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papa 002

Dal Togo, la missionaria Maristella Bigogno, mi manda ogni domenica un omelia di qualche parroco che lei ritiene interessante. Sono sempre stato titubante se ritenere questo tipo di messaggi privati o darli pubblici, creando una rubrica.

papa 018Qualche settimana fa mi mandò un discorso fatto da Papa Francesco che, oggi, visto le foto che Cosimo mi ha mandato da San Siro che documentano la visita del Pontefice a Milano, credo che sia doveroso abbinarli. Una Joint Venture strana. Cosimo che accompagnando l’Oratorio di Sedriano ci invia le foto, Maristella che dal Togo ci invia il discorso, potere delle nuove tecnologie, usate per sensibilizzare le persone.

Grazie Mary e Cosimo CAM condivide il vostro pensiero…..

Il bellissimo discorso di Papa Francesco, che mi hanno appena mandato e assolutamente da leggere e condividere, grazie:

“Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticate che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino.In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano.Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.

papa 004Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.
Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell’anonimato.

Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide,  incomprensioni e periodi di crisi.

Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere.

Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia.
È attraversare deserti  fuori di sé, ma essere in grado di trovare un’oasi nei recessi della nostra anima.
È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita.

papa 011Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti.
È saper parlare di sé.
È aver coraggio per ascoltare un “No”.
È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta.
È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono.

Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.
È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”.
È avere il coraggio di dire: “Perdonami”.
È  avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire: “Ti amo”.

Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice …
Che nelle tue primavere sii amante della gioia.
Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza.

E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo.
Poiché così  sarai più appassionato per la vita.
E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza.

Utilizzare le perdite per affinare la pazienza.
Utilizzare gli errori per scolpire la serenità.
Utilizzare il dolore per lapidare il piacere.
Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.
Non mollare mai ….
Non rinunciare mai alle persone che ami.
Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!”
PAPA FRANCESCO

Sono parole umane, non serve essere credenti per condividerle

26 marzo 2017 0 comment
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“ Oggi io mi recherò tra le genti di ogni dove, alcuni li conosco, altre son persone nuove; passero’ poi anche lì dove il dolore e’ quotidiano, dalle menti ancor rinchiuse nella cerchia di Milano . Per finir questo mio giorno e gioire insieme a tanti, voglio celebrare insieme a tutti i nuovi cresimandi”

Roberto Rondena 

25 marzo 2017 0 comment
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giornate fai 3

giornate fai 4I giorni 25 e 26 marzo tornano le ‘Giornate FAI di Primavera’, in cui il FAI (Fondo Ambiente Italiano) apre al pubblico un gran numero di luoghi degni di interesse. Quest’anno per il 25° compleanno della manifestazione i siti aperti saranno più di 1000. E uno di questi è l’Oratorio di San Salvatore a Casorezzo (Mi), un piccolo gioiello dell’età romanica ancora poco conosciuto.

Come sempre accade nelle giornate FAI, sono i ragazzi delle scuole che presentano i diversi luoghi ai visitatori.  Nel caso della chiesetta di Casorezzo a fare da ‘apprendisti ciceroni’ saranno gli studenti di due classi dell’Istituto Torno di Castano Primo, una del corso Scienze Umane e l’altra dell’Economico. Per i più grandi di loro questo impegno rientra anche nelle attività di Alternanza Scuola Lavoro.

giornate fai 2Gli studenti hanno seguito un percorso di preparazione con il FAI e con la Professoressa Chiara Maggioni dell’Università Cattolica di Milano, esperta di arte medievale e ‘anima’ di un gruppo di volontari che ha particolarmente a cuore la chiesetta. Ora gli studenti sono pronti per mostrare ai visitatori le bellezze di San Salvatore. Molte le informazioni da dare e i capolavori da illustrare: le tracce storiche (la più antica è del 922), il ciclo di rarissimi dipinti murali di origine romanica (commuoventi alcune scene dell’Infanzia di Gesù), i pregevoli affreschi del primo Rinascimento che riportano ai tempi della peste, fino alle tracce ancora visibili di un terremoto del XII secolo e al recente restauro.

giornate fai 5<E’ un modo di fare scuola vivo e attivo – precisa Maria Merola, Dirigente Scolastico del Torno – in cui gli studenti mettono le loro conoscenze al servizio del territorio e nello stesso tempo imparano a scoprire come l’arte e il paesaggio italiani siano una risorsa per tutti. >

L’oratorio di San Salvatore è visibile al pubblico nei giorni 25 e 26 marzo, dalle 10 alle 17.30 con orario continuato. I volontari della Delegazione FAI Milano NordOvest, nata da pochi mesi e già molto attiva, saranno pronti ad accogliere i visitatori e a indicare loro gli altri luoghi d’interesse aperti in zona, in particolare la villa Lampugnani Gajo di Parabiago. Questo altro sito, esempio di liberty novecentesco, potrà essere un’altra piacevole scoperta dopo le atmosfere medievali di San Salvatore.

Lia Sabbadini

giornate fai 6Oratorio di San Salvatore,
Viale San Salvatore 21, Casorezzo (Mi)
Sabato 25 e domenica 26 marzo, dalle ore 10 alle 17.30
http://www.giornatefai.it/luoghi/90878
https://www.facebook.com/sansalvatore.casorezzo/

24 marzo 2017 0 comment
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croce - lv

La sintesi della vecchiaia nel titolo è di Tomaso Staiti di Cuddia recentemente scomparso, mentre la poesia ‘Setant’ann’ (Settant’anni) l’ha inviata alla Prealpina Luigi Martignoni di Cassano Magnago, chiedendo alla redazione di pubblicarla in memoria dell’amico d’infanzia e poeta, Angelo Bertolini, scomparso nel 2008. Ciò è avvenuto  il 13 marzo 2017 e noi la riprendiamo da lì… questo inno alla vecchiaia! A tal proposito, ieri siamo andati ad un funerale e abbiamo incontrato un vecchio paesano e, parlando dell’obbligatorietà del trapasso, ci ha ripetuto un paio di volte: “Ma piass a sta chi!”

70 ANNI

I ann ai passan e i vulan via

gli anni passano e volano via

A resta dumà la nustalgia

resta soltanto la nostalgia

Ma la matina, quand levi su,

ma al mattino, quando mi alzo

Ma vegn adoss un qualcoss da pu:

sono disturbato ancora di più:

Ma gòta al naas dal rafreduur

mi gocciola il naso per il raffreddore

E g’ho spantegaa un po’ da doluur

ed ho sparsi un po’ di dolori

A caminaa ma fa mal i cài

a camminare mi fanno male i calli

A ga vedi pocch senza i uciài

ci vedo poco senza gli occhiali

I busecch i borbotan par la colite,

le visceri brontolano per la colite

Sa ciapi frecc ma vegn la bronchite

se prendo freddo mi viene la bronchite

Ma cress la panscia e go du barbarèi

mi cresce la pancia e ho il doppio mento

E par far pari ho perdù i me cavèi

e per fare fare pari ho perso i capelli

Ma tòca slargà d’un bocc la cintura

mi tocca allargare di un buco la cintura

Però summ sbasàa un pu’ da statura

però mi sono abbassato un po’ di statura

A fa i scaal  ma vegn al fiadunn

a fare le scale mi viene il fiatone

e suravia se valsa la presiuun;

e mi si è alzata la pressione

G’ho i maan gelaa e anca i pé frecc

ho le mani gelate e i piedi freddi

Ga senti pocch dai du urecc

ci sento poco dalle due orecchie

La spina dusal la g’ha la scoliosi

la spuna dorsale ha la scoliosi

E i giuntur fann maal per l’artrosi

e le giunture mi dolgono per l’artrosi;

A legg al giurnal ma piang i occ

a leggere il giornale mi piangono gli occhi

E ogni tant ma cria i ginocc

e ogni tanto mi scricchiolano le ginocchia

A pisochi dal dì e ma svegli da nocc

mi appisolo di giorno e mi sveglio di notte

E la matina ma sentiun pu’ mocc

e alla mattina mi sento depresso (mogio)

G’ho unpu’ da diabete e méza dentéra

ho un po’ di diabete e mezza dentiera

A ma vegn l’alergia a primavera.

e mi viene l’allergia a primavera.

La  memoria la vegn e la va

la memoria viene e va

E par nagot a summ dré a barbutà

e per poco mi metto a brontolare

Ma gira l’elica quasi par nieent

mi arrabbio quasi per niente

A diventi nuiuus e anca esigeent

e divento noioso e anche esigente.

Sarann i stagiun o l’umidità?

saranno le stagioni o l’umidità?

No, le diversa la realtà:

no, è diversa la realtà

Perché sa ma guardi dentar in dal specc

perché se mi guardo allo specchio

La verità la sa veed: sum diventaa vecc!

la verità si vede: sono diventato vecchio!

Alura vegn adoss la malinconia:

allora mi viene la malinconia:

Ga do trà no e la casci via

non le dò ascolto e la caccio via

Cunt la pazienza suporti i duluur

con pazienza sopporto i dolori

Fin chi summ rivaa: grazie Signuur!

fin qui sono arrivato: grazie Signore!

Senza pretés, g’ho un desideri però:

senza pretese, però ho un desiderio

da restà chi un po’ ancamò

di restare qui ancora un po’

A summ curiuus da vidé se sto mund

sono curioso di vedere se questo mondo

al migliurarà e sa l’andarà pusé a fuund.

migliorerà o andrà ancora più a fondo.

 

LA FOTO DELLA CROCE è di Luisa Vignati

 

23 marzo 2017 0 comment
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