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37181320_2096707067238390_9042929542942949376_nGrazie a Marina e Enrico, gestori del bar di via Roma, Arluno si è riempita delle vecchie utilitarie Fiat. Più di 50 auto si sono radunate percorrendo le vie del paese.

La manifestazione era supervisionata dal Presidente del Club Umberto Odorici.

Possiamo vedere le foto delle vecchie 500 scattate da Damiano Carsenzuola

 

16 luglio 2018 0 comment
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famiglia

famigliaSono una mamma cattiva? Perchè si comporta così e dove ho sbagliato? Devo sgridare mio figlio o devo assecondarlo per non farlo piangere? Come diventerà da grande? Queste sono solo alcune delle domande che la maggior parte dei genitori si fanno. Sottolineiamo “diventano” perchè la prima rassicurazione che si può dare è che genitori non si nasce, ma si diventa. Anche se non esistono manuali per le istruzioni che dicano come diventare genitori impeccabili, ci sono però alcune indicazioni e consigli sui quali è possibile riflettere. Per prima cosa si deve evidenziare che, sin dai primi momenti in cui si diventa genitori, si scatena un’amplificazione di emozioni che vanno dalla gioia alla tristezza, dall’amore e orgoglio alla rabbia e impotenza, passando persino da stati di frustrazione e agitazione: tutto questo non fa altro che mettere a dura prova la nostra pazienza e capacità di gestire lo stress di certe situazioni.

abbraccioQuanti pensieri passano per la testa delle mamme e dei papà.. e chi dà loro le risposte? No, non sei una mamma cattiva se sgridi i tuoi figli. Non sei una mamma colpevole se a volte lasci il piccolo a giocare da solo, quando desidereresti più di tutto metterti giù e riposare lontano da tutti. Non sei una mamma indegna se ordini pizza per cena perchè non hai avuto il tempo per preparare qualcosa. Questi momenti possono accadere a tutti. Bisogna dire chiaramente che essere genitori non è un compito semplice di per sé, sopratutto se ci aggiungiamo tutti gli impegni lavorativi ed extra che occupano tutte le nostre giornate. Non è facile essere presenti e supportivi con i figli quando ci si sente già stanchi e nervosi: il capo, i colleghi, il coniuge assente, la famiglia, i suoceri, l’auto che si ferma e chi più ne ha più ne metta. Può capitare, talvolta, di non sopportare i figli e, nei momenti di massimo stress, di vederli proprio come un peso. Non bisogna dimenticare, però, che anche in questi momenti di difficoltà loro hanno bisogno di sentirsi lo stesso amati: basta poco per farli felici, un abbraccio sentito, un bacio, un “in bocca al lupo” prima di fare un esame. Educare i figli è un impegno non di certo facile, ma per iniziare si dovrebbero lasciare alle spalle certi costrutti e certi preconcetti che ci portiamo dietro come se fossero dei dogmi perfetti. Vediamo brevemente alcuni di essi.

“Mai senza di me”.

mai senza di meAlcuni genitori assumono una protezione estrema e compulsiva. Innanzitutto bisognerebbe evitare di essere troppo protettivi e troppo presenti: è importante trasmettere sicurezza ai bambini, ma ciò non avviene se i genitori, davanti al timore dei pericoli esterni, abusano del controllo per proteggerli. L’atteggiamento iperprotettivo che limita i figli sotto una campana di vetro, determina la crescita di individui che non conoscono se stessi, incapaci di riconoscere e regolare le loro emozioni e che ignorano le loro necessità e desideri.

“ Il rapporto tra madre e figlio è paradossale e per un senso tragico. Richiede il più intenso amore da parte della madre e tuttavia questo amore deve aiutare il figlio a staccarsi dalla madre e diventare indipendente” (Erich Fromm).

“Ti proteggo io da tutto e tutti”.

abbraccioUn aspetto legato al precedente è l’errore che spesso i genitori fanno di pensare di dover evitare ai figli le sofferenze che hanno attraversato loro durante l’infanzia e quindi assecondano ogni loro richiesta pur di non deluderli o farli star male. In primis bisogna accorgersene e differenziare ciò che è nostro e fa parte della nostra storia personale e ciò che appartiene al bambino nel momento presente. E’ errato comportarsi come se si volesse riscattare le sofferenze della propria infanzia: i figli hanno esigenze, bisogni, desideri diversi da quelli che appartenevano a noi genitori.

L‘insicurezza nei piccoli viene trasmessa anche da tutti quei comportamenti da parte dei genitori che trasmettono il messaggio “non fidarti del resto del mondo, fidati solo di me” oppure “il mondo esterno è pericoloso, stai attento”: messaggi potentissimi che limitano i piccoli nella costruzione delle loro esperienze nel mondo e che impediscono loro di provare a fare cose nuove, anche le più semplici “perchè magari mi accade qualcosa di pericoloso” (ovviamente non mi riferisco alle esperienze obiettivamente pericolose o minacciose) o che svilupperanno una relazione di dipendenza da parte dell’altro “perchè da solo non posso farcela”. “L’infanzia non è semplicemente un tempo di preparazione alla vita, come sovente siamo portati a pensare, ma è già vita essa stessa” (Peter Rosegger).

“Se fai tutto giusto sei un bravo bambino”. Ecco, guai a non sbagliare nulla. Il controllo costante e le aspettative smisurate sulle lorfare tutto giustoo prestazioni scolastiche o sulle loro attività sportive, sono due atteggiamenti non utili nella costruzione della personalità dei figli. Esigere la perfezione ed educare i figli basandosi sui massimi risultati determina lo sviluppo di un atteggiamento esigente verso sé stessi e una bassa tolleranza alla frustrazione, dove gli insuccessi non sono accettabili e gli errori sono vissuti come completi fallimenti di sé stessi. La pressione estrema impedisce ai bambini di godere degli obiettivi raggiunti, seppur minimi o non perfetti. Ciò che attraversa emotivamente questi bambini è un vissuto di umiliazione, ansia e delusione verso sé stessi. Una partita di calcio non è solo fare gol, ma sudare, dare il massimo, ridere con i compagni e fare dei ruzzoloni e rialzarsi come se nulla fosse. E’ importante far capire loro che sbagliare è possibile e, dato valido anche per noi adulti, fa parte dell’esperienza.

“I figli devono solo ascoltare i genitori”.

Bene. E chi ascolta loro?

ascoltare figliE’ importante ascoltare i figli dando importanza ad ogni loro parola e discorso, ad ogni loro sentimento e pensiero. E’ fondamentale trasmettere la nostra intenzione di non volerli giudicare, non volerli condannare, solo accogliere le loro motivazioni e sentimenti, e aiutarli nel dare significato a ciò che accade loro: “Le parole hanno il potere di distruggere o di risanare. Quando sono vere e gentili, possono cambiare il mondo” (Buddha). Un aspetto che può aiutare molto in una comunicazione sincera ed autentica è la condivisione con i figli delle proprie esperienze: che siano attuali o riferite al passato, riguardanti episodi o sentimenti, questo aspetto fa sì che i genitori non vengano solo visti come le autorità da rispettare e da tenere sul piedistallo, bensì li rende più umani agli occhi dei figli. Questa vicinanza emotiva ed affettiva facilita il consolidarsi di un rapporto di fiducia. E’ fondamentale essere sinceri ed autentici nella comunicazione, ed essere sinceri implica anche e sopratutto il chiedere scusa e riconoscere i propri errori. Ecco due ultime indicazioni: – quando hanno bisogno di parlare con voi, chiedete loro se si aspettano un consiglio, un aiuto nel risolvere una situazione o solamente desiderano sfogarsi. In questo modo riuscirete a comprendere come intervenire in modo da non risultare invasivi o inopportuni. – non date delle sentenze sul loro comportamento che possa ricadere sulla loro persona, del tipo “sei cattivo se hai fatto questo” oppure “non dovevi arrabbiarti”: voi non potete sapere ciò che provano, saranno loro a dirvelo e, in ogni caso, non si deve mai giudicare un loro stato emotivo.

“Io sono come un amico per mio figlio”.

dialogo-genitori-figliErrore. Bisogna essere prima genitori e poi amici. I figli hanno bisogno di essere ascoltati, accolti e compresi, come fanno i migliori amici. Ma la cosa fondamentale è che i genitori devono essere in grado di contenerli ed aiutarli ad orientarsi, fissando per questo anche dei limiti e delle regole. Questo significa che nella relazione tra genitori e figli debbano esistere anche i “NO”. L’obiettivo dei genitori è quello di educare: invece, essere sempre troppo permissivi o troppo complici con i figli porta una certa confusione nel proprio ruolo. Confusione determinata anche da altri atteggiamenti che si possono mostrare nei loro confronti. Un po’ come si è detto in precedenza, si può comunicare e ci si può confidare con i figli sulle proprie esperienze passate, che ci vengono in mente in risonanza con ciò che accade loro nel qui ed ora, ma dobbiamo ricordarci che i nostri problemi o le nostre ansie non devono pesare loro. Possiamo esprimere il nostro stato di stanchezza, tristezza o preoccupazione, ma spesso accade che in automatico si parli con loro dei litigi col papà, dei battibecchi di famiglia con i suoceri o delle avventure delle colleghe. C’è un tempo per ogni cosa: sappiate distinguere ciò che le loro piccole orecchie sono in grado di ascoltare e ciò che, invece, si deve correttamente tenersi per sé.
“Le emozioni provate nei primi anni di vita, e altre sensazioni che hanno suscitato gioia e dolore, lasciano tracce indelebili che condizioneranno le nostre azioni e reazioni nell’intero corso dell’esistenza.” (Rita Levi Montalcini).

Se avete domande o altro sull’argomento scrivete a lorenza2@alice.it e nel caso, di risposte più “personali” ricevo su appuntamento a Bareggio.

28 maggio 2018 0 comment
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arluno moto001

arluno moto003Una dinamica vista 10-100-1000 volte, sicuro una mancata precedenza. La dinamica esatta resta al vaglio dei Carabinieri di Abbiategrasso.

Sembra che la moto uscisse da una lunga curva sulla sp 240, la circonvallazione di Arluno. in quel punto, una Mercedes stava arluno moto002immettendosi sulla stessa strada, all’incrocio di via Bellini la collisione.

Allertato il 118 inviava sul posto l’elisoccorso e un equipaggio del Cvps di Arluno. I sanitari hanno prestato le prime cure al ferito, un uomo di cui al momento non sono ancora note le generalità, che ha riportato diversi traumi e ferite.

Il centauro è stato elitrasportato in Codice Rosso al Niguarda.

Le foto dell’Articolo sono del Collega Alessandro Boldrini.

 

27 maggio 2018 0 comment
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Cuggiono (MI) 04/05/2018Villa Annoni Esf 2018 protagonisti della fotografiaNella foto :

Venerdì 4 maggio, la pioggia battente non ha tenuto a casa gli appassionati di fotografia, che sono convenuti numerosi alla Villa Annoni di Cuggiono per assistere alla inaugurazione della plurimostra EsF Esperienze fotografiche, giunta alla sua quarta edizione.

Da un’idea vincente del Collettivo Talpa di Cuggiono, che ha voluto quattro anni fa riunire gli appassionati e i gruppi fotografici della zona in una manifestazione non competitiva, per valorizzare i luoghi del territorio, è nata EsF. Ospitata nella splendida cornice della villa Annoni, questa manifestazione unica , è cresciuta negli anni , ottenendo sempre più riconoscimento dai Comuni dei gruppi partecipanti, il cui patrocinio, unito a quelli di Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Fondazione per Leggere, Fondazione Cariplo, Parco Ticino e al contributo di numerose aziende sponsor, hanno reso la manifestazione di quest’anno ancora più ricca di eventi.

I protagonisti di quest’edizione , oltre al Collettivo Talpa e al Gruppo Artistico Occhio di Cuggiono, sono i gruppi: The Framers di Gaggiano, Scattografiamo di Bareggio, ObiettivaMente di Arluno, Le Cascine di Oggiona S.Stefano, Chiaroscuro di Busto Garolfo e Il Tavolo Fotografico di Turbigo.

IL tema di quest’anno è “ I non Luoghi”, un termine introdotto nel 1992 dall’antropologo francese Marc Augè , nel suo libro “Non-lieux.Introduction à une anthropologie de la surmodernitè”. Il termine italiano, registrato come neologismo nel 2003, ora è accolto nei lessici di tutti i vocabolari italiani.

Marc Augè definisce “ non luoghi” tutti quegli spazi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici. Fanno parte dei non luoghi sia le strutture necessarie per la circolazione accelerata delle persone e dei beni (autostrade, stazioni ), sia i mezzi di trasporto, i centri commerciali gli outlet, i campi profughe,le sale d’aspetto, le stazioni di servizio, i campi sportivi, gli ascensori eccetera. Spazi in cui milioni di individualità si incrociano senza entrare in relazione, sospinti o dal desiderio frenetico di consumare o di accelerare le operazioni quotidiane o come porta di accesso a un cambiamento (reale o simbolico). Un tema non facile, soprattutto se da sviluppare rimanendo legati al territorio di appartenenza, ma che tutti i gruppi partecipanti hanno saputo rendere con tecniche fotografiche e interpretazioni diverse, mai banali e, a volte, anche ironiche e surreali.

Oltre alle mostre dei gruppi, la manifestazione prevede serate gratuite a tema fotografico, tenute da esperti dei vari circoli partecipanti: un’occasione per approfondire tematiche legate al mondo della fotografia rivolte a tutti, anche a chi fotografo non è, ma ha un interesse artistico/culturale. Questi incontri,che si svolgono in villa Annoni, iniziati domenica 6maggio con Marzia Rizzo che, per The Framers ha parlato di come costruire un portfolio,proseguiranno nei giorni di martedi 8, giovedì 10, martedì 15, giovedì 17,sempre alle ore 21 e termineranno domenica 20 maggio alle ore 15,30.

La plurimostra in villa Annoni sarà aperta nelle giornate di: sabato 5/12/19 maggio e domenica 6/13/20 maggio, dalle 10/13 e dalle 15/18,30 .

9 maggio 2018 0 comment
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automedica

Lascia una figlia di 11 anni. E un dolore immenso in tutti coloro che lo hanno conosciuto. La vittima dell’incidente della scorsa notte ad Arluno è Cosimo Ivan Cosentino di 43 anni. Residente ad Arluno è dipendente delle Ferrovie dello Stato. Nella notte viaggiava con la sua Suzuki quando è avvenuta la tragedia.

Forse alla base di tutto l’alta velocità che gli ha fatto perdere il controllo della moto in una curva all’altezza di via Turati. Lui è finito sull’asfalto scivolando fino a finire sotto la Renault Megane di un 50enne milanese che sopraggiungeva. I carabinieri questa mattina sono tornati sul luogo della tragedia per raccogliere ulteriori elementi.

20 aprile 2018 0 comment
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vvf

Tragedia nella notte ad Arluno. Un uomo di 41 anni stava percorrendo a bordo della sua moto Suzuki la ex Sp214 quando, giunto all’altezza di una curva in prossimità di via Turati, ha perso il controllo del mezzo. E’ caduto dalla moto scivolando sull’asfalto per finire sotto un’auto Renault che sopraggiungeva.

Per lui non c’è stato niente da fare. Sul posto sono giunti un equipaggio della Croce Bianca di Sedriano e i Carabinieri di Arluno e Busto Garolfo per i rilievi. Oltre ai vigili del fuoco di Inveruno e Rho. (immagine d’archivio)

20 aprile 2018 0 comment
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