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Momenti di paura in una casa di Inveruno. Questa mattina tre malviventi incappucciati sono penetrati in un’abitazione di via fratelli Curie. Sono passati dalla finestra, ma in casa si sono imbattuti nella colf che è stata minacciata dai banditi. L’hanno legata e imbavagliata e si sono diretti verso la cassaforte riuscendo ad asportarla per poi buttarla dalla finestra e scappare.

Il bottino è ancora tutto da quantificare. I Carabinieri della stazione di Cuggiono e della Compagnia di Legnano stanno indagando per risalire ai responsabili.

5 settembre 2017 0 comment
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IMG-20170807-WA0036Sono figlio di un Macellaio, nei primi anni della mia vita lavorativa, purtroppo o per fortuna, ho aiutato mio padre nel suo lavoro. Sono passati più di 35 anni da quel periodo, ma già allora i resti non commestibili degli animali, venivano portati negli appositi centri per lo smaltimento.

Non frequento più i macelli, ma visto che già allora le normative erano rigide, presumo che oggi lo siano ancora di più. Quindi per equazione non penso che sia un usanza italiana l’abbandono di carcasse.

Quindi la domanda che mi sono posto oggi, quanto Federica dell’Associazione “Zampe alla Riscossa Onlus” mi ha chiamato per avvisarmi del suo insolito ritrovamento è stata: “perché?”.

IMG-20170807-WA0035Federica, sensibile verso i cani e i gatti abbandonati, spesso girovaga per Cascine e Cortili alla ricerca di animali randagi o abbandonati.

Ieri sera, verso le 19, credendo che la carcassa abbandonata fosse quella di un cane, ha dato subito l’allarme. Ha chiamato i responsabili dell’Ast, le guardie ambientali e infine noi. All’arrivo dei Dottori della Ast, girando la carcassa, si è scoperto che non si trattava di un cane, ma di una capra che era stata macellata e abbandonata nelle campagne della Cascina Peralza a Magenta.

Federica commenta: “ci siamo accorti che non era un cane perché girando la carcassa abbiamo visto gli zoccoli – sottolinea – i resti avevano un odore tremendo e all’animale mancava anche la testa che non è stata ritrovata”.

Un analogo episodio di resti abbandonati era stato scoperto dal nostro direttore qualche anno fa e recentemente un fatto analogo anche a Turbigo.

La carcassa è stata recuperata e portata allo smaltimento. La domanda ce la riponiamo “perché?”

Le foto dell’articolo sono di Federica Cattaneo

8 agosto 2017 0 comment
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Lanciamo un appello urgente dell’associazione ‘Zampe alla riscossa’ di Inveruno: Si cerca un auto di colore scuro ha preso un coniglio pensando forse che era abbandonato, ma era solo uscito per sbaglio dal cancello di via Giotto a Inveruno. La proprietaria, è disperata.

Chiunque possa aiutare contatti 3471381083 oppure Federica o 3349273661 si chiama Pablo, e Pablo deve ritornare a casa urgentemente!!

 

8 luglio 2017 0 comment
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Riceviamo e Pubblichiamo

sindacoConfuteremo alcune idee sulle quali si regge questo procedimento e che sono state date per scontate, ma che, come si vedrà, in realtà non hanno un reale fondamento. E ciò dovrà portare necessariamente ad una generale revisione di questa vicenda. Per ottenere questo risultato ci baseremo su processi paralleli, porteremo prove, evidenzieremo contraddizioni e ribadiremo alcuni principi fondamentali del nostro ordinamento.

Iniziamo:

1) Partiamo con un parallelo: – Nel mese di Luglio del 2014 Solter presenta un progetto per una discarica di R.C.A. nel sito denominato ATEg11 – Regione Lombardia ravvisa un motivo ostativo, ai sensi della L.R. 19/2014 (distanza dal T.U.C., dalle abitazioni di Busto Garolfo) – Il progetto viene rigettato – Solter presenta un progetto che, di fatto, sta ai limiti della norma (il “famoso” triangolo) – Il progetto viene rigettato – Solter presenta ricorso al T.A.R. – Solter rinuncia Cosa accade invece successivamente? – Nel mese di Giugno del 2015 Solter presenta un progetto per una discarica di rifiuti speciali nel sito denominato ATEg11 – Emergono almeno due motivi ostativi (distanza dalle vecchie discariche e distanza dal franco di falda), più uno ancora sub iudice (distanza dal T.U.C., dalle abitazioni di Busto Garolfo); le prove, appunto – Città Metropolitana approva il progetto con prescrizioni – Solter corregge il progetto (tre volte) – Città Metropolitana considera superate le criticità Ora, è evidente la differenza tra i due modi di procedere. E’ vero che si tratta di due enti separati, ma siamo pur sempre nell’ambito della Pubblica Amministrazione. E i due enti sono sottoposti alle medesime leggi. Città Metropolitana ha sempre giustificato questa condotta con il principio di efficienza della macchina amministrativa. Ora dimostreremo che questo obbiettivo non è stato raggiunto, anzi, si è andati nella direzione opposta. Per almeno due motivi: I) Anche Città Metropolitana è ente pubblico e il suo compito è quello di tutelare il bene pubblico; queste continue prescrizioni hanno avuto la conseguenza di suggerire al privato come correggere il progetto. In pratica, è come se l’ente avesse lavorato da consulente per il privato. Togliendo quindi risorse preziose alla parte pubblica. Il compito di Città Metropolitana sarebbe stato quello di rigettare il progetto già all’emergere del primo elemento ostativo. E non continuare a studiare il progetto per indicare al privato le prescrizioni, come invece è stato fatto. Questo era un compito che doveva essere svolto dai progettisti della Solter, non dall’ente pubblico. Se i progettisti privati non conoscono le norme, sono problemi loro, non possono aspettarsi che siano gli enti pubblici suggerire loro come superarle. Ed è invece ciò che è avvenuto. Togliendo tempo ed energie ad altri progetti della Pubblica Amministrazione. E quindi, di fatto, diminuendone l’efficienza amministrativa. II) E, ancor di più: con la decisione di Città Metropolitana di concedere il parere positivo alla Valutazione di Impatto Ambientale con prescrizioni, seppur a fronte della presenza di elementi ostativi, oltre a quanto evidenziato al punto precedente, si è innescata la procedura di ricorso al T.A.R. dei comuni contro Città Metropolitana, raddoppiando di fatto le spese legali. Va infatti ricordato che la Pubblica Amministrazione è una! Suddivisa in parti con compiti diversi, ma che sono sempre parti di un’unica Pubblica Amministrazione. Le cui risorse hanno un’unica fonte: le tasse dei Cittadini e delle imprese. Se il parere fosse stato negativo, come avrebbe dovuto essere, probabilmente sarebbe stato il privato a presentare ricorso; in tal caso però le spese legali avrebbero interessato soltanto una parte della Pubblica Amministrazione. Col parere positivo invece si sono raddoppiati i costi, togliendo risorse ad altri ambiti della Pubblica Amministrazione e quindi, in definitiva, diminuendone l’efficienza. Già questi elementi dovrebbero essere sufficienti per indurre a rigettare, senz’altri indugi, questo progetto. Ma continuiamo.

Ed evidenziamo una contraddizione:

IMAG63172) Sia per quanto riguarda le integrazioni presentate da Solter a Novembre 2016, che per le controdeduzioni presentate ad Aprile 2017, che in realtà sono due progetti differenti e successivi a quello iniziale, per il quale Solter aveva chiesto l’autorizzazione; due progetti stilati per superare elementi ostativi oggettivi, ricordiamocelo; ebbene, per entrambi questi due nuovi progetti, Città Metropolitana ha dichiarato, su svariati punti, che la criticità sarebbe stata superata. Ed è stato dichiarato soltanto a fronte di una generica formulazione di un principio da parte del proponente, una non precisata promessa ad ottemperare. In pratica ci si fida sulla parola. Il problema è che ci si fida della parola di un soggetto che l’ente stesso ha diffidato. Fidarsi di chi si diffida! E’ già una contraddizione a livello linguistico. Ancor più lo è su un progetto come questo che andrebbe a degradare un territorio per mille anni a venire. E ancor più lo è se il soggetto ha già dimostrato di non ottemperare. Ricordiamo, a titolo d’esempio, la questione relativa alla recinzione: nonostante l’ordine perentorio degli enti competenti, sono passati mesi e numerose altre segnalazioni prima che Solter la sistemasse. Anche solo questo punto sarebbe sufficiente per rigettare il progetto di Solter. In base al principio di precauzione orgogliosamente vigente nell’Unione Europea. Dunque ci sono i precedenti e l’appiglio giuridico che inducono a non accettare generiche promesse come quelle scritte dal proponente nei due progetti citati. Basterebbe basarsi su questi e rigettare il progetto.

Come terzo punto a favore del rigetto del progetto, vorremmo richiamare alcuni concetti base del nostro ordinamento:

discarica3) Città Metropolitana di Milano, non rappresenta un organo terzo, in questa vicenda; non costituisce un organismo arbitrale, non è un’agenzia indipendente. Bensì una parte della Pubblica Amministrazione che prevede sia la sezione tecnica che una componente politica, che è poi quella che stabilisce la direzione da seguire. Com’è giusto che sia in una democrazia. E questo principio è stato ribadito anche dal Consiglio di Stato. Il compito dei tecnici è quello di trovare le soluzioni per attuare le indicazioni di chi è stato democraticamente eletto; per raggiungere gli obbiettivi che chi è stato eletto stabilisce. Nel rispetto delle norme, certo, ma anche seguendo il principio che l’interesse pubblico è preminente rispetto a quello privato. Soprattutto in tema ambientale e di salute pubblica. Qual è appunto quello di cui stiamo trattando. Ebbene in questa vicenda le indicazioni di chi è stato democraticamente eletto sono arrivate chiare e univoche. A tutti i livelli. E dicono tutte che la presenza di una nuova discarica in quella parte di territorio è incompatibile con i progetti futuri, con gli obbiettivi di tutela ambientale e di miglioramento della qualità della vita, che le varie amministrazioni pubbliche si sono dati. Inoltre, sono stati chiaramente evidenziati gli elementi tecnici, oggettivi, ostativi a questo progetto. In aggiunta a tutto ciò, è stato anche richiamato un precedente al quale fare riferimento.

Pertanto, Città Metropolitana di Milano, a questo punto non deve far altro che evitare ulteriori dispersioni di tempo e risorse, e rigettare definitivamente questo progetto. Altre possibilità sarebbero soltanto delle forzature.

Questa è la parte politica della dichiarazione che i comuni di Casorezzo, Busto, Inveruno e Arluno, come capofila del Roccolo, hanno messo a verbale nella Conferenza dei Servizi di Oggi.

A questa si è aggiunta anche una parte legale, scritta dall’Avv. Seccia, e una tecnica scritta dal geologo dott. Zaro.

Purtroppo non sono servite: i funzionari di Città Metropolitana sono intenzionati, nonostante tutto, a concedere l’autorizzazione al progetto discarica. Faremo tutti i passi necessari per continuare ad opporci a questa follia

28 giugno 2017 0 comment
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incendio 001Un vasto incendio si è sviluppato nel pomeriggio di martedì ad Inveruno in un campo agricolo lungo la strada provinciale 12 per Legnano. Una lunga colonna di fumo si è alzata nel cielo mettendo in allarme i passanti. Molte le chiamate giunte alla sala operativa dei vigili del fuoco che ha inviato sul posto i vigili del fuoco volontari di Inveruno. Le operazioni di spegnimento sono continuate fino alle incendio 00317.30 e hanno richiesto anche l’intervento della Polizia locale di Inveruno pe regolare la viabilità. Il danno è ingente. Quello di martedì è soltanto l’ultimo di una serie di roghi avvenuti nel territorio alimentati dalla forte calura di questi giorni. A Magenta è andato a fuoco un appezzamento di terreno nella zona degli elettrodotti, mentre a Marcallo con Casone sono già 4 gli incendi di sterpaglie lungo la pista ciclopedonale a lato della linea dell’alta velocità.

Si ringrazia Luca Paganini per le foto del servizio

20 giugno 2017 0 comment
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Toros è un gatto della colonia felina di via Palestro a Inveruno. E’ sterilizzato, microchippato e non si è mai allontanato dalla sua dimora. Prima dell’altro giorno quando Toros è letteralmente svanito nel nulla. Ha circa due anni ed è solo l’ultimo di una serie di gatti che hanno fatto perdere le tracce a Inveruno, tutti nella stessa zona. Tanto da far sospettare a ladri di felini in circolazione. La domanda però sorge spontanea: chi e per quale motivo può avere interesse a rubare dei gatti? Toros non è un felino di razza e, a parte un caso, tutti era normalissimi gatti. Solo Toros ha il microchip. Federica Cattaneo, dell’associazione Zampe alla Riscossa di Inveruno, ha calcolato che sono ben cinque i gatti scomparsi nell’ultimo mese nella sola zona di Inveruno tra via Palestro e via Brera, quindi un’area centrale del paese.

“L’ultimo caso riguarda proprio Toros che vive nella mia colonia felina – ha spiegato – in precedenza si sono verificate altre strane sparizioni, compreso un gatto di razza”. La colonia creata da Federica Cattaneo è situata nel luogo conosciuto dagli inverunesi con il nome di ‘Carbunin’. Lei però di una cosa è certa, al Carbunin non c’entrano niente con le sparizioni. “Sono tutte persone che amano e rispettano gli animali”, assicura. La volontaria eseguirà anche un’attenta mappatura di tutte le zone dove sono scomparsi i gatti. E questo per mettere in allarme la gente. Prestare maggiore attenzione ai movimenti del proprio micio per evitare spiacevoli sorprese. La mappa verrà pubblicata ovunque, compresa naturalmente la sua pagina facebook. I gatti di cui non si ha più notizia non sono certo rimasti vittime di incidenti, perchè non è stato ritrovato nulla di loro. Si sono volatilizzati ed è questo un fatto preoccupante.

Federica, oltre ad avere creato l’associazione Zampe alla Riscossa e battersi per la tutela dei diritti degli animali è anche promotrice di campagne contro l’abbandono degli amici a quattro zampe. Ma è anche volontaria nelle Guardie Ambientali e sta indagando su quanto è accaduto per capire cosa sia successo veramente. Sta raccogliendo informazioni tra la gente. Conosce bene il territorio dove vive e conosce le abitudini degli animali. “Cinque sparizioni, al ritmo di meno di una alla settimana in una zona ristretta, sono troppe per essere considerate una casualità”, ha detto.

 

10 giugno 2017 0 comment
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