Home Daily Archives
Daily Archives

16 dicembre 2017

b6b

Rischia di trasformarsi in un caso politico la questione dell’evento sportivo di pugilato saltato a Magenta a causa di un misterioso incidente capitato all’organizzatore.

Un altro problema da affrontare sarà quello dei Bed and Breakfast. Noi abbiamo sentito la titolare di uno. Abbiamo sentito anche il titolare di un ristorante che peraltro sta “offrendo” pranzi e cene ad alcuni atleti, ma in questo caso l’ha presa con molta filosofia. E, inoltre, c’è qualche Sponsor deluso della gestione dell’evento.

La domanda rimane una: “Chi pagherà il conto degli atleti?

Abbiamo parlato con la signora Margherita Tassini  del B & B il Centro che per ospitare 5 atleti ha ricevuto un acconto del trenta per cento. Atleti che occupano le due camere della struttura recettiva da lei messa a disposizione.

In Video ecco la signora che manifesta tutta la sua preoccupazione:

16 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Copia di 2 - Cartolina turbigo Via Roma

L’Amministrazione comunale è intenta a sostituire alcuni cartelli indicanti le vie del territorio con nuovi cartelli nei quali compare anche il simbolo del Comune. Le vie interessate sono: Via Bonomi, Via Plati, Via Libertà, Via XXV Aprile 1945, Via Roma, Via Villoresi, Via Falcone – Borsellino, Via Costa Turbigina, Piazza Martiri delle Foibe. Anche la numerazione civica aspetta di essere aggiornata in quanto è ferma agli anni Settanta. Prendiamo l’occasione di questa novità per andare avanti con la nostra ‘storia’ delle Vie che, dopo circa due anni, non è ancora arrivata alla fine. Speriamo di non morire prima di finirla.   

116 – PUCCINI Giacomo

Collega la Via Nosate con la Via Lonate e fu denominata con delibera del 12 agosto 1951.

117 – RIBONI mons. Edoardo, parroco di Turbigo (1919-1960).

Denominata nel 1971, qualche anno dopo la morte di mons. Riboni (1966), è una Via a fondo chiuso che delimita a nord quella che oggi si chiama ‘Residenza per Anziani S. Edoardo’, in memoria del fondatore (che la lasciò alle Suore del S. Natale le quali, una decina di anni fa, vendettero il tutto ad una società novarese operante nel sociale). Nato a Campomorto nel 1878, don Edoardo Riboni fu parroco di Turbigo per quarant’anni.  Nel 1920 insediò all’Asilo le Suore del Santo Natale; nel 1936 edificò la nuova chiesa parrocchiale (demolendo la precedente settecentesca!); nel 1953 fondò la Casa di Riposo sant’Edoardo affidandole alle Suore. A lui va il merito della riscoperta dell’antico culto dei SS. Aimo e Vermondo Corio, devozione che si rinforzò con la traslazione di alcune reliquie dal monostero di Meda e che diede il la alla denominazione di alcuni vicoli in memoria di tali Santi.

14 - via novara

118 – ROMA già Via 4 novembre 1918

Da Via Allea a Via Novara è l’arteria longitudinale che attraversa, oggi,  tutto il ‘Turbig in giò’, ma nel tempo è stata ‘strada del porto’, strada provinciale, probabilmente fu anche un tratto di quella via romana che da Como, attraverso Castelseprio, conduceva a Novara e da lì alle Gallie.

La denominazione è di quelle classiche e fu denominata, come in tutti i centri abitati italiani, nel 1932:

“Viste le note della R. Prefettura di Milano del 30 aprile 1932, n. 22066, colla quale si comunicava che, non essendo stata approvata la radiazione di Via Fredda (…) che occorre scegliere un’altra Via a cui intitolare la Capitale d’Italia e che questa può trovarsi nell’attuale Via 4 novembre 1918, arteria principale del paese, IL PODESTA’ DELIBERA di dare la denominazione di Via Roma all’attuale Via 4 novembre 1918 (ex Via Novara)”.

Nel 1831 era detta ‘Contrada della Bettola’ sulla quale si apriva il palazzo De Cristforis. Prima ancora abbiamo già detto. All’inizio del Novecento era parte della strada provinciale Novara-Gallarate, per cui prese il nome di Via Novara e, all’inizio degli Anni Trenta del secolo scorso, fu denominata Via IV Novembre 1918, data storica della prima guerra mondiale. Poi, quando un decreto di Benito Mussolini, impose che una Via principale di tutti paesi indicasse la capitale d’Italia, fu così denominata e lo è tuttora.

Era la zona dove avevano trovato sede nell’Ottocento tre osterie, proprio perché importante Via di trensito verso il Piemonte: 1 – ‘L’Osteria del Ranzan’ (prima sede del Fascio turbighese) si trovava in corrispondenza del n. 11 (nei locali della Gelateria che recentemente ha chiuso i battenti); 2 - ‘L’Osteria dei Tri basei’ (nella foto), detta del ‘Ramolla’ (divenne di proprietà Perotta che costrì l’attuale edificio nel 1898, oggi – dopo diverse gestioni – è chiuso), la quale fu gestita per mezzo secolo dal ‘Chef’, alias Pierino Perotta, che aveva studiato da cuoco e aveva denominato la vecchia osteria ‘Caffè Sport’, il quale era munito di un bel campo da bocce; 3 – ‘L’Osteria della Posta’, poi detta della ‘Tugnetta’, dove in alto occhieggia ancora uno stinto affresco a documentare quello che fu il punto in cui veniva depositata la posta del paese dalle diligenze che poi proseguivano lungo la strada del porto.

E’ stata per secoli l’arteria principale del paese, dove i ‘particolari’ Cavaiani avevano ed hanno ancora oggi, i loro eredi, le loro case di abitazioni. Lungo la Via c’erano anche due prestinai: Cedrati e Mereghetti. Gli attrezzi che si usavano nell’Ottocento per fare il pane erano la ‘marnèta’, al ‘baslòt’, la ‘palota’. Si faceva un segno sul pane giallo – che le donne portavano al forno –  per poterlo identificare perché dal fornaio si andava solamente a cuocere il pane.

Al di là del ponte in pietra sul Naviglio avevano trovato sede nei primi decenni del Novecento alcune concerie: la ‘Cedrati’ e la ‘Piave’. La prima meriterebbe un libro (la Cedrati fu liquidata nel 1987 e l’area da allora è abbandonata), mentre la seconda fu fondata nel 1931 da Luigi Garavaglia e  dalla moglie Rosa Rivolta e fu portata avanti dal figlio Giuseppe (che inventò la pelle ‘verniciata’). Una parte oggi è occupata dalla Mewa.

Franca Garavaglia, classe 1938, ha elencato – nel suo libro ‘Quaderni di Franca 2 –  quali erano i negozi della Via Roma ai suoi tempi. Molti i Cavaiani ‘particulari’, che avevano attività artigianali (falegnami) e  commerciali, ma anche i Perotta dirimpettai dei Cavaiani, sul cui lato erano insediati anche i Cedrati: Rosa Marcoli, chincaglieria; Sardo, tappezziere; Ranzani, ghiaccio; Aldeni, salumeria; Giuseppina Banda (Zepò), merceria; Pen d Rusin, sartoria; Gustin, barbiere; Mario, calzolaio; Guglielmo-Pierino, fruttivendolo; Giovanni, macellaio; Roberto, trasportatore; Pierina, posta-osteria; Ufficio Postale turbighese; Colombo, colorificio; Cavaiani Pepino (Pischin) e Vincenzo, falegname; Carluccia, parrucchiera; Comune di Turbigo; Scuole elementari; Vinat, vini e liquori; Banca Popolare di Novara; Zanzottera, prestinaio; Perotta Giuanin, osteria dei Tri basei; Perotta Isidoro, tabaccaio; Maria-Giorgio, gelateria; Piné, cartoleria; Carclo Colombo, corriere; Cedrati, prestinaio; Gigi dalla Pesa, osteria e pesa pubblica (che compare nche in una cartolina d’epoca).

16 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
25226237128_70cb6ee8f7_b

Anche oggi,  come da tradizione, si è svolto a Boffalora sopra Ticino, il BBCROSS.  Un po’ trailer,  un po’ cross. Durissimo e divertentissimo come sempre. La corsa,  organizzata da Andrea Maltagliati con l’aiuto di altri appassionati,  aveva carattere non competitivo. Tuttavia è sempre bello alla fine stilare una classifica.

Tra le donne ha primeggiato Cecilia Pedron davanti ad Eleonora Trezzi.  Tra gli uomini ha vinto Nathan Baronchelli davanti a Fabio De Angeli.

16 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
2017-12-16-19-08-03-

È finito nell’acqua gelida di un canale mentre percorreva in bicicletta tra strada tra via Cadorna e la provinciale 114 ad Albairate. Per soccorre un uomo di 42 anni, venerdì sera, sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco di Abbiategrasso oltre ad un equipaggio della Croce Bianca di Magenta e all’automedica.

L’uomo era in ipotermia e, dopo essere stato sottoposto alle prime cure sul posto, è stato trasferito in codice giallo all’ospedale di Magenta. I carabinieri hanno effetti rilievi. Il ciclista non è in pericolo e non ha riportato fratture. Si presume che, al momento dell’incidente, fosse dotto l’effetto di sostanze alcoliche.

16 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
IMG_2232

Salta all’ultimo momento il meeting di pugilato che si sarebbe dovuto tenere al palazzetto dello sport di Magenta. Delusione da parte dei pugili, provenienti da tutta Europa. “Ci eravamo allenati duramente per questo appuntamento. Per noi non era una vacanza, ma un lavoro.”, ha detto una ragazza proveniente dall’isola di Malta.

IMG_2247Arrabbiatissima Patrizia Sciurba, responsabile circuito Fight Warriors che commenta: “Per quanto ci riguarda l’evento di sabato è stato salvato con gli incontri di muay thai e le altre discipline come da programma”.

Allarga le braccia l’assessore allo Sport Luca Aloi: “Abbiamo patrocinato l’evento perché non c’era alcun motivo per non concederlo”.

BoxeMa cosa è successo? Fino a venerdì sera tutto andava bene. I pugili erano arrivati a Magenta, le sponsorizzazioni erano state raccolte. I soldi per coprire le spese c’erano? Forse si, forse no. La questione principale e’ che sabato e domenica di sarebbe dovuto tenere un grande evento sportivo al palazzetto di via Matteotti. Invece non è stato così. Sabato mattina alle 5 l’organizzatore, un uomo di nazionalità romena che vive a Pontevecchio., ha un incidente in casa. Sulla natura di questo incidente sono ancora in corso accertamenti.

IMG_2234Fatto sta che, presso la sua abitazione sono arrivati ambulanza, automedica e carabinieri. Ed è stato portato all’ospedale di Magenta. Dalla gravità iniziale, l’allarme è per fortuna rientrato e l’uomo ha fatto ingresso al Fornaroli in codice verde. L’incidente ha avuto però enormi ripercussioni sull’evento di pugilato, annullato dalla stessa federazione. Ingaggi dei pugili saltati, sponsor rimasti a bocca asciutta e appassionati che non di godranno lo spettacolo. L’organizzatore è considerato persona seria e responsabile ed è molto conosciuto nell’ambiente pugilistico. Ascoltiamo direttamente le voci dei personaggi coinvolti, che possono essere considerati vittime della vicenda che, al momento, non ha responsabili. Dai pugili, a Patrizia Sciurba all’assessore Aloi.

16 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
reuma

Gli ospedali di Magenta e Legnano rappresentano dei centri di riferimento per le malattie reumatologiche. Inseriti come ospedali specialistici di riferimento con la Scleroderma Unit. Un convegno ha fatto il punto sulle principali tecniche di cura. Ne abbiamo parlato brevemente con il dottor Antonino Mazzone, direttore del dipartimento di Reumatologia di Legnano e con la dottoressa Paola Faggioli, responsabile del Day Hospital a Legnano, mentre a Magenta svolge un lavoro di coordinamento. Il convegno si è svolto con l’associazione medici di Magenta e Abbiategrasso e l’associazione medici di Legnano. “Le principali patologie reumatologiche sono croniche – spiega il dottor Mazzone – Per la loro gestione l’ospedale svolge un ruolo importante, integrato con i servizi sul territorio. Parliamo di artriti, artrite reumatoide, ma anche del grande problema dell’osteoporosi. Oltre alle malattie del sistema immunitario, come la connettivite”

Quali sono i campanelli di allarme?

“I primi sintomi sono rappresentati dai dolori e dalla presenza di un’artrite alle mani o alle articolazioni. Sono questi i primi campanelli di allarme che devono indurre una persona a recarsi dal medico in modo da evitare complicanze”.

Le malattie reumatiche possono colpire anche in giovane età?

“Certamente, accade spesso, soprattutto nel sesso femminile. Spesso la maggior parte delle nostre pazienti sono giovani”

La dottoressa Faggioli ci spiega cos’è la Sclerodermia

“E’ una malattia del connettivo che colpisce generalmente le giovani donne. E’ estremamente invalidante. Oggi, per fortuna, esistono farmaci in grado almeno di arrestarla. E’ riconosciuta anche come malattia rara dalla regione Lombardia”

Quali sono i campanelli di allarme?

Il cambio di colore delle mani al cambio delle temperature è uno di questi campanelli che devono cominciare a preoccupare. Diventano bianche o blu. È il primo sintomo che precede anche di tanti anni lo sviluppo della malattia. Ogni anno viene organizzata la giornata del ciclamino con lo screening che permette di prevenire.

Di seguito il video completo:

16 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Newer Posts