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BUSTO G. – «Il nuovo gruppo avrà il compito di dare alle Bcc aderenti un indirizzo comune, ma soprattutto farà da garante nei confronti di tutti e, come da normativa, controllerà ogni Bcc sulla base di indicatori oggettivi e verificabili da tutte le Bcc: fintanto che una banca rimane virtuosa, non ci sarà motivo di intervenire». Nel primo dibattito pubblico tra vertici nazionali e esponenti locali, Giulio Magagni, presidente di Iccrea Banca, ha chiarito i contorni del nascente Gruppo Bancario Cooperativo italiano: «Ci si aiuterà tra Bcc, anche prestando il patrimonio, che dovrà però essere remunerato e ritornare indietro -ha aggiunto-. Così daremo vera autonomia alle Bcc».

«Rinunciare alla propria indipendenza e delegare al gruppo funzioni di indirizzo e controllo è una scelta importante, che ci porta a pretendere l’intervento diretto del gruppo su eventuali situazioni non virtuose -ha chiarito Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate-. Con questa certezza, il percorso che stiamo iniziando è davvero una grande opportunità di crescita per tutti. Se tutti operiamo nella medesima direzione andremo sicuramente verso un futuro migliore».
L’occasione è arrivata dal convegno “Il Credito Cooperativo a Cavallo di tre secoli” che la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha organizzato giovedì 5 ottobre nella propria sede di Busto Garolfo (MI) in occasione dei 120 anni di fondazione. Sul tavolo, il futuro del Credito Cooperativo. Un futuro che, se la legge ha definito mettendo dei paletti ben chiari e costringendo le singole Bcc a diventare parte di un più ampio gruppo bancario cooperativo, diventa però oggi una necessità. «Non si può più prescindere dall’essere parte di un gruppo», ha osservato Luca Barni, direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «Ci sono delle sfide che una singola Bcc non può sostenere da sola, come per esempio gli investimenti sul digitale. Inoltre, ad esempio sul fronte dei costi abbiamo bisogno delle economie di scala che il Gruppo potrà garantire. Sicuramente dall’essere parte del gruppo Iccrea possiamo avere un grande plusvalore».

Il nodo centrale del dibattito resta però l’autonomia. Il passaggio di una Bcc all’interno del Gruppo Bancario Cooperativo viene spesso letto come un passo indietro in termini di libertà di decisione e di operatività sul proprio territorio. «Ma non è così», ha ribadito il presidente di Iccrea Banca, Magagni. «Prima della riforma non c’era vera autonomia, era in realtà un’autonomia finta perché la singola Bcc contribuiva alle perdite delle altre banche senza avere nulla in cambio. Con il Gruppo non si perde ricchezza perché ci sarà l’attività preventiva di controllo del gruppo». Certo, il processo sarà sottoposto ad un maggior controllo «perché l’autonomia bisogna meritarsela», ha sottolineato. Davanti alla prospettiva di introdurre un modello imprenditoriale, la strada passa necessariamente dal «costruire un treno che sia competitivo, che stia al passo con i tempi», ha detto Barni riprendendo la metafora del treno più volte utilizzata dal presidente di Iccrea Banca. «Il fare impresa è l’operare quotidiano che abbiamo adottato da tempo e che adesso ci pone in una situazione di vantaggio. Il Gruppo prenderà le sue decisioni su criteri meritocratici e questo ci fa stare tranquilli sul fatto che potremo continuare a operare mantenendo fermo il paradigma della Bcc come plusvalore sul territorio in cui lavora».
In ogni caso per il Credito Cooperativo si tratta di un cambio di mentalità, ma non di metodo. «La particolarità del percorso che sta portando alla creazione del Gruppo Bancario è che le decisioni non vengono calate dall’alto -ha aggiunto Scazzosi-. All’interno del Gruppo sono stati aperti dei cantieri per ascoltare le Bcc; è un modo di operare diverso, è un metodo che non snatura l’essere banca del Credito Cooperativo». L’obiettivo dichiarato è guardare al futuro. «È un progetto che stiamo facendo in funzione delle nostre radici con la volontà di traghettare le Bcc verso altri 200 e più anni di storia». Ha concluso Magagni: «Il nostro Gruppo bancario, che è già sottoposto alla vigilanza della Bce e ha già tutti i parametri per poter operare, ha un patrimonio di oltre 15 miliardi, e sottolineo, è tutto italiano. È un caso unico in Italia. E non ci passa per la testa di arrivare ad una quotazione in borsa: sono rimasto basito nel leggere che invece qualcun altro pensa di farlo».

In allegato, foto del convegno. Da sinistra: Giulio Magagni presidente Iccrea Banca, Roberto Scazzosi presidente Bcc Busto Garolfo e Buguggiate, Giuseppe De Filippi vice direttore Tg5 e moderatore del convegno, Luca Barni direttore generale Bcc Busto Garolfo e Buguggiate.

7 ottobre 2017 0 comment
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BUSTO G. – La memoria di Busto Garolfo in un monumento. Si inaugura domenica 8 ottobre “Dalla terra la vita”, il segno della storia cittadina che la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate per il suo 120esimo compleanno ha voluto regalare alla comunità di Busto Garolfo. Un segno tangibile di quella vicinanza al territorio che ha sempre contraddistinto l’operato della Bcc fin dal lontano 6 ottobre 1897 quando fu fondata da un gruppo di agricoltori, possidenti e imprenditori guidati dall’allora parroco don Giovanni Besana. L’iniziativa, che chiude il programma delle manifestazioni dei 120 anni della Bcc, è in programma poco prima delle 11 in piazza Lombardia. L’inaugurazione sarà preceduta alle 9.30 dalla celebrazione della Messa nella chiesa parrocchiale e seguita da un momento di festa nella sede della banca in via Manzoni 50.

«È il segno di riconoscimento ad un territorio che ha visto la Bcc nascere, crescere e consolidarsi», premette il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «È anche la testimonianza delle nostre radici perché solamente sapendo da dove veniamo possiamo comprendere meglio il nostro presente e fare la scelta migliore per il futuro».

Il monumento raffigura una mano che sorregge un’anfora dalla quale esce dell’acqua. Alto 121 cm, è in granito ed è stato realizzato dalla ditta Animum Ludendo Coles di Lodi sulla base di un bozzetto che era stato elaborato dagli alunni delle scuole medie 17 anni fa.

«Il progetto del monumento ha radici lontane», ricorda il sindaco di Busto Garolfo Susanna Biondi. «Alla fine degli anni Novanta l’amministrazione comunale volle coinvolgere le scuole cittadine in un progetto che andasse a valorizzare il proprio paese, con la prospettiva di farne una fontana o un monumento. Dei quattro bozzetti presentati – che si trovano tuttora in sala giunta – abbiamo scelto quello che ci ricorda il legame storico che Busto Garolfo ha con il mondo contadino e con l’acqua , ovvero il canale Villoresi. Due elementi che rappresentano la storia del nostro paese e, in un certo modo, anche la storia della Bcc. Tra i suoi fondatori ci furono diversi agricoltori, inoltre la costituzione della banca è immediatamente successiva al completamento del Villoresi, che risale al 1890. Inoltre, come il canale ha portato fertilità ad una zona particolarmente arida, la Bcc è stata motore e sostenitrice dello sviluppo del nostro territorio». Conclude: «La scelta del soggetto del monumento è stata anche l’occasione per rendere omaggio ai ragazzi della seconda E dell’anno 2000/01 che hanno lavorato per il proprio paese».

In occasione della festa della Bcc, all’auditorium Don Besana è allestita la mostra “A ricordo della vecchia Lira” con l’esposizione di tutte le monete e banconote emesse dal 1946 al 2001. Ad arricchire l’esposizione, alcune monete circolanti nel 1897, anno di fondazione della Bcc e un esemplare del cosiddetto Kookaburra australiano, che con suoi 12 cm di diametro per 1 kg di peso è la moneta più grande del mondo. La mostra è aperta da giovedì 5 a sabato 7 ottobre dalle 20,30 alle 23,30; domenica 8 ottobre dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18. Ingresso libero.

5 ottobre 2017 0 comment
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BUSTO GAROLFO – Giovedì 5 ottobre a Busto Garolfo (MI), al convegno che apre i festeggiamenti per i 120 anni di fondazione della banca dell’Altomilanese e del Varesotto intervengono il presidente e il direttore generale del gruppo bancario cooperativo romano

L’occasione è quasi storica. Per la prima volta i vertici del nuovo gruppo bancario cooperativo si confrontano pubblicamente con una Bcc locale. Si inserisce in questo contesto il convegno che la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate propone giovedì 5 ottobre in occasione dei festeggiamenti per i propri 120 anni di fondazione. Nell’auditorium don Besana di Busto Garolfo (via Manzoni, 50) sono attesi il presidente e il direttore generale del Gruppo bancario cooperativo Iccrea, rispettivamente Giulio Magagni e Leonardo Rubattu, per dibattere sul tema “Il Credito Cooperativo a cavallo di tre secoli”. Con loro, sul palco, il presidente e il direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi e Luca Barni, in una serata moderata dal vice direttore del Tg5 Giuseppe De Filippi.

«In una fase cruciale della riforma del Credito Cooperativo, è necessario guardare alle origini e rileggere la strada che si è fatta per delineare il futuro prossimo», premette il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «È indubbio che la riforma che stiamo vivendo rappresenti una vera rivoluzione per il mondo della cooperazione del credito. Quasi un passaggio epocale al quale prepararsi con la massima attenzione. Per una piccola banca che ha mosso i primi passi a Busto Garolfo nel 1897 e che è cresciuta e si è sviluppata muovendosi sempre tra l’Altomilanese e il Varesotto, è sicuramente un passaggio importante. Lo scopo di questo convegno è comprendere meglio quali saranno gli scenari futuri entro i quali muoversi per non venire meno ai principi di mutualismo, solidarietà e vicinanza al territorio che sono l’anima di ogni Bcc. Alla nostra chiamata ha risposto Iccrea, il gruppo bancario al quale abbiamo dato la nostra preadesione con l’assemblea dei soci del maggio scorso. Si tratta di un’assoluta prima volta: il primo confronto pubblico tra i vertici nazionali e una Bcc».

I temi sul tavolo sono molti. Non solamente in termini di assetto, ma anche di autonomia, argomento particolarmente caro a tutte le Bcc. Se da una parte la riforma del Credito Cooperativo (Legge n. 49/2016) ribadisce e tutela l’identità e il ruolo delle Bcc quali banche di territorio a mutualità prevalente – confermando che le comunità resteranno dunque proprietarie delle loro banche cooperative mutualistiche -, il grado di autonomia viene correlato al grado di rischiosità di ciascun istituto. «In quest’ottica – sottolinea il direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Luca Barni -, il lavoro che abbiamo fatto nell’ultimo periodo è stato proprio volto a presentarci all’appuntamento della riforma quale banca solida, ben patrimonializzata e affidabile».

Il convegno ha inizio alle 20.45. L’ingresso è libero.

3 ottobre 2017 0 comment
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Basito. Faccio fatica ad usare altre parole di fronte alle notizie che leggo sul nascente gruppo bancario cooperativo Cassa Centrale Banca: “Ci quoteremo in borsa”. “Collocheremo prodotti di credito al consumo in partnership con Deutsche Bank”.

Mi fermo qui, ma mi basta. Il perché di questa mia perplessità ha radici lontane. Tra le pagine della mia memoria ricordo che, da giovane manager di Bcc, ebbi l’onore di essere selezionato per partecipare ad un master dedicato alla formazione del management cooperativo. Un bellissima opportunità: imparai davvero tanto perché oltre “a far di conto” pensando ad una finanza rivista in chiave locale e solidaristica, ho sentito frasi del tipo: “Le banche locali senza scopo di lucro hanno a cuore l’identità e la cultura del territorio. Possono restituire alla finanza il fine del servizio alla società”. “Mantenere il denaro all’interno di una comunità è un ruolo importante. I soldi che noi mettiamo in banca devono essere riutilizzati a livello locale. Anche questo è un modo con il quale le banche locali possono contribuire a rafforzare la cultura locale che genera fiducia. E senza fiducia non c’è mercato”. Parole e musica dell’economista Jeremy Rifkin.
Non sono un integralista, per carità, ma rileggo spesso queste pagine per capire come possano tali idee continuare a mantenere la loro forza in contesti economici e storici profondamente diversi.
D’accordo, si dice che solo gli stupidi non cambiano mai idea. Ma da qui a sposare chi ha fatto della turbo finanza l’asset fondamentale del proprio agire (è stata presa a riferimento Deutsche Bank, una delle prime cinque banche europee per detenzione di titoli tossici) ce ne passa. Ma anche ipotizzare di “andare in borsa”, come dichiarato dai vertici del costituendo gruppo Cassa Centrale Banca, permettetemi, che c’azzecca con il principio “una testa un voto”, con la democrazia economica di Rifkin?
Intendiamoci, non voglio esprimere giudizi di valore. Ma anche se la giro dal punto di vista strettamente aziendale rimango sbalordito: può una società di servizi negoziare le sue due miniere aurifere, ovvero i dipendenti e il database clienti?
Sbaglierò, ma ipotizzando uno scenario al contrario, non riesco proprio a vedere i tedeschi condividere i loro dati sensibili … Anzi – e la tocco piano – parrebbe un’operazione per aprire a loro nuovi possibili sbocchi di business. Forse, ma è solamente un’ipotesi, si sta svendendo un pezzo di cooperazione italiana a chi mira a nuovi potenziali clienti. Forse – ancora ipotesi – si sta facendo un gioco che mira altrove, non certo a soci, territori e comunità. Una cosa è però certa, i nostri vecchi non avevano torto dicendoci: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”.
Ripeto, è business, e quindi ognuno fa ciò che ritiene più giusto. Ma che a rimetterci, e sono certo che alla fine sarà così, sia la cooperazione del credito, no!
E non sono nemmeno così sicuro che lo scenario paventato dal nascente gruppo cooperativo Cassa Centrale vada bene ai soci e alle comunità delle Bcc interessate.
La parola “cooperativo” per me ha ancora un significato ben preciso. Se la uso è perché condivido certi valori. Non c’è nulla di male a fare scelte diverse, il business è business. L’importante però è essere coerenti. E, quando necessario, avere il coraggio di cambiare nome.

Luca Barni
Direttore generale Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

30 settembre 2017 0 comment
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Casorezzo - Protesta no discarica

Contro la decisione di Città Metropolitana di realizzare una discarica tra Casorezzo e Busto Garolfo i cittadini sono scesi in strada. E lo hanno fatto questa mattina proprio davanti alla sede di Città Metropolitana dove si sono ritrovate un centinaio di persone provenienti anche da altri comuni limitrofi. “Arrivano i veleni, fermiamoli!”, “No alla discarica nel parco metropolitano”, recitavano gli striscioni esposti.

“La nostra protesta è più che fondata – ha detto il sindaco di Casorezzo Pierluca Oldani – nel nostro territorio sono parecchi gli elementi che avrebbero dovuto impedire tale scelta. Qui insiste un corridoio ecologico da preservare che collega il Ticino e l’Adda, ma c’è anche la legge regionale che proibisce la realizzazione di discariche a meno di 300 metri dalle risaie”. Alle porte c’è un ricorso al Tar che verrà portato avanti dai comuni tutti insieme.

27 settembre 2017 0 comment
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vitori bup del vitori

Oktober-Bup_Fest_VitoriDal “Vitori” a Busto Garolfo, la festa della birra, cui in questi giorni tanti locali aderiscono offrendo le classiche bavaresi, è una festa degli amici del locale, che il gestore, Vitori, insieme alla moglie Monica ed alla figlia Giulia Electra, riesce ad interpretare nel suo modo originale, con quell’atmosfera amichevole e casalinga che da sempre è la caratteristica che rende il locale di via Busto Arsizio un posto speciale. Un posto dove chi entra si sente a proprio agio e molto probabilmente ne diventa affezionato cliente.

Dopo il “Bup Experience”, la serata di “dry hopping” (mescita della birra filtrataVitori Bup Busto Garolfo da luppoli freschi), avvenuta il 10 settembre, quale occasione di “bentornati” ai clienti del pub, dal 16 è stato subito “Oktober-BUP-Fest”. Una selezione delle migliori bionde bavaresi (a cura del Vitori, uomo di cui ci si può fidare) accompagna i degustatori insieme alle proposte mangerecce in tema, dal bretzel allo speck, senza mai dimenticare la nostra cucina lombarda. Il locale si contraddistingue per l’atmosfera accogliente, amichevole, senza fronzoli od affettazioni. Amante del buon rock di una volta e “biker” impenitente di Harley, il Vitori ha saputo nel tempo dare alla propria attività quella inconfondibile impronta di unicità e passione, facendo della sua piccola impresa commerciale una seconda casa: non solo per lui e la famiglia, ma anche, e soprattutto, per gli affezionati clienti.

bup del vitori, birre, boccaliLa birra buona non manca mai, Vitori sulla qualità di ciò che spina non transige e ne ha fatto l’asse portante dell’attività; come nella migliore tradizione di vero pub. I prezzi sono onesti, la qualità più che buona. Una capatina dal Vitori val proprio la pena di farla; per esempio domenica 24 per l’aperitivo “Deutscher stil” : birra a caduta  + piatto tipico. bup del vitori

Ma insieme alla buona birra, dal Vitori non mancano mai idee, buon umore, sorprese  amorevoli (grazie soprattutto a Monica) per i clienti, come deliziosi dolci e colazioni coi fiocchi. Soprattutto, non manca mai la voglia di stare insieme, fare bene, divertirsi con semplicità, con il gusto della birra, della cucina, ma soprattutto della compagnia.

EIN PROSIT!

Il-Bup-del-Vitori_strudel+brioches©2017 – A.B. Press

se vuoi saperne di più: leggi anche Show Up Magazine

Info: IL BUP DEL VITORI

Via Busto Arsizio, 60 – Busto Garolfo – MI

aperto tutto il giorno e la sera – tel. 0331 024460

pagina FB: Il Bup del Vitori

22 settembre 2017 0 comment
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