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“Condanno la violenza e chi non ha rispetto per le vittime”. Così Francesco Prina, deputato Pd e candidato al collegio uninominale di Abbiategrasso, in merito all’episodio avvenuto questa mattina in via Fani, a Roma.

RAPIMENTO SEQUESTRO ALDO MORO“Le immagini mi hanno lasciato sconvolto: profanare il luogo in cui giace una lapide commemorativa con una svastica e una scritta ingiuriosa è una mancanza di rispetto e di civiltà che uno Stato democratico non può tollerare”. Questa mattina, infatti, il monumento ospitante la lapide che ricorda i quattro uomini della scorta di Aldo Moro, morti durante il rapimento, è stata profanata con una bomboletta nera.

“Oreste Leonardi, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino: questi i nomi del carabiniere e dei poliziotti uccisi il 16 marzo 1978. Uomini che stavano facendo il loro lavoro, al fianco del segretario della Dc Aldo Moro, al servizio dello Stato. Se oggi c’è qualcuno che vuole infangare la loro memoria, quel qualcuno deve essere trovato e processato per quello che ha fatto” ha dichiarato Prina.

La polizia sta indagando sull’accaduto e l’attenzione è focalizzata sui gruppi neofascisti di Roma. “Non arretriamo di un millimetro: i valori della Repubblica non possono essere negoziati. Oggi, l’attenzione verso questi fenomeni ingiuriosi deve essere ancora più alta: episodi come quello di via Fani, di Palermo o Perugia devono essere sanzionati, senza se e senza ma, da una parte e dall’altra. La violenza e la memoria dei caduti non hanno colore. Mi aspetto che la condanna sia unanime”.

21 febbraio 2018 0 comment
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Dopo diverse missioni in Ruanda il dottor Giuliano Sarro, primario dei reparti di Chirurgia negli ospedali di Magenta e Abbiategrasso, è nuovamente in partenza per la terra d’Africa. Questa volta andrà nel poverissimo Benin. Una missione di pochi giorni che ha come obiettivo quello di addestrare il personale locale, in modo che possano rendersi autonomi e non prendano la decisione di lasciare il loro paese verso altre destinazioni. Ascoltiamo il dottor Sarro nel seguente video:

9 febbraio 2018 0 comment
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Ospite in redazione per ‘Tra me e te’ condotta da Francesco Bigogno, ieri pomeriggio c’era Gigi Rodeghiero, segretario del Gruppo Alpini di Magenta:

advancedresizetool.aspxSecondo te oggi un gruppo come quello di Alpini è ancora importante? Manteniamo vivi i valori che si stanno perdendo. Il rispetto per gli altri, l’amore per la Patria che stanno scomparendo. Se leggiamo la cronaca di oggi c’è da spaventarsi. Noi continuiamo a sperare in un’Italia con i valori da coltivare. E continuiamo a protestare contro l’abolizione della leva obbligatoria, cancellando l’opportunità che avevano i giovani di capire come si fa a vivere in una comunità

IMG_9107Com’è stata la tua esperienza da militare? Molto impegnativa. Ad un certo punto mi sono ritrovato a fare il comandante di Compagnia. Al congedo hai avuto la sensazione di diventare finalmente uomo? Certo, avendo fatto la scuola ufficiali ero anche responsabilizzato. Disciplina e responsabilità sono due cose che possono stare insieme Il senso di appartenenza al corpo degli Alpini è storico Gli Alpini hanno imparato fin da subito lo spirito di collaborazione. Il fatto di crescere in montagna dove ci si deve arrangiare fortifica tantissimo

Quanti sono gli appartenenti al gruppo di Magenta? Abbiamo 55 iscritti e una 40ina di soci aggregati che condividono i nostri ideali. Chi vuole venire da noi il sabato pomeriggio le domeniche con il solo intervallo nel momento di pranzo, è il benvenuto. La sede è in via Milano.

2aa421_4583519481244cc9a0333e2907d8c4c9~mv2.png_256Quali sono le attività importanti? San Biagio che si svolgerà domani e poi ci sono quelle legate al calendario magentino e nazionale. Le occasioni del 25 aprile, 4 novembre, San Rocco per la trippa, la festa delle associazioni, la messa in Duomo, l’adunata a Trento nel mese di maggio e il prossimo anno sarà a Milano. Sarete in prima linea sabato 3 febbraio per la festa di San Biagio E’ importante perché ci permette di mostrare alla gente che ci siamo ancora. Abbiamo continuato a farla anche quando è bruciata la nostra sede garantendo la continuità

Ecco l’intera intervista video a Gigi Rodeghiero:

3 febbraio 2018 0 comment
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Riceviamo e Pubblichiamo

Più di cinquecentomila morti e altre decine di migliaia in carcere. Sono i numeri, difficilissimi da stimare, dell’ “Homocaust”, pagine ancora dimenticate dello sterminio nazista nei confronti delle persone omosessuali.

Caratterizzati da un triangolo rosa cucito sulla divisa a righe, le persone omosessuali affollavano i campi di concentramento sparsi in tutta Europa, subivano umiliazioni e torture, venivano sottoposti a folli sperimentazioni pseudoscientifiche fino alla morte (la mortalità dei prigionieri omosessuali è stimata al 60%). Una pagina difficilmente strappata della storia perché il pregiudizio omofobico, non era certo assente negli altri paesi, neppure in quelli che si opposero al Terzo Reich durante il secondo conflitto mondiale e presente ancora oggi.

E allora, quando i cancelli di Auschwitz e degli altri lager vennero abbattuti dai blindati dell’ armata rossa, molti dei superstiti marchiati con il triangolo rosa preferirono tacere il vero motivo del loro internamento, diventando vittime senza voce e senza giustizia. Si consiglia la lettura di : “Le ragioni di un silenzio “a cura del circolo Pink di Verona (1985).

27072564_853063944876027_4210490965923639783_n (1)L’ossessione nazista per i gay si era palesata già con la “notte dai lunghi coltelli”, quando Hitler spazzò via le SA (truppe d’assalto, ndr) e il suo capo, l’omosessuale Ernst Rohm. Per il fuhrer esisteva una vera e propria “congiura omosessuale che minava la concezione normale di una nazione sana”. Deliri che non stupiscono nemmeno oggi, purtroppo, visto che ancora in troppi paesi al mondo l’omosessualità è considerata ancora una devianza, una malattia, quando non un reato punibile anche con la pena di morte e le preoccupanti notizie dalla Cecenia.

Ma il dramma delle persone omosessuali nei campi di concentramento fu duplice: da un lato le torture degli aguzzini nazisti, dall’ altro l’ assurdo isolamento operato dagli altri prigionieri. Gli uomini che portavano il Tringolo Rosa erano ultimi tra gli ultimi, paria in quell’universo mostruoso che era il lager. Molti di loro vennero castrati, alcuni addirittura su propria richiesta, per dimostrare al regime l’intenzione di “guarire dalla malattia” e sperando così di tornare a casa. Molti altri vennero usati come cavie per esperimenti clinici, come l’impianto di una ghiandola artificiale di testosterone che, nelle intenzioni dei macellai del Reich, avrebbe dovuto sanare la devianza omoaffettiva. Centomila omosessuali furono coinvolti dalle purghe naziste: sessantamilamila scontarono la pena (dai 5 ai 10 anni) in carcere, dai 500 agli 800mila furono internati nei campi di concentramento applicando una Legge dimenticata :il paragrafo 175.

Questi i motivi che ieri 27 gennaio 2018, Giornata della Memoria il coordinamento Arcobaleno di Milano e della Città Metropolitana ha organizzato un flash-mob nell’ ottagono della Galleria Vittorio Emanuele di Milano . Più di un centinaio di persone attorno a un grosso  triangolo rosa steso a terra nel simbolico cuore di Milano. Piccoli gesti ricolmi di affetto come il suono del violino, l’accensione dei lumi ma anche messaggi forti contro il pregiudizio alla base di ogni  istigazione d’odio lanciati dai referenti delle associazioni e dall’ assessore PierFrancesco Majorino in rappresentanza del Comune di Milano.

Per Le Rose di Gertrude

Sergio Prato

Presidente

29 gennaio 2018 0 comment
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Correre da Milano a San Remo per sostenere un’associazione come Tutti per Fabio.

Associazione che si occupa di divulgare le tecniche per la rianimazione cardiopolmonare e organizza corsi di BLS-D per imparare ad utilizzare il DAE, strumento fondamentale per salvare la vita di chi è colto da arresto cardiaco.

21430245_1660527417321760_7828603699122781666_nOggi nella redazione di CAM abbiamo ospitato Lia, che oltre ad essere un’infermiera al Fornaroli di Magenta è volontaria per l’associazione Tutti per Fabio e appassionata runner, tesserata per il Tapascione Running Team di Robecco. Lei, insieme ad altri runner, si stanno preparando per un’impresa a scopo benefico. La Milano – San Remo a staffetta.

Correremo con le magliette rosse per portare il nostro messaggio – ha commentato Lia – i fondi che verranno raccolti li devolveremo all’associazione”. Fare la Milano San Remo è stata un’idea di Mirko 26904105_1015125391960004_799335896483998080_nVitrani che fa parte della staffetta, anche lui appassionato corridore. La squadra è stata formata al volo e ci sarà anche un gruppo che farà assistenza. Si parte da Milano Porta Ticinese alle 10 del mattino del 28 aprile e si arriverà a San Remo.

Si passa per Casteggio, Ovada, Voltri, Loano, appunto, concludere a San Remo. Tappe lunghe, di oltre 50 chilometri che richiedono una preparazione adeguata. Lia per fare un esempio farà il passo del Turchino, il percorso che faceva in bicicletta l’ex presidente di Tutti per Fabio e papà di Andrea Gaggino che seguirà Lia per l’assistenza. “Vorremmo installare nuovi defibrillatori e acquistare del materiale per il nostro centro di formazione – continua – vorremmo fare anche una colonnina pubblica dove il passaggio di podisti è decisamente elevato, ma di questo ne parleremo in seguito”.

Chi volesse partecipare formando altre staffette può farlo. Per eventuali donazioni basta cliccare sul blog Tutti per Fabio dove si trovano tutte le informazioni anche per i corsi.

28 gennaio 2018 0 comment
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L’iniziativa straordinaria per raccogliere fondi per sostenere Debra Sudtirolo, l’Associazione dedicata ai bambini affetti da epidermolisi bollosa

Anna MeiMilano, 11 gennaio 2018 – Anna Mei, campionessa mondiale ed europea di ultracycling, tenterà di aggiudicarsi un nuovo Guinness World Record pedalando per 12 ore consecutive su pista indoor. L’iniziativa è in programma il 21 gennaio e si terrà al velodromo di Grenchen, in Svizzera. La sfida si presenta ambiziosa: Anna Mei dovrà tentare di superare il muro dei 400km.

Forte delle recenti vittorie, quella al campionato europeo di 24h  che si è tenuto a Dobrovnik in Slovenia il 15/16 luglio; quella nella Coppa del mondo Time Trial 12h tenutasi a Borrego Springs, in California, nella quale si è aggiudicata  il terzo posto overall ed il gradino più alto del podio nella classifica generale  del  12h  World  Championship e la vittoria  nella classifica di categoria +50 della Umca  2017 24h World Championship  , Anna, milanese, classe 1967, torna in pista non solo per battere il record delle 12 ore su pista, ma anche per sostenere Debra Sudtirolo (www.debra.it) l’Associazione che si occupa di aiutare i bambini affetti da epidermolisi bollosa, una patologia che rende la pelle di chi ne soffre molto fragile.

 meiSi tratta di una malattia genetica che porta chi ne è affetto a dover convivere tutta la vita con vesciche e piaghe dolorose generate da ogni minimo sfregamento della pelle. Da qui il nome “bambini farfalla”, alludendo appunto alla delicatezza della loro pelle.

Anna, che è insegnante in una scuola elementare in provincia di Lecco, è testimonial dell’Associazione dal 2009, anno in cui ha partecipato a una gara di endurance a Cesenatico a sostegno dei  bambini farfalla. È stato dopo quella gara che la record woman ha deciso di impegnarsi per un obiettivo preciso: far conoscere la epidermolisi bollosa e raccogliere fondi per finanziare la ricerca affinché si possa arrivare a garantire a questi bambini una vita il più possibile normale.

Proprio per questo il prossimo 21 gennaio, presso il Tissot velodrome, a Grenchen (Svizzera) Anna Mei sarà nuovamente in sella alla sua bicicletta per superare il   Guinness World Record. Secondo la Mei  il carattere dei bambini farfalla mostra delle affinità con quello di un ciclista: entrambi hanno una grandissima voglia di vivere e una grande capacità nel sopportare il dolore. La differenza è data dal fatto che la sofferenza del ciclista ha una fine, mentre quella di questi bambini no. Ecco perché la ricerca è l’unica arma a disposizione oggi per cercare di curare chi soffre di questa patologia che colpisce circa mille persone in Italia e 500.000 nel mondo.

A questo scopo è partita una raccolta fondi online, raggiungibile al seguente link: https://www.retedeldono.it/it/progetti/tennis-club-premeno-asd/12h4debra.

#12h4Debra è l’hashtag per seguire l’impresa di Anna Mei sulla sua pagina Facebook.  

annaNel corso della sua carriera agonistica Anna Mei, oltre ai record più recenti, Anna si  è aggiudicata molti titoli italiani e mondiali e  ben cinque altri record mondiali indoor in diverse categorie (record mondiale femminile di 1000km indoor percorsi in 35 ore, record mondiale femminile di 398km in 12 ore, record delle 24 ore con 738 Km , record delle 100 miglia in 4 ore 35 minuti e record delle 200 miglia in 9 ore e 45 minuti).

12 gennaio 2018 0 comment
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