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Dopo neppure 50 giorni dall’uscita editoriale “Che storia stai Mangiando?” il libro di Maria Lorena Arpesella pubblicato dalla casa editrice “La Memoria del Mondo” è già stato ristampato. Un successo quello dell’autrice magentina che si sta consolidando di giorno in giorno. “Sono contentissima – spiega Lorena – ho scritto questo libro carica di entusiasmo e le persone che lo comperano mi confermano che traspare da ogni singola parola. A me ha fatto tanto bene scriverlo, ho imparato moltissime cose, ho scoperto che conoscere la storia di ciò che si sta mangiando ti regala una maniera in più per gustare il cibo. Gli ingredienti ti parlano se sai ascoltarli e ti raccontano dei luoghi e delle avventure, delle condizioni di vita di coloro che li hanno inventati, ti riappropri della storia del nostro territorio, in maniera gustosa e divertente. Il cibo è comunicazione.” Ma ricordiamo anche la maniera molto singolare e divertente in cui è nato questo libro: “È nato una sera proprio al banco salumi dell’U2 di via Espinasse a Magenta, quando il mio amico Fabio Favalli che lavora lì, mi chiesto se sapevo cosa fosse il Pan Tramvai. Non lo sapevo, ed essendo io il “Tramvai in persona” perché ho preso più tramvai di un tramviere, mi ha incuriosito tantissimo e da lì è cominciata la mia ricerca sull’origine di tutti i piatti ed è stato un viaggio meraviglioso nel tempo e nello spazio che ho condiviso con Fabio. Parte del ricavato della vendita del libro andrà in favore delle piccole aziende agricole in crisi del nostro territorio, attraverso L’Ecoistituto della Valle del Ticino Onlus””.Arpesella con libro

Ma questo libro è stato presentato anche al Castello Visconteo di Abbiategrasso sabato 17 Febbraio grazie ad un convegno intitolato proprio “Alla scoperta delle nostre tradizioni con Che Storia Stai Mangiando?” dove, oltre all’autrice, ne hanno preso parte professori dell’Università degli Studi di Milano, il direttore dell’Istituto Spallanzani, il Direttore del Parco del Ticino, rappresentanti del Consorzio Produttori Agricoli del Parco del Ticino, il sindaco, vice sindaco e assessori di Abbiategrasso oltre ad altre personalità. La tematica del convegno si incentrava sulla valorizzazione del territorio, sui suoi prodotti agro alimentari e caseari e sull’importanza di ricordarne e tutelarne storia, origine, per far rivivere la cultura e i tesori del nostro territorio.

Ma presto ci saranno tanti appuntamenti che vedranno protagonista l’autrice magentina che domenica 5 Febbraio sarà su Radio TRM e poi sarà replicato il firma copie in U2 di via Espinasse a Magenta sabato 17 e domenica 18 Marzo e in U2 di via dello Stadio Sabato 24 Marzo.

 

21 febbraio 2018 0 comment
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La settimana scorsa anche Giorgio Gori, che ha fatto tappa ad Abbiategrasso, si è finalmente ricordato che sull’est Ticino incombe l’assurdo e mastodontico progetto della superstrada da Vigevano a Malpensa. Il fatto che abbia detto che va rivisto è sicuramente una buona notizia. Ormai sembra essere rimasto il solo Massimo Garavaglia ad avere questo chiodo fisso della superstrada così come disegnata da Anas, con un progetto vecchio di 20 anni che non ha più alcuna ragion d’essere. Ad aprile dell’anno scorso, infatti, con la presentazione del Masterplan Malpensa, c’è stata l’esclusione definitiva della III pista fino al 2030, e dunque la decadenza dell’obiettivo che aveva determinato la necessità dell’infrastruttura. Si potrebbe prefigurare il decadimento di tutta la procedura prevista in “legge obiettivo”.

A gennaio del 2017 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha rinviato ad Anas il progetto per significative carenze progettuali, progetto poi purtroppo approvato nonostante non sia stata apportata alcuna integrazione. Ma le incongruenze non sono poche. Ad oggi, ad oltre due mesi dalla Conferenza dei servizi di Regione Lombardia, non è ancora dato di leggerne il verbale. L’attuale finanziamento (220.000.000 €) non permette la realizzazione dell’intero progetto, dunque è stata stralciata la tratta B (connessione Abbiategrasso-Baggio), a favore delle tratte A e C (connessione Ozzero-Malpensa). Eppure proprio sulla tratta B ci sarebbe un sostanziale consenso, anche perché se ne riconosce l’utilità in quanto faciliterebbe l’accessibilità su Milano dalla Lomellina, e costituirebbe un collegamento al nuovo ponte sul Ticino che si sta realizzando. Questa tratta però è l’unica a non essere finanziata. Il progetto, al momento, non è stato ripresentato al CIPE. Infine nel dicembre scorso Cecilia Wikström (Presidente della Commissione per le petizioni della UE)  ha scritto al Ministro dell’Ambiente Galletti e al Ministro delle Infrastrutture Del Rio, segnalando parecchie criticità dell’infrastruttura in questione, ivi compreso un vizio procedurale legato alla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), i numerosi richiami e  le procedure d’infrazione legate alla qualità dell’aria.

La lettera  si conclude con le seguenti parole: “In tale contesto il progetto in questione appare controproducente sotto tutti i punti di vista (economico, ambientale e sanitario). Ne consegue che, se fosse portato a termine sulla base di una VIA obsoleta, potrebbe contribuire a una decisione da parte della Commissione di deferire di nuovo l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione Europea per le persistenti violazioni dei limiti di inquinamento atmosferico”.

Eppure questa superstrada continua ad essere l’ossessione di Garavaglia, che la vuole a tutti i costi, senza ulteriori discussioni e senza modifiche. Sulla questione Marco Dal Toso ha espresso la posizione di Liberi e Uguali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanto al progetto che prevede una nuova infrastruttura di collegamento veloce tra la SS 494 a partire da Ozzero e la SS336 che da Magenta porta a Malpensa – ha detto il candidato alla Camera di LeU – rilevo che l’obiettivo da cui è scaturita la necessità dell’infrastruttura è venuto meno (la terza pista di Malpensa). Le tratte A e C, previste dal progetto, attraversano paesaggi di altissimo valore, che verranno modificati irrimediabilmente. Il progetto è molto datato nell’impostazione perché redatto nel 2003, prima cioè dell’entrata in vigore del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lg.vo 22.1.2004 n.42) ed inoltre manca una valutazione degli effetti sull’agricoltura, in particolare sulle aziende biologiche, sulla frammentazione aziendale e sul relativo rischio di abbandono di parti del territorio agricolo“.
Gli studi effettuati dal Parco del Ticino – ha aggiunto –  hanno evidenziato che le infrastrutture stradali localizzate parallelamente al fiume, sono quelle a maggior impatto per la biodiversità e gli ecosistemi naturali in genere. Penso che occorra rendersi conto che ogni nuova infrastruttura costituisce un debito potenziale per il futuro e, dunque, prima di costruirla è indispensabile una seria valutazione costi-benefici“.
I Sindaci dell’area interessata – ha concluso Dal Toso – in considerazione della riduzione dei trasferimenti statali per le manutenzioni e le migliorie stradali, sono costretti a ricorrere così alla “grande opera” per tentare di risolvere problemi locali.
Occorre rilanciare, invece, le autonomie municipali e sovraordinate, la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali e le funzioni amministrative un tempo esercitate dalle Province, che hanno sempre garantito la manutenzione delle strade necessarie per la collettività. Si rischia di ripetere errori commessi in passato (Brebemi e Pedemontana) con consumo di suolo eccessivo, privo di benefici concreti“.

 

Sinistra Italiana Ovest Milano

 

 

21 febbraio 2018 0 comment
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Amministratori e associazioni in campo per la salute pubblica. Riapertura notturna del Pronto Soccorso e rilancio dell’Ospedale di Abbiategrasso.

Regione Lombardia e Governo devono dare risposte concrete alle giuste istanze dei cittadini, soprattutto quando si tratta di salute pubblica. La chiusura notturna del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Costantino Cantù” di Abbiategrasso, indipendentemente dalle responsabilità politiche, ha penalizzato oltre 80 mila cittadini del territorio di riferimento e creato una preoccupante situazione di disagio, inefficienza e insicurezza. È questa la posizione espressa più volte da sindaci e amministratori dell’Abbiatense, anche in occasione dei due incontri pubblici che il “Movimento per i Diritti del Cittadino Malato” ha organizzato nei giorni scorsi ad Abbiategrasso, presso il Castello Visconteo e l’ex convento dell’Annunciata.

All’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera, che ha partecipate al secondo incontro che si è tenuto sabato 17 febbraio, è stata ribadita dai sindaci, dalle associazioni e dai cittadini del territorio, la richiesta di assumersi l’impegno di riaprire immediatamente il Pronto Soccorso notturno dell’Ospedale “Costantino Cantù”, richiesta motivata fatta anche dalla Commissione regionale alla Sanità e dal Consiglio regionale.

 Non si capisce la fretta, la solerzia e la determinazione dell’assessore Gallera (in realtà l’assessore applica il decreto in un modo che non condividiamo), nel mettere in pratica una norma del Ministero che indica gli indirizzi da attuare, se non che anche l’assessore è convinto dell’inutilità di mantenere operativo l’ospedale di Abbiategrasso. Infatti, Regione Lombardia ha chiuso il P.S. di Abbiategrasso dopo solo pochi giorni da un incontro pubblico, in cui l’assessore aveva dichiarato di considerare le richieste del territorio di mantenere aperto il P.S., senza preavvisare i Comuni e senza avere previsto una soluzione alternativa in grado di soddisfare correttamente le esigenze del territorio. Basta vedere le file infinite ed i tempi di attesa al P.S. dell’Ospedale di Magenta e la continua diminuzione di accesso al P.S. di Abbiategrasso giudicato ormai non più affidabile dai dirigenti dell’ATS e dai cittadini. L’esito dell’incontro è stato scontato: l’assessore Gallera, a nome della Giunta regionale, ha ribadito che il P.S. dell’Ospedale “Costantino Cantù” di Abbiategrasso resterà chiuso nelle ore notturne. Una cosa è certa: i sindaci del territorio, andando oltre gli eccessi negativi della campagna per le elezioni regionali e nazionali del prossimo 4 marzo, non si arrendono e fanno appello al buonsenso chiederanno al nuovo assessore alla Sanità di Regione Lombardia e a chi rappresenterà il territorio in Regione e in Parlamento, l’immediata riapertura notturna del Pronto Soccorso e un rilancio complessivo del nosocomio su cui sono stati spesi negli ultimi anni 30 milioni di euro.

 

20 febbraio 2018 0 comment
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Ancora un grave incidente stradale si è verificato sulla statale dell’est Ticino tra Robecco sul Naviglio e Abbiategrasso, nel territorio di Cassinetta di Lugagnano.

E’ successo all’altezza di un cascinale dove, per cause in corso di chiarimento da parte dei carabinieri sono entrate in collisione una Opel Corsa, una Hyundai e una Fiat Stilo. La Opel Corsa si è ribaltata nel campo adiacente la carreggiata. Numerosi i mezzi da soccorso arrivati sul posto con la Croce Bianca di Magenta, la Croce Azzurra di Abbiategrasso, l’automedica e i vigili del fuoco di Magenta.

I feriti non dovrebbero essere in gravi condizioni. Tre uomini coinvolti che vengono evacuati con i codici giallo e verde. Da mezzogiorno la strada è bloccata. Sono in corso le operazioni per metterla in sicurezza.

 

20 febbraio 2018 0 comment
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Gli strali di Tarantola contro chi strumentalizza la vicenda del Pronto Soccorso

Tarantola_Luigi_Alberto«Sono stati superati i limiti della decenza. Basta alla becera e improduttiva strumentalizzazione politica della chiusura del Pronto Soccorso di Abbiategrasso». È quanto afferma Luigi Alberto Tarantola, capogruppo della lista civica Ricominciamo Insieme, dopo aver partecipato agli incontri organizzati nei giorni scorsi dal “Movimento per i Diritti del Cittadino Malato”, il primo al Castello Visconteo e il secondo all’ex convento dell’Annunciata.

«Capisco che le elezioni regionali e politiche sono alle porte, ma ritengo davvero insopportabile il comportamento di tanti personaggi e soprattutto di candidati, da destra a sinistra, che a parole si stanno spendendo per la riapertura notturna del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Costantino Cantù”. – rileva Tarantola – In molti probabilmente non sanno neanche dove si trova il nosocomio. E qualcuno di loro deve aver perfino scambiato gli incontri per una convention del proprio partito. Tutto questo non è stato gradito dal pubblico presente ai due eventi che in più occasioni ha rumoreggiato anche in maniera eccessiva contribuendo a rendere ancora più negative delle riunioni che, invece, potevano essere delle serie occasioni di confronto.

L’assessore regionale alla Sanità, Giulio Gallera, ospite all’incontro all’Annunciata, ha sviscerato normative e dati per giustificare la chiusura notturna del Pronto Soccorso di Abbiategrasso, ma ha dimenticato di fornire i dati sui lunghi tempi di attesa al Pronto Soccorso di Magenta, su cui sono stati dirottati anche i cittadini dell’Abbiatense sovraccaricandolo oltre misura. Le leggi devono essere rispettate ma è compito della buona politica agire per trovare nelle sedi istituzionali le soluzioni più idonee per rispondere alle giuste istanze sollevate dei cittadini, soprattutto quando riguardano la salute pubblica.

Spesso si afferma che i giovani non sono attratti dalla politica. Hanno ragione, meglio starne alla larga soprattutto se gli adulti continuano a dare cattivi esempi arrivando a sfruttare fino al grottesco un importante tema di carattere sociale come quello dell’ospedale di Abbiategrasso, magari dimenticando in alcuni casi di essere per appartenenza politica corresponsabili della chiusura notturna del Pronto Soccorso».

19 febbraio 2018 0 comment
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Una vasta attività di spaccio messa in piedi da un uomo e dalla sua compagna è stata interrotta dall’intervento dei carabinieri della stazione di Abbiategrasso. L’altro giorno i militari, ad Albairate, hanno arrestato C.S., di 49 anni e la compagna B.N., classe 1952, residenti a Vigevano. I due erano già conosciuti dai carabinieri che li stavano pedinando.

Li hanno avvicinati e perquisiti scoprendo che nascondevano 40 grammi di cocaina, altrettanti di hashish e 1.500 euro in contanti, provento della vendita di stupefacente già avvenuta. Entrambi sono stati arrestati per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e messi agli arresti domiciliari su disposizione del giudice. Gli stupefacenti sono stati posti sotto sequestro.

 

 

16 febbraio 2018 0 comment
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