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2 agosto 2017

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A Dalmine si è svolto il Campionato Italiano Giovanile su pista. Il giovane ciclista del Principato di Pontevecchio, Andrea Piccolo aggiunge un altra preziosa medaglia al suo palmares stagionale, laureandosi Campione italiano dell’Inseguimento individuale Allievi.

Abbiamo da poco scritto della sua Vittoria alle Olimpiadi di Gyor e lui che fa, prepotentemente conquista un altra maglia, questa volta di Campione Italiano.

Andrea ha vinto quest’anno già 10 gare su strada tra le quali spiccano proprio quella nella prova in linea del Festival Olimpico Europeo della Gioventù e il Trofeo Feralpi di Lonato del Garda.

Secondo noi sentiremo ancora parlare di lui prima del finale di stagione.

CLASSIFICA INSEGUIMENTI INDIVIDUALE – UOMINI ALLIEVI:

1. Andrea Piccolo (Pedale Senaghese) 3.39,755
2. Noah Guarinelli (Sc Torrile PR) 3.41,118
3. Mattia Pinazzi (Sc Torrile PR) 3.41,904
4. Flavio Cuppone (Simec-Fanton-Cicli Paletti) 3.42,079
5. Nicolò Tolomio (Uc Conscio Pedale del Sile) 3.44,281
6. Davide Dapporto (Sc Cotignolese) 3.45,920
7. Simone Molinaro (Sc Cotignolese) 3.47,413
8. Gidas Umbri (Scap Trodica di Morrovalle) 3.49,662

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ecocentro

Scaricavano ingenti quantitativi di materiale inerte di origini edili fuori dall’eco area di via Cicogna a Cuggiono, provocando un danno ecologico ambientale. la Polizia locale ha svolto indagini molto accurate, anche con l’ausilio delle telecamere, riuscendo ad identificare alcune persone.

Gli agenti hanno visionato i fotogrammi e svolto indagini di carattere ambientale arrivando ad emettere la sanzione nei confronti degli esecutori. Proprio in queste ore la Polizia locale di Cuggiono sta valutando eventuali ipotesi di reato.

 

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Riguardo allo sciopero del 1 Agosto a Malpensa, ci scrivono pubblicamente sulla nostra pagina, chiedendoci di rilanciare la lettera scritta su facebook da Elisa Longo e indirizzata a Enrico Mentana.

Premettiamo che, Corriere Altomilanese.com, da sempre è dalla parte di chi denuncia qualcosa mettendoci la faccia. Inoltre sottolineaiamo che essendo molto vicini a Malpensa, come redazione, sicuramente molti dei nostri lettori lavorano li. Quindi ci rendiamo da subito disponibili a tutti coloro che vogliano denunciare situazioni particolari, ma che logicamente abbiano la forza di “metterci la faccia”.

Il Post di Elisa Longo dalla sua pagina Facebook:

Gentile Dottor Enrico Mentana,

sono un’operatrice aeroportuale di Malpensa, Le scrivo in merito a quello che è successo oggi negli scali milanesi e per rispondere alle Sue dichiarazioni di 100 secondi.
E’ vero “l’Italia è ancora distante dall’essere un Paese pari alle sue attrattive turistiche e allo sforzo di rimettersi in piedi della nostra economia.”
La motivazione che oggi ha riunito i lavoratori degli scali in assemblea è proprio questa.
Abbiamo protestato contro l’ingresso della cooperativa Alpina, in subappalto della società Ags, che effettua le attività di handling per la compagnia Ryanair.
Abbiamo protestato perché il sistema del lavoro in subappalto delle cooperative sfrutta i lavoratori, lede i loro minimi diritti sindacali e li lega a contratti sempre più frammentati e stagionali.
Questi lavoratori sottoscrivono contratti capestro, nonostante la crescita del traffico passeggeri e merci sia in costante aumento. Sapeva che il lavoro di queste cooperative non prevede la retribuzione della malattia?
Ci sono tristemente note le conseguenze delle cooperative nel nostro settore, ad esempio nel cargo, dove assistiamo a scenari che non fanno assolutamente pensare che siamo in un Paese dove sono già state combattute diverse battaglie per la legalità del lavoro e per la sua tutela.

Gentile Direttore,
la nostra protesta non ha nulla a che fare con chi ha rubato nei bagagli a Roma, persone che danneggiano anche la nostra immagine di lavoratori professionali e diligenti.

Sì abbiamo protestato oggi, non perché sia il primo di agosto, ma perché oggi era il primo giorno in cui la cooperativa doveva cominciare ad operare sul nostro scalo.
La nostra assemblea di oggi è frutto di un lungo dialogo tra tutte le Organizzazioni Sindacali, Sea Spa, Alpina, Ags, Enac e la Prefettura di Varese ed è stata ampiamente preannunciata, non è stato uno sciopero selvaggio ed improvviso.
Tutti gli organi competenti hanno cercato di conciliare, ma Ags e Alpina non hanno arretrato dalle loro posizioni.
Inoltre La informo che la Cooperativa sopra citata è stata esclusa da Assohandler, perché non rispetta le minime regole di mercato del nostro settore.

Questa mattina negli occhi delle mie colleghe e dei miei colleghi c’era la consapevolezza di riunirsi per dire basta ad un sistema che sfrutta il lavoro delle categorie più deboli, un sistema in cui siamo solo dei piccoli ingranaggi che si deteriorano con il passare degli anni.

Questa mattina ci siamo giocati il tutto per tutto. Lei sa come batte forte il cuore in petto quando decidi di scendere a protestare in un sedime aeroportuale, con le Forze dell’Ordine schierate davanti a te?
Lei ha mai provato quale determinazione e sangue freddo ci voglia in queste situazioni?

Io sono una donna, ho due bambini piccoli, e come me, tante colleghe e colleghi.
Oggi intorno a me ho visto uomini e donne solidali, coraggiosi, persone che sono stanche di subire passivamente un meccanismo consumistico in cui siamo stati messi e che non permette più a tanti colleghi che lavorano in subappalto, di godere del tempo libero, perché sono troppo stanchi, perché non hanno soldi da spendere in vacanza o in pizzeria, perché se lavorano a chiamata e non rispondono alla terza telefonata perdono il lavoro.

Gentile Direttore,
anche noi lavoriamo tutto l’anno e siamo ben lontani dalle ferie, lavoriamo anche a Natale, a Pasqua e il 15 d’agosto.

Gentile Direttore,
anche noi abbiamo delle famiglie e dei bambini che ci vedono uscire di casa a volte in piena notte per andare a lavorare, anche la domenica, anche quando è il giorno della loro Prima Comunione, della Cresima, anche quando rinunciamo ai compleanni e alle feste in famiglia.
Abbiamo scelto questo lavoro perché ci piaceva, e con il passare degli anni, abbiamo assistito ad una costante corsa al ribasso dei nostri stipendi.

Gentile Direttore,
vogliamo difendere il nostro diritto al lavoro e quello di chi opera in questo settore. Abbiamo fatto una scelta: oggi abbiamo scelto di stare con chi lavora ogni giorno accanto a noi.
Abbiamo deciso di essere solidali e uniti.
Abbiamo deciso di non sottostare alle leggi al ribasso del mercato del lavoro e, me lo lasci dire, mi auguro che altre categorie oltre la nostra, dopo oggi, si sveglino e capiscano che essere uniti pacificamente, è ancora un valore.

Gentile Direttore,
sono a Sua disposizione per un caffè e per parlare con Lei di persona della situazione del mio lavoro.

Le porgo Distinti Saluti

Elisa Longo


PS. la mia mail è francesco@corrierealtomilanese.com per tutti coloro che vogliono dire qualcosa in più sulla vicenda.

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denuncia

Il cittadino legnanese che ci ha inviato il video di denuncia indica l’esatta posizione dove è stato filmato, Corso Garibaldi di fronte al civico 261.

Martedì mattina, come si vede nelle immagini girate con un telefonino alcune persone litigavano tra loro. Invitati a smettere, minacciavano addirittura i residenti del palazzo di fronte. Secondo chi denuncia in questa zona c’è molto di più.

Ci racconta: “Il campo davanti al civico261 è un terreno fertile per la criminalità, in quanto molto degradato, abbandonato e ben nascosto da natura incontaminata. Ad Esempio, qualcuno abusivamente porta la propria spazzatura, tossicodipendenti in cerca di droga. Logicamente c’è un costante disturbo della quiete pubblica e molti di noi vivono nel terrore. Ci preoccupiamo anche di portare a spasso il cane, abbiamo paura che succeda sempre qualcosa”.

Sembra inoltre che qualcuno abiti all’interno di un magazzino abbandonato dove, molto probabilmente si svolgono anche attività illecite.

Secondo i condomini del 261 già altre volte hanno chiamato le Forze dell’ordine, ma la situazione rimane sempre la stessa. Gli agenti arrivano sul posto, prendono generalità e deposizioni degli abusivi e poi se ne vanno. Chi ci ha inviato il filmato dichiara che lo stesso è stato consegnato alla Polizia che ha avviato le indagini.

Il nostro lettore ha lanciato un appello: “Il video che vi ho trasmesso è ovviamente già stato consegnato alla Polizia, e le vittime degli atti di reato si sono impegnate a denunciare il fatto. Vi preghiamo però di diffondere la notizia, perché semplicemente chiamando le Forze dell’Ordine, i cittadini non vedranno mai la faccenda risolta. I colpevoli verranno sempre rilasciati, per poi tornare ad abitare abusivamente in questo magazzino. Questo terreno abbandonato e in disuso deve essere riqualificato e reso sicuro per il pubblico”.

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Furono chiamati in leva, molti di loro ancora 17 enni, subito dopo la battaglia di Caporetto.

99La penna di Gabriele D’Annunzio, raccontava il passaggio tremendo di un’intera generazione di adolescenti dalla famiglia alla trincea: «La madre vi ravvivava i capelli, accendeva la lampada dei vostri studi, rimboccava il lenzuolo dei vostri riposi. Eravate ieri fanciulli e ci apparite oggi così grandi!».

Quei grandi “fanciulli” erano nati l’ultimo anno dell’Ottocento: da qui il loro nome e cognome, “I ragazzi del ‘99”. Fu l’ultima leva di 265 mila italiani chiamati a «resistere, resistere, resistere!» sul fiume Piave, come esortava Vittorio Emanuele Orlando, l’allora presidente del Consiglio.

CavalleriaGiovani di diciott’anni, a volte non compiuti, che hanno contribuito in modo decisivo «alla Vittoria», come si diceva, e all’indipendenza dell’Italia il 4 novembre 1918. Spesso a costo della vita

Non voglio commentare i 18 enni di oggi, non voglio fare polemica, ma una riflessione si, quella la devo fare. Un secolo può sembrare tanto, ma di fatto non lo è. Dove abbiamo sbagliato? Oggi potremmo chiamare quelli del 1999 “I ragazzi del 99”…??? Io credo di sì, ma perché la maggior parte di loro non vuole davvero crescere.

Io ho avuto la fortuna di conoscerne qualcuno del 1899, rimanevo seduto al “circolone” con loro che bevevano vino, estasiato a sentire i racconti di guerra.

tuttieroiilpiaveotuttiaccoppati_1Un giorno, uno di loro che ebbe la sfortuna di fare in totale, tra un richiamo e l’atro, quasi 10 anni di guerra mi disse: “ero il primo di 5 fratelli maschi, tutte le volte che arrivava la cartolina di richiamo, in cuor mio speravo che fosse la volta che chiamavano, alla leva, uno dei miei fratelli, invece toccava sempre a me – poi con un sorriso quasi sarcastico ci rivela – non ricordo se fu il 3° o 4° richiamo, pensai, alla vista della “cartolina” non toccherà ancora a me. Mia madre l’aprì ed era per me, richiamato. Arrabbiatissimo andai al distretto e ricordo che chiesi, avete dichiarato voi guerra al mondo o sono stato io, ma feci come sempre il mio dovere e partii!

virag99Ultima nota Storica. I ragazzi del ’99 furono, dunque, protagonisti di tre battaglie decisive, che hanno capovolto le sorti del conflitto: tutte e tre battaglie vinte. Le soprannominate “battaglia d’arresto” a cavallo fra il Trentino e il Veneto il 10 novembre 1917. Quella del “solstizio” a metà giugno del 1918. E la “battaglia di Vittorio Veneto” fra il 24 ottobre e il 3 novembre 1918.

Come aveva scritto il generale Diaz, «voglio che l’esercito sappia che i nostri giovani fratelli della classe 1899 hanno mostrato d’essere degni del retaggio di gloria che su essi discende». A ben undici di questi soldati-ragazzini, originari di Roma, Milano, Messina, Ariano Irpino di Avellino, Riva di Trento, Firenze, Cagli di Pesaro, Longobucco di Cosenza, Novara e Lucca, cioè figli dell’Italia da quel momento libera e unita dal Brennero a Lampedusa, furono assegnate medaglie d’oro al valore.

Non ce ne sono più di “Ragazzi del 99”. Ma nell’aria c’è e si deve ricordare, anche da parte delle Istituzioni, il loro forte grido alla chiamata: “PRESENTI!”.

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