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6 ottobre 2017

porcino

Alla ricerca dei funghi nel Parco del Ticino. I porcini in riva al fiume sono eccezionali, di ottima qualità e profumatissimi. I guardaparco raccomandano però di essere in regola. Altrimenti le sanzioni che si rischiano saranno elevatissime e i guardaparco inflessibili. “Per dedicarsi alla raccolta funghi nel Parco del Ticino – spiega Maurizio Bozzi Pietra, responsabile settore vigilanza – è necessario munirsi di apposito tesserino frequentando un corso organizzato dai comuni o dalle associazioni micologiche. Il costo del tesserino è gratuito per i residenti nei comuni del Parco, mentre per gli altri è necessario versare un contributo annuale di circa trenta euro”.

Tutto questo però non basta. Perché, anche per coloro che sono muniti di tesserino, possono raccogliere fino a due chili di funghi al giorno. Pena la sanzione. Il Parco del Ticino raccomanda di seguire queste regole perché la somma totale degli illeciti in cui il visitatore può incappare è salata. Chi cerca funghi senza avere la necessaria autorizzazione viene sanzionato con 170 euro, se poi non ha il cestello porta funghi necessario per la raccolta, sono altri 170 euro. Infine se l’escursionista raccoglitore di funghi viene pescato fuori dai sentieri ecco la terza ammenda, sempre di 170 euro. Da tenere presente che alla riserva ‘La Fagiana’ è vietato anche l’ingresso del cane.

“Non si possono portare falci o rastrelli o altri oggetti del genere – aggiunge Bozzi Pietra – è ammesso il classico bastoncino che un po’ tutti i cercatori di funghi possiedono, ma non altri arnesi. Il nostro consiglio è quello di munirsi di tesserino, anche per imparare le modalità della raccolta e le nozioni fondamentali che è necessario possedere. Non ci si improvvisa raccoglitori di funghi. Non vale la pena rischiare una sanzione complessiva che sfiora i 600 euro con la confisca dei funghi già raccolti”.

 

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laurea

CorriereAltomilanese si congratula con Camilla Politi che si è laureata all’Accademia Delle Belle Arti ‘ACME’ raggiungendo il titolo di primo livello in Comunicazione visiva e progettazione multimediale con una tesi dal titolo: “Realtà virtuale, Dalla conoscenza all’empatia’. Relatore prof. Alessandra Arnò, controrelatore prof. Andrea Rotondo.laurea1

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bienati

Facciamo una premessa. Se bloccavano me non me ne importava niente. Di cosa parliamo? Di Facebook. Strumento che, piaccia oppure no, è diventato fondamentale per i giornalisti. Non per quelli, come il sottoscritto, che non corrono dietro a tutti i post che vengono piazzati sulle varie pagine. Questa categoria di cronisti delle segnalazioni su facebook non sa che farsene. Ma è fondamentale per rilanciare gli articoli. Questo, effettivamente, è importante anche per chi, come me, non è proprio attaccato a Facebook in maniera perenne.

Capita così che uno se la prenda quando viene bloccato per la quarta volta e gli venga impedito di rilanciare i vari articoli sulle diverse pagine di comune interesse. Ovvio, nella vita ci sono ben altre cose per cui prendersela. Ma un po’ infastidisce. Francesco Maria Bienati ha ricevuto questa ‘punizione’ che continuerà per sei giorni. Per quale motivo? Non è dato a sapere. Chi ha richiesto il blocco? Non è dato a sapere.

Quindi viene da dire: caro Facebook sei proprio antidemocratico. Non ti viene il sospetto che tizio abbia richiesto il blocco del tal Bienati per il solo fatto che il Bienati non gli sta simpatico (mica possiamo piacere a tutti…) o non vuole che divulghi gli articoli di CorriereAltomilanese? Non ci pare che abbia scritto frasi razziste, immagini pornografiche o che incitino alla violenza o chissà quali altre nefandezze. Insomma, caro Facebook. Un minimo di controllo lo dovrai pur fare sulla legittimità di tali richieste.

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22330705_10214299162181454_696673036_nUn quadro, un paesaggio. Colori, natura e nuvole. Ebbene si, in un’opera d’arte si nascondono tantissime cose. E tra queste è possibile studiare anche l’evoluzione del tempo e come la viveva l’autore dell’opera.

L’incontro in Casa Giacobbe a Magenta con Marcello Mazzoleni di giovedì sera è stato davvero coinvolgente. Dopo un breve excursus su quelle che sono le tipologie di nubi che si possono presentare sopra nostra teste sono state presentate diverse opere lungo un arco temporale che va dal ‘400 al periodo contemporaneo. Su ognuna ci si è 22264687_10214299161101427_536594062_nsoffermati sulle nubi. Dal battesimo di Cristo di Piero della Francesca alla Tempesta del Giorgione, ma anche Rubens, Rembrandt, il Canaletto, Czesanne, Van Gogh, il Fattori. Di quest’ultimo è stata descritta l’opera presente al museo della Battaglia di Casa Giacobbe. Il campo di Battaglia del Fattori rappresenta una scena forse precedente o, più probabilmente, immediatamente successiva. Nelle ore precedenti la battaglia aveva piovuto parecchio e così anche nel giorno della battaglia c’era stato un fenomeno piovoso. Il cielo descritto dal Fattori mostra proprio un periodo successivo ad una fase temporalesca.

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agora

cameramenNon si possono fare consigli comunali con un dibattito a due – commenta un membro di Agorà – dove il tema tra la Perletti e Polloni non sembra il bene di Cuggiono, ma un “lotta” narcistica tra i due, dove uno dice io sono più bravo di te e viceversa!

Una discussione in alcuni punti tanto animata che ha fatto persino infuriare il cameramen che non sapeva più su chi puntare la telecamera.

Battute a parte oggi, la lista civica Agorà, dalle sue pagine lancia un post: “Consiglio di ieri sera: è stato uno spettacolo indegno!”

e sottolinea (in grassetto) la discussione di due punti:

APPROVAZIONE BILANCIO CONSOLIDATO PER L’ESERCIZIO 2016 – su questo punto la sindachessa non ha consentito la discussione, rimandando eventuali obiezioni agli uffici amministrativi competenti. Noi ci siamo astenuti ritenendo impossibile prendere una posizione. Rimane aperto il tema delle partecipate su cui avremmo voluto porre l’attenzione durante il dibattito.
PRESENTAZIONE LINEE PROGRAMMATICHE – MANDATO 2017/2022 – su questo punto è iniziata la baraonda. Una discussione senza senso, senza alcuna moderazione, senza alcun ritegno. Abbiamo preso la parola a fatica e fatto le nostre considerazioni che si sono perse nella disputa verbale, reiterata e senza alcun controllo, fra la maggioranza e Cuggiono Democratica. Noi ci siamo sottratti a questo gioco poiché vogliamo interpretare il nostro ruolo in consiglio comunale in una maniera diversa e costruttiva. Nessuna votazione era richiesta.

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exsindaco

L’Università del Magentino, in merito alle dichiarazioni rilasciate dall’ex sindaco di Magenta Marco Invernizzi ad un settimanale locale, tiene a fare alcune precisazioni. Il Consiglio Direttivo spiega che l’Università del Magentino è stata fondata con atto pubblico registrato in data 18 gennaio 2010 da 19 cittadini di Magenta e non, sottoscrittori a titolo meramente personale.

Precisa altresì che il dottor Luca Del Gobbo non è tra i fondatori. Lo scopo statutario dell’Università è “educare, formare, informare, fare prevenzione nell’ottica di un’educazione permanente, ricorrente, rinnovata, promuovere la ricerca, aprirsi al sociale, e al territorio, svolgere attività di utilità sociale a favore di associati e di terzi senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati. Dall’atto della sua costituzione, l’attività dell’Università del Magentino gode del patrocinio delle amministrazioni comunali che si sono succedute. L’associazione non ha mai ricevuto alcun contributo economico diretto da parte delle medesime amministrazioni, anzi l’associazione ha svolto ruolo di capofila, redigendo il progetto per ‘Teatrando’ destinato alle scuole superiori di Magenta, Asst dipartimento di salute mentale, MURI e sostenuto dall’amministrazione comunale, al fine di fa ottenere contributi, negli ultimi 4 anni, da parte della Fondazione Ticino Olona.

L’attività dell’Università del Magentino si regge grazie alle quote associative e alle iscrizioni ai corsi. I docenti e il personale amministrativo sono volontari e prestano la loro collaborazione senza ricevere alcun compenso.

Siamo amaramente sorpresi che il dottor Invernizzi, attraverso le sue affermazioni, dimostri di non aver preso conoscenza e coscienza, nei cinque anni del suo mandato della nostra attività culturale e di quella del ricco mondo associativo di Magenta.

 

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