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29 dicembre 2017

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v003Ernesto Beretta, coltivatore diretto, vive dal 1966 nella cascina Beretta di Castellazzo dè Barzi. Tra il Parco del Ticino e il Parco Sud Milano. Ovvio che alla cascina Beretta, piccola azienda agricola della frazione di Robecco sul Naviglio, tutti siano contrari alla tangenziale Vigevano, Abbiategrasso, Magenta, Malpensa.

Ernesto Beretta però non ne fa una questione personale. Da alcuni giorni, precisamente dopo il consiglio comunale che ha dato il via libera alla superstrada, ha esposto un grosso striscione fuori dalla sua abitazione con l’obiettivo di sensibilizzare i passanti. Recita: “Robecco distrugge Castellazzo, vergognatevi. Contrari zero, astenuti zero”.

E aggiunge: “A Robecco tutti sono favorevoli alla strada, ma lo conoscono il tracciato? Arrivata a 11 metri dalla mia abitazione punterà di nuovo verso Robecco per poi lanciarsi verso Cassinetta. Insomma, non andrà via dritta verso Albairate ed era già decisamente impattante. Ma, non potendo transitare dal comune di Corbetta nemmeno per un metro, dovrà fare questa ulteriore deviazione spaventosa che chiuderà per sempre la stradina che oggi collega Castellazzo alla cascina Tangola e poi a Cassinetta di Lugagnano”.

v002Il passaggio denunciato da Ernesto Beretta non verrà certo mitigato dalla vegetazione promessa ai lati della superstrada. Beretta non esita a sostenere che quel progetto Anas è ‘folle’ e distante anni luci dal tracciato interrato tra Robecco e Castellazzo proposto a suo tempo dall’amministrazione retta dal sindaco Fortunata Barni. “Ma non solo – continua l’agricoltore – all’altezza di Magenta la superstrada attraverserà il parcheggio del centro carni che si trova lungo strada per Castellazzo. Anche quella stradina che porta a Magenta verrà bloccata. La nostra frazione verrà inglobata nel circuito della superstrada con ovvie ripercussioni sul traffico. Chi da Castellazzo dè Barzi vorrà raggiungere Magenta piuttosto che Cassinetta dovrà per forza recarsi a Robecco e poi andare nei luoghi desiderati. Non sono certo un tecnico, ma mi pare che così facendo non si risolva il problema del traffico. Per risolvere il problema di Robecco se ne crea un altro? Non penso sia questo un metodo corretto da seguire”.

I Beretta continueranno a vivere a Castellazzo anche se dovessero realizzare la superstrada, ma altri potrebbero fare scelte diverse. “Nel centro della frazione c’è una grossa azienda agricola – conclude – la strada passerà proprio davanti alle loro stalle. Impensabile continuare a fare un lavoro già penalizzato in questo modo”.

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Foto-Parco-Ticino

riceviamo e pubblichiamo

Il deputato del Partito Democratico Francesco Prina continua la battaglia al fianco del Parco del Ticino e degli agricoltori del territorio per l’innalzamento del livello idrometrico del Lago Maggiore.

prina1In riferimento ai fatti dell’ultima settimana, il deputato dem della Commissione Agricoltura alla Camera dichiara: “Questo modo di agire dell’autorità di bacino distrettuale del Po non tiene conto dell’allarme che il Parco del Ticino lancia ormai da anni. Occorre rispondere alla crisi idrica in cui versa il nostro fiume. Prendo atto che l’autorità di bacino non intende perseguire la strada dell’innalzamento del livello idrometrico del livello del Lago Maggiore portandolo ad almeno +1,50 m sullo zero idrometrico. Una soglia che, studi scientifici, dimostrano adeguata a garantire, senza rischi, il corretto deflusso d’acqua al fiume per tutta la durata dell’anno”.

Prina ha già portato questa tematica all’attenzione del Governo e del Parlamento con quattro interrogazioni al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. “La volontà politica del Governo di alzare il livello per un periodo di prova non è stata ascoltata, quindi il Parco del Ticino ha fatto bene ad abbandonare il tavolo – dichiara il deputato -. Le 7 mila aziende agricole dell’Est Ticino non possono essere tenute sotto scacco dagli interessi della lobby alberghiera, interessata a mantenere le ‘spiagge’ vicine alle proprie strutture e a non permettere l’innalzamento del livello del lago anche a discapito di siccità e danni all’agricoltura”.

Il deputato Pd ha presentato una mozione che impegna il Ministero ad assumere le iniziative di competenza per autorizzare il consorzio Ticino ad innalzare il livello del lago Maggiore a +1,50 metri sullo zero idrometrico per tutto l’arco dell’anno; e ad attivarsi presso la Confederazione Svizzera per la revisione del disciplinare del 1940 relativo alla concessione della costruzione, manutenzione ed esercizio dell’opera regolatrice del Lago Maggiore secondo le attuali esigenze.

“Noi non ci stiamo. In gioco c’è molto di più, la salute della biosfera del fiume azzurro e quella del comparto agricolo del territorio. La mia battaglia e quella del Partito Democratico a fianco del Parco del Ticino e degli agricoltori non si ferma” conclude Prina.

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localepolizia

Chiedere spiegazioni all’agente in divisa è un sacrosanto diritto del cittadino. E fornire le spiegazioni è sacrosanto dovere dell’uomo in divisa. Non fa una piega. A parte il fatto che sarebbe bene comportarsi in maniera civile e anche parlare in maniera educata. Andiamo controcorrente rispetto alle lamentele che spesso vengono rivolte alla polizia locale, non solo a quella di Magenta ma a tutte. Oggi, nel pieno centro della città, abbiamo assistito ad un episodio che però ci ha fatto riflettere.

Parecchi cittadini si rivolgevano agli agenti per chiedere lumi in merito a varie situazioni che si stavano verificando in quel momento in città. Dall’associazione sconosciuta che raccoglie fondi di fronte all’ospedale sulla cui attività esistono tantissimo dubbi, alle ragazze che vendono fiori per le varie vie di Magenta a volte infastidendo i passanti. Normali situazioni sulle quali la Polizia locale riferiva l’esito di controlli già fatti o si apprestava a farne di nuovi. Improvvisamente un uomo si è avvicinati agli agenti con fare quasi minaccioso. “Si può sapere perché mi avete dato questa multa?”. Questo l’esordio. Il cittadino, ripetiamo, ha il sacrosanto diritto di chiedere e la controparte il dovere di rispondere. Però con i giusti toni e senza buttarla in rissa. Il riferimento alla questione quasi non ci interessa. Riguardava forse il posteggio su un’area per la quale era necessario esibire l’apposito contrassegno, che nella fattispecie era scaduto.

Quindi con un esito che dava ragione alla polizia locale perché il contrassegno era da sostituire con uno nuovo che si può chiedere in ogni momento al comando di via Crivelli. Eppure i toni si sono mantenuti sempre scontrosi. Senza alcun riguardo per i passanti che assistevano alla scena. Ad un certo punto è partita la canonica frase: “Siete solo capaci di dare le multe, non sapete fare altro”. E qui entriamo nei luoghi comuni che fanno scadere la discussione ad infimi livelli e ci fermiamo in questo editoriale…

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plossona

Maxi multa e denuncia penale per guida senza patente per un automobilista ad Ossona. Sorpreso dalla polizia locale durante un controllo per le vie del paese gli agenti hanno scoperto che il 28enne che vive a Sedriano aveva subito il ritiro della patente.

Veicolo tra l’altro sprovvisto di assicurazione. La sanzione complessiva, sommando le varie contravvenzioni, si aggira attorno ai tremila euro, ai quali si aggiunge la denuncia.

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incidente

Quattro feriti in un incidente avvenuto questa mattina a Busto Garolfo, lungo la strada per Canegrate. Per cause in corso di chiarimento si è verificato lo scontro tra due auto, una delle quali ha invaso la corsia. Feriti due ragazzi e due uomini sulla quarantina.

Il sinistro è avvenuto poco prima delle 8 e ha portato sul posto due ambulanze della Croce Rossa di Legnano e una del Cvps di Arluno, oltre ai vigili del fuoco volontari di Inveruno e all’elisoccorso. I feriti sono stati trasferiti, in codice giallo, negli ospedali di Legnano, Busto Arsizio e Niguarda. La dinamica è al vaglio della polizia locale.

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medjugorje

988673_665334976816198_1705694677_nAleteia pubblica un Intervista con l’inviato del Papa al santuario mariano.

Nell’articolo leggiamo: “Il culto di Medjugorje è autorizzato. Non è proibito e non deve svolgersi di soppiatto. La mia missione consiste precisamente nell’analizzare la situazione pastorale e nel proporre delle migliorie”, afferma mons. Henryk Hoser, arcivescovo di Varsavia-Praga in Polonia, inviato speciale di Papa Francesco per la pastorale del santuario di Medjugorje, in Bosnia-Herzegovina, luogo di presunte apparizioni mariane che dal 1981 attira milioni di persone.

972369_665334533482909_770369130_n“Da oggi, le diocesi e altre istituzioni possono organizzare pellegrinaggi ufficiali. Non ci sono più problemi”, continua l’arcivescovo in un’intervista accordata ad Aleteia nella sua residenza situata in un quartiere di Varsavia.

«Papa Francesco ha recentemente chiesto a un cardinale albanese di dare la sua benedizione ai fedeli presenti a Medjugorie», spiega.

L’articolo completo QUI

Le foto dell’articolo sono di Francesco Maria Bienati

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