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Cartelli porcilaia2

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato dell’Ingegner  Gianangelo Gaiera,  dal 2016 Assessore all’urbanistica e all’edilizia privata.Gaiera 2

“Mi vedo, mio malgrado, costretto a rispondere alle affermazioni, quelle sì, fuorvianti del Sig. Berra in merito al ricorso Tar dell’Azienda Agricola Bella Isa, l’ormai famosa “porcilaia”.

Ho sempre tenuto un basso profilo sulla vicenda proprio per evitare che la mia figura e l’ufficio tecnico comunale, che ha svolto un lavoro non indifferente di analisi di quanto presentato ed al quale va il mio plauso per la correttezza e l’impegno profuso, fossero tacciati di parzialità se io, assessore di competenza, avessi preso una posizione di rifiuto di una richiesta per mera scelta personale non suffragata da precise norme e procedure.
Il Sig. Berra, col quale ho avuto tempo fa un solo colloquio durante il quale ho garantito la mia completa imparzialità sulla vicenda, è stato evidentemente male informato, lo spero, di quanto detto nell’ultimo incontro con la cittadinanza , unica occasione pubblica nella quale ho preso parola per informare i presenti su quanto, in prima istanza, deciso dal Tribunale Regionale, rilevando che non vi era stato annullamento immediato del diniego emesso dal Comune ma che si attendeva la trattazione nel merito, peraltro dovuta ad ogni ricorso Tar, fissata nel 2019.porcilaia-1170x658
La mia onestà intellettuale, l’appartenenza ad un Ordine Professionale in cui credo e che fa della Deontologia la propria bandiera, non mi permette di “lasciare intendere” ma riferire le cose come stanno. Forse è preferibile essere presenti in particolari momenti evitando il sentito dire e, se presenti, aprire bene le orecchie senza prese di posizioni aprioristiche, evitando di dare aria alle corde vocali solo per sterile polemica o per gettare fumo. Alle persone, chiunque esse siano, è dovuto rispetto e affermare che vengano rilasciate “dichiarazioni fuorvianti” non lo garantiscono di certo”.

31 luglio 2018 0 comment
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porcilaia

berraFabio Berra, titolare dell’Azienda Agricola Bellaisa, avverte, tramite un comunicato stampa, il comitato del “No Porcilaia” che è troppo presto per cantare vittoria. Tutto è rimandato il 29 Maggio 2019. Berra spiega “il Tribunale Amministrativo Regionale in sede cautelare, se ritiene che le esigenze del riccorente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con sollecita definizione del giudizio nel merito, fissa con ordinanza collegiale la data della discussione del ricorso nel merito”.

Berra rincara la dose, facendo nomi e cognomi, “Sindaco e Assessore fanno dichiarazioni fuorvianti, lasciando intendere che il TAR avrebbe espresso parere sfavorevole alle istanze e alle ragioni avanzate dal ricorrente”.

Il Comunicato ricevuto Da Fabio Berra titolare dell’Azienda Agricola Bellaisa

25 luglio 2018 0 comment
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lucioni

CisottoROBECCHETTO CON INDUNO – Già documentata dal Liber Notitiae Sanctorum Mediolani del XIII secolo, la chiesetta di San Nicolao (o Nicola) si trova nell’area di Padregnano, (1) una delle prima zone abitate sulla riva sinistra del Ticino, dove ritrovamenti, celtici (urna biconica), (2) romani (sesterzi), longobardi (coltelli) ne segnano la storia. Il culto di San Nicola si diffuse dopo il 1087, quando le sue reliquie furono trasportate a Bari. La città pugliese vide transitare i Crociati (1097-99); si può quindi ipotizzare che un crociato della prima spedizione a Gerusalemme, di famiglia nobile, abbia portato qui il culto del santo orientale nel territorio lombardo.

Non sappiamo se nacque prima la Chiesa o il convento fruttuariense che ha animato la storia di Padregnano per un secolo; certo è che non ci sono elementi che possono far ritenere già esistente il monastero nel 1094. E’ presumibile che la chiesa dedicata a S. Nicolao sia ancora collocata nel luogo dove sorse l’antico oratorio, nonostante abbia una veste architettonica diversa da allora, di chiaro impianto settecentesco. E’ quanto disse il prof. Alfredo Lucioni, allora ricercatore all’Università Cattolica, in un incontro che si tenne a Turbigo il 13 ottobre 1988 parlando della chiesa di San Nicolao. (3)

Dopo le vicenda Fruttuariense e quella dei Padri della Passione (XII-XVI secolo), Padregnano divenne proprietà Casati sino alla prima metà del 1900, quando i beni vennero smembrati ed acquistati dal prof. Carlo Vallardi (medico, fratello del più famoso editore Antonio, che aveva la fabbrica a ‘Appiano Gentile’), da Massimiliano e Alfonso Allevi e da altri. Poi una parte passò ai Danesi.

Al tempo, la chiesa di S. Nicolao era proprietà comune degli acquirenti e, nel 1935 venne restaurata: il pittore e decoratore Oreste Zuccali restaurò il coro. In occasione del rifacimento del pavimento della chiesa, vennero rinvenuti i resti di alcuni frati, pietosamente raccolti e deposti in alcuni loculi identificati con delle croci realizzate con piastrelle nere. Non si hanno notizie degli arredi della chiesetta elencati in un documento conservato nell’Archivio Parrocchiale; in particolare dei quadri, Annunciazione, S.Giuseppe col Bambino, S. Gioacchino e S. Anna col Bambino: questi ultimi di circa m 1.30 x 1,33 con una bella cornice di legno dorato. Sino a qualche anno addietro si celebrava una messa festiva; oggi si celebra saltuariamente.

Gli eredi Danesi hanno messo in vendita un edificio fatiscente, mentre il dirimpettaio Scattolini che si insediò a Padregnano una trentina di anni fa ristrutturando e salvaguardando l’unica porta ancora esistente di quella che fu una ‘città murata’, ha lasciato il sito storico poco tempo fa, ritirandosi nei territori dei Walser.

 

NOTE

1 – Oltre alla località in territorio di Robecchetto con Induno, un’altra, sul lago di Como, nel territorio di Bellano, porta il medesimo toponimo, Padregnano e dove esiste pure una chiesa dedicata a S. Nicolao. Due ipotesi: due chiese con la medesima dedicazione e con due microtoponimi danno motivo di riflessione. Ma Padregnano potrebbe voler dire anche zona in cui venivano convocati i pater familias, gli abitanti di un antico vicus. Pater – porta dei padri, luogo oltre ai quali c’erano i padri

2 – AA.VV., Il Ponte torriano sul Ticino – atti dei convegni di studio tenutisi al palazzo Fagnani-Arese di Robecchetto con Induno, 2005. Ha scritto Angelo Vittorio Mira Bonomi a pag. 54:“Il più antico reperto archeologico rinvenuto nel territorio di Robecchetto con Induno è un’urna biconica con spalla alta decorata a solcature parallele ascrivibile all’Età del Bronzo Finale (IX sec. a,C,). L’urna robecchettese, priva della ciotola coperchio, ha perso il suo corredo in bronzo poiché fu rinvenuta casualmente in località Cascina Paradiso”.La Cascina Paradiso si trova proprio di fronte al Padregnano.

  1. PASSERINI, Storia di Milano, I, 185: “In località Padregnano, fondo Ronco, tomba di cremato del tipo ad anfora vinaria segata”.Un’anfora (Canopo) è stata rinvenuta presso la cascina Paradiso ed è conservata al museo archeologico del Castello Sforzesco di Milano.

3 – Alfredo Lucioni è certamente lo studioso che maggiormente ha approfondito la storia fruttuariense di Padregnano. Pubblicò sull’Archivio Storico Lombardo (serie undicesima, vol. VII, 1990) un lungo saggio ; “Gli esordi del monachesimo fruttuariense nella diocesi di Milano. Il priorato di San Nicolao di Padregnano” dal quale bisogna partire per tratteggiare la storia del secondo millennio di Padregnano, mentre il primo è ancora tutto da scoprire, ma è molto probabile che ci fosse un villaggio romano di una certa importanza.

 

 

FOTO IN EVIDENZA – 9 ottobre 2003: da destra, Alfredo Lucioni, lo storico del monastero fruttuariense di Padregnano; Annalisa Baratta allora assessore al Comune di Robecchetto con Induno e Giancarlo Andenna, Ordinario di Storia Medievale e Direttore del Dipartimento di Studi Medioevali, Umanistici e Rinascimentali presso l’Università Cattolica di Milano

 

FOTO Ricostruzione di GC Cisotto dell’area di Padregnano nel XII secolo

 

8 luglio 2018 0 comment
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rob001

E’ andata benissimo a S.R. il 69enne radioamatore che ieri è caduto dal tetto della sua abitazione. Portato all’ospedale di Legnano, dopo i controlli radiografici che non hanno riscontrato fratture è stato medicato per un trauma facciale ed è tornato subito a casa. Oggi ci ha chiamato in redazione un suo amico radioamatore per sapere le condizioni del suo collega.

Ci ha raccontato che un gruppo di suoi amici che parlano con lui in radio tutti i giorni erano preoccupatissimi. Oggi abbiamo per fortuna dato una buona notizia. S.R. un augurio di buona guarigione anche da noi di CAM

13 giugno 2018 0 comment
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rob002

rob001Classe 1949, B.S.  è un radioamatore da sempre. Oggi pomeriggio, forse per qualche problema all’impianto radio è salito, utilizzando una scala, sul tetto della propria abitazione sita in Via per Robecchetto. Forse voleva sistemare le sue antenne. Per cause sconosciute ha perso l’equilibrio cadendo, sembra di testa, sul muro divisorio. Ha finito il 20180612_192550[1]drammatico volo nel cortile del vicino. L’allarme dato immediatamente ha fatto sì che sul posto arrivasse un’autoambulanza e l’elisoccorso insieme ai Carabinieri. Le operazioni di soccorso sono state ostacolate dalla forte pioggia. Alla fine S.R. è stato trasportato con l’ambulanza al nosocomio di Legnano, l’elicottero è rientrato alla base vuoto.

12 giugno 2018 0 comment
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Padregnano 2018

Cippo padregnano

PADREGNANO – La storia documentata ci dice che il Padregnano fu l’ultimo baluardo del Seprio, un comitato medievale di antica memoria e tradizione. Castelseprio era la capitale dei Torriani, una famiglia antagonista dei Visconti, cosicché l’arcivescovo Ottone – dopo la battaglia di Desio del 1277 – distrusse la città e mise in gabbia Napoleone Della Torre che, oltretutto, fu anche ‘Signore di Turbigo’, al tempo in cui i confini dei paesi non erano ancora stati definiti precisamente.

Un’anima gentile, di grande sensibilità storica, che ha abitato a Padregnano per decenni (per spostarsi  definitivamente in questi giorni nei paesi dei Walser) ha posizionato un vaso ornamentale sulla cinta a ricordare proprio questo limite territoriale del Seprio(nella foto).  

 

11 maggio 2018 0 comment
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