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4 dicembre 2017

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IMG_1450Tanti, troppi furti a Magenta? Un’impennata violenta come spesso accade quando si avvicina il periodo natalizio. Naturalmente sul banco degli imputati c’è l’assessore alla sicurezza Simone Gelli. Tanto più che la sicurezza è stata il cavallo di battaglia della Lega Nord che ha criticato aspramente quando non fatto dal passato assessore. “Non è semplice risolvere un problema così vasto – ha detto Gelli – Alcune cose le abbiamo fatte e sono scritte nei documenti di bilancio. Abbiamo apportato una variazione di 19mila euro per polizia locale che verrà dotata di nuovi mezzi. E poi ci sono i primi 20mila euro sulle telecamere dopo anni in cui non si metteva un euro”.

Gelli spiega che si tratta di un primo investimento dell’amministrazione che sta cercando di lavorare su servizi diversi. Pattuglie in borghese, non solo al mercato e al cimitero, ma anche lungo le strade dello shopping natalizio più affollate. “Un modo diverso di controllare il territorio – continua – Stiamo lavorando. Ci saranno poi ulteriori novità. Con il comandante Monica Porta stiamo rivisitando il regolamento urbano e ne parleremo la prossima settimana quando avremo pronto il documento. Non è una situazione semplice. Mi prendo tutta la responsabilità di quello che succede, mi piacerebbe che anche chi mi ha preceduto si prendesse le sue. Stiamo lavorando anche con carabinieri e guardia di finanza. I comandanti sono a nostra disposizione per coordinarci in merito agli interventi. Dobbiamo reagire. Possiamo sistemare tutto in pochi mesi? La risposta è no, serve tempo e fare le cose per bene”.

Possibilità di allargare i turni della polizia locale con tre turni? Investire meno su attrezzature e più sul personale?Oggi con gli uomini che abbiamo non riusciamo a coprire tre turni – afferma il vice sindaco – Dovessimo fare un terzo turno completo dovremmo ridurlo durante le ore diurne e anche questo sarebbe da valutare. Qualora vi sia un minimo incidente noi scopriamo il territorio. Se il Governo eliminasse il vincolo per cui ogni 4 pensionamenti si può assumere una sola persona potremmo avere una certa capacità di spesa per poter assumere più agenti e fare la turnazione. Occorre non solo l’impegno, ma anche che si creino le condizioni per dare una mano”.

Questione cittadinanza per i bambini stranieri nati in Italia: “Non sono cittadini italiani perché lo dice la legge e non perché lo dico io”, dice Gelli.

Altra questione il film non patrocinato dal Comune ‘120 battiti al minuto’. “Ho visto il film – commenta - mi sono posti due interrogativi. Che ci azzecca un film che parla di rapporti omosessuali quando l’aids colpisce tutti? In più non capisco questa crociata contro le case farmaceutiche ree secondo qualcuno di non voler dare i vaccini contro l’aids. Cosa c’entra questo messaggio contro le malattie sessualmente trasmissibili non è dato a sapere”.

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Un ragazzino di 12 anni è stato elitrasportato all’ospedale di Varese oggi pomeriggio a causa delle lesioni riportate in un incidente a Robecchetto con Induno. Il giovane avrebbe saltato lo stop mentre era in sella alla sua bicicletta proprio mentre sopraggiungeva il furgoncino condotto da un 50enne.

Sul posto sono arrivate ambulanza della Croce Azzurra di Buscate ed elisoccorso. Dopo essere stato stabilizzato il 12enne è stato trasferito, in codice giallo, a Varese. La Polizia locale di Robecchetto sta chiarendo la dinamica.

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roma

Riceviamo e Pubblichiamo

Chiara Calati di Magenta, Cesare Nai di Abbiategrasso, Fortunata Barni di Robecco sul Naviglio, Guglielmo Villani di Ozzero e Andrea Sala di Vigevano, i Sindaci del Sì alla nuova strada di collegamento con Malpensa, ribadiscono la loro ferma e compatta posizione sulla assoluta necessità dell’opera. Le nostre Amministrazioni e i nostri territori vogliono fortemente la strada come opera assolutamente prioritaria e funzionale al traffico, alla salute e allo sviluppo di tutta questa area strategica dell’hinterland. Il nostro sì è stato chiaro e deciso anche in sede di Consiglio superiore dei Lavori Pubblici a Roma lo scorso luglio e ora più che mai siamo convinti che la nostra determinazione, e il sostegno di Regione Lombardia che è al nostro fianco, sia fondamentale per raggiungere il risultato nelle sedi di discussione e prima di tutto nella Conferenza dei Servizi. Riteniamo inaccettabile la posizione di Città Metropolitana e la mozione avanzata che chiede a Regione e Ministero di abbandonare definitivamente il progetto perché emessa senza che siano stati interpellati Sindaci dei territori interessati e perché frutto di una visione politica limitata che non tiene conto dell’interesse generale’.

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Riceviamo e Pubblichiamo

Abbiamo richiesto all’ amico Manuel Vulcano , professore di mass media – critico cinematografico e regista , che gentilmente ci ha sostenuto ed aiutato per la presentazione e dibattito del film di R. Campillo proposto in occasione della giornata mondiale contro l’ hiv-aids e MTS e proiettato a Magenta presso il Cinema Teatro Nuovo. Così ci racconta:

Locandina“Un film che non si limita ad incidere sulla scontata dialettica tra vita e morte che l’AIDS inevitabilmente contiene ma che prova a dare uno sguardo profondo sull’essere umano ragionando tra idea e azione, mente e corpo, malattia e vita.

A partire dall’alternanza delle sequenze di assemblee e azioni dirette del collettivo ci scontriamo con la morte e l’amore.

L’amore è il ballo a 120 bpm nella Francia di Mitterand dei primi anni’90, è quello dei loro affetti, del piacere, delle riunioni, della lotta e delle manifestazioni. L’amore sopravvive alla morte ed è ciò che da effettivamente senso alla vita.

Si tratta di un’opera in cui il vero protagonista è un insieme di persone: il collettivo Act Up.

Dal collettivo emergono alcune figure come quelle di Sean e Nathan che servono al regista per entrare nel dettaglio della sofferenza, del sentimento ed essere assunte come paradigma per comprendere il resto dell’insieme. La storia dei ragazzi infatti nasce, si consuma e finisce all’interno del collettivo.

Lo stile di Campillo è interessante, confeziona alcune inquadrature suggestive, passa dai campi totali delle assemblee a inquadrature al microscopio, gioca con i volti e corpi che emergono spesso dalle ombre uscendo e rientrando dall’inquadratura.

Si affida ad una fotografia cupa e talvolta stridente che ci proietta nella malattia e prova a farci intuire il disagio, la sofferenza fisica e mentale che precede la morte oltre che il vuoto di chi rimane.

Quando i giorni da vivere rimangono pochi, ogni azione diventa un rituale da filtrare con infinita meticolosità. Il tempo scorre inesorabile e la perdita di una persona amata è devastante e complessa da spiritualizzare. Per fortuna il collettivo, come una grande famiglia aiuta chi rimane.

La morte non è la fine, tutto sfuma in nuovo piacere, nuovi balli, nuove manifestazioni azioni cortei, lotte.  La vita continua.

Una panoramica iper realista sulla malattia e sulla voglia di vivere resa magistralmente dal regista che fu membro attivo del collettivo Act Up e dunque testimone autentico di quelle situazioni.

Un film utile se si vuole trattare tematiche legate alla malattia, alla morte ed al senso della vita.”

Per Le “Rose di Gertrude”
Sergio Prato
Presidente

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Riceviamo e Pubblichiamo

10690155_721868591233303_8702702437506324611_nNel giro di pochi mesi la giunta Calati è riuscita a fare peggio del previsto. Si è passati dalla filosofia dei salotti illuminati all’oscurantismo dell’inquisizione da basso medioevo. La sindaca Calati dimostra inconsistenza dietro le pressioni del suo mondo ideologico che si divide tra la famiglia tradizionale di Comunione e Liberazione e la xenofobia patologica della Lega. Il tutto ovviamente tenuto insieme da una misteriosa alchimia di interessi collettivi.

In una settimana è riuscita ad eliminare la cittadinanza onoraria per i bambini stranieri e negare il patrocinio ad una iniziativa per la prevenzione contro AIDS e malattie sessualmente trasmissibili.
Le istituzioni dovrebbero informare con trasparenza e non selezionare in base alla loro presunta moralità.

Già avevamo segnalato un imbarbarimento della forma, riscontrata nel frequente turpiloquio del vicesindaco Gelli, oggi dobbiamo constatare con rammarico che anche nella prassi si fanno grandi passi indietro.

Un vero peccato per Magenta!!!

PUNTO ROSSO MAGENTA – RIFONDAZIONE COMUNISTA

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Una dimostrazione di come si lavora in alta quota con la nuova autoscala che, a breve, sarà definitivamente operativa sul territorio. Domenica sera, in occasione delle festività di Santa Barbara i vigili del fuoco volontari di Magenta hanno partecipato alla sanata messa officiata dal parroco don Giuseppe Marinoni.

A conclusione della cerimonia il prevosto ha benedetto i mezzi sul sagrato della basilica e ha ringraziato pubblicamente i cittadini che hanno contribuito all’acquisto dell’autoscala. Mezzo importantissimo non solo per il magentino, ma anche fuori zona.

I volontari hanno effettuato una piccola simulazione di intervento ad alta quota, terminando la manovra con il rientro degli operatori sul cestello posato davanti alla Porta Santa.

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