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UPASC ML’Associazione Culturale La Finestra sul Lago, che da 12 anni organizza la rassegna itinerante per chitarra Un Paese a Sei Corde, e l’Associazione Culturale Il Mosaiko, che ha organizzato nel 2017 la prima edizione del Guitar Master Lago d’Orta, sono liete di annunciare di aver siglato una partnership per la realizzazione dell’edizione 2018 di UN PAESE A SEI CORDE/MASTER.

Un Paese a Sei Corde è la rassegna dedicata alla chitarra acustica e agli strumenti affini (chitarre a più corde, chitarre-arpa, varianti etniche della chitarra, ecc.) che propone diversi generi musicali (classica, etnica, tradizionale, contemporanea, ecc.) eseguiti da artisti di livello internazionale. In questi anni l’Associazione La Finestra sul Lago ha approfondito la propria specializzazione nel settore della chitarra raggiungendo importanti risultati in termini di notorietà tra le rassegne realizzate a livello nazionale, oltre che una certa fama tra i musicisti. Le collaborazioni instaurate tra tutte le realtà che si occupano di chitarra in ambito nazionale e internazionale hanno consentito di costruire una dignità professionale e un’ottima affidabilità.

Guitar Master Lago d’Orta è rivolto alla chitarra classica e persegue il perfezionamento e la crescita di giovani strumentisti attraverso masterclass e lezioni-concerto tenuti da artisti di livello internazionale. Offre inoltre concerti aperti al pubblico tenuti dai docenti delle conferenze, propone un concorso per i giovani allievi e organizza eventi collaterali alle masterclass.

L’incontro tra le due associazioni ha stimolato la creazione di una partnership per offrire un progetto integrato sullo stesso territorio che possa portare vantaggi in termini di posizionamento, rafforzando il proprio ruolo e arricchendosi reciprocamente.

La somma di competenze e l’alto livello qualitativo dell’offerta in termini di spettacolo potranno essere quindi maggiori con l’integrazione e la collaborazione tra le due entità.

Con l’accordo di partnership le due associazioni si pongono l’obiettivo di rendere l’area del lago d’Orta punto di riferimento per musicisti, liutai, produttori di attrezzature e materiali, appassionati del mondo della chitarra classica e acustica, operatori culturali, e per il pubblico, identificando il territorio come “casa della chitarra”, e creando un sistema culturale ad alto livello di specializzazione.

Il progetto vuole essere qualcosa di più di una “rassegna” e proporrà anche concerti didattici per bambini (in collaborazione con l’Associazione La Sesta Corda) per avvicinarli al mondo della chitarra, concerti tenuti da giovani chitarristi emergenti per promuovere le nuove leve della musica, didattica a livello superiore (conferenze, masterclass) e un piccolo concorso riservato ai partecipanti alle masterclass con un concerto finale degli allievi che coinvolgerà il pubblico.

Il tutto con l’obiettivo di sensibilizzare e interessare nuovo pubblico, formare nuovi interpreti e appassionati che si avvicinino alla musica, e in particolar modo alla chitarra.

Questa collaborazione apre anche nuovi orizzonti e prospettive su due mondi, quello della chitarra classica e quello della chitarra acustica, che finora sono sempre stati considerati come separati.Tema del cartellone è la versatilità della chitarra per dare spazio a quella che si sta rivelando una vera “scuola” compositiva e chitarristica di livello internazionale.

Parole chiave e obiettivi sono spettacolarità,  collaborazione e dialogo tra chitarre acustiche e classiche.

Un Paese a Sei Corde Master è una rassegna nomade, dedicata alla musica di ieri e di oggi per chitarra (acustica e/o classica), che privilegia la ricerca di nuove sonorità, di forme musicali e compositive che sappiano coniugare le esperienze più diverse al di là dei generi.

I direttori artistici hanno maturato scelte che consentiranno di conoscere musicisti, autori e compositori di diverse nazionalità approfondendo forme artistiche e di stile complementari fra loro. Il valore artistico e professionale dei musicisti coinvolti nei concerti e nelle masterclass è molto significativo e tra questi spiccano nomi storici e giovani di indiscussa qualità.

Alcune serate saranno dedicate a musica e prosa, e in tutti i concerti (eccetto quelli di musica classica) è prevista la presenza di nuove produzioni e composizioni.

Le masterclass permetteranno di far incontrare l’artista sia prima che dopo la sua performance e dunque apprezzarne la componente umana e caratteriale oltre a quella didattica o di confronto-incontro con lo studente. Inoltre, si baseranno sul concetto di “didattica per competenze”, ovvero sulla possibilità di dimostrare sul campo gli aspetti tecnico-interpretativi che si affrontano durante le lezioni, e da altro punto di vista, sulla “curiosità culturale” quale assenza di predominio di una visione ma di grande apertura al confronto.  Vi sarà un premio per giovani artisti e, attraverso la collaborazione con il prestigioso Concorso Internazionale di Chitarra Classica “Alvaro Mantovani” di Follonica, è previsto uno “scambio” di esibizioni tra i vincitori dei rispettivi concorsi.

Non mancheranno inoltre escursioni o piccole gite, riservate agli iscritti alle masterclass, per ammirare e scoprire le bellezze dei luoghi in modo guidato e professionale.

Comunicato Ricevuto

22 aprile 2018 0 comment
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bigo

bigo2Si e’ svolta nella serata di Martedì in Casa Giacobbe una serata estremamente interessante organizzata da Cuori Grandi onlus e curata dalla giornalista Arabella Biscaro e dalla scrittrice Carmela Arecchia. Il tema era: la donna e le storie di grandi donne che hanno segnato la storia e con il loro coraggio hanno travalicato le abitudini sociali e culturali e talvolta loro malgrado sono divenute un esempio.

Attraverso una bella narrazione, la Dott.ssa Arecchia ha condotto il pubblico in un excursus di figure femminili nei vari secoli della nostra storia, sottolineando che determinate conquiste giuridiche e civiche sono relativamente recenti. La dott.ssa Biscaro moderando ottimamente la serata si è soffermata sull’importanza educativa di non abbassare la guardia ma rilanciare modelli migliorativi presso le nuove generazioni. E’ intervenuta anche il sindaco Chiara Calati portando la sua esperienza di donna all’interno del lavoro in amministrazione

Testimonianze significative sul dono della vita e della gratuità dell’amore, citando Santa Gianna Beretta Molla e la sorella Maristella sono state menzionate da Francesco Bigogno.

28 marzo 2018 0 comment
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GDOV

LONATE POZZOLO – Chi si è occupato di storia locale nel territorio della riva sinistra del Ticino negli ultimi cinquant’anni ha sicuramente incontrato il nome del conte Gian Domenico Oltrona Visconti di Sant’Antonino che il Comune di Lonate Pozzolo ha voluto dedicare,  oggi – 24 marzo 2018 – la Biblioteca comunale. Nella cerimonia d’intitolazione alla storico che fu anche presidente della Biblioteca (che compie i suoi primi cinquant’anni) è prevista il ricordo, alle 10.30,  della figura e dell’opera del nobiluomo da parte di un altro pezzo grosso della storia locale del nostro territorio: Franco Bertolli.

Noi ci limitiamo a riportare le parole scritte da Marco Tamburini In ricordo di Gian Domenico Oltrona Visconti pubblicato in “Archivio Storico Lombardo – giornale della Società Storica Lombarda”, serie dodicesima, vol. VII, anno CXXVII, 2001. Non prima di aver ricordato che anche chi scrive iniziò ad appassionarsi della storia locale grazie alla sua guida. Ci metteva a disposizione i libri della sua fornita biblioteca e una volta letti glieli riportavano alla sua tenuta di Sant’Antonino.

Con sovrana risoluzione del 1817 di Maria Teresa agli Oltrona Visconti fu assegnato il diritto di utilizzare il “Don”, che venne in uso, appunto, agli inizi dell’Ottocento. La famiglia era originaria di Poltrona San Mamette vicina ad Appiano Gentile.

Il 23 dicembre 2000 moriva nella sua dimora avita di Sant’Antonino Ticino di Lonate Pozzolo Gian Domenico Oltrona Visconti. Era nato 81 anni prima a Genova, nella casa materna, il 6 ottobre 1919 dal nobile avvocato Luigi e da donna Emilia Imperiale di Sant’Angelo, in parto gemellare con il fratello Ludovico Maria (che divenne un pezzo grosso dell’Enel al tempo della nazionalizzazione dell’energia elettrica, 1963 – ndr).

L’amore e l’interesse storico per le famiglie dei genitori e dei luoghi dove vivevano da diverse generazioni condizionò i suoi interessi e la sua intensa vita dedicata agli studi e alle ricerche storiche.

Nell’immediato dopoguerra inizia a pubblicare i suoi primi studi nella rinata “Rassegna Gallaratesi di Studi Patri” con il primo articolo nel 1950, La Battaglia di Tornavento (1950, n. 3) ed entra l’anno successivo nel Consiglio Direttivo della Società Gallaratese per gli Studi Patri. Nello stesso 1951 pubblica ben quattro articoli, uno in ogni numero trimestrale della “Rassegna”, iniziando quella incessante produzione che manterrà ininterrottamente per oltre un trentennio e ponendo le basi per quelle tematiche di ricerche che seguirà per tutta la vita: le tematiche sulla consorteria viscontea (Immunità e diritti dei Visconti di Somma, 1951, n. 1), le ricerche su Sant’Antonino Ticino (Memorie storiche di Sant’Antonino, 1951, n. 2) e di Lonate Pozzolo (Storia dei Monasteri di Lonate Pozzolo, 1951, n. 4), le indagine storiche sul territorio tra Gallarate e Ticino (Il rimorchio delle barche sul Naviglio Grande e un importante esperimento del secolo scorso, 1951, n. 3.

La sua collaborazione con la “Rassegna Gallaratese” assunse un carattere così assiduo e importante che nel 1953 ne diventa condirettore assieme a Pier Giuseppe Sironi con il quale manterrà la conduzione della rivista, con puntualità encomiabile delle sue uscite, fino al n. 122 del 1976-78.

La produzione di articoli e annotazioni storiche la avvia nel 1952 anche con il quotidiano “La Prealpina” con argomenti sempre riguardanti il territorio gallaratese: L’oratorio di S. Fede prima chiesa di Somma (21.2.1952), Enigmatica ma non inesplorabile la figura di Gerolamo Cardano (6.6.1952), L’abbazia di Sesto Calende in un conflitto ecclesiastico del Medioevo (11.7.1952): ben sei corposi articoli in sette mesi.

Dal settembre 1953 entra a far parte come socio della Società Storica Lombarda e subito dopo inizia a collaborare anche con la rivista della società, l'”Archivio Storico Lombardo”, con cinque recensioni pubblicate sul numero 1954-55 (s. VIII, v. V). Il suo primo articolo sull'”Archivio” verrà pubblicato nel numero del 1959 (s.VIII, vol. IX) Il soggiorno milanese del Cardinale Giuseppe Renato Imperiale, avviando una serie di studi e ricerche per onorare la famiglia genovese materna. Su questa linea si inseriranno negli anni successivi collaborazioni con notevoli contributi sul “Bollettino Linguistico” (Per la genealogia Tartaro, poi Imperiale, 1976), ancora sull'”Archivio Storico Lombardo” (Un documento per Isnardo Guarco podestà di Milano, 1985 (s.XI, vol.II) o negli “Atti dei Convegni sui ceti dominanti della repubblica”, vol. IV, Genova, 1984 (Andrea B, Imperiale e i suoi rapporti con Milano e i Visconti).

Nel dicembre 1965 succede a Claudio Sironi nella presidenza della Società Gallaratese per gli Studi Patri che manterrà fino al settembre del 1983, lasciando un’impronta indelebile sia per la conduzione della rivista che della Società, ricostituendo e ammodernando il Museo del Chiostrino di Gallarate.

L’impegno alla Società Storica Lombarda proseguì con l’incarico di Vice segretario nel 1964, di Segretario nel 1980 e di Consigliere nel 1992.

Notevoli contributi verranno pubblicati sulle “Memorie Storiche della diocesi di Milano” riguardanti in particolar modo vicende legate a Lonate Pozzolo: Il Beneficio Carcano di Lonate Pozzolo (V, 1958), Per la storia dei Monasteri di Lonate Pozzolo (XII, 1965), ma anche Le vicende dei tre canonicati di S. Sepolcro (XVI, 1969). Le ricerche su Lonate Pozzolo porteranno alla sua prima opera monografica, Storia di Lonate Pozzolo. Dalle origini al Seicento (Lonate Pozzolo, 1969) dove compendierà le risultanze di studi pubblicati in numerosi articoli negli anni precedenti.

Le vicende lonatesi e della nativa frazione di Sant’Antonino verranno riprese in due successive opere di vari autori con contributi sostanziali: Lonate Pozzolo, storia arte società, Gavirate, 1985, e S. Antonino Ticino, Gavirate, 1996.

Indagini similari le orientò verso le limitrofe località di Turbigo e Castano primo, pubblicate sulla rivista turbighese “Contrade Nostre” (Premesse alla storia altomedievale di Turbigo, 1982, e Storia di Castano Primo, 1980).

Gli anni Settanta e Ottanta lo vedranno concentrarsi su di una tematica di ricerca che diverrà prevalente nei suoi studi: la minuziosa ricostruzione dei vari rami viscontei e l’analisi di alcune figure minori tralasciate finallora dalla storiografia.

Ai fondamentali contributi giovanili pubblicati sulla “Rassegna Gallaratese” quali Un ramo visconteo nell’antico contado di Stazzona (1952, n. 1), Genesi e titolatura della signoria di Somma (1955, n. 1) e Rami Viscontei nel Gallaratese (1954, n. 1) seguiranno diversi saggi; pubblicherà sull'”Archivio Storico Lombardo” Ricerche su gentile Visconti di Orago e la sua discendenza (1976, s. X, vol. II) e Per una genealogia Visconti nei secoli XI-XIII (1978, s. X, vol. IV), sul “Bollettino della Società Storica Valtellinese” Ricerche sulla identità dei Visconti in Valtellina (n. 34, 1981), su “Aplanum” Di una proprietà Visconti a Rovello fra ‘300 e ‘400 (1982), sulla “Rivista della Società Storica Varesina” Note su alcuni Visconti nella storia di S. Maria del Monte – sec.XII-XIII (fasc.XVII, 1985), su “Libri & Documenti” Schede per la genealogia dei Visconti – secc.XII-XV (3,1986).

Tutti questi contributi portarono l’Oltrona Visconti ad aggiornare la genealogia familiare dei Visconti pubblicata dal Litta: era il suo ultimo impegno al quale dedicava tempo ed ulteriori ricerche d’archivio; queste tavole da lui predisposte vennero annunciate nell’articolo uscito nel 1985 sulla “Varesina” ma purtroppo non riuscì, probabilmente anche per gli alti costi di pubblicazione, a darli alle stampe, lasciando a noi questo impegno morale per chi ha dedicato la propria vita alla ricerca storica lombarda con una passione e dedizione da additare come esempio alle giovani generazioni.

24 marzo 2018 0 comment
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29177696_10215914824967530_5951034379563171840_o

La globalizzazione e il ruolo della finanza possono essere un problema per realtà economiche più piccole. Le buone intenzioni non trovano sempre riscontri pratici quando si cerca di applicare concretamente il principio di sussidiarietà. 29177509_10215914825727549_6253233874852118528_nEppure, in contesti non macroeconomici, si stanno sperimentando dei mezzi per sostenere la produzione e lo scambio di beni effettivi, cioè si sta intervenendo a favore dell’economia reale. La moneta locale, se concepita con attenzione e adeguatamente sperimentata, ne è un esempio: questo è stato il tema dell’incontro “Moneta locale e integrazione sociale, un progetto concreto…” organizzato a Cuggiono dall’Ecoistituto della Valle del Ticino il 13 marzo. Massimo Amato, professore di Storia delle Dottrine economiche presso l’Università Bocconi di Milano, ha illustrato, in un dialogo aperto con il pubblico, un’iniziativa in fase di realizzazione a San Martino in Rio (Reggio Emilia). Tutto parte da tre problemi, piuttosto comuni ormai in un paese di provincia: la manutenzione urbana, in particolare la cura del verde pubblico; la presenza di trenta richiedenti asilo di origine nigeriana, poco integrati con gli altri cittadini; infine la chiusura di un’azienda, che ha messo a serio rischio la stabilità economica di centottanta famiglie. Un esponente di una lista civica di minoranza ha contattato il Prof. Amato e il collega Luca Fantacci per studiare una soluzione in grado di ridurre il potenziale disagio sociale: è necessario trovare qualcosa che unisca il sostegno all’economia reale alla solidarietà tra persone appartenenti alla stessa comunità. È nato così il progetto di creare una moneta locale convertibile in euro con scadenze precise, idea ispirata da formule già esistenti ma perfezionata in base alle esigenze del luogo. Già dal 1934 esiste in Svizzera il Wir, circuito che serve alle aziende per permutare prodotti di diversa natura e, da circa quattro anni, in Sardegna si è sviluppato Sardex, un circuito economico integrato nel quale gli imprenditori locali possono scambiare tra loro beni e servizi. Le aziende dell’isola, attraverso “un circuito di compensazione”, hanno la possibilità di sostenersi a vicenda, finanziandosi reciprocamente senza interessi. Occorre precisare che Sardex non è una moneta virtuale, non è un’alternativa all’euro e non si sostituisce al mercato tradizionale, semmai lo completa. Inoltre, non presuppone un ritorno al baratto: una moneta infatti permette un’effettiva misurazione del valore di un bene o di un servizio. Infine, non essendo i Sardex convertibili in euro, non è conveniente accumularli, ma spenderli; in questo modo, il circuito si mantiene virtuoso e la moneta è sempre in circolazione. Vi sono naturalmente alcuni limiti che devono essere tenuti sotto controllo. L’eventuale cessione indiscriminata di crediti e la crisi di un’impresa possono creare scompensi nel sistema.

29214535_10215914825327539_7887166423548559360_oNel caso di San Martino, i soggetti coinvolti non sono solo le aziende, bensì l’amministrazione comunale, la cooperativa che si occupa dell’accoglienza dei richiedenti asilo e gli esercenti, essenziali per la buona riuscita del progetto. Il circuito è il seguente: i richiedenti asilo, o altri soggetti svantaggiati, dopo un corso di formazione, possono essere impiegati per la manutenzione del verde pubblico e, in cambio, ricevono dei buoni di solidarietà territoriale da usare negli esercizi commerciali del luogo; i negozianti, a loro volta, possono utilizzare tali buoni o convertirli in euro entro 45 giorni. Il percorso è tracciabile in tutte le sue parti, quindi si pagano le dovute imposte (in euro) sulle operazioni effettuate. Il programma è stato approvato in Consiglio comunale nel novembre 2017 e dovrebbe realizzarsi concretamente verso settembre di quest’anno. Il progetto è quindi in piena fase di sviluppo e può essere sottoposto ad eventuali verifiche e correzioni in corso d’opera (le piccole dimensioni delle realtà economiche del paese facilitano questo tipo di operazioni). L’amministrazione di San Martino ha stanziato 30.000 euro per realizzare l’iniziativa, «fondi che- specifica Amato- sono messi a disposizione per la comunità. Se la moneta non circolasse, di fatto non esisterebbe e perderebbe la sua funzione principale, ossia essere un mezzo per arrivare a un bene».

Si ringrazia Oreste Magni per le foto del servizio

16 marzo 2018 0 comment
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stefano

E’ partito dalla camera e per cause accidentali l’incendio che si è sviluppato oggi, nel primo pomeriggio, in una palazzina di via Ticino a Santo Stefano.stefano1

Nessuno, per fortuna, ha riportato ferite e il rogo è rimasto circoscritto ad un solo locale. Sono giunti sul posto i vigili del fuoco di Rho, Magenta e Inveruno, oltre ai carabinieri e alla polizia locale di santo Stefano Ticino. A scopo preventivo è stata inviata anche un’ambulanza della Croce Bianca di Sedriano.

15 marzo 2018 0 comment
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castano

Ecco, in breve, un riassunto dell’attività svolta dalla Polizia locale di Castano Primo nel IMG_0488corso del 2017. Sono state identificate 35 persone risultate positive con precedenti di polizia, sono stati contestati 4 verbali amministrativi per consumo di bevande alcoliche in aree non ad esso adibite, denunciate 4 persone in stato di libertà, sequestrata un’arma bianca, effettuate verifiche per un’attività di Money Transfert. Sono state rinvenute 5 armi bianche. I servizi congiunti con le altre forze di polizia hanno portato al sequestro di 21 piante di marijuana, 24 di eroina, 2 di cocaina e ad una serra per la produzione. I verbali per la violazione alle norme del codice della strada hanno portato nelle casse del Comune, per il 2017 116.769 euro, mentre i verbali di violazioni amministrative hanno portato 4.832 euro.

Clicca sulla foto per la diretta

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7 marzo 2018 0 comment
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