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9 marzo 2018

Tirreno-Adriatico 2018 - edizione 53 - crono squadre - da Lido di Camaiore a Lido di Camaiore (21

Primoz Roglic (LottoNL-Jumbo) vince la terza dura tappa di questa 53esima edizione della Tirreno-Adriatico, diventando, così, il primo vincitore di tappa sloveno alla Corsa dei Due Mari. Decisivo il salto compiuto fuori dal gruppo, a un chilometro dalla conclusione della tappa, anticipando Adam Yates (Mitchelton-Scott) nel finale spettacolare di Trevi. Il vincitore delle Strade Bianche Tiesj Benoot (Lotto-Soudal) ha completato il podio di giornata mentre Geraint Thomas (Team Sky) diventa  la terza Maglia Azzurra in altrettanto tappe. Balzo avanti in classifica generale anche per Chris Froome, che sale al terzo posto a 3” dal compagno di squadra. Secondo Greg Van Avermaet. Cambiano proprietario anche la Maglia Arancione, leader della classifica a punti, che passa sulle spalle di Jacopo Mosca (Willier Triestina-Selle Italia) e la Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, conquistata Jaime Roson Garcia (Movistar Team), che la sfila al colombiano Gaviria.

 In conferenza il vincitore di tappa, Primoz Roglic, ha dichiarato: “Ero venuto alla Tirreno-Adriatico per vincere la Classifica Generale, ma non abbiamo fatto la nostra miglior cronosquadre e ieri sono stato un po’ sfortunato. Dopo la caduta ho dovuto cambiare la bici. Le mie ambizioni erano tramontate e dovevo cercare dei nuovi obiettivi perchè sapevo di aver lavorato tanto per questa corsa. Dopo la vittoria nella crono individuale al Giro d’Italia (2016) e una tappa di montagna al Tour de France (2017). È una sensazione bellissima tagliare il traguardo in solitaria.”Tirreno-Adriatico 2018 - edizione 53 - Tappa 3 - da Follonica a Trevi (239 km)

Anche la neo-Maglia Azzurra, Geraint Thomas, ha espresso le sue sensazioni nel dopo-tappa: “Ho fatto una buona Tirreno-Adriatico l’anno scorso. Avevamo avuto un po’ di sfortuna nella cronoquadre, per questo volevo tornare. Correre in Italia mi ricorda dei miei primi anni con la Barloworld. Le strade qui sono strette, ogni tappa è interessante. Non credevo sarei stato primo dopo oggi, ma è bello vestire il simbolo del primato. La squadra è qui per vincere la generale. “

La Maglia Bianca, Jaime Roson, ha parlato coi media : “Per Landa e per me oggi è stata una buona giornata, abbiamo raccolto un buon risultato. Mikel è un corridore di comprovata esperienza mentre io sono ancora in un processo di sviluppo. Cercheremo di fare il meglio per lui domani. Due anni fa ho corso la mia prima Tirreno-Adriatico, è stata la mia prima corsa WorldTour. È una corsa bellissima e non vedo l’ora di correre il Giro.”

LA TAPPA NUMERO QUATTRO

È la tappa più dura, di 219 km, con arrivo in salita. Partiti da Foligno e superato il valico di Colfiorito, inizia una sequenza di salite e discese che non ha attimi di respiro. Si scalano tra le altre le salite di San Ginesio, Gualdo e Penna San Giovanni che sono classificate come GPM. Il tracciato si presenta estremamente articolato sia altimetricamente che planimetricamente. Si svolge prevalentemente su strade con fondo da buono a leggermente usurato e dalla carreggiata di media dimensione. Salita finale al Sassotetto da Sarnano di 14,2 km al 5.8% di media e con massime fino al 12%. Si tratta di una salita dalla pendenza abbastanza costante tra il 6% e il 7% con alcuni picchi locali oltre il 10% e costituita da lunghi rettilinei intervallati da tornanti. La pendenza si addolcisce a ridosso dell’arrivo. Il rettilineo di arrivo misura una larghezza di 7 m ed è lungo 100 m su fondo asfaltato in leggera salita.

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PHOTO CREDIT: LaPresse – D’Alberto / Ferrari

 

 

 

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Quando i vicini di casa hanno visto del fumo uscire dalke grate della cantina si sono spaventati e hanno allertato i soccorsi. In realtà si e trattato di un falso allarme.

Nessun incendio ieri pomeriggio a Casorezzo dive però la polizia locale è intervenuta insieme ai vigili del fuoco. Il proprietario aveva bruciato qualcosa lasciando l’abitazione che aveva prodotto del fumo minaccioso.

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I Carabinieri Forestali di Milano hanno sottoposto a sequestro 3 siti di gestione dei rifiuti nel comune di Pogliano Milanese.

Le perquisizioni, disposte dalla Procura di Milano, a seguito degli accertamenti effettuati dal Nipaf di Milano, hanno fatto emergere una grave realtà di illecita gestione di rifiuti – pericolosi e non – condotta su più aree da un impianto di trattamento rifiuti avente sede operativa in Pogliano Milanese che aveva destato sospetti per l’anomalo “via vai” di camion carichi di rifiuti per le vie del Comune.Foto3

I militari hanno accertato uno scenario altamente critico: l’attività della Ditta, infatti, oltre alle numerose violazioni della normativa di settore, presentava notevole pericolosità sia per il rischio di inquinamento ambientale che per il rischio incendio dovuto sia all’abusività delle strutture prive di sistemi antincendio sia per elevato quantitativo di rifiuti pericolosi e non ammassati promiscuamente a riempire interi capannoni abusivi (plastiche, oli, rifiuti elettronici, vernici, legno, solventi, metalli).

Tali considerazioni hanno reso necessario l’immediato sequestro delle aree interessate e dei rifiuti su di esse abbandonati.

In particolare il sequestro ha interessato un terreno agricolo di circa 500 mq adibito abusivamente a deposito di rifiuti, 2 capannoni con aree esterne attigue per oltre 2,5 ettari di superficie in cui erano ammassati, sino al soffitto, cumuli di rifiuti promiscui nonchè l’intero impianto principale della Ditta – questo autorizzato – ma gestito in totale difformità delle prescrizioni di legge.

Gli accertamenti dei Carabinieri Forestali ora proseguiranno allo scopo di verificare la provenienza dei rifiuti ed eventuali ulteriori illeciti a danno dell’ambiente.

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rotonda

Traffico in tilt sulla ex strada statale 11 a Vittuone. Poco prima delle 9 di questa mattina si è verificato un tamponamento tra un autoarticolato e un pullman della Movibus, all’altezza della rotonda del Destriero, per cause in corso di chiarimento da parte dei Carabinieri. Il traffico è stato deviato in contromano in direzione Magenta.

I carabinieri sono stati impegnati a regolare il traffico, come sempre intenso in quel tratto. Presente sul posto anche personale della ex Provincia. Nessuno, per fortuna, ha riportato ferite.

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Ticino sesto calende

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ALTOMILANESE – Un libro dettagliatissimo, frutto del fatto che l’autore, Paolo Grillo, ha consultato i libri di cantiere che hanno registrato la “Nascita di una cattedrale: 1386-1418. La fondazione del Duomodi Milano”. Dalla valle del Toce al Lago Maggiore e poi giù lungo il Ticino e il Naviglio Grande fino ad arrivare a Milano.  E cita alcuni incidenti avvenuti: nel 1391 la chiatta di Giacomo Albertino da Pallanza si schiantò presso il ponte di Padregnano.  In tre giorni di fatiche cinque lavoranti riuscirono a portare a riva i marmi imbarcati. Un’operazione ancora più complessa fu compiuta nel dicembre 1404 alla bocca che metteva in comunicazione il Ticino con il Naviglio a Tornavento “Qui, per recuperare un carico di marmi affondato si utilizzò il platus di Lando da Rosate, sul quale fu piazzato un argano e con l’aiuto di lavranti assunti a Oleggio fu possibile portare a riva i marmi perduti”-

I ponti rappresentavano passaggi particolarmente delicati. Era facile che le chiatte sovraccaricate li urtasssero capovolgendosi. E’ ciò che successe al Ponte di Castano nel 1394. Una parte dei marmi fu ripescata dal mugnaio locale e dai suoi aiutanti che ne ricavavano una buona ricompensa.

 

FOTO Il Ticino a Sesto Calende e la Valle del Toce  dove il marmo di Candoglia iniziava il suo percorso verso Milano

 

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