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17 giugno 2017

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Visto come è conciata l’auto sulla quale viaggiava può ben dirsi miracolato un uomo di 57 anni di novara che oggi pomeriggio, mentre percorreva la Boffalora Malpensa, è stato sorpreso da un colpo di sonno all’uscita di Oleggio/Busto Arsizio. Per poi schiantarsi contro il guard rail mentre viaggiava in direzione Malpensa.

Sul posto è arrivato un equipaggio della Croce Azzurra di Buscate insieme all’auto infermieristica di Busto e ai Vigili del fuoco di Somma. L’automobilista se l’è cavata con contusioni e abrasioni varie, ma nulla di rotto. E’ stato trasferito in codice verde all’ospedale di Gallarate.

 

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Il vento è freddo, nonostante il periodo. Pioggia forte intermittente e sole a sprazzi. Un’immagine del mito Zlatan Ibraimovich capeggia su un negozio prima di entrare a Rosengard, il quartiere malfamato di Malmo. Siamo nella Svezia meridionale, regione della Scania. Lo scorso anno eravamo a Mollenbeek, quartiere islamico di Bruxelles. I reportage usciti negli ultimi anni non promettevano nulla di buono su Rosengard. Tafferugli, incendi, scontri con le forze dell’ordine sono praticamente all’ordine del giorno. Malmo definita la Chicago d’Europa a causa degli scontri continui tra gang di Rosengard e gruppi neo fascisti. E, cosa ancor più preoccupante, a Rosengard non si entra. Poliziotti, giornalisti, perfino vigili del fuoco e soccorritori, verranno accolti con un lancio di sassi senza pietà alcuna. Alla frontiera con la Danimarca controlli serratissimi, verifica di passaporto alla partenza da Copenaghen e all’arrivo, dopo nemmeno un’ora di treno, a Malmo. A noi poco importa dei controlli serrati e tanto meno di essere accolti con una sassaiola.rosen1

A Rosengard abbiamo deciso di andarci e ci andremo. Parecchie cose però le possiamo smentire. Non abbiamo subito nessun controllo nel nostro percorso verso Malmo. Arrivati nella cittadina svedese qualcosa si vede che cambia rispetto a Copenaghen. Qualche senza tetto in circolazione lo si nota, ma niente di eclatante. La città è ordinata, non tanto diversa da Copenaghen. Cartina alla mano percorriamo a piedi i 5 chilometri che separano il centro di Malmo da Rosengard. Ci accorgiamo di essere quasi arrivati quando sulla vetrata di un negozio capeggia la gigantografia del mito, Zlatan Ibraimovich. Lui che a Rosengard ha imparato prima a fare a botte e poi a giocare a pallone. Arriviamo al cartello che ci dice che siamo alla meta. Stanno tagliando il prato. Il quartiere è considerato un ghetto. Sorto per dare ospitalità alle migliaia di stranieri arrivati in Svezia per lavorare. E’ così. Entriamo nei casermoni di Rosengard. Guardiamo i citofoni. sono slavi, asiatici, africani. Svedesi, forse un paio di media per palazzo. In alcuni nessuno. “Ciao, come vi trovate a Rosengard? E’ vero che c’è violenza in questo quartiere?”. Lo chiediamo a 4 ragazzine dai tratti asiatici. Si fermano, sorridono. Ci rispondono (e perchè non dovrebbero farlo?). “Si si è vero, c’è violenza. Bisogna stare attenti qui”. Ci fermiamo nei negozi. Il quartiere è ben fornito. C’è un asilo, campi da calcio, negozi di ogni genere, un centro commerciale dove entriamo e vediamo una moltitudine di gente che fa acquisti. Qui come in qualsiasi altro posto al mondo.

rosen2Scattiamo foto. Parliamo con la gente per quel poco che il nostro inglese precario ci concede. Molti però parlano solo arabo o lingue slave. Il quartiere lo troviamo ordinato. Continuano a tagliare i prati e a sistemare i giochi per i bimbi. Non c’è immondizia in giro. I bambini corrono inseguendo il sogno di diventare come Ibra. Chiediamo se sanno dove è nato. Certo che lo sanno. ci indicano la strada. E’ il ragazzo del giardino delle rose, quello che ha imparato prima a fare a botte e poi a giocare a pallone. Vogliono diventare come lui perchè lui ha battuto la povertà ed è diventato ricco. E ha lasciato Rosengard. Fisicamente, ma non nei ricordi. Perchè come ha detto Ibra “puoi togliere un ragazzo da Rosengard, ma non puoi togliere Rosengard da un ragazzo”. Al bar della stazione di Malmo incontriamo un giovane di Brescia. Lavora in Svezia perchè si guadagna bene. In Svezia, ci dice tutto deve essere perfetto. E’ un paese civile, dove la gente fa quello che deve fare. Hanno adottato un modello di accoglienza che ha portato a far arrivare in paese tantissimi stranieri. Rosengard è diventata una città, sono circa 25mila persone. Quasi tutte straniere. Il fatto che si siano verificati episodi di violenza ha mandato in tilt il modello svedese. Ma soprattutto, ha mandato in tilt la testa di chi aveva pensato di poter risolvere tutto con un quartiere ghetto. Dove tutto è pulito, dove il prato viene tagliato, dove non c’è un rifiuto in giro manco a cercarlo con la lente. Se dovessimo fare un paragone con lo schifo dei quartieri Aler di Magenta e Abbiategrasso non avremmo dubbi. Rosengard vince alla grande. Ma vince anche in civiltà. Il fatto che ci siano degli scontri non toglie, come al solito, che la stragrande maggioranza dei suoi abitanti siano persone per bene. Avremmo voluto dire che ci hanno spaccato il telefonino come hanno fatto con altri colleghi, che ci hanno cacciato a pedate, che abbiamo visto cassonetti e auto incediate. Non possiamo dirlo perchè non ci hanno cacciato, non ci hanno tirato sassi, non ci hanno derubato.rosen3

Lasciamo anche il quartiere Ghetto di Rosengard e, sempre a piedi, torniamo verso Malmo. Piove e fa freddo nonostante sia giugno. La temperatura è di circa 12 gradi. Guardiamo un campetto da calcio. Ci sono bambini che giocano. qui come ovunque nel mondo. Inseguono il sogno di Ibra. Il ragazzo del giardino delle rose che ha imparato prima a fare a botte e poi a giocare a pallone.

 

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L’hanno trovata senza vita nel bagno della sua abitazione. Morta dal mese di settembre dello scorso anno, stando ai ricordi dei vicini di casa. E’ una tragedia che ha dell’incredibile quella accaduta e scoperta ieri a Castano Primo in uno stabile di via Gemona.

Quando i soccorritori della Croce Azzurra di Buscate e i vigili del fuoco sono entrati nell’appartamento l’odore era talmente forte da rendere l’aria irrespirabile. Lei, classe 1970, era in bagno. Il suo corpo in avanzatissimo stato di decomposizione. Sarà l’esame autoptico a chiarire la data del decesso.

 

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Alla vista della Polizia Stradale di Magenta si sono dati alla fuga evitando l’arresto. Questa mattina alle 7.45 gli agenti hanno intimato l’alt ad una Citroen Picasso. Si trovavano a Buscate, ma il conducente ha accelerato proseguendo verso nord. Ne è nato un inseguimento continuato fino a Castano Primo dove i fuggitivi hanno abbandonato il veicolo dileguandosi a piedi per i campi.

Nell’auto sono stati trovati una pistola semiautomatica, una scacciacani e una glock provento di furto avvenuto recentemente, oltre a 90 colpi 9X21 pronti all’uso. Il sospetto è che si tratti di una banda di magrebini dediti allo spaccio nei boschi del castanese. Sul posto è giunta anche la polizia scientifica per i rilievi. Non si esclude nemmeno che si tratti di tre malviventi responsabili, negli ultimi tempi, di episodi criminosi nelle aree di servizio lungo la Boffalora Malpensa.

 

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A fine intervista, Francesco Bigogno che conduce la rubrica mi ha detto “Bias, giuro che l’avrei lasciato parlare tutto il pomeriggio”. In questa frase c’è una dichiarazione sottointesa del “Francy” che dice: “Se Torreggiani lo vorrà l’intervisto di nuovo!” 37 minuti di video, ma minuti pieni di cultura e di riflessioni profonde.

Non voglio scrivere di più. Dovete per forza seguire il video. Buona Visione, sperando che Torreggiani accetti un altra video intervista da noi di CAM.

 

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