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28 dicembre 2017

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Giro Rosa 2018: Si va da Verbania al Friuli con lo Zoncolan. Presentate la prima e le ultime due tappe al Teatro Garzoni di Tricesimo.

Tricesimo (UD) (15/12) – Con la presentazione della prima e delle ultime due tappe, avvenuta nel Teatro Garzoni di Tricesimo (Udine), sono stati tolti ufficialmente i “primi” veli all’edizione numero 29 del Giro Rosa. A dare il benvenuto ai numerosi partecipanti Enzo Cainero, presidente del comitato tappa friulano, e il Sindaco di Tricesimo Giorgio Baiutti (foto di Flaviano Ossola).

1e0d7ebd-87d5-4149-aff0-cef1a4b01db8_large_pIl via, in programma venerdì 6 luglio, sarà con una cronosquadre di 15.5 km a Verbania, in riva al Lago Maggiore. Si ripeterà dunque l’esperienza di successo avvenuta proprio qui in Friuli lo scorso 30 giugno, quando il Giro partì con una frazione da Aquileia a Grado vinta dal Team Boels Dolmans con la canadese Karol-Ann Canuel che vestì la prima Maglia Rosa.

Il Gran Finale dell’edizione 2018 sarà sulle grandi montagne della Carnia: sabato 14 luglio si disputerà la tappa regina, Tricesimo – Monte Zoncolan di 104,7 km, con il “Kaiser” affrontato per la prima volta fino alla vetta, dal versante occidentale di Ovaro, con numeri da brividi: 1200 metri di dislivello in dieci chilometri di salita, pendenza media dell’11.9% e massima del 22%. Lo Zoncolan fu già affrontato dal Giro Rosa nel 1997, ma dal versante opposto e fino al piazzale delle seggiovie, dove la fuoriclasse toscana Fabiana Luperini trovò il successo di tappa.

Domenica 15 luglio la vincitrice della 29° edizione verrà incoronata dopo una tappa di 120 km con partenza e arrivo a Cividale del Friuli. Il tracciato percorrerà gran parte del territorio limitrofo alla cittadina friulana fino a spingersi verso il confine italo-sloveno, nelle Valli del Torre e del Natisone. Un circuito finale presenta una difficoltà altimetrica importante, la salita di Trivio (4 km al 10%).

“Le grandi montagne torneranno le vere protagoniste” - racconta il Patron del Giro Rosa Giuseppe Rivolta“Sarà di sicuro un Giro spettacolare e aspettiamo uno show sportivo di altissimo livello sulle strade italiane”.

“Lo Zoncolan fino alla sua vetta è una grande novità per il Giro Rosa” – ha dichiarato Enzo Cainero, Presidente del Comitato Tappa friulano - “Affrontato dal versante di Ovaro dà un significato ancora più importante alla qualità enorme della manifestazione e delle potenzialità del ciclismo femminile, che regala vere emozioni”.

Articolo preso da www.federciclismo.it

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Nell’ASST Ovest Milanese è stata istituita lo scorso anno la Conferenza aziendale di partecipazione. Il fine è quello di coinvolgere quelle associazioni di volontari che operano all’interno delle sue strutture e che intendono collaborare con l’Azienda per completare i servizi offerti: in una prospettiva di sussidiarietà, ossia svolgendo attività integrate attraverso una progettazione comune.

La Conferenza di partecipazione è presieduta dal Direttore Sociosanitario, dottor Giancarlo Iannello, e vi fanno parte (oltre alla Direzione dell’ASST e ad alcuni responsabili degli uffici di staff aziendali, tra cui il dottor Ettore Presutto, Dirigente amministrativo della Direzione Sociosanitaria) la Fondazione degli Ospedali di Abbiategrasso, Cuggiono, Legnano e Magenta e 27 associazioni delle oltre 40 che svolgono la propria attività a supporto dei reparti ospedalieri e dei servizi territoriali dell’Azienda.

Esse sono diffuse sull’intero territorio su cui insiste l’ASST Ovest Milanese e sono rappresentative di moltissimi ambiti entro i quali l’Azienda dovrà muoversi nei prossimi tempi nella prospettiva di prendersi cura dei pazienti cronici e fragili, tra cui: area della salute mentale, oncologica, materno infantile, disabilità, patologie neuro degenerative, patologie cardiovascolari, integrazione sociale, tutela dei minori, tutela delle persone che hanno subito violenza.

“Il funzionamento della Conferenza avviene attraverso il coinvolgimento delle associazioni in gruppi di progetti – afferma il Direttore Iannello -. Ai volontari sarà chiesto di progettare attività insieme all’Azienda per il raggiungimento di obiettivi comuni, tutti nell’interesse dei pazienti fragili, che si rivolgono all’ASST per bisogni sanitari o sociosanitari ma che attraverso il supporto dei volontari delle associazioni possono trovare la risposta ad ulteriori bisogni: l’operare congiunto di operatori dell’ASST e di volontari consente di cercare soluzioni unitarie e coerenti tra di loro”.

Con questo proposito sono stati attivati con le 27 associazioni 4 gruppi di progetti:       

  1. Presa in carico dei pazienti con il morbo di Parkinson

Obiettivi:

Svolgere attività nella presa in carico del paziente fragile, supportandolo ed indirizzandolo all’interno dei servizi aziendali;

mettere a disposizione del tempo a favore dei pazienti.

Associazioni partecipanti:

As.P.I.-Associazione Parkinson Insubria Onlus

Centro per il diritto alla salute

AUSER Filo Rosa

AUSER Ticino Olona

 

  1. Presa in carico del paziente della Breast Unit

Obiettivi:

Svolgere attività nella presa in carico del paziente fragile, supportandolo ed indirizzandolo all’interno dei servizi aziendali;

mettere a disposizione del tempo a favore dei pazienti.

Associazioni partecipanti:

AICIT

LILT

Salute Donna Onlus

Croce Azzurra Ticinia

 

  1. Percorsi per ESP (Esperti per il Supporto tra Pari)

Obiettivi:

Strutturare dei percorsi di facilitazione per la formazione degli ESP;

mettere a disposizione degli spazi aziendali in cui inserire gli ESP.

Associazioni partecipanti:

Aiutiamoli

AFAMP

Centro per il diritto alla salute

AUSER Ticino Olona

DITUTTIICOLORI

 

Infine è stato proposto un ultimo progetto per la costituzione di un “Gruppo di ascolto della fragilità” per indirizzare le persone che hanno bisogno di conoscere, come pazienti o come familiari, a quali soggetti rivolgersi per accedere a servizi sociali o sociosanitari a sostegno di situazioni di difficoltà connessi a problemi familiari, economici o sociali.

I componenti del gruppo parteciperanno a un percorso formativo nel corso del quale saranno condivisi gli strumenti di lavoro per la raccolta delle informazioni e definiti i punti dove avranno sede i gruppi di ascolto sul territorio dell’ASST.

Associazioni partecipanti:

As.P.I.-Associazione Parkinson Insubria Onlus

LILT

GILS

ACVO

AISM

IL SOLE NEL CUORE

AFAMP

DITUTTIICOLORI

Tutti i gruppi di progetto partiranno entro il mese di gennaio 2018 e presenteranno i primi risultati alla Conferenza di partecipazione entro la fine di marzo 2018.

 

 

 

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PROLOGO

La mia morte la immagino semplice. Nulla di eclatante ma improvvisa. Sto attraversando la strada sulle strisce pedonali quando una macchina che sfreccia a tutta velocità mi investe. Risultato: morte improvvisa, buona parte delle ossa spezzate e cranio rotto. Un finale che è un po’ la sintesi della mia vita, un’uscita di scena timida. Sicuramente prima di attraversare non avrò guardato se venivano macchine e sicuramente il semaforo sarà stato verde per i pedoni. Anche alla fine avrò dato fiducia alla società e lei mi avrà punito, nonostante fossi matematicamente dalla parte della ragione, colpevole solo di aver creduto che anche gli altri avrebbero rispettato le regole. Sicuramente in una qualche squallida aula di tribunale qualcuno vorrà tenermi in vita per ottenere un risarcimento dall’assicurazione, cercando di farmi fare da morto quel che non ho voluto o non ho saputo fare da vivo. Uscirei di scena così, magari in una notte di pioggia, sbattuto in aria da qualche adolescente ubriaco che si crede artista ed ecco compiuta la sintesi.

 

Posso dire di essere totalmente disorientato. Di aver perduto tutte le certezze. Devono essere stati il mal di denti e la tonsillite a gettarmi in questo stato. Se ora ci fosse un’impresa che organizza l’ultimo viaggio, garantendomi di non farmi sentire nulla, di eliminarmi all’improvviso, senza dirmi come, inaspettatamente, così da non provocarmi dolore. Ebbene sì: io acquisterei il servizio. Ma so già che non andrebbe in questo modo. Perché l’azienda assolderebbe qualche dilettante, qualche stagista del cazzo, disperato e inesperto che, come quei boia incapaci di troncarti la testa di netto, con colpi sbagliati ti sfaldano una spalla trasformando un comodo teletrasporto in un viaggio apocalittico su un barcone di rifugiati politici. Sì, sono certo che combinerebbe qualche casino adatto ad allungarmi la vita in agonia o comunque tale da garantirmi la peggiore fine tra quelle che potrei desiderare.

Quanto al mio corpo lo farei mangiare ai pesci e agli squali. La cremazione è un’attività troppo umana. I forni sono orribili e chi li gestisce è peggio della selvaggia natura, che per il Gran Finale resta la migliore soluzione auspicabile. Ho sentito di cadaveri conservati in sottoscala umidi, ammassati per giorni dentro sacchi dell’immondizia in attesa di essere lavorati, mentre la decomposizione avanza. Insomma, nel nostro paese prima di trasformarsi in cenere c’è sempre un’attesa del tutto italiana, una qualche fila da fare, una burocrazia da rispettare (qualcuno certamente osserverà che sono diventato fortemente pessimista a immaginar di morire in Italia).

Ma chi vuoi poi che fitti una barca, attiri gli squali e lanci il mio cadavere nelle loro voraci e potenti fauci? Chi si prenderebbe questo disturbo!? Nessuno! Forse solo la mia ex (ancora) devota (chissà per quanto) ancora.

E’ una roba impegnativa, ma il risultato sarebbe garantito. Due o tre morsi grandi e la carne da questi fianchi che tante volte ho visto allo specchio finalmente sparirebbe. D’un colpo. Le restanti parti poi verrebbero rifinite e pulite da pesci più piccoli. Credo che ci vorrebbe poco tempo prima di ottenere delle ossa bianche, candide.

Il problema è che io sono esigente, mi piacerebbe riposare sul fondo del mare o adagiato ad uno scoglio superficiale, coccolato dalla cresta delle onde prima di diventare anch’io conchiglia (ce ne vorrebbe di tempo). Ma non vorrei mai rischiare di finire negli abissi per l’eternità, tra quei pesci mostruosi che di bello non hanno nulla, che non sono mai stati baciati dalla luce del sole. Insomma, in mare va bene ma non nelle tenebre. Nell’oscurità non ci voglio andare.

L’ideale per me sarebbe un fondale poco profondo o anche uno scoglio. Luoghi in cui arrivano i raggi solari e dove tra pesci colorati e cuccioli di granchio mi possano giungere le urla dei bambini che, con costumi e maschera colorati, si divertono sul bagnasciuga. Lì dove il riverbero dei rumori della paletta sulla spiaggia potrebbe solleticarmi mentre i raggi del sole mi riscaldano.

Eppure qualcosa mi fa credere che invece finirò pochi metri sotto terra. Nell’umidità, con un corpo che si gonfia di gas e di vermi mentre i topi si nutrono delle mie membra.

Ma poi. Prima… o poi, finalmente saranno di nuovo ossa candide. A quel punto mi piacerebbe che qualcuno le usasse per decorare una finestra blu che si affaccia sul mare e ogni giorno, per tutto il resto del tempo, le mie ossa o quel che resta di loro, prendessero il sole, quel sole che non ho potuto prendere in vita. Per sempre.

(Tratto da: Non chiedermi perché sono morta. Stampato per conto di Youcanprint Self-Publishing dic. 2016 )

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