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febbraio 2017

Bozza

TURBIGO – Nella montagna di carte che siamo intenti a portare all’ecocentro abbiamo rinvenuto un atto notarile curioso, del 1878, (1) che parla della ‘bòzza’ d’acqua esistente in quella che oggi si chiama piazza San Francesco, appunto una ‘piscina’ utilizzata per abbeverare le bestie, ma anche come riserva d’acqua in caso d’incendio.

Sostanzialmente la bòzza d’acqua era una buca dove veniva convogliata l’acqua piovana: quando asciugava il terriccio seccava e diventava impermeabile in modo tale che la successiva acqua si potesse raccogliere.

La nostra bòzza d’acqua, quindi, era una risorsa per il ‘Turbigh in Su’ (anche perché il Turbigh in Giò aveva il Naviglio) ed era posta tra la ‘strada provinciale interna di Turbigo  da Castano a Novara’ e la ‘strada ? del signor Tatti’. Ciò risulta dalla mappa allegata all’atto  di compravendita (citato non nota, del 1878) dello stabile posto ad angolo tra le attuali Vie XXV aprile e Cotonificio Valle Ticino che vede come attori Mariella Lualdi maritata Tabozzi (compratrice) e Maria Antongini minorenne, rappresentata dalla madre, Lucia Leardi vedova Antongini (quest’ultima casata bergamasca, al tempo, possedeva anche il castello), intenta a disfarsi delle proprietà turbighesi.

L’intenzione di vendere era sorta dall’incendio avvenuto nel 1877 che aveva praticamente raso al suolo alcuni fabbricati della casa colonica detta ‘del Fabbro’ (indicata nella mappa, a sx) con annesso terreno coltivo di compendio, facente parte del tenimento Antongini, della superficie di circa cinque pertiche, avente le seguenti coerenze: “a levante, casa e orto alias proprietà Tatti; a mezzodì il residuo campo ‘trebiano’ e Vignolo di proprietà della venditrice Antongini; a ponente, la strada consortiva con diritto di accesso essendo al di qua bòzza d’acqua compresa: a tramontana strada interna di Turbigo”.  

All’inizio del Novecento le bòzze d’acqua vennero chiuse per motivi d’igiene e vennero sostituite con degli abbeveratoi alimentati dai nascenti acquedotti.

 

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1 – Non ricordo più chi mi diede, una trentina di anni fa, l’atto di compravendita di stabile in Turbigo fra Marietta Lualdi, maritata Tabozzi e Maria Antongini, minorenne, rappresentata dalla madre Lucia Leardi, vedova Antongini, coll’assenso del Regio Tribunale di Milano. Atto 211/97 del Repertorio, anno 1878, rogato dal notaio Benigno Vassalli di vivente Filippo, notaro, residente in Castelnuovo bocca d’Adda, inscritto presso il Consiglio Notarile del distretto di Lodi con facoltà di rogito nel distretto di Milano. 

 

 

28 febbraio 2017 0 comment
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Marco Ballarini – Lara Comi

lo so, sono controtendenza, ma è vero i soldi per i giovani ci sono – sono le prime parole di Lara Comi e continua – ma che l’Italia non sfrutta appieno: attualmente riporta a casa solo il 60% del denaro che ha a disposizione perchè spesso i nostri funzionari non sanno come accedere a questo circuito finanziario”. 

Sono qui a Corbetta, non per fare campagna elettorale, ma con lo spirito e IMG_9701il desiderio d’informare il suo desiderio è chiaro - ci terrei molto a eliminare il grande gap che il nostro paese ha nei confronti degli altri stati europei riguardo al Fondo Garanzia Giovani.

La cifra di cui si parla è di un miliardo e mezzo di euro, denaro utile a finanziare idee giovani e imprenditoriali.

Chi vuole approfondire questo tema così importante, può seguire il video della conferenza stampa, in cui Lara Comi spiega anche l’attività di formazione per creare un bando:

 

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iano_antonelli

fabrizioMilano 28 febbraio 2017 – “E’ tempo che venga finalmente approvata una legge nazionale ben fatta sul testamento biologico che superi le posizioni ideologiche e permetta ai cittadini di essere liberi di decidere in merito alla propria vita.” E’ la richiesta che arriva dal vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) in merito al dibattito in corso a seguito della morte di Dj Fabo.

“La vicenda di Dj Fabo – spiega Cecchetti – ha toccato nel profondo tutti noi e riportato nel dibattito pubblico una problematica che ormai non si può più rimandare. Va garantita la libertà di scelta, sia a chi vuole porre fine alle proprie sofferenze sia a chi invece decide di continuare a lottare. Anche la Lombardia può fare la sua parte e anticipare il Parlamento su questa vicenda. Da mesi infatti – continua Cecchetti – è depositata al Pirellone una legge di iniziativa popolare per istituire il Registro Regionale delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT), cioè una dichiarazione con cui un cittadino esprime le proprie volontà sull’essere sottoposto o meno a determinati trattamenti sanitari in caso venga a trovarsi in uno stato di incapacità di intendere e di volere che comporti una perdita di coscienza definitiva ed irreversibile. Ho chiesto ufficialmente al Presidente Cattaneo e ai consiglieri lombardi di iscrivere all’ordine del giorno una discussione su questo progetto e di poter arrivare in fretta ad approvare una legge regionale sul tema. In questo modo – conclude Cecchetti – il Consiglio regionale darebbe prova di grande serietà e sensibilità, dando così seguito alle istanze portate avanti con grande coraggio da Dj Fabo e alla volontà di milioni di cittadini”

 

28 febbraio 2017 0 comment
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massimiliano

Una doverosa precisazione riguardo l’articolo che ha visto protagonista il marcallese Massimiliano Piroli. Al 43enne, che lunedì pomeriggio ha bivaccato davanti al comune di Marcallo in segno di protesta, non è stato assegnato alcun alloggio a tempo di record. Per ottenerlo è, infatti, necessario aspettare il relativo bando e presentare la documentazione necessaria. Quello che il Comune sta facendo è semplicemente l’attivazione delle procedure di legge previste. “

Cominciando – ha spiegato ieri sera il sindaco Massimo Olivares –dalla rete parentale e tutte le pratiche successive”. La soluzione più fattibile, nell’immediato, sarà quella di ricercare un’altra casa dell’Accoglienza nel territorio.

 

28 febbraio 2017 0 comment
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Diaz 1918

Continua la nostra storia delle Vie turbighesi. Molte riportano denominazioni che rimandano alle guerre del Novecento, tra cui anche quella del generale Armando Diaz, autore del famoso proclama (qui pubblicato, murato in Villa Annoni di Cuggiono) che metteva la parola fine al primo conflitto mondiale

47 – DELEDDA Maria Grazia (Via)

Collega la Via Ugo Foscolo con la Via Molinara e fu denominata con delibera del Consiglio Comunale del 28 settembre 1971 in memoria di una scrittrice italiana,  premio Nobel per la letteratura nel 1926.

48 – DELLA TORRE Napo (Via)

Con delibera dell Giunta Municipale 32/1991 è stata denominata Via Napoleone (detto Napo) Della Torre, la strada congiungente Vicolo Trieste con Via Lonate (originariamente la delibera collegava Via Trieste con la’ntica strada per Lonate, ma poi fu modificata). Le ragioni di tale denominazione sono da ricercarsi nel fatto che Napo Della Torre ebbe la Signoria di Turbigo nella seconda metà del Duecento. Ciò è documentato da 37 atti di compravendita, rinvenuti nell’Archivio di Stato di Udine da Flavia De Vitt, che sanciscono il passaggio di molte proprietà nel territorio turbighese (terre, edifici, diritti) nelle mani di Napoleone prima e del figlio Corrado poi, in un arco di tempo che va dal 1272 al 1306. Per Napo Della Torre, in quegli anni detentore del dominio su Milano, era estremamente importante impadronirsi del Naviglio, via di comunicazione dei traffici per la metropoli.

49 – DIAZ Armando (Via)

Collega la Via Allea Comunale con la Via Giulio Cesare e fu denominata nel 1932, quando ancora si sentiva il riverbero del primo conflitto mondiale. Dopo la sconfitta di Caporetto Armando Diaz (1861-1928) prese in mano le redini dell’esercito italiano e lo portò alla vittoria.

50 – DONIZZETTI Gaetano (Via)

Collega la Via Bainsizza con la Via Mazzini e fu denominata con delibera del Consiglio Comunale n. 26 del 9 marzo 1965. Fu probabilmente qualche turbighese, amante di musica operistica, che propose tale denominazione che ricorda uno dei primi conpositori italiani.

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piroli

Buone notizie per Massimiliano Piroli, 43 anni di Marcallo con Casone. Siamo andati a trovarlo mentre bivaccava davanti al comune di Marcallo lunedì pomeriggio, ed era disperato. Invalido, aveva terminato la sua esperienza alla Casa dell’Accoglienza di Magenta e si trovava senza abitazione.

Ha protestato in maniera pacifica portandosi dietro tutti i suoi averi. Ha trascorso la nottata da parenti e, questa mattina, tutto sembra essersi risolto.

“Ringrazio tantissimo chi si è occupato di me. Un grazie ai volontari della Casa dell’Accoglienza, al Comune di Marcallo, a Corriere Altomilanese e al Giorno che si sono interessati al mio caso. Ma, soprattutto, al comandante della Polizia locale Schintu che si è prodigato tantissimo”, ha detto.

 

28 febbraio 2017 0 comment
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