  persone adulte. La metà di esse aveva una malattia renale in fase precoce, che è spesso asintomatica e per questo può non essere riconosciuta.

Ecco che allora la prevenzione si rivela fondamentale per intercettare quanto prima la patologia. Prosegue il dottor Guastoni: “Un altro dato importante è che la patologia renale interessa maggiormente l’età più avanzata, con una percentuale del 25 % di soggetti tra i 60 ed i 79 anni. Con l’invecchiamento della popolazione dobbiamo attenderci un progressivo aumento dei soggetti ammalati di reni. L’effetto dell’età si vede anche dai dati del Registro Nazionale della Dialisi: i nuovi pazienti che iniziano la dialisi hanno un’età superiore ai 70 anni”.

Sono diverse le cause che portano alla malattia renale: diabete, pressione alta, patologie ostruttive delle vie urinarie, infezioni alle vie urinarie. “Se ignorata, la malattia renale può evolvere in una condizione clinica cronica, spesso irreversibile, che richiede terapie impegnative come la dialisi ed il trapianto renale”, conclude il medico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7 marzo 2017 0 comment
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