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settembre 2017

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Basito. Faccio fatica ad usare altre parole di fronte alle notizie che leggo sul nascente gruppo bancario cooperativo Cassa Centrale Banca: “Ci quoteremo in borsa”. “Collocheremo prodotti di credito al consumo in partnership con Deutsche Bank”.

Mi fermo qui, ma mi basta. Il perché di questa mia perplessità ha radici lontane. Tra le pagine della mia memoria ricordo che, da giovane manager di Bcc, ebbi l’onore di essere selezionato per partecipare ad un master dedicato alla formazione del management cooperativo. Un bellissima opportunità: imparai davvero tanto perché oltre “a far di conto” pensando ad una finanza rivista in chiave locale e solidaristica, ho sentito frasi del tipo: “Le banche locali senza scopo di lucro hanno a cuore l’identità e la cultura del territorio. Possono restituire alla finanza il fine del servizio alla società”. “Mantenere il denaro all’interno di una comunità è un ruolo importante. I soldi che noi mettiamo in banca devono essere riutilizzati a livello locale. Anche questo è un modo con il quale le banche locali possono contribuire a rafforzare la cultura locale che genera fiducia. E senza fiducia non c’è mercato”. Parole e musica dell’economista Jeremy Rifkin.
Non sono un integralista, per carità, ma rileggo spesso queste pagine per capire come possano tali idee continuare a mantenere la loro forza in contesti economici e storici profondamente diversi.
D’accordo, si dice che solo gli stupidi non cambiano mai idea. Ma da qui a sposare chi ha fatto della turbo finanza l’asset fondamentale del proprio agire (è stata presa a riferimento Deutsche Bank, una delle prime cinque banche europee per detenzione di titoli tossici) ce ne passa. Ma anche ipotizzare di “andare in borsa”, come dichiarato dai vertici del costituendo gruppo Cassa Centrale Banca, permettetemi, che c’azzecca con il principio “una testa un voto”, con la democrazia economica di Rifkin?
Intendiamoci, non voglio esprimere giudizi di valore. Ma anche se la giro dal punto di vista strettamente aziendale rimango sbalordito: può una società di servizi negoziare le sue due miniere aurifere, ovvero i dipendenti e il database clienti?
Sbaglierò, ma ipotizzando uno scenario al contrario, non riesco proprio a vedere i tedeschi condividere i loro dati sensibili … Anzi – e la tocco piano – parrebbe un’operazione per aprire a loro nuovi possibili sbocchi di business. Forse, ma è solamente un’ipotesi, si sta svendendo un pezzo di cooperazione italiana a chi mira a nuovi potenziali clienti. Forse – ancora ipotesi – si sta facendo un gioco che mira altrove, non certo a soci, territori e comunità. Una cosa è però certa, i nostri vecchi non avevano torto dicendoci: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”.
Ripeto, è business, e quindi ognuno fa ciò che ritiene più giusto. Ma che a rimetterci, e sono certo che alla fine sarà così, sia la cooperazione del credito, no!
E non sono nemmeno così sicuro che lo scenario paventato dal nascente gruppo cooperativo Cassa Centrale vada bene ai soci e alle comunità delle Bcc interessate.
La parola “cooperativo” per me ha ancora un significato ben preciso. Se la uso è perché condivido certi valori. Non c’è nulla di male a fare scelte diverse, il business è business. L’importante però è essere coerenti. E, quando necessario, avere il coraggio di cambiare nome.

Luca Barni
Direttore generale Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

30 settembre 2017 0 comment
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Robecco - Funerale Mirko

Non ha mai distolto lo sguardo da mamma Fadhila, da papà Giovanni, dal fratello Francesco. Don Emanuele Salvioni si è rivolto a loro nel giorno del funerale di Mirko Piraino, il 13enne ucciso dalla meningite. “Una malattia che non ti lascia nemmeno il tempo di capire che sei malato e ti trovi già al cospetto di Dio”, ha detto il sacerdote. Oggi a Robecco sul Naviglio era il giorno delle lacrime, del dolore. Perchè non ci sono parole che possano spiegare la scomparsa di un ragazzo. Non ci sono per nessuno, figurarsi per i genitori e per un fratello. Non c’è spazio per le polemiche o per altro. Solo per le gandi parole di speranza. Quella nella Resurrezione.

“Oggi noi siamo come Maria di Magdala – ha detto don Emanuele – E stiamo dicendo: ‘L’hanno portato via’. Ma dobbiamo avere la forza di guardare in alto e trovare il progetto di Dio”. Una lunga fila silenziosa è entrata fin dal primo pomeriggio, nella chiesa di san Giovanni Battista. Tantissime persone. Giovani e anche meno giovani. perchè a Robecco tutti si conoscono. Gli animatori, i catechisti e tutti quelli che frequentano l’oratorio. A Robecco tutti vanno all’oratorio e tutti conoscevano Mirko. “Non era uno che si mostrava – continua il sacerdote – Non era mai il protagonista. Ma la sua semplicità era contagiosa e piaceva a tutti”.

I catechisti tutti insieme hanno usato una frase di don Oreste Benzi e, nella lettera alla fine della cerimonia funebre, l’hanno rivolta alla famiglia: “Sono morto per chi mi vede, ma in realtà la morte non esiste. Se chiudo gli occhi per questa vita li sto aprendo all’infinito di Dio”. Una famiglia che ha fatto mille sacrifici per crescere due figli. “Vi ricordo ancora quando siete venuti per il matrimonio – ha detto il parroco – in voi era lampante l’amore. Quell’amore che ancora oggi è la vostra vera forza”. Fuori, sul sagrato della chiesa, i palloncini bianchi hanno salutato Mirko. Un applauso commosso. Il silenzio, rotto solo dai pianti strazianti. Preziosa la solidarietà della comunità robecchese. L’amministrazione comunale ha voluto mostrare la sua vicinanza. E così tutti gli amici. Martedì 10 ottobre i vicini di casa della famiglia Piraino faranno dire una messa per Mirko. Il ragazzo timido che voleva fare l’animatore all’oratorio.

 

30 settembre 2017 0 comment
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ponteggio

Un uomo di circa 50 anni è precipitato da un ponteggio mentre stava eseguendo alcuni lavori in un cantiere di Magenta. E’ accaduto questa mattina, poco prima delle 10.30 in via Garibaldi, dove sono in corso lavori dimanutenzione presso una palazzina. L’uomo è caduto dal secondo ponteggio, da un’altezza di circa cinque metri.

Soccorso da un equipaggio della Croce Bianca di Magenta e dall’equipe medica dell’elisoccorso è stato trasferito al Niguarda con il codice giallo. La Polizia locale di Magenta è arrivata sul posto pe ri rilievi. E’ stato allertato anche il servizio della ex asl prevenzione infortuni sul lavoro.

 

30 settembre 2017 0 comment
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incidente

Un grave incidente stradale si è verificato verso le 17 di oggi. Uno scontro tra un uomo che viaggiava a bordo di uno scooter e un’auto, davanti al Giardineria. Ad avere la peggio è stato il motociclista soccorso da un equipaggio della Croce Bianca di Magenta e dall’automedica. E’ stato trasportato, in codice giallo, all’ospedale di legnano. La Polizia locale ha regolato il traffico che ha subito inevitabili rallentamenti e sta continuando gli accertamenti per chiarire la dinamica.

29 settembre 2017 0 comment
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campari

Sabato sera alle ore 18 ad Arluno si è svolta con grande successo la serata organizzata dal Bar di Arluno Gentlemen’s Café di Christian Olivari chiamata ‘la serata festa Campari’.campari1

Un evento che ha riscosso grande successo e organizzato in collaborazione con l’azienda Campari. Tra gli altri erapresente anche l’Agente di zona il Sig.Silvano Camerini.

Damiano Carsenzuola

29 settembre 2017 0 comment
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pspediatrico

Questa mattina, come scritto un precedenza, ci siamo recati a Robecco sul Naviglio a parlare con chi conosceva Mirko, il 13enne morto di meningite. Abbiamo scoperto che il ragazzino martedì sera, a seguito di un malessere generale, si era recato al pronto soccorso di Magenta. per essere poi dimesso. Le sue condizioni si sono aggravate al punto che poco prima delle 5 è stato riaccompagnato in pronto sopccorso. L’epilogo tagico lo conosciamo. Auspichiamo una cosa soltanto. Che si faccia chiarezza su quanto accaduto.

In questo momento di dolore per la morte di Mirko esprimiamo il profondo dolore di tutti i dipendenti dell’Asst Ovest Milanese, cordoglio e vicinanza alla famiglia e agli amici del tredicenne di Robecco colpito da setticemia meningococcica. Il ragazzo si era presentato nella notte di martedì al Pronto Soccorso di Magenta con febbre e mal di gola. Alle 23.15 è stato visitato dal pediatra di guardia che, visto il quadro clinico, ha somministrato la terapia ritenuta adeguata e il paziente è stato dimesso con la prescrizione di assumere un antibiotico per bocca. A seguito di un aggravamento avvenuto a domicilio il ragazzo è stato riaccompagnato in Pronto Soccorso: alle 4.48 è stato immediatamente preso in carico e trasferito nella camera codice rossa assistito dal rianimatore. Come Azienda siamo impegnati in queste ore a potenziare al massimo il servizio di prevenzione con l’ampliamento dell’offerta vaccinale in tutta l’area di Magenta e Abbiategrasso.

 

29 settembre 2017 0 comment
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