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gennaio 2018

Copia di cascina scaldasole

Continua la nostra storia delle Vie, tracciando a grandi linee, quella che fu la storia di questa parte del territorio turbighese da sempre appartenuto a Castano Primo.

129 – SCALDASOLE (Via e Cascina)

Da Via Lonate a Via Molinara fu denominata con delibera n. 26 del Consiglio Comunale del 9 marzo 1965. Il territorio comprendente ‘Scaldasole’ è sempre appartenuto a Castano Primo, ma nel 1956, l’iniziativa del sindaco Bianchini fu tale che le località, ‘Ticinera’, ‘Bellaria e ‘Scaldasole’ ( per un totale di 53 ettari) fanno ora parte del territorio turbighese.

Nell’Archivio Parrocchiale di Castano c’è un documento che enumera le cascine esistenti nel 1855. In tale elenco non c’è lo ‘Scaldasole’ che invece compare in un elenco successivo del 1873. Quindi fu innalzata ai tempi dell’Unità d’Italia.

UN PUNTO STRATEGICO. L’importanza della Cascina (ma più in genrale del locus) va vista unitamente al Castello dei Torriani (XIII sec.) e alla cascina Ronco (Bruciata), tenendo presente l’importanza che avevano i fiumi. La cascina Scaldasole, come il Castello e la cascina Ronco appaiono collocati in punti strategici: il Castello a guardia della strada che conduceva al Porto di Turbigo sul Ticino; le cascine Scaldasole e Ronco controllavano l’antica strada molinara che collegava l’Olona al Ticino. L’Olona conosceva periodi di siccità per cui la gente arrivava al Ticino a macinare il grano. Al ponte di Castano ci sono ancora oggi due mulini (il più antico – putroppo abbandonato al degrado –  è già citato nel 1111).

L’ATTUALE SCALDASOLE – All’inizio del XXI secolo, all’interno dell’iniziativa regionale, ‘Riscopriamo il Naviglio’ (che metteva a disposizione dei fondi per il pubblico e il privato) l’Amministrazione turbighese aveva presentato alcuni progetti (Villa Tatti, Das-Enel, palazzo De Cristoforis), ma anche due privati avevano fatto altrettanto. Quello riguardante la villa Scaldasole (250 milioni di vecchie lire, circa il 30% del totale) di Gianandrea Dell’Acqua andò in porto e i lavori di ristrutturazione e consolidamento degli edifici furono realizzati. Nel corpo sud furono realzzzati cinque bilocali su progetto dell’architetto Emanuele Cigliola e realizzazione dell’impresa Ponciroli di Bernte Ticino. Il corpo principale della villa – in stile Direttorio – della superficie di 450 mq, con stanze che misurano sei per quattro metri fu rimesso in sesto.

TESI DI LAUREA –  “Il progetto di conservazione e riuso della villa Scaldasole, è il titolo della tesi di laurea, a.a. 2006/7, dell’architetto Andrea Perino, il quale ha scandagliato a fondo la storia di questa villa fino ad arrivare alle radici. E’ da questo lavoro di ricerca storica che siamo venuti a sapere che da un documento del 1757 la proprietà faceva capo ai marchesi Federico e Ambrogio Fagnani (feudatari di Robecchetto), a seguito della volontà testamentaria del loro padre, Giacomo, morto due anni prima.

Successivamente, l’8 giugno 1827, con atto notarile si registra il passaggo di proprietà dai Fagnani ai Rebaudengo e, il 14 agosto 1833, il successiva passaggio di proprietà al ragionier Pompeo Acerbi “del vivente Antonio” (storico locale appartenente alla famiglia del medico del Manzoni citato ne ‘I Promessi Sposi’). Sarà Pompeo a costruire la villa di campagna per i suoi incontri amorosi, ma poi trovandosi in difficoltà economiche, fu costretto la lasciare incompleta una parte, nel senso che non furono completate le ‘volte’ presenti solo in parte nell’edificio. In seguito la cedette a vitalizio alle Assicurazioni Generali di Venezia. Nel 1897 la cascina passò agli Schieppati di Castano e, nel 1910, al signor Bellinzaghi dal quale – nel 1925 – l’acquistò il podestà Rusconi. Alla sua morte fu acquistata dai Dell’Acqua (1947), famiglia che ne ha curato il recupero e la ristrutturazione una decina di anni fa.

IL TOPONIMO – ‘Scaldasole’ è un toponimo di origine longobarda, diffuso in tante altre località della nostra zona e quasi sempre adiacente a luoghi ‘turriti’. Lo ‘sculdascio’ – dal quale deriva ‘Scaldasole’ – era l’ufficiale longobardo posto a capo di una circoscrizione territoriale; nel nostro caso quella tra il Ticino e l’Olona. La presenza longobarda nel territorio è documentata dai ritrovamenti archeologici, dall’esistenza della località ‘Gaggio’ in territorio turbighese dove sono state rinvenute delle fibbie, ma innanzitutto da quelli di Santa Maria in Binda, scoperti duranti gli scavi del canale industriale agli inizi del Novecento.

 

31 gennaio 2018 0 comment
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inc2Stava attraversando la strada per rincasare quando è stata investita da un’auto. È accaduto oggi, poco dopo le 18, davanti alla stazione ferroviaria di Magenta. La donna S.I. di 35 anni è stata sbalzato sul parabrezza dell’auto condotta da F.C., riportando un trauma cranico. Sul posto sono giunti in codice rosso i soccorritori della Croce Bianca di Sedriano e l’automedica. Una volta stabilizzata la giovane è stata accompagnata, in codice giallo, all’ospedale di Legnano. La polizia locale di Magenta sta chiarendo la dinamica.

31 gennaio 2018 0 comment
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18341745_709850205861450_2084744388109843272_nVia un Mantovani e dentro un altro. Anzi, un’altra. Non c’è più Mario, già vice presidente di Regione Lombardia e trombato da Forza Italia (Scriveva l’altro giorno su facebook: “Il Presidente Berlusconi ha proposto la mia candidatura, ma il partito al tavolo delle liste non l’ha condivisa” ed ecco che arriva la figlia Lucrezia Maria.

Nome proposto per Fratelli d’Italia per la Camera che potrebbe essere eletta. Scarsa o nulla esperienza in politica ha 34 anni e vive ad Arconate. Riuscirà Lucrezia a portare avanti la dinastia dei Mantovani in politica?

31 gennaio 2018 0 comment
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Heidi_copertina_libro

CinemateatroNuovo, con Ariel ed Ariel Junior è lieta di annunciare la partenza di una delle rassegne più amate della nostra sala. Dal 4 febbraio torna infatti “Trul Junior”, la narrazione teatrale di letteratura per ragazzi, dedicata al pubblico dei piccoli con le loro famiglie.programma

Anche quest’anno un terzetto di autori e classici amati e simpatici per passare tre pomeriggi della domenica insieme.

Ad aprire la rassegna, domenica 4 febbraio, la compagnia Crocevia dei Viandanti che ci accompagnerà nelle fantastiche avventure di Aladino; il 25 febbraio sarà la volta di Rami, a raccontarci uno dei personaggi amati dai genitori dei piccoli di oggi: Heidi ! Per finire, il 18 marzo, con Ariel Junior ed un capolavoro contemporaneo della letteratura anglosassone: “Il trattamento ridarelli”, sorprendente racconto dell’irlandese Roddy Doyle .

Consigliata per i bambini dai 5 agli 11 anni, ogni ingresso 4 € , merenda inclusa. La prevendita sarà attiva da mercoledì 24 gennaio dalle 17 alle 19 (solo il mercoledì) e nei normali orari di apertura della sala di via San Martino 19 a Magenta. Per info: telefoniche 0297291337. Aggiornamenti ed informazioni sui nostri social e sito (vedi sotto).

La rassegna, come sempre, gode del patrocinio del Comune di Magenta e si avvale della collaborazione delle due librerie cittadine, Il Segnalibro e La Memoria del Mondo.

Vi aspettiamo numerosi… ci divertiremo!

31 gennaio 2018 0 comment
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marco bonfiglio

Giovedì 1 febbraio alle 21 è atteso presso l’aula consiliare del comune di Robecco, Marco Bonfiglio, ultramaratoneta residente ad Abbiategrasso, che vanta una vittoria all’Atene-Sparta-Atene, conclusa in 78 ore, 48 minuti e 9 secondi, tempo con il quale è riuscito a staccare il secondo classificato di ben 2 ore. Il percorso di tale gara è di 490 km, che rievoca l’azione eroica e lo sforzo sovrumano compiuti da Fidippide, l’emerodromo ateniese che, secondo la leggenda, ha percorso circa 225 km per annunciare la vittoria greca contro i Persiani. Disciplina, quindi, di una bellezza stordente ma non praticata da molti, della quale Bonfiglio tratterà assieme ad Andrea Noè, assessore con delega allo sport del paese di Robecco, al fratello Paolo, massofisioterapista, a Riccardo Barlaam, giornalista de “Il Sole 24 ore”, e ad Enrico Borgo, ortopedico specializzato in traumatologie dello sport.

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dottor Roberto De Giglio

Roberto De Giglio nasce a Milano nel 1965. Si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano nel 1992. Dal dicembre 2017 è il nuovo Direttore della Medicina dell’Ospedale di Abbiategrasso. Dallo scorso anno ricopriva l’incarico di facente funzione di Primario della Medicina Generale, ed era responsabile del Centro del Piede Diabetico dal 2009. Il dottor De Giglio, sposato e con tre figli, lavora all’Ospedale di Abbiategrasso dal 1996. Specialista in Endocrinologia, ha contribuito alla nascita dell’Unità Operativa del Piede Diabetico, dotato di 22 letti accreditati da Regione Lombardia. È responsabile dell’attività ambulatoriale che eroga 12.000 prestazioni annue comprendenti, oltre alla cura e prevenzione del piede diabetico, il trattamento del diabete di tipo 1 e 2, la terapia con microinfusori e il diabete in gravidanza. Dal punto di vista chirurgico, ha portato a termine più di 5000 interventi sul piede. “In questi anni l’Ospedale di Abbiategrasso è diventato un punto di riferimento per i pazienti diabetici, grazie alla professionalità e all’umanità di un intero gruppo di medici, infermieri e operatori di supporto – afferma il medico -, impegnati ogni giorno in un unico obiettivo: quello di ridurre il rischio di amputazione dell’arto inferiore, restituendo al paziente (nel più breve tempo possibile), autonomia e recupero della deambulazione, utilizzando differenti tecniche di bioingegneria come i fibroblasti autologhi dopo prelievo di cute, il gel piastrinico, fattori di crescita o l’uso di collagene di derivazione animale e (ultimamente) anche di origine umana, ma anche tecniche chirurgiche per il salvataggio d’arto come l’artrodesi con il fissatore esterno di Ilizarov nel piede di Charcot”. Il team del dottor De Giglio ha partecipato a studi multicentrici internazionali, l’ultimo dei quali è stato pubblicato sulla nota rivista scientifica Lancet.

 

31 gennaio 2018 0 comment
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