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oldaniUn post duro, apparso su Facebook all’improvviso, scritto non da uno qualunque. Il messaggio è del Sindaco di Casorezzo Pierluca Oldani fa i nomi di chi, secondo lui, è il reponsabile dell’avanzamento lavori della discarica.

Il Post:

Cominciamo a rendere pubblici alcuni nomi delle persone che non vogliono, o non hanno voluto, fermare il progetto discarica.
Così, se un domani, davvero sarà realizzata, e qualcuno si ammalerà, si saprà con chi prendersela:
Dipendenti della Città Metropolitana di Milano:
Pinoschi Maria Cristina (Direttrice Area Tutela e valorizzazione ambientale)
De Vita Emilio (Direttore Area Pianificazione territoriale generale, delle reti infrastrutturali e servizi di trasporto pubblico)
Schiavone Luciano (Direttore Settore Rifiuti, bonifiche e autorizzazioni integrate ambientali)
Valentini Piergiorgio (Responsabile Servizio Coordinamento Tecnico Rifiuti)
Felisa Marco (Responsabile Servizio Azioni per la Sostenibilità territoriale)
Denti Emilio (Responsabile Servizio Pianificazione e Gestione Attività Estrattiva)
Politici:
Pisapia Giuliano (Sindaco Metropolitano da gennaio 2015 a ottobre 2016)
- Comincini Eugenio (Vicesindaco Metropolitano da gennaio 2015 a ottobre 2016)
Scavuzzo Anna (Consigliera delegata a Pianifcazione territoriale, Parchi, Ambiente da gennaio 2015 a giugno 2016)
Barberis Filippo (Consigliere delegato a Pianifcazione territoriale, Parchi, Ambiente da giugno 2016 a ottobre 2016)
- Sala Giuseppe (Sindaco Metropolitano da ottobre 2016 a oggi)
- Censi Arianna (Vicesindaca Metropolitana da ottobre 2016 a oggi)

Oggi abbiamo sentito l’Oldani, il quale ci ha chiesto di porre una domanda alla Censi sulla questione discarica. L’abbiamo fatto, attendiamo una risposta.

15 settembre 2017 0 comment
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BUSTO G. – Con un utile netto di oltre 2 milioni e 300 mila euro e una crescita degli impieghi superiore al 3% la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate chiude il primo semestre 2017 in crescita rispetto allo stesso periodo del 2016. Nella prima parte dell’anno i numeri infatti descrivono una banca che non ha lesinato il sostegno al territorio, confermandosi sempre più il punto di riferimento per le famiglie e per quell’economia reale rappresentata delle piccole-piccolissime e medie imprese.

«I risultati raggiunti sono decisamente soddisfacenti e in linea con l’identità e i valori di una banca che opera nel mondo del Credito Cooperativo», commenta il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Roberto Scazzosi. «Alla virata di metà anno ci presentiamo come la banca delle famiglie, il 26,2% dei nostri impieghi è dedicato proprio a loro, e come un istituto che coraggiosamente ha fatto la sua parte nel sostegno all’economia reale negli anni bui della recente crisi. Ben il 41,5% dei nostri impieghi è stato destinato a imprese artigiane o a microimprese. Segnali importanti ci arrivano proprio dal nostro territorio di riferimento: la crescita dei finanziamenti a breve termine, che sono strettamente legati al fatturato delle aziende, ci dicono che la ripresa è ormai in atto».

Sottolinea Luca Barni, direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate: «Il +3,1% di impieghi registrato nel solo primo semestre 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso dice una cosa sola: stiamo facendo fino in fondo la nostra parte nei confronti dei nostri soci e clienti». Segno più anche sul fronte della raccolta. «Continua il forte trend di crescita per quanto riguarda i depositi della clientela investiti nei Fondi Comuni, +15,1%; un trend che registriamo ormai da alcuni anni e che non solamente ci conferma la fiducia dei risparmiatori, ma soprattutto rende merito ai nostri specialisti della finanza che, attraverso una gestione attenta, hanno fatto raggiungere performance di rilievo agli investimenti della clientela».

Sul fronte del conto economico, i servizi rappresentano sempre più un punto nodale dell’attività. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha registrato negli ultimi tre mesi considerati una crescita significativa della produttività che ha avuto un importante riflesso sul reddito. «I nostri dipendenti hanno creduto e credono nel modello e nelle strategie della Bcc, aumentando quotidianamente il loro impegno», aggiunge il direttore generale.

L’attenzione alla patrimonializzazione viene confermata. «La scelta è stata quella di investire sulla solidità dell’istituto: i 2 milioni e 300mila euro di utile saranno infatti messi a patrimonio», dice Barni. «In questa prima parte dell’anno non solamente abbiamo confermato il ruolo proattivo di una Bcc per il proprio territorio – conclude il presidente Scazzosi -, ma abbiamo proseguito sulla strada della buona gestione e del consolidamento in vista del passaggio verso il Gruppo Iccrea al quale abbiamo dato la nostra preadesione».

10 settembre 2017 0 comment
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BUSTO G. – La sfida di calcio tra Bustese Milano City e Real Senise apre i quattro giorni della Festa di San Rocco nel segno di un’amicizia che unisce la cittadina in provincia di Milano con la Basilicata. Iniziative organizzate dal Gruppo San Rocco con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e con il patrocinio dei due Comuni

Tutto iniziò con una partita di calcio. E a distanza di 40 anni da quella sfida che diede avvio al gemellaggio tra Busto Garolfo e Senise, viene riproposta l’amichevole tra la Bustese Milano City e il Real Senise. Dal 7 al 10 settembre il comune lombardo festeggia il quarantesimo dell’unione con la cittadina in provincia di Potenza, rinnovando così un’amicizia che, siglata nel 1977, è andata con il tempo ad alimentarsi. Per quattro giorni, la festa di San Rocco, organizzata dal Gruppo San Rocco per il Gemellaggio con il patrocinio dei due Comuni e il supporto della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, vuole ricordare la storia di due comunità che si sono trovate vicine fin dagli anni Cinquanta, ovvero quando iniziò un forte movimento di emigrazione dalla Basilicata verso la Lombardia.

«Ripartiamo dallo sport quale elemento di unione; ripartiamo dalla volontà di rimetterci in gioco per rendere questa unione ancora più forte e ancora più intensa», afferma il presidente del Gruppo San Rocco, Prospero Roseti. «Quest’anno il gemellaggio celebra l’importante traguardo del quarantesimo di istituzione; in 40 anni Busto Garolfo e Senise hanno creato numerosi momenti di scambio che, passando attraverso i reciproci doni delle statue di San Rocco – 30 anni fa quella donata da Senise a Busto Garolfo e due anni fa quella donata da Busto Garolfo a Senise -, le visite reciproche e le manifestazioni organizzate in occasione di Milano Expo 2015, hanno permesso di rafforzare l’amicizia e la collaborazione. I quattro giorni di festa, che si aprono proprio con la sfida calcistica, vogliono essere un momento di grande condivisione e di coinvolgimento della comunità bustese». In questo, aggiunge Roseti, «un ringraziamento per la condivisione di intenti, oltre che alle due società calcistiche, alle Acli, al Gruppo di ricerca storica di Busto Garolfo, al Milan club e alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate per il sostegno e la vicinanza che ci hanno sempre dimostrato».

Aggiunge il presidente della Bcc, Roberto Scazzosi: «È importante non perdere il senso delle tradizioni e della storia locale. Il gemellaggio racconta la storia di Busto Garolfo e, di conseguenza, anche della nostra banca, intrecciando così le vicende di due comunità che nel tempo si sono sviluppate e sono cresciute».

Ad aprire il programma della Festa di San Rocco giovedì 7 settembre, alle 18.30 al campo sportivo Roberto Battaglia, la sfida amichevole di calcio tra la Bustese Milano City e il Real Senise (ingresso libero). Venerdì 8, alle 20.30 un momento di preghiera in onore di San Rocco alla chiesetta della Madonna della Neve. Sabato 9, alle 10.30 in aula consiliare l’accoglienza ufficiale della delegazione di Senise e l’apertura della mostra fotografica sul gemellaggio. Nel pomeriggio, dopo la visita guidata a Busto Garolfo (alle 15 dal municipio), in piazza Lombardia è prevista l’esibizione del Gruppo folkloristico dei fratelli Lucarelli e Polito (alle 18.15). Domenica 10 si apre con la processione con la statua di San Rocco (alle 10 dalla chiesetta della Madonna della Neve), quindi alle 11 la messa concelebrata dai parroci dei due paesi. Quindi al parco comunale gli interventi ufficiali e il pranzo con piatti tipici della tradizione lombarda e lucana. Il pomeriggio prevede attrazioni per bambini e famiglie; alle 19.30 la premiazione del torneo di tennis ASDT Busto Garolfo per i 40 anni del gemellaggio.

Tutte le sere, dalle 19, al parco comunale Falcone e Borsellino è in funzione un servizio di bar ristorante gestito dal Gruppo San Rocco in collaborazione con il Milan club Busto Garolfo; alle 21 animazione musicale.

5 settembre 2017 0 comment
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BUSTO G: – Alla sua trentasettesima edizione, la Festa Popolare di Olcella si rinnova puntando sullo sport e sulla solidarietà. In programma dal 25 agosto al 4 settembre, il tradizionale appuntamento di fine estate della frazione di Busto Garolfo, organizzato con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, si arricchisce con un torneo di pallavolo (dal 28 agosto al 2 settembre) e la corsa Olcella Happy Run (3 settembre), e raddoppia l’impegno solidale: accanto al progetto di rinnovare l’impianto audio dell’oratorio, dedica la giornata del 29 agosto alla raccolta fondi per l’iniziativa “Solidarietà per il lavoro” promossa dal Comune di Busto Garolfo, Caritas bustese, Acli e Bcc. Negli undici giorni di festa restano confermati il servizio bar ristorante tutte le sere (la domenica anche a mezzogiorno) con l’animazione musicale, oltre alle attrazioni per i bambini e lo spettacolo di fuochi d’artificio a chiusura della manifestazione.

«Abbiamo rinnovato il programma grazie alla collaborazione avviata con i giovani dell’oratorio. E proprio all’oratorio, abbiamo voluto dedicare la festa: l’incasso andrà per l’acquisto del nuovo impianto audio-musica», sottolineano gli organizzatori. «Un ringraziamento alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate per il prezioso aiuto che continua a darci». Infatti la Banca di Credito Cooperativo ha voluto essere nuovamente al fianco dei volontari. «Come banca locale non abbiamo voluto rinunciare a dare voce e corpo ad una manifestazione che in quasi quattro decenni si è ritagliata un posto importante diventando un appuntamento inserito nella tradizione», commenta il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «Il valore sociale e aggregativo di questa festa si unisce alla grande solidarietà che questa manifestazione esprime, in quel sentimento di vicinanza al territorio che da sempre contraddistingue la nostra Bcc».

Forte di una lunga storia e di una partecipazione sempre numerosa, la Festa Popolare di Olcella presenta un programma ricco. Due le vere novità, entrambe di carattere sportivo. Innanzitutto il torneo di pallavolo 4 contro 4 “Olcella in green volley” che si disputa tutte le sere dal 28 agosto al 2 settembre. Domenica 3 settembre, la giornata si apre alle 8 con la prima edizione della Olcella Happy Run, corsa podistica non competitiva sulle distanze di 5 e 10 chilometri. Ogni sera il servizio ristorante propone una specialità diversa (per prenotazioni telefonare allo 0331.569091) e un’animazione musicale che spazia dal classico ballo liscio al rock e pop (con le tribute band degli 883 e di Ligabue). Martedì 29 agosto, è la giornata dedicata al progetto Solidarietà per il Lavoro: l’incasso della serata verrà devoluto all’iniziativa che vuole rispondere all’emergenza occupazionale.

Immancabile, a chiusura della kermesse, lunedì 4 settembre alle 22.30 lo spettacolo di fuochi d’artificio presentato dalla premiata ditta Martarello di Arquà Polesine (Ro).
La Festa Popolare di Olcella, che si apre ufficialmente venerdì 25 agosto alle 19.30 nell’area parrocchiale di via Po (oratorio Papa Giovanni XXIII). Per i bambini è disponibile un parco giochi con gli scivoli giganti.

Per ogni informazione sul programma: https://www.facebook.com/37a-Festa-popolare-di-Olcella-425091164514860/?fref=ts

Per il programma: http://bit.ly/2fNkeyz

22 agosto 2017 0 comment
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Riceviamo e Pubblichiamo

sindacoConfuteremo alcune idee sulle quali si regge questo procedimento e che sono state date per scontate, ma che, come si vedrà, in realtà non hanno un reale fondamento. E ciò dovrà portare necessariamente ad una generale revisione di questa vicenda. Per ottenere questo risultato ci baseremo su processi paralleli, porteremo prove, evidenzieremo contraddizioni e ribadiremo alcuni principi fondamentali del nostro ordinamento.

Iniziamo:

1) Partiamo con un parallelo: – Nel mese di Luglio del 2014 Solter presenta un progetto per una discarica di R.C.A. nel sito denominato ATEg11 – Regione Lombardia ravvisa un motivo ostativo, ai sensi della L.R. 19/2014 (distanza dal T.U.C., dalle abitazioni di Busto Garolfo) – Il progetto viene rigettato – Solter presenta un progetto che, di fatto, sta ai limiti della norma (il “famoso” triangolo) – Il progetto viene rigettato – Solter presenta ricorso al T.A.R. – Solter rinuncia Cosa accade invece successivamente? – Nel mese di Giugno del 2015 Solter presenta un progetto per una discarica di rifiuti speciali nel sito denominato ATEg11 – Emergono almeno due motivi ostativi (distanza dalle vecchie discariche e distanza dal franco di falda), più uno ancora sub iudice (distanza dal T.U.C., dalle abitazioni di Busto Garolfo); le prove, appunto – Città Metropolitana approva il progetto con prescrizioni – Solter corregge il progetto (tre volte) – Città Metropolitana considera superate le criticità Ora, è evidente la differenza tra i due modi di procedere. E’ vero che si tratta di due enti separati, ma siamo pur sempre nell’ambito della Pubblica Amministrazione. E i due enti sono sottoposti alle medesime leggi. Città Metropolitana ha sempre giustificato questa condotta con il principio di efficienza della macchina amministrativa. Ora dimostreremo che questo obbiettivo non è stato raggiunto, anzi, si è andati nella direzione opposta. Per almeno due motivi: I) Anche Città Metropolitana è ente pubblico e il suo compito è quello di tutelare il bene pubblico; queste continue prescrizioni hanno avuto la conseguenza di suggerire al privato come correggere il progetto. In pratica, è come se l’ente avesse lavorato da consulente per il privato. Togliendo quindi risorse preziose alla parte pubblica. Il compito di Città Metropolitana sarebbe stato quello di rigettare il progetto già all’emergere del primo elemento ostativo. E non continuare a studiare il progetto per indicare al privato le prescrizioni, come invece è stato fatto. Questo era un compito che doveva essere svolto dai progettisti della Solter, non dall’ente pubblico. Se i progettisti privati non conoscono le norme, sono problemi loro, non possono aspettarsi che siano gli enti pubblici suggerire loro come superarle. Ed è invece ciò che è avvenuto. Togliendo tempo ed energie ad altri progetti della Pubblica Amministrazione. E quindi, di fatto, diminuendone l’efficienza amministrativa. II) E, ancor di più: con la decisione di Città Metropolitana di concedere il parere positivo alla Valutazione di Impatto Ambientale con prescrizioni, seppur a fronte della presenza di elementi ostativi, oltre a quanto evidenziato al punto precedente, si è innescata la procedura di ricorso al T.A.R. dei comuni contro Città Metropolitana, raddoppiando di fatto le spese legali. Va infatti ricordato che la Pubblica Amministrazione è una! Suddivisa in parti con compiti diversi, ma che sono sempre parti di un’unica Pubblica Amministrazione. Le cui risorse hanno un’unica fonte: le tasse dei Cittadini e delle imprese. Se il parere fosse stato negativo, come avrebbe dovuto essere, probabilmente sarebbe stato il privato a presentare ricorso; in tal caso però le spese legali avrebbero interessato soltanto una parte della Pubblica Amministrazione. Col parere positivo invece si sono raddoppiati i costi, togliendo risorse ad altri ambiti della Pubblica Amministrazione e quindi, in definitiva, diminuendone l’efficienza. Già questi elementi dovrebbero essere sufficienti per indurre a rigettare, senz’altri indugi, questo progetto. Ma continuiamo.

Ed evidenziamo una contraddizione:

IMAG63172) Sia per quanto riguarda le integrazioni presentate da Solter a Novembre 2016, che per le controdeduzioni presentate ad Aprile 2017, che in realtà sono due progetti differenti e successivi a quello iniziale, per il quale Solter aveva chiesto l’autorizzazione; due progetti stilati per superare elementi ostativi oggettivi, ricordiamocelo; ebbene, per entrambi questi due nuovi progetti, Città Metropolitana ha dichiarato, su svariati punti, che la criticità sarebbe stata superata. Ed è stato dichiarato soltanto a fronte di una generica formulazione di un principio da parte del proponente, una non precisata promessa ad ottemperare. In pratica ci si fida sulla parola. Il problema è che ci si fida della parola di un soggetto che l’ente stesso ha diffidato. Fidarsi di chi si diffida! E’ già una contraddizione a livello linguistico. Ancor più lo è su un progetto come questo che andrebbe a degradare un territorio per mille anni a venire. E ancor più lo è se il soggetto ha già dimostrato di non ottemperare. Ricordiamo, a titolo d’esempio, la questione relativa alla recinzione: nonostante l’ordine perentorio degli enti competenti, sono passati mesi e numerose altre segnalazioni prima che Solter la sistemasse. Anche solo questo punto sarebbe sufficiente per rigettare il progetto di Solter. In base al principio di precauzione orgogliosamente vigente nell’Unione Europea. Dunque ci sono i precedenti e l’appiglio giuridico che inducono a non accettare generiche promesse come quelle scritte dal proponente nei due progetti citati. Basterebbe basarsi su questi e rigettare il progetto.

Come terzo punto a favore del rigetto del progetto, vorremmo richiamare alcuni concetti base del nostro ordinamento:

discarica3) Città Metropolitana di Milano, non rappresenta un organo terzo, in questa vicenda; non costituisce un organismo arbitrale, non è un’agenzia indipendente. Bensì una parte della Pubblica Amministrazione che prevede sia la sezione tecnica che una componente politica, che è poi quella che stabilisce la direzione da seguire. Com’è giusto che sia in una democrazia. E questo principio è stato ribadito anche dal Consiglio di Stato. Il compito dei tecnici è quello di trovare le soluzioni per attuare le indicazioni di chi è stato democraticamente eletto; per raggiungere gli obbiettivi che chi è stato eletto stabilisce. Nel rispetto delle norme, certo, ma anche seguendo il principio che l’interesse pubblico è preminente rispetto a quello privato. Soprattutto in tema ambientale e di salute pubblica. Qual è appunto quello di cui stiamo trattando. Ebbene in questa vicenda le indicazioni di chi è stato democraticamente eletto sono arrivate chiare e univoche. A tutti i livelli. E dicono tutte che la presenza di una nuova discarica in quella parte di territorio è incompatibile con i progetti futuri, con gli obbiettivi di tutela ambientale e di miglioramento della qualità della vita, che le varie amministrazioni pubbliche si sono dati. Inoltre, sono stati chiaramente evidenziati gli elementi tecnici, oggettivi, ostativi a questo progetto. In aggiunta a tutto ciò, è stato anche richiamato un precedente al quale fare riferimento.

Pertanto, Città Metropolitana di Milano, a questo punto non deve far altro che evitare ulteriori dispersioni di tempo e risorse, e rigettare definitivamente questo progetto. Altre possibilità sarebbero soltanto delle forzature.

Questa è la parte politica della dichiarazione che i comuni di Casorezzo, Busto, Inveruno e Arluno, come capofila del Roccolo, hanno messo a verbale nella Conferenza dei Servizi di Oggi.

A questa si è aggiunta anche una parte legale, scritta dall’Avv. Seccia, e una tecnica scritta dal geologo dott. Zaro.

Purtroppo non sono servite: i funzionari di Città Metropolitana sono intenzionati, nonostante tutto, a concedere l’autorizzazione al progetto discarica. Faremo tutti i passi necessari per continuare ad opporci a questa follia

28 giugno 2017 0 comment
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incendio 002

incendio 001Un vasto incendio si è sviluppato nel pomeriggio di martedì ad Inveruno in un campo agricolo lungo la strada provinciale 12 per Legnano. Una lunga colonna di fumo si è alzata nel cielo mettendo in allarme i passanti. Molte le chiamate giunte alla sala operativa dei vigili del fuoco che ha inviato sul posto i vigili del fuoco volontari di Inveruno. Le operazioni di spegnimento sono continuate fino alle incendio 00317.30 e hanno richiesto anche l’intervento della Polizia locale di Inveruno pe regolare la viabilità. Il danno è ingente. Quello di martedì è soltanto l’ultimo di una serie di roghi avvenuti nel territorio alimentati dalla forte calura di questi giorni. A Magenta è andato a fuoco un appezzamento di terreno nella zona degli elettrodotti, mentre a Marcallo con Casone sono già 4 gli incendi di sterpaglie lungo la pista ciclopedonale a lato della linea dell’alta velocità.

Si ringrazia Luca Paganini per le foto del servizio

20 giugno 2017 0 comment
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