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11 gennaio 2018

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E’ un pezzo di storia magentina che sta per sparire definitivamente. Ad oggi c’era solo un rudere ormai in decadenza, ma molti lo ricordano. E’ la ben nota corte ‘Di Tricù’ tra via San Biagio e piazza Vittorio Veneto, nel pieno centro della città. Così soprannominata perché da quella corte si vedeva la parte posteriore del pregevole monumento alla Vittoria Alata del 1925 con il cavallo, il cavaliere e l’angelo. Monumento in memoria dei ragazzi che hanno perso la vita nella prima guerra mondiale.

“Una storia che oggi non esiste più e che mai tornerà”, commentavano alcuni magentini non più giovanissimi. Anche il giornalista e scrittore magentino Emanuele Torreggiani l’ha ricordata nel suo libro ‘Tricù, da paese a città’. “Mio nonna si sposò nel 1938 e andò a vivere in quella corte – ricorda Stefania Grechi di Magenta – ricordi incancellabili”. Ieri nel cortile sono entrate le ruspe che, nel giro di pochi giorni, demoliranno definitivamente quel pezzo di storia. Rimarrà l’assetto originario, ma la vecchia corte cambierà volto e ci sarà anche un passaggio che arriverà fino a piazza Fontana. La corte risale all’ottocento, ma è dagli inizi del ‘900 che diventò luogo dove tante famiglie trovarono casa. Era una vecchia filanda poi trasformata in abitazioni e osteria fino alla fine degli anni 80.

All’inizio furono i magentini ad abitarla. E rappresentava un luogo che oggi ci ricorda le commedie dei Legnanesi. Con litigi a non finire, scontri tra famiglie e scherzi. Si parlava rigorosamente in dialetto magentino. Si viveva con poco, ma c’era anche tanta unione. Con il passare del tempo la corte ‘Di Tricù’ venne popolata anche da famiglie provenienti dal meridione. E i litigi, inevitabilmente, aumentarono. Gli attriti tra magentini e persone dalle tradizioni e dalle abitudini diverse dal dialetto differente riempivano le giornate. Ma alla fine tutto finiva in amicizia. Fino all’abbandono definitivo che risale agli inizi degli anni ’90 quando anche l’ultima famiglia lasciò la corte di piazza Vittorio Veneto. Da allora quell’area è andata in decadenza totale. Un luogo di ricordi e storie da raccontare e di quel soprannome simpatico che si è sempre portata dietro.

Perché da quella corte si vedeva il cavallo della Vittoria Alata, vicino alla chiesa di Santa Maria Assunta. Il cavallo, il cavaliere e l’angelo. Uno degli ultimi resti di un centro storico magentino che sta cambiando completamente volto.

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Due ore di sciopero oggi al distaccamento del liceo Quasimodo di via Lomeni a Magenta. Motivo? Temperature troppo basse, sotto i 16 gradi presso la struttura in muratura. Nessun problema nel prefabbricato.

Nessuna rottura dell’impianto di riscaldamento, da quanto si è saputo. Non andando i riscaldamenti in orario notturno la temperatura è inevitabilmente scesa, a quanto pare sotto livelli minimo accettabili. Poco prima delle 11 lo sciopero, rientrato dopo un paio di ore.

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Risparmiare tempo e informatizzare i servizi. A Corbetta cerca di semplificare sempre più la vita dei cittadini e, dal 2018, è entrato in funzione un nuovo servizio. Quello del pagamento delle multe on line.

Già dover saldare le sanzioni non è certo piacevole, se poi il cittadino è costretto anche ad una trafila che gli fa perdere tempo è peggio ancora. Il servizio è valido per le multe comminate dal primo gennaio di quest’anno.

“E’ sufficiente andare sul sito del comune di Corbetta – spiega il sindaco Marco Ballarini – e inserire la targa del proprio veicolo. In questo modo, senza perdite di tempo, sarà possibile pagare la contravvenzione”

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Portare il paziente neurochirurgico nelle migliori condizioni cliniche in sala operatoria, fronteggiare i punti critici durante l’intervento, assicurarne la più rapida ripresa.

Si è parlato di questo e molto altro durante il corso di aggiornamento svoltosi a Milano il 1° dicembre, all’Enterprise Hotel, a tema “L’emostasi nella gestione del paziente neurochirurgico”. Presieduto dal Direttore della Neurochirurgia dell’Ospedale di Legnano, dottor Roberto Stefini, ha riunito medici specialisti neurochirurghi, ematologi, internisti, anestesisti e rianimatori provenienti da tutta la Penisola. “L’emostasi è l’impedimento o l’arresto del sanguinamento – spiega -. Rappresenta un punto critico durante il trattamento del paziente neurochirurgico. La riuscita di un intervento è, infatti, condizionata anche da un adeguato processo emostatico. Il nostro impegno è portare il malato all’intervento con le migliori capacità coagulative”. Le cose si complicano quando i medici devono operare persone che assumono farmaci anticoagulanti o antiaggreganti. Farmaci spesso prescritti e frequentemente utilizzati da persone di età superiore ai 60 anni. Oggi il numero di questi pazienti è in forte aumento. “Negli ultimi anni si è assistito a un netto incremento del numero di pazienti neurochirurgici in terapia anticoagulante o antiaggregante – riprende il dottor Stefini -. Come gestire questi malati nel miglior modo possibile? E’ necessario mettere sulla bilancia la necessità assoluta di sospendere questi farmaci pre-operatoriamente, con i rischi che tale sospensione può cagionare. Solo per fare un esempio. Pazienti di oltre 50 anni che hanno subìto un intervento cardiaco con posizionamento di stent e devono assumere antiaggreganti o anticoagulanti, se hanno necessità di subire un altro intervento chirurgico di qualsivoglia natura, nei primi sei mesi dopo il posizionamento di stent hanno un rischio di circa il 30% che si possa chiudere lo stesso stent, provocando un nuovo infarto cardiaco. Ci sono pazienti che hanno un basso rischio trombotico, e possono sospendere cinque giorni prima la terapia antiaggregante, solitamente cardioaspirina. I pazienti che invece  presentano un alto rischio trombotico (per esempio pazienti portatori di protesi valvolari o stent cardiaci e diabetici o con insufficienza renale) vengono sottoposti a una “bridging therapy”, una “terapia ponte”, che riduce al livello più basso il rischio di tromboembolismo intra e post operatorio”. Nel corso sono state inoltre presentate le diverse tecniche di emostasi utilizzate da esperti neurochirurghi per differenti procedure sia craniche che spinali, che prevedono l’utilizzo di nuovi dispositivi medici, destinati a essere di importante ausilio all’emostasi stessa. L’attenzione si è infine concentrata anche su un altro argomento affine: la gestione delle trasfusioni di sangue. “Dall’inizio del 2017 il Ministero della Salute ha emanato linee guida precise: sull’ottimizzazione delle trasfusioni di sangue nel paziente operato. Se intercettiamo durante gli esami preoperatori uno stato di anemia, è necessario guarire il paziente prima di eseguire l’intervento chirurgico. Durante l’intervento, poi, dobbiamo ridurre al massimo le perdite ematiche. E infine nel post-intervento, per limitare i rischi legati alle trasfusioni, laddove possibile utilizziamo cocktail di farmaci solitamente prescritti dai nostri colleghi del Centro Immuno Trasfusionale, per un suo recupero più rapido e sicuro evitando le trasfusioni stesse”, conclude.

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giochi bimbi bruciati

Lo scorso novembre qualche incivile si era divertito ad incendiare i pannelli della struttura di gioco presso il parco giochi di Villapia creando danni anche al tappetino antitrauma. Un atto che aveva suscitato amarezza e delusione da parte dell’Amministrazione comunale, nonchè da parte di alcuni cittadini che hanno manifestato il proprio disappunto nel vedere danneggiati i giochi dei bambini. In quell’occasione l’Amministrazione si era presa l’impegno di ripristinare le parti danneggiate, un intervento che sostituirà il pannello bruciato, l’aggancio plastico sul palo dell’altalena, la riverniciatura dei montanti rovinati e il ripristino della pavimentazione anti trauma sciolta dal fuoco. L’Amministrazione comunale ha già autorizzato questo tipo di intervento che costerà alla comunità parabiaghese più di 4mila euro di danni. “La bravata di qualche scellerato ci costerà 3.720 euro più iva” dichiara l’Assessore ai lavori pubblici, Dario Quieti “Speriamo che denunciando pubblicamente i costi di questi atti vandalici, i responsabili si rendano conto dei danni che recano all’intera comunità, ma soprattutto ai più piccoli che questi giochi li utilizzano tutti i giorni.”.

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Sorpresi dai carabinieri di Sedriano con cocaina e soldi frutto dell’attività di spaccio. Due fratelli di nazionalità kosovara e residenti a Magenta, D.A. di 30 anni e D.A. di 20 sono stati intercettati dai militari mercoledì pomeriggio a Vittuone a conclusione di un’attività investigativa.

Il maggiore dei due è stato trovato in possesso di 20 grammi di cocaina suddivisa in dosi, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. Il secondo è stato sorpreso nei pressi del suo domicilio mentre tentava di scappare con tremila euro in contanti, in banconote di piccolo taglio, che i carabinieri sospettano essere frutto dell’attività di spaccio.

Il Giudice ha disposto nei confronti di entrambi il trasferimento al carcere milanese di San Vittore.

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