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10 settembre 2017

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Riceviamo e Pubblichiamo:

La domanda è semplice: “COME SONO STATI UTILIZZATI  I FONDI CHE ABBIAMO RACCOLTO?”

Valfornace1Le foto che potete vedere qui  sono la risposta. Sono state scattate a Valfornace  comune nato nei mesi scorsi dalla fusione delle municipalità di Pievebovigliana e Fiordimonte comuni colpiti dal sisma dello scorso agosto. Quella che vedete è la cucina prefabbricata della struttura scolastica inaugurata il 6 settembre, cucina realizzata attraverso la raccolta fondi effettuata da associazioni, comuni e parrocchie del nostro territorio.

Valfornace 1Capofila del progetto cucina l’organizzazione di Volontariato “Mondo in Cammino” con la quale alcuni volontari cuggionesi collaborano da tempo . Una realizzazione questa della cucina che completa quelle delle aule scolastiche donate a questo comune dalla ditta Salini Impregilo.

Alla inaugurazione della scuola era presente una delegazione della nostra zona composta dal Sindaco di Castano Primo Pignatiello, di Valfornace 2Nosate Cattaneo, degli assessori castanesi Fusetti e Canziani, dal segretario comunale Olivieri e da Oreste Magni in rappresentanza delle associazioni di volontariato cuggionesi che si erano attivate tempestivamente sul territorio con numerose iniziative individuando poi il progetto “prefabbricato cucina”  proposto in seguito ai comuni del castanese, progetto che aveva trovato in essi convinta adesione.
Un bell’esempio di collaborazione territoriale che ha visto mercoledì 6 settembre completare questo percorso con l’inaugurazione di questa struttura scolastica.

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Oggi pomeriggio alle 17 ad Arluno ha preso il via la terza edizione della Color Fun, corsa non competitiva tutta colorata per le vie di Rogorotto e Mantegazza. L’evento è stato organizzato dall’associazione Wake Up di Vanzago con il patrocinio dei comuni di Arluno e di Vanzago. Oltre 350 giovani, famiglie e numerosi bambini hanno colorato le strade e riempito di risate e allegria le due frazioni. received_1941145826127849

Assieme a questo mare di colori, la musica e la diretta di Radio Cluster FM di Rho. Il tempo si è mantenuto discreto, consentendo l’ottimo svolgimento della manifestazione. Foto e testo Damiano Carsenzuola.

 

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Undicimila euro spariti nel nulla. Soldi usati per l’acquisto di un muletto da trasferire in Egitto che a destinazione non è mai arrivato. Tempo fa la Polizia Stradale di Magenta aveva lanciato un appello. quello di diffidare dall’acquisto di auto costose on line per il forte rischio di incappare in truffe. In quell’occasione la Polizia Stradale era riuscita a bloccare la vendita di un veicolo che era stato rubato ad un magentino.

indexQuesta volta a rimanere intrappolato nel sistema di vendite online è stato un giovane egiziano residente a Magenta che aveva acquistato il muletto sul famoso sito subito.it. “Ho incontrato i venditori a Livorno – spiega – ho visionato il mezzo e ho pagato direttamente la somma pattuita, con la promessa che il muletto sarebbe stato trasferito a Ravenna per l’imbarco per l’Egitto“. L’egiziano ha ricevuto la fattura, ma il trasferimento non è mai avvenuto.

Ho telefonato tantissime volte ai venditori, ma non sono mai raggiungibili – conclude – Non so più cosa fare per rintracciarli. Mi sono rivolto alla Polizia Stradale di Magenta dove ho denunciato l’episodio“.

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TURBIGO – Le ‘Vie’ sono le vene del paesaggio e ne raccontano la storia. La ‘Via Monteruzzo’, essendo una ‘coronaria’ meriterebbe di più, perché potrebbe essere stata quella dove fu posata la ‘prima pietra’ del ‘Turbig in Giò’, nel senso che le prime abitazioni sorsero sul ‘terraggio’  (terrapieno) del Naviglio e gli edifici poggiano sulla terra di risulta dello scavo. E’ una zona molto antica, segnata da ritrovamenti romani (rinvenuti sia in Via Coni Zugna, sia sull’Alzaia sx del Naviglio durante gli scavi della rete fognaria), ma anche da osterie e da una grande ‘officina’ di riparazione delle barche, dove operavano i Cavaiani che hanno abitato nella zona fino a qualche decennio fa. Siamo quasi arrivati a contare cento Vie turbighesi, ma questa puntata la dedichiamo al ‘Monteruzzo’  di antica memoria e tradizione.

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91 – MONTE GRAPPA

Collega la Via Bainsizza con la Via Matteotti. Originariamente, come la maggior parte delle vie interne al paese, era una Via privata che fu denominata pubblicamente nel 1932, anni questi dell’urbanizzazione di quella parte del paese. La denominazione si inserisce nel novero delle Vie che ricordano i luoghi della prima guerra mondiale, bagnati con il sangue dei 46 turbighesi caduti.

 

92 – MONTELLO (vicolo)

Fu il podestà Carnevali che,  con delibera n. 72 del 14 dicembre 1935,  denominò ‘Vicolo Montello’  il “”tratto di strada chiusa che da via San Vincenzo penetra nel caseggiato”, in memoria di un luogo teatro dai duri combattimenti della prima guerra mondiale, in quanto si trovava al centro del fronte del Piave, in provincia di Treviso. Fu il principale obiettivo dell’offensiva austriaca del 15 giugno 1918; l’VIII armata italiana comandata dal generale Giuseppe Pennella riuscì, però, a contenere lo sfondamento e poi a respingere il nemico oltre il Piave.

 

93 – MONTE NERO

Collega la Via San Vincenzo con la Via Matteotti e segna il tempo in cui questo tratto di campagna fu completamente urbanizzato. Fu sempre il podestà Carnevali che, nel 1932, denominò una via privata, già esistente da tempo, in Via ‘Monte Nero’. Denominazione che ricorda come il 16 giugno 1915, gli alpini del 3° Rgt. espugnarono la vetta del Monte Nero, una posizione austriaca considerata inespugnabile.

 

94 – MONTE RUZZO

La Via ‘Monte Ruzzo’, acciottolata da una trentina d’anni, collega la Via ‘Al Palazzo’ alla Via ‘Coni Zugna’, ma un tempo era la parallela all’Alzaia del Naviglio Grande. Nel 1956, quando fu costruita la Circonvallazione, la strada fu interrotta e demolita anche la cascina ‘Zugna’, che insisteva sul tracciato e la matrice originaria fu alterata. In primis, un tratto dell’antica Via ‘Monte Ruzzo’ fu denominato Via ‘Coni Zugna’ (per ricordare la vecchia cascina demolita), mentre l’antica strada fu relegata in un ruolo minore, di collegamento dell’Alzaia con la ‘Coni Zugna’, mantenendo il tracciato originario, indicato nella foto, nella direzione del recente insediamento abitativo (dove sorgeva l’officina di riparazione delle barche con la scala che porta al Naviglio) e proseguiva – al di là della Strada Statale –  verso la centrale iroelettrica ‘Guglielmo Castelli’, raccordandosi all’Alzaia del Naviglio Grande che proseguiva verso il Ponte di Castano. Inoltre, la Via era collegata al Turbigh in Giò attraverso un peduncolo, oggi denominato Via ‘Al Palazzo’.

La Via risulta già documentata nel Catasto Teresiano del 1722 e, in un documento del 1755 (Archivio di Stato di Milano, Catasto, 374/43), risulta la vendita di una porzione di casa ‘Al Montaruzzo’ da parte di don Gio. Battista Brasca Visconti Daverio e Giovanni&Carlo Cavaiani.

Il toponimo è difficile da decifrare, anche se possiamo ipotizzare l’insediamento nel cosiddetto ‘palazzo’ incompiuto della nobile famiglia dei Monteruzzo (c’è un castello omonimo a Castiglione Olona), ma non ci sono certezze.

Di certo sappiamo, invece, che nello Stato d’Anime del 1844 è indicata come una località importante, dove abitavano in prevalenza barcaioli, quali Carlo Branca, Giuseppe Cormani, Antonio e Gerolamo Cavaiani. La presenza dei barcaioli era motivata dall’esistenza dell’officina di cui abbiamo detto, inserita nel complesso abitativo recuperato una ventina di anni fa su progetto dell’architetto Angelo Vittorio Mira Bonomi. Insediamento che ha due entrate: una in Via Monteruzzo e l’altra sulla Strada Statale, appena a monte del ponte sulla Circonvallazione.

FOTO Una foto del ‘Monteruzzo’, visto dalla riva destra del Naviglio, nel 1940 insieme a due scatti dei nostri giorni

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La Strarlugn andata in scena questa mattina ad Arluno e organizzata dalla Polisportiva Atletico Arluno ha aperto la stagione autunnale delle corse di paese. Pioviggine tempo freddo, ma atmosfera cala grazie ai volontari che hanno ravvivato la giornata uggiosa e musica a tutto volume al campo dormivo foce dono state piazzate partenza e arrivo. Tre i percorsi proposti, dal più corto di 7 chilometri, al medio di 12 a quello più lungo con una mezza maratona di 21 chilometri.received_1941004122808686

Percorso soprattutto tra i sentieri del Parco del Rocco lo è brevi tratti su asfalto. Come sempre particolarmente nutrita la partecipazione dei gruppi del 0territorio premiati alla fine. All’arrivo bottiglia di vino e ristoro per tutti i partecipanti. Le foto che pubblichiamo sono di Damiano Carsenzuola che ha realizzato un ampio servizio che pubblicherà sulla pagina Facebook.

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BUSTO G. – Con un utile netto di oltre 2 milioni e 300 mila euro e una crescita degli impieghi superiore al 3% la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate chiude il primo semestre 2017 in crescita rispetto allo stesso periodo del 2016. Nella prima parte dell’anno i numeri infatti descrivono una banca che non ha lesinato il sostegno al territorio, confermandosi sempre più il punto di riferimento per le famiglie e per quell’economia reale rappresentata delle piccole-piccolissime e medie imprese.

«I risultati raggiunti sono decisamente soddisfacenti e in linea con l’identità e i valori di una banca che opera nel mondo del Credito Cooperativo», commenta il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Roberto Scazzosi. «Alla virata di metà anno ci presentiamo come la banca delle famiglie, il 26,2% dei nostri impieghi è dedicato proprio a loro, e come un istituto che coraggiosamente ha fatto la sua parte nel sostegno all’economia reale negli anni bui della recente crisi. Ben il 41,5% dei nostri impieghi è stato destinato a imprese artigiane o a microimprese. Segnali importanti ci arrivano proprio dal nostro territorio di riferimento: la crescita dei finanziamenti a breve termine, che sono strettamente legati al fatturato delle aziende, ci dicono che la ripresa è ormai in atto».

Sottolinea Luca Barni, direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate: «Il +3,1% di impieghi registrato nel solo primo semestre 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso dice una cosa sola: stiamo facendo fino in fondo la nostra parte nei confronti dei nostri soci e clienti». Segno più anche sul fronte della raccolta. «Continua il forte trend di crescita per quanto riguarda i depositi della clientela investiti nei Fondi Comuni, +15,1%; un trend che registriamo ormai da alcuni anni e che non solamente ci conferma la fiducia dei risparmiatori, ma soprattutto rende merito ai nostri specialisti della finanza che, attraverso una gestione attenta, hanno fatto raggiungere performance di rilievo agli investimenti della clientela».

Sul fronte del conto economico, i servizi rappresentano sempre più un punto nodale dell’attività. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha registrato negli ultimi tre mesi considerati una crescita significativa della produttività che ha avuto un importante riflesso sul reddito. «I nostri dipendenti hanno creduto e credono nel modello e nelle strategie della Bcc, aumentando quotidianamente il loro impegno», aggiunge il direttore generale.

L’attenzione alla patrimonializzazione viene confermata. «La scelta è stata quella di investire sulla solidità dell’istituto: i 2 milioni e 300mila euro di utile saranno infatti messi a patrimonio», dice Barni. «In questa prima parte dell’anno non solamente abbiamo confermato il ruolo proattivo di una Bcc per il proprio territorio – conclude il presidente Scazzosi -, ma abbiamo proseguito sulla strada della buona gestione e del consolidamento in vista del passaggio verso il Gruppo Iccrea al quale abbiamo dato la nostra preadesione».

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