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Un incidente stradale si è verificato lungo l’autostrada A4 Milano Torino, nel tratto Marcallo/Mesero Novara Est all’altezza del ponte sul Ticino. Si è trattato di un tamponamento che ha coinvolto tre auto. L’automobilista tamponato ha sbattuto contro il guard rail in maniera violentissima, tanto che il motore si è staccato ed è stato centrato da un terzo veicolo che sopraggiungeva. Fortunatamente l’autista di un tir ha avuto la prontezza di mettersi di lato impedendo che altri veicoli potessero sbattere contro le auto coinvolte.

Quattro le ambulanze giunte sul posto, tra le quali la Croce Azzurra di Buscate, l’Astra di Pero e la Croce Bianca di Sedriano e due automediche, oltre ai vigili del fuoco. I feriti sono stati trasferiti, con i codici giallo e verde, negli ospedali di Novara, Magenta, Rho e al Sacco di Milano. Il tratto autostradale è rimasto bloccato.

19 settembre 2017 0 comment
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Un camionista di 55 anni è stato trasferito in condizioni disperate all’ospedale di Magenta a seguito di un arresto cardiaco che lo ha sorpreso oggi pomeriggio a Bernate Ticino. L’uomo,  di nazionalità polacca, era con un collega. Entrambi lavorano per una ditta polacca che ha un deposito a Mesero.

Si trovava in viale dell’Industria e di apprestava a parcheggiare quando ha perso conoscenza.  È stato il collega ad allertare il 118 che ha inviato sul posto un equipaggio della Croce Bianca di Magenta è l’elisoccorso oltre ai carabinieri.  Le manovre rianimatorie sono continuate fino all’arrivo al pronto soccorso del Fornaroli. Seguiranno aggiornamenti.

 

7 settembre 2017 0 comment
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ambuGrave incidente lungo l’autostrada  A4 Torino Milano, in direzione Milano all’altezza del ponte sul Naviglio Grande a Bernate Ticino.
E’ accaduto oggi pomeriggio quando un camion ha tamponato un altro mezzo pesante ribaltandosi.
21291673_10213956947106291_792267576_nSul posto sono giunti gli equipaggi della Croce Bianca di Sedriano, della Croce Azzurra di Buscate e l’equipe medica dell’elisoccorso, oltre ai vigili del fuoco.
autoIl tratto autostradale ha subito pesanti rallentamenti per tutta la durata delle operazioni di soccorso. Le persone coinvolte, due uomini di 44 anni, sono state trasferite in ospedale. Una in elicottero all’Humanitas e l’altra, sempre con il codice giallo, al pronto soccorso del Fornaroli di Magenta.

1 settembre 2017 0 comment
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I cartelli sono ben visibili lungo la strada alzaia. Nel Naviglio Grande c’è il divieto di tuffarsi. Eppure basta farsi un giro in uno qualsiasi dei comuni che costeggiano il canale per capire che questo divieto è perennemente disatteso. Un gruppo di ragazzi, tutti minorenni tra i 13 e i 16 anni di Magenta (erano una quindicina), sono stati avvicinati dalla Polizia ferroviaria di Rho l’altro giorno a Bernate Ticino. Perchè dalla Polizia Ferroviaria? Perchè i ragazzi, o meglio alcuni di loro, si tuffavano dal ponte della Tav, quello che attraversa Bernate e passa sopra il Naviglio Grande.

All’arrivo degli agenti non è stata fatta alcuna distinzione. Chi c’era subirà la sanzione anche se stava solo osservando gli altri, chi non c’era ed è scappato non riceverà nulla. Ad essere scappati pare siano stati proprio quello che si erano tuffati. L’azione degli uomini in divisa è stata più che altro preventiva. Tuffarsi dal ponte della Tav è considerato molto pericoloso perchè, sul ponte, non si sente il treno arrivare protetto dalle barriere anti rumore. Ma il sopraggiungere del treno causa il classico spostamento d’aria e, quindi, una situazione di grave pericolo.La scaletta per raggiungere il ponte è stata poi rotta per ben tre volte negli ultimi tempi.

E’ quella usata dagli operai della Tav quando devono salire per qualche sistemazione. Insomma, anche se ai ragazzi non è ancora arrivato nulla i genitori sono stati avvisati dalla stessa Polizia Ferroviaria che ha annunciato il recapito di una sanzione di circa 500 euro. Solo un ragazzo con meno di 13 anni non pagherà il tributo, in ragione dell’età. (Foto da Google Maps)

 

 

25 luglio 2017 0 comment
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La lanca a Bernate Ticino è sicuramente un paradiso naturale a pochi passi da casa. Un’oasi tra natura, animali, storia e tantissimo altro ancora. Vera e propria palestra naturale per gli amanti della mountain bike e del trail running. Cosa c’è di meglio? Eppure è ancora poco frequentata, anche se per certoi versi è meglio così. Che resti patrimonio naturale per chi sa apprezzare la natura ancora incontaminata o quasi. Gli altri che se ne stiano a casa. Oggi noi di Corrierealtomilanese.com l’abbiamo sperimentata per l’ennesima volta.lanca1

Percorrere i sentieri che separano Bernate Ticino da Castelletto di Cuggiono è bellissimo. Si corre in mezzo a rovi tra mille insidie e si sbuca a Castelletto dove sembra quasi di ritornare sul pianeta terra brulicante di gente. Siamo in prossimità del fiume e ci si accorge che i sentieri sono finiti dal vociare della folla che si accalca al Ticino. Oggi, giornata caldissima di luglio, erano centinaia e centinaia i vancanzieri della domenica al fiume. Non piùì di due o tre i bikers che abbiamo incontrato lungo il sentiero della lanca.

Un paradiso anche di storia. Si entra a contatto con le marcite. Hanno origini antichissime i campi coltivati a marcita e vederle dal vivo rappresenta sicuramente un’esperienza. Siamo vicini alla canonica Agostiniana di Bernate. Un tuffo nella storia passata, tra cultura, sport e natura. questo è la lanca. Paradiso a pochi chilometri da casa.

 

16 luglio 2017 0 comment
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Una zona isolata, completamente fuori da occhi indiscreti, rappresentava la base di un vero e proprio arsenale. Armi e droga erano custoditi in quel luogo tra Boffalora sopra Ticino e bernate. E’ la scoperta fatta dalla Squadra Mobile della Questura di Novara che stava indagando su un uomo di 68 anni residente a Borgo Ticino sospettato di possedere ingenti quantitativi di stupefacente. Le indagini hanno portato fino a Boffalora dove gli agenti hanno chiesto aiuto alla Polizia locale che conosce benissimo il territorio.

Sono stati gli stessi agenti a recarsi al casolare, situato in fondo a via Pascoli, a pochi metri dal fiume Ticino, fingendo di dover notificare un verbale al 68enne. Uno stratagemma usato solo per farlo uscire di casa. Hanno citofonato alla sua abitazione e lui è uscito, ignaro del fatto che dietro la Polizia locale si nascondevano i poliziotti in borghese che lo hanno bloccato. Sono entrati nel suo podere e hanno trovato, nascosti in un’intercapedine, sei etti di cocaina del valore di circa 350mila euro e tre etti di marijuana. Oltre allo stupefacente i poliziotti si sono insospettiti per il comportamento nervoso dell’indagato. Hanno continuato a cercare scoprendo anche delle armi. Una carabina, due fucili a canne mozze, un mitragliatore Sten funzionante con nove proiettili parabellum.

C’erano anche soldi, gioielli e quadri che si sospetta provengano da furti. Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano stanno continuando a ritmo serrato per chiarire come si svolgesse l’attività del 68enne arrestato. Si sta indagando, in particolare, per capire da dove provengano le armi (una da guerra) e se siano state utilizzate recentemente per commettere crimini. (immagine d’archivio)

 

 

7 giugno 2017 0 comment
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