Home AuthorsAll posts by Redazione Cam
Author

Redazione Cam

003

Questa mattina Arconate si è trasformata in un comune colorato con voci festanti di bambini. E’ la prima volta che si organizza la marcia per la legalità, organizzata da Amministrazione comunale con l’assessore all’istruzione Renata Minnaja, scuole, volontari del Pime.

“Oggi più che mai abbiamo bisogno di legalità – ha detto Francesco Colombo – Lo stiamo facendo con i bambini e rievocando figure storiche che hanno fatto della lotta alla legalità una ragione di vita. Tra di loro anche Nelson Mandela”. Tanti i cartelli con le scritte più diverse. ‘Pace: una corsa verso la felicità’, e tanti altri.

Il corteo dal Comune è proseguito alla volta di piazza Falcone per continuare al parco del Canale.

18 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
cuggiono democratica

consiglio cuggionoIn una nota i rappresentanti del gruppo di opposizione scrivono che “nel documento sono davvero pochi gli interventi indicati e quasi tutti di impatto limitato sulla reale vita della comunità. Questo stride enormemente con i toni di cambiamento radicale rispetto all’operato della precedente amministrazione di Cuggiono democratica di cui in campagna elettorale si è fatto a gara a criticare senza argomenti concreti“.

sindacoCuggiono Democratica fa notare che nelle linee programmatiche, che dovrebbero indicare quello che l’amministrazione intende realizzare nei prossimi cinque anni, non c’è alcun riferimento né ai tempi di realizzazione né alle risorse finanziarie o umane da cui attingere per dare concretezza a quanto annunciato. “Più che un documento programmatico – si legge ancora nella nota - risulta solo un documento di carattere elettorale ed enunciazione di propositi“.

16 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
IMG_0134

Nella redazione di CorriereAltomilanese.com oggi è venuto a trovarci Luigi Malini. Ha presentato un importante appuntamento che si terrà venerdì 20 ottobre alle 21 nella sala consiliare del palazzo comunale dal titolo ‘La Filosofia del dono’.

Ci saranno 5 associazioni suggerite dal comune che, nel caso di Robecco, saranno Aido, Avis, Admo, Asted e la sezione robecchese della Croce Azzurra. Ognuna avrà un tempo a disposizione per comunicare al pubblico un tema diverso. E così, partendo dalla prima associazione, parleranno di Intelligenza, Coraggio, Sacrificio, Maturità, Gratuità. Moderatore di questo dibattito sarà Luigi Malini.

Ascoltiamo Malini su questa importante iniziativa alla quale ne seguiranno altre nei vari comuni del territorio:

16 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
vulcano

cubaCuba, un territorio che subisce l’ingerenza degli Stati Uniti. Che Guevara, un mito. Ha riscosso grande successo l’iniziativa dello scorso week end alla Cooperativa Rinascita di Magenta organizzata in occasione del 50° anniversario della morte di Che Guevara. Una mostra molto bella e partecipata. “Abbiamo proiettato due documentari – ha spiegato Manuel Vulcano – Uno sul blocco economico imposto a Cuba dagli Stai Uniti che, di fatto, impedisce a Cuba di svilupparsi. Sembrava che con Obama fossero stati fatti dei passi avanti, ma ora abbiamo assistito ad uno stop con Trump. Il secondo è su Guantanamo Bay, spiegando i motivi per cui Cuba chiede che quel territorio torni a loro. Cuba di fatto è un territorio di 11milioni di abitanti che subisce l’ingerenza degli Stati Uniti. Stati Uniti che, in tutto il mondo, continuano a perpetrare questa politica imperialistica che noi denunciamo”.

marinonManuel ha avuto un’esperienza importante di vita a Cuba in occasione del periodo universitario. “A Cuba – continua – ho fatto la tesi di laurea tradotta in spagnolo e conservata presso la biblioteca. Ho conosciuto la Cuba vera che non è quella dei turisti. E’ stata una grande esperienza culturale e di vita che porterò sempre nel cuore. Mi piace la difesa della sovranità nazionale dei cubani”. Punto Rosso Magenta continua così con l’obiettivo di portare cultura, ma attraverso un punto di vista alternativo. Differente da quello proposto. “Chiunque deve poter riflettere con la propria testa per poter determinare il proprio destino e non farselo imporre dal potere”, conclude Vulcano.

Presente nell’occasione Sergio Marinoni, presidente dell’associazione “Italia-Cuba” che ha relazionato sul silenzio dei mass media occidenali, su quella che è la reale situazione di Cuba.

16 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
che001

che002Il 9 ottobre 1967 moriva Ernesto “Che” Guevara. La sua fine cruenta ha contribuito a far diventare Guevara un’icona rivoluzionaria. Un simbolo non perde del tutto il suo ruolo concreto nelle vicende che lo vedono protagonista, ma il suo lascito è fluido e, in un certo senso, facilmente plasmabile a seconda dell’idea che si vuole propugnare: per trovarne la funzione storica, occorre perciò presentare il contesto cui l’uomo/ la donna/ il gruppo appartengono. Non si tratta di un puro esercizio per “destrutturare” ciò che vive nell’immaginario collettivo, perché la Cuba rivoluzionaria, e successivamente castrista, non può vivere in una condizione di “splendido isolamento” durante la Guerra Fredda; inoltre, Guevara perfeziona la sua coscienza politica proprio nel corso di diversi viaggi nell’America latina.

che003La crisi del ’29 crea numerose difficoltà all’intero continente americano. I paesi che non hanno avviato una certa diversificazione produttiva, rimanendo inoltre ancorati al modello agricolo della monocultura, non si liberano con facilità del potere delle vecchie oligarchie terriere; si alternano così governi liberali, tutti instabili, e dittature gestite soprattutto da militari. Santo Domingo (1930), Nicaragua (1936) e Cuba (1933):  in tutti e tre i casi, i regimi durano ben oltre la Seconda Guerra Mondiale. Gli Stati Uniti svolgono una funzione di tutela sul continente, in modo sempre più pervasivo. Nel secondo dopoguerra, il timore che l’instabilità politica e le grandi che 004disuguaglianze sociali favoriscano la penetrazione comunista, spingono gli Usa a  incoraggiare una più stretta cooperazione commerciale con i paesi del continente, creando L’Organizzazione degli Stati americani, nel 1948. In certe circostanze, si verifica una buona crescita industriale: è il caso del Messico, uno dei pochi stati dell’area le cui istituzioni rimangono democratiche, pur con numerose difficoltà, anche grazie al Partito rivoluzionario istituzionale, presente costantemente sin dal 1910. D’altra parte, già durante il secondo conflitto mondiale, i paesi latino-americani conoscono un certo sviluppo economico, approfittando anche delle diminuite possibilità di esportazione occidentali; questa fase si interrompe però nei primi anni ‘50, non senza lasciare Fulgencio_Batista,_1938conseguenze sociali importanti per i successivi eventi politici. Emerge, per la prima volta, un ceto medio urbano e nazionalista, che oscilla tra la volontà di rinnovamento e la paura delle rivendicazioni sociali della popolazione più povera. Negli stessi anni, la dittatura cubana di Fulgencio Batista (uomo di provenienza militare e al centro delle vicende del paese fidelda circa vent’anni) sembra rafforzarsi e, invece, la soppressione delle libertà costituzionali, l’enorme disparità sociale e la crescente corruzione segnano l’inizio della sua fine. Nel 1956, Fidel Castro, Ernesto Guevara e Camino Cienfuegos fondano il Movimento del 26 di luglio, protagonista della guerriglia sulle montagne della Sierra Maestra, che porta al rovesciamento del regime nel gennaio del 1959. La riforma agraria avviata dal nuovo governo danneggia gli interessi della United Fruit, compagnia commerciale statunitense; gli Usa, in precedenza non dichiaratamente ostili al regime, iniziano a boicottarlo. Come conseguenza, Castro, in cerca di alleati, si rivolge all’Urss, disponibile a dare sostegno finanziario e diplomatico a Cuba. È il punto di non ritorno: l’economia viene in parte statalizzata e si istituisce un sistema politico a partito unico, orientato sempre di più su posizioni socialiste.

peronUn governo di sinistra nell’America latina degli anni ‘50/’60 è un’eccezione, non la regola. In Argentina, dopo l’estromissione di Juan Domingo Peròn nel 1955, i militari affidano la guida del paese a governi civili, incapaci però di risanare l’economia; nel 1966, temendo un ritorno dei peronisti, i generali instaurano una dittatura di destra. Parabola simile a quella vissuta dal Brasile: dopo il suicidio di Getulio Vargas, esautorato dall’esercito nel 1954, i suoi successori non sono in grado di attenuare gli enormi squilibri sociali presenti. Nel 1964, con un golpe supportato dagli Usa, i militari prendono il potere, impongono una dura repressione interna e promuovono l’arrivo di capitali stranieri; inizia un periodo di crescita economica, ma sempre a scapito dei ceti più deboli.

pazIn Bolivia si rafforza il regime militare nato nel ’64, dopo il rovesciamento del governo laburista guidato da Victor Paz Estenssoro. La volontà di Guevara di esportare la rivoluzione cubana nel resto del continente, partendo proprio dalla Bolivia, rivela sicuramente un bagaglio culturale marxista, ma non è da sottovalutare l’ideale panamericanista di José Martì, scrittore, poeta e rivoluzionario che, nella prima seconda metà del 1800, combatte per l’indipendenza di Cuba dalla Spagna. Citato spesso da Castro nei suoi comizi, il pensiero di Martì propone di attuare un’equa distribuzione delle terre, la fine di ogni discriminazione razziale e limitare l’influenza statunitense nei Caraibi: un fondamento ideologico perfetto, e autoctono, per delegittimare il regime batista e per costruirne uno nuovo.     

15 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
IMG_0073

Riceviamo dal “Gruppo Occhio” e pubblichiamo :

“OCCHIO” AL MUSEO

Quando le Associazioni di un territorio collaborano per il bene della comunità, i risultati sono ottimi e nulla appare impossibile.

targa belloliDurante i giorni ancora tiepidi della prima metà di Ottobre due rappresentanti del gruppo artistico Occhio e del Museo si sono impegnati a restaurare la targa commemorativa di Ercole Belloli (1832-1916) illustre Cuggionese, che offri imperdibili occasioni di lavoro, per quei tempi duri a numerosi concittadini, che gli resero merito (come si legge nella targa).

Egli, dotato di notevoli capacità imprenditoriali e senso degli affari, si distinse nel campo delle costruzioni ferroviarie. Nonostante il successo italiano ed estero, non si dimenticò mai del suo paese natale. La Cooperativa di Cuggiono contava 600 soci e circa 600 braccianti. I Cuggionesi dunque, avviati dal Belloli alla costruzione di tramvie e ferrovie in ogni parte d’Italia ed Europa, si erano conquistati la fama di ottimi lavoratori specializzati nel settore.

Da sottolineare l’impegno nella realizzazione della ferrovia Massaua-Saati, quella che portava dall’alto al basso Congo, la ferrovia del Gottardo, la Parma -Spezia e numerose linee ungheresi. Furono avviati lavori per lo scavo dei canali Villoresi e Cavour, opere di difesa delle sponde della Senna, del Danubio e del Tevere.

La lapide datata 1881 è posta in piazza Belloli, ora Gualdoni a Cuggiono sul muro della famiglia Giudici. Detta famiglia si è espressa benevolmente nella realizzazione del lavoro e ha fornito agli “artigiani volontari” la massima disponibilità.     

IMG_0041Oltre ai volontari, non possiamo dimenticare il supporto di artigiani locali: EDILGISA che ha fornito il trabattello e assicurato la lapide al muro, il marmista Riccardo Olgiati MGR di Arconate che ha ripulito il marmo con l’apposito acido e il colorificio Rossi che ha fornito gratuitamente il materiale per “rinnovare” la targa .

Il risultato finale testimonia che la collaborazione è fondamentale e tutti sono importanti nel formare una catena di solidarietà, della quale beneficia l’intera comunità: oggi come allora. 

NDR. si ringrazia Gabriele Calcaterra Presidente del Museo Civico di Cuggiono per il rifresco abbondante non offerto.

 

 

15 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Newer Posts