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3 dicembre 2017

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ALTOMILANESE – Approvato in Consiglio regionale il progetto di legge n. 361 “Integrazioni alla legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31. Nuove norme per la mitigazione degli effetti delle crisi idriche nel settore agricolo, per la difesa idrogeologica e per la riqualificazione territoriale”, contenente la trasformazione delle cave dismesse in bacini idrici. Si tratta del primo provvedimento in Italia, in un momento dove massimo è lo sforzo per accrescere le disponibilità d’acqua del Paese. Grande la soddisfazione da parte di ANBI Lombardia, che ha sostenuto con grande forza l’iniziativa legislativa, in stretta collaborazione con Regione. “Una misura concreta in risposta ad un problema concreto, come quello della siccità, che ormai da diversi anni preoccupa il mondo agricolo ma non solo. Quello della disponibilità idrica è un tema destinato a catalizzare, nel prossimo futuro, un’attenzione sempre maggiore, stimolando il confronto tra numerosi soggetti: i Consorzi di bonifica lombardi non mancheranno di prestare il proprio qualificante contributo” ha commentato Alessandro Folli, che presiede l’Unione regionale dei Consorzi di bonifica. Altrettanto soddisfatti per la recente approvazione anche ANBI nazionale e Coldiretti Lombardia.

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cava

Riceviamo e Pubblichiamo:

282223_218363454868156_1505165_nSiccome il ‘politicamente corretto’ non fa proprio per noi, ci siamo tenuti ai margini del rigurgito mediatico degli ultimi tempi sulle manifestazioni contro la discarica, allibiti dalla ostinata riproposizione di un copione purtroppo già visto molte altre volte. Ma oggi la cortina fumogena ha raggiunto il suo apice di densità e non riusciamo più a respirare né a tacere. Quindi abbiamo deciso di rispondere alla gente che, altrettanto allibita, sommessamente ci chiede: perché adesso? Perché solo dopo il 20 settembre scorso, quando fu definitivamente data l’autorizzazione alla discarica di rifiuti speciali (ma anche alla costruzione di un’area da 1850mq per le opere di servizio, un impianto per il recupero del biogas, lo scavo dei rimanenti 1.860.000 mc di terreni agricoli e il ripristino di tutta l’ ATEg11 con un fantasmagorico masterplan che prevede per prima cosa di coprire l’altra discarica) si è scatenato un variegato circo Barnum comprensivo di nani e ballerine che finge che non sia successo niente, che fa proclami farlocchi e inconcludenti, che rincorre fantasmi senza individuare obiettivi ?

A persone con normale quoziente intellettivo non può che sembrare una farsa e questo è senz’altro. Ma, ci siamo chiesti, perché sprecare tante energie per creare tanto fumo, a chi giova?

Giova alle amministrazioni comunali per nascondere o attenuare la loro evidente sconfitta?

Certamente sì! Da anni chiediamo inutilmente trasparenza, confronto e condivisione di strategie nel rispetto dei reciproci ruoli ottenendo chiusure, arroccamenti e strategie fallimentari alla prova dei fatti. Molto più semplice scatenare la solita canea che permette ai sindaci di sfilare con la striscia tricolore impedendo qualsiasi voce che richiami alle responsabilità non assunte. Ebbene noi siamo solo dei cittadini attivi, ma ‘socializzare le perdite, privatizzare i guadagni’ è una litania che riconosciamo da lontano.

Giova ai politici di mestiere di tutti i colori che si sono alternati con presenze tanto roboanti quanto di facciata? Certamente sì! Più che pensare di impedire una discarica hanno contato i voti per le prossime elezioni. Molta parte della recente ‘agitazione’ è stata prodotta dalle truppe cammellate di questa o quella parte politica che si rinfacciavano reciprocamente le responsabilità sbandierando comunicati, mozioni, interrogazioni, per lo più banali e inutili, sapendo benissimo che NESSUNO ritirerà mai una autorizzazione rilasciata: Regione (Lega-FI) contro Città Metropolitana (PD-SEL), sindaci locali trombati a vari livelli in Città Metropolitana contro i vincenti, politici di centro-sinistra che cercano di rifarsi una verginità ambientale e territoriale contro quelli di centro-destra che alzano la bandiera dell’assessorato regionale. Ma tutto questo non ci interessa, come a loro non hanno interessato gli argomenti veri che noi gli abbiamo spiegato da molto tempo prima del tardivo risveglio. Non possiamo però scordarci la dichiarazione pubblica del Sindaco Metropolitano Giuseppe Sala: “Non posso ovviamente, e non voglio, smentire quello che hanno fatto gli uffici (di Città Metropolitana di Milano, ndr)”. E allora cosa puoi e vuoi fare? Rimetterti alla clemenza della corte? Probabilmente sì.

Giova a qualche individualismo interessato? Certamente sì! Sono quattro anni che una piccola minoranza di ‘facinorosi’, a cui noi apparteniamo, si è fatta sentire in tutte le sedi istituzionali, ha manifestato, raccolto firme, informato la gente, ha presidiato l’area, ha partecipato alle conferenze dei servizi, ha presentato osservazioni, ha fatto esposti e ricorsi in proprio. E ora, a giochi fatti, quando non c’è niente da perdere, nasce un ‘movimento dal basso che sembra più orientato al fitness che a una battaglia ambientalista, capitanato da una serie di personal trainers comparsi improvvisamente dal nulla; sui reali motivi di tanto impegno e partecipazione tardiva noi purtroppo nutriamo seri dubbi. Siamo ovviamente contenti che la gente finalmente partecipi e esprima pubblicamente il suo dissenso a una nuova discarica, quello che ci inquieta sono le modalità con cui viene coinvolta. Nessuna discussione, nessuna reale informazione, qualche slogan vintage. Impossibile parlare di fatti concreti. La nuova raccolta di firme, ovviamente inutile e fuori tempo massimo, serve per avere visibilità personale, più ne raccolgo più mi vedono. Naturalmente si sono accodati i supporters delle amministrazioni e le truppe cammellate dei partiti per le motivazioni dette prima, ma anche personaggi evergreen che sappiamo non avere alcun interesse che la discarica non venga fatta.

Giova a Solter? Probabilmente sì! Con l’autorizzazione saldamente in tasca se la stanno ridendo alla grande guardando il circo Barnum delle magliette-corsette-palloncini-proclami-strisce tricolori e nessuno che metta realmente in discussione chi sono e cosa hanno già fatto nella discarica in fase di chiusura che stanno cercando di regalarci come compensazione alla nuova, nell’assoluto silenzio del Parco del Roccolo. Hanno dimostrato di avere le spalle ampiamente coperte e si godono lo spettacolo. Giova alla popolazione? Certamente no! Confondere le acque fingendo che oggi ci siano ancora ampi spazi aperti per impedire la costruzione della discarica, mentre sono rimasti solo pertugi, è un’operazione vigliacca e irrispettosa per quei tantissimi cittadini che fermamente non la vogliono. “La partecipazione viene considerata cammino verso il consenso, se è altro non la si accetta” dice il Prof. Virginio Bettini, che è stato il nostro testimonial nella campagna di crowdfunding ‘Caviamocela dalla testa’. Quella campagna, insieme a altre iniziative, le abbiamo organizzate per sostenere il ricorso al TAR che presentammo nell’ottobre 2016 contro i decreti VINCA e VIA e, a differenza dei Comuni, anche contro l’ultima variante riguardante la gestione del percolato della discarica in chiusura (tutti approvati nel luglio 2016). Lo firmammo noi del Comitato Salviamo il Paesaggio Casorezzo insieme a 18 cittadini di Casorezzo e Inveruno. Lo abbiamo pagato interamente noi perché le iniziative e le campagne furono praticamente boicottate dai Comuni e dagli attuali movimentisti. Nei giorni scorsi ne abbiamo chiesto la discussione di merito con urgenza e aspettiamo che venga fissata l’udienza. Allora ci venne detto dai ‘movimentisti’ che era inutile e che avrebbero sostenuto quello presentato dai Comuni. Probabilmente perché non avevano nulla da dire e dovevano fare i bravi soldatini delle istituzioni.

Il 20 novembre scorso, contro il decreto AIA sono stati presentati 3 ricorsi: il nostro e quello dei

Comuni/Parco del Roccolo, come ‘motivi aggiuntivi’ in quanto prosecuzione dei precedenti; un terzo ricorso da parte di un gruppo di agricoltori della zona.

E i ‘movimentisti’ che fanno? Raggruppati sotto il simbolo di un comitato non costituito (Comitato cittadini Casorezzo-Busto Garolfo Antidiscarica) dichiarano di sostenere quello degli agricoltori, ma non lo firmano, né come comitato né come singoli cittadini. Però intendono chiedere soldi alla gente, in primis la Pro Loco che ha già deciso di devolvere 1000 €. Quindi si sta sollecitando il senso di responsabilità della popolazione per pagare il ricorso presentato da soggetti che hanno un dubbio interesse civico – perché non si sono mossi prima? – ed un indubbio interesse economico privato nella vicenda.

Senza tirare in ballo la distinzione tra etica dei principi e quella dei fini, diciamo semplicemente che dissociare i soggetti che sostengono i costi di una determinata attività da quelli che ne conseguono poi i ricavi si chiama, in economia, “free ride” e in gergo corrente “presa per il culo”.

Con l’aggravante della menzogna sui nominativi dei reali ricorrenti.

Invitiamo quindi i tardivi ricorrenti agricoli a pagarsi da soli le loro difese di bottega, magari rivolgendosi alle organizzazioni di categoria, e i ‘movimentisti’ interessati alla loro immagine a smetterla subito di raccontare frottole alla gente. Grazie.

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20171202_165231224227_187409067974224_6926928_nIl Presidente di Cuori Grandi Onlus, Francesco Bigogno ci dice: “Nel mese di dicembre e a Magenta come da tradizione apriamo la bottega della solidarietà. Quest’anno l’esposizione con i manufatti togolesi ed i lavoretti dei bambini delle scuole magentine sarà collocata in via Pretorio 17, nel centro storico di fronte alla Chiesa Assunta. Sarà  aperta tutti i pomeriggi feriali dalle ore 15.30 alle 19 e al sabato e domenica anche alla mattina dalle ore 10 alle 12.30. Aspettiamo tutti gli abitanti del territorio che vogliono trovare qualche pensierino sfizioso e unico Per Natale, sapendo che il loro contributo andrà a finanziare il nuovo progetto 13041294_1052206241494498_7997293963096156492_oCuori Grandi e cioè quello di costruire in Togo una scuola media e superiore.  Offrire la possibilità a costo zero di poter studiare e formarsi è un progetto di riscossa sociale e d’amore“.

Ricordiamo che l’iniziativa ha coinvolto la scuola primaria “C. Lorenzini” di Pontevecchio, la scuola secondaria di primo grado “IV giugno 1859”, l’Istituto di istruzione superiore “Luigi Einaudi” (liceo artistico) di Magenta.

Clicca sulla foto per vedere un breve video della scuola primaria di Amakpamé in Togo gestita da Cuori Grandi Onlus

togo

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sgarella

sgarellasgarella2Felice Sgarella, sentito da noi al telefono è felice. Giochi di parole a parte, l’uomo della campagna elettorale che atttraversava la piazza tenendo stretta la famosa “cartellina gialla“, di fatto, con il suo lavoro, ha portato Forza Italia a Magenta al 15 %.

Valore che ha fatto si che, per poco, diventasse il primo partito della coalizione in carica. Forza Italia, ha cosi deciso che per meriti, di riconfermare Sgarella coordinatore di Forza Italia.

Noi, spettatori delle vicende politiche della Città, auguriamo a Felice un buon lavoro, gli ricordiamo che sia sempre al servizio della città e dei magentini. Darebbe solo valore aggiunto al suo lavoro politico.

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Sacra Famiglia Magenta

Nonostante siano passati i ladri don Davide ha sempre il sorriso sulla bocca. Lui è il vicario parrocchiale della Sacra Famiglia, quartiere nord di Magenta. Sabato sera è rincasato verso le 22.30 quando ha trovato, nella casa parrocchiale, il disastro. “Erano entrati anche in oratorio e perfino in chiesa”, commenta.

Una banda di ladri ha fatto visita alla parrocchia di via Cadorna. Nella casa parrocchiale hanno buttato tutto all’aria. Cercavano soldi: “Hanno preso le offerte ricavate dalla vendita dei panettoni del progetto ‘Non di solo pane’ – continua – soldi che sarebbero andati al refettorio per chi ha bisogno”.

In chiesa, per fortuna, non hanno combinato danni. Hanno svuotato gli armadi tirando fuori i vestiti e, non trovando nulla, se ne sono andati. Don Davide ha allertato i carabinieri giunti sul posto per il sopralluogo. “Ora dovremo sistemare le porte e gli stipiti – aggiunge – più che il danno che hanno causato è il disagio che infastidisce. I soldi che useremo per sistemare le porte rotte avremmo preferito usarli per altre cose”.

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Buscate Possibile

written by Giuseppe Leoni

RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO – Facendo riferimento all’articolo apparso in data 1/12 u.s. su Libera Stampa l’Altomilanese, dal titolo “Sinistra-Merlotti, una strana armonia. L’opposizione vota a favore della giunta” si precisa che i punti all’ordine del giorno citati (variazione di bilancio e Equitalia) hanno ricevuto dai consiglieri De Bernardi e Merenda di Buscate Possibile voto di ASTENSIONE e non favorevole come indicato nel titolo.

Oltre al titolo palesemente errato anche il corpo dell’articolo non menziona in alcun modo il voto espresso dai consiglieri dando invece d’intendere ad un voto favorevole da parte di Buscate Possibile alle proposte avanzate dall’amministrazione.

Per le motivazioni sopra esposte chiediamo una rettifica dell’articolo in questione ai fini di una corretta e veritiera rappresentazione di quanto avvenuto in sede di consiglio comunale.

Esprimiamo il nostro disappunto in merito alle inesattezze riportate nell’articolo, rammaricandoci maggiormente per il fatto che il giornalista ha assistito in prima persona alla seduta di consiglio in questione.

Entrando nel merito delle illazioni riportate nell’articolo relativamente ad un opposizione più morbida che lascerebbe intendere un cambiamento di linea politica e nuovi scenari, come più volte ribadito, la nostra lista vuole realizzare un opposizione costruttiva e non aprioristica. Non è la prima volta che il giornalista in questione si lancia in ipotesi fantasiose su possibili scenari di alleanze future, ne ha diritto ma è suo dovere rappresentare i fatti senza distorsioni, così come sono nella realtà.

I temi da affrontare vengono valutati singolarmente e la domanda che ogni volta ci si pone è: “ma se fossimo noi gli amministratori cosa faremmo?”. Noi riteniamo che questo sia l’atteggiamento che un’opposizione seria deve tenere.

Sarebbe sicuramente più facile impersonare il ruolo tradizionale dell’opposizione che vota contro a prescindere, senza alcuna valutazione attenta e responsabile degli argomenti in discussione, darebbe apparentemente l’idea di un’opposizione dura e pura, ma sterile e fine a se stessa.

Questo nostro modo di operare però non deve essere confuso con un’opposizione morbida, ma identificato come un’opposizione “fatta con la testa”, ed in ogni caso di OPPOSIZIONE VERA, perché i principi, gli ideali, e i progetti che sono alla base della nostra lista erano e sono diversi da quelli dell’attuale amministrazione.

Buscate Possibile

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