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2 febbraio 2018

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Cari amici di CorriereAltomilanese.com oggi tiriamo un po’ le somme di quanto ha fatto questa nuova giunta Magentina.

Nel mese di giugno Magenta ha voluto cambiare rotta scegliendo Chiara Calati come sindaco al posto di Marco Invernizzi. Una bella maggioranza ha voluto questo cambiamento. Segno che qualcosa non è andato nei cinque anni precedenti bocciando senza se e senza ma quello che avevano fatto e avrebbero voluto fare. Siamo al primo di febbraio e a Chiara Calati quale voto possiamo dare? Potremmo dare benissimo la sufficienza, ma non di più. Il canonico 6 e lo diamo da cittadini, sentendo le opinioni degli altri cittadini. Brava persona, sempre sorridente con tutti, ma la sua impronta alla città ancora non si è vista. Insufficiente il vice sindaco Simone Gelli. Non ci è piaciuta una cosa di Simone. L’avere sbandierato ricette a tutto spiano in campagna elettorale per migliorare la sicurezza come se lui fosse il signor ‘sotuttoio’ per poi trovarsi in grande difficoltà alla prova dei fatti. E’ questione di stile, non di metodo. E’ questione che a volte bisogna avere e dimostrare un minimo di umiltà. La sicurezza è un tema troppo vasto e non lo risolve di certo l’assessore di turno.

imagesE agli altri assessori? Nonostante le difficoltà che ha incontrato Luca Aloi si merita anche lui la sufficienza. Nonostante non abbia esperienza si è comportato da uomo affrontando tutte le problematiche che gli si sono state presentate e ha messo la faccia in quello che ha detto. Onestamente parlando degli altri assessori, Rocco Morabito, Alfredo Bellantonio e Patrizia Morani, il voto è un perentorio ‘non pervenuti’.

Ci viene spontanea una domanda agli assessori. Ma ve lo ha ordinato il medico di fare gli assessori o lo avete scelto voi? Ci pare (e forse è solo una nostra opinione…) che ci sia troppa paura. Troppa paura di sbagliare. Anche da parte del sindaco.

Meglio pubblicare le foto in bella posa sull’alzaia del Naviglio Grande. Quelle vanno sempre bene. E allora, piuttosto che incappare in un errore clamoroso, meglio non fare niente.

Prossimamente inviteremo Morabito, Bellantonio e Morani in redazione e li intervisteremo… Vi aspettiamo con gioia

Foto di Copertina di Roberto Garavaglia (Studio Sally)

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Aveva anche 36 pastiglie di kamagra insieme alla droga un giovane arrestato a Vittuone dai Carabinieri della stazione di Sedriano. I militari stavano indagando a ritmo serrato su un 41enne incensurato che, l’altro giorno, è stato sorpreso in flagranza di reato mentre spacciava per le vie del paese.

I carabinieri lo hanno perquisito trovando, non solo tra gli indumenti, ma anche all’interno della sua auto, quasi 5 chili di hashish, 120 grammi di marijuana, un grammo di cocaina e 850 euro in contanti, oltre a materiale per la pesatura e il confezionamento. Tutto fa pensare ad un’attività svolta da tempo, con un buon numero di clienti che si servivano da lui per rifornirsi di stupefacente. E c’erano anche le pastiglie di kamagra. Un farmaco utilizzato per la disfunzione erettile e simile al viagra.

Pastiglie, secondo i carabinieri, provenienti da mercati esteri non sottoposti al vaglio del Ministero. Quindi potenzialmente pericolosissime. Verranno effettuate delle analisi accurate sul materiale sequestrato in modo da accertarne il grado di tossicità. Dopo l’arresto il giovane è stato sottoposto, dal giudice, alla custodia cautelare presso il carcere milanese di San Vittore.

 

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buscatge aler

Da una parte lo sfratto che incombe, dall’altra un appartamento dell’Aler che le era stato assegnato e che non può essere utilizzato perché occupato abusivamente. Nonostante sia stato fatto tantissimo non riesce a trovare soluzione la vicenda di Maria Isabella Miramonti di Buscate. Mamma di tre figli, una ragazza di 19 anni e due bambini di 10 e 6 anni che rischiano di rimanere senza casa e di finire sulla strada da un momento all’altro. Un paio di anni fa le era stato assegnato un alloggio Aler in via Pietro Micca, ma non venne utilizzato.WhatsApp Image 2018-02-01 at 21.36.48

Lo stesso era stato vandalizzato da ignoti e, nel periodo immediatamente successivo, venne occupato abusivamente da una famiglia che non ne aveva diritto. Nel frattempo, morto il marito di Maria Miramonti, la situazione è precipitata. “Con lo sfratto esecutivo che incombe e tre figli ci troviamo davvero in una situazione bruttissima – commenta – Non so più a chi chiedere per poterla risolvere”. Il problema è proprio quello delle occupazioni abusive. Lo scorso 21 dicembre erano stati programmati due sgomberi di alloggi occupati da chi non aveva titolo per farlo, al complesso Aler di via Micca. Perché il fenomeno, purtroppo, è frequente. Uno di questi alloggi era proprio quello di Maria Miramonti. Sgombero che però non è stato eseguito per svariati problemi. Il sindaco di Buscate Fabio Merlotti conosce molto bene la situazione.

“Fin da subito ci siamo attivati per poter arrivare ad una soluzione – ha detto il sindaco – L’amministrazione comunale solo 20 giorni fa ha allertato l’avvocato della controparte pronta a procedere con lo sfratto esecutivo della signora buiscatese, e siamo riusciti a rinviarlo prendendo del tempo importante”. Oltre ai carabinieri anche la stessa Aler è stata interpellata. “All’incirca un anno fa – aggiunge Merlotti – mi sono recato personalmente a Milano a parlare con il vice presidente di Aler. Buscate è l’unico paese della provincia milanese a beneficiare del progetto di videosorveglianza alle case popolari. Non è affatto vero che ci stiamo disinteressando ad un problema importantissimo che coinvolge anche dei bimbi piccoli. Il problema è che non è per nulla facile intervenire quando si è in presenza di occupazioni abusive”.

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A partire dal 1 febbraio, ieri, sarà attivo il nuovo affidamento di gestione del servizio dei parcheggi  in area di sosta, senza custodia dei veicoli , gestione convenzionata di parcometri in piazza I Maggio e via al Ponte. Come da programma, sono stati eliminate le zone blu a pagamento in piazza san Giorgio, Largo Chiesa Vecchia e lato destro via Vittorio Emanuele, passeranno a regime di disco orario a 60 minuti. Il parcheggio piccolo di piazza I Maggio (ospedale), avente ingresso da via Badi e uscita in Franz Margarita, avra’ la prima linea di parcheggi riservata a disabili, fronte ingresso dell’ospedale per agevolare l’ingresso e lo spazio di percorrenza. Si valuteranno eventuali possibilita’ di aggiornamento o variazione in corso d’opera della convenzione. La parte restante, sara’ regolamentata a disco orario per poter permettere una turnazione delle autovetture e per favorire le pratiche veloci. Il parcheggio grande di piazza I Maggio (ospedale) avente ingresso da via Franz Margarita e uscita da via Badi sara’ a pagamento. Inoltre la via Franz Margarita, sara’ covertita a senso unico con ingresso da via Badi verso via Varese con finalita’ futura di poter installare in ingresso e uscita delle sbarre con emissione di biglietto attestante il tempo materialmente occupato dall’utente e succesivo pagamento. Tale senso unico permettera’ la sicurezza della viabilita’ ai parcheggi e al transito cittadino. Sul lato sinistro del senso unico di Franz Margarita dopo il parcheggio grande verso via Varese sara’ istituito divieto di sosta . Sul lato destro del senso unico di Franz Margarita dopo il parcheggio piccolo verso via Varese saranno istituiti 3 parcheggi a tempo limitato + 1 sosta disabili come da progetto approvato dal comune nel 2014. La via al Ponte zona Castelletto rimarra’ lato sinistro a gestione parcometri. Tariffe:

  1. piazza I Maggio: la tariffa ordinaria avrà un corrispettivo pari a € 0,20.= per la mezz’ora, € 0,50 per la prima ora e € 1,00.= per le ore successive, comprensive di IVA;
  2. via al Ponte: la tariffa ordinaria è commisurata su base oraria, con corresponsione della somma di €. 1,30.= per la sosta per la prima ora e successive negli spazi delimitati a pagamento, di cui per i primi 20 minuti di sosta negli spazi a pagamento è prevista la tariffa con corresponsione della somma di €. 0,50.= comprensive di IVA. Orari:

piazza I Maggio: la sosta sulle aree è a pagamento dalle ore 8,00 alle ore 19,00 durante tutto l’arco dell’anno con esclusione delle domeniche e festività. Al di fuori degli orari e giorni sopra indicati la sosta è da considerarsi libera senza il pagamento di alcun corrispettivo via al Ponte, zona Castelletto: la sosta sulle aree è a pagamento dalle ore 8,00 alle ore 19,00 durante tutto l’arco dell’anno. Al di fuori degli orari e giorni sopra indicati la sosta è da considerarsi libera senza il pagamento di alcun corrispettivo. L’Affidatario dovrà garantire la perfetta funzionalità del servizio con risorse umane e strumentali proprie in grado di assicurare in ogni ambito e fase del servizio la necessaria efficacia dello stesso. A breve verra’ istituita una “App” che rendera piu’ veloci le comunicazioni dal comune e verso il comune di tutte le informazioni e segnalazioni.

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Domenica 11 febbraio, presso lo Spazio Arti Naturali in Corso Italia 49 a Milano (zona Bocconi), dalle 16,30 alle 18,30, si terrà una “prova aperta” per sperimentare in prima persona la teatroterapia: una nuova forma di lavoro su se stessi mescola teatro e psicoterapia al fine di facilitare il cambiamento personale. A condurre il laboratorio uno psicoterapeuta esperto di teatro. Quello che normalmente definiamo “carattere” altro non è che il nostro stile di risposta abituale alle situazioni che la vita ci propone. Molte persone sono convinte di non poter cambiare i propri comportamenti di routine, neanche quelli improduttivi, e si trincerano dietro uno stereotipato “ma io son fatto/a così”. Le abitudini, però, rischiano di diventare destini, se non le si mettono mai in discussione…Ognuno di noi ha alcune tendenze eccessive che spesso ci complicano la vita: alcuni sono troppo timidi, altri troppo aggressivi, alcuni sono troppo generosi, altri troppo freddi ecc. ecc. Ma come fare per cambiare questi eccessi che ci accompagnano da tutta la vita?

Il modo che propongo si basa su una miscela di psicoterapia e teatro: la psicoterapia consente di comprendere – attraverso l’ascolto delle proprie emozioni – in quali campi della nostra vita vogliamo cambiare qualcosa; divenire consapevoli di avere qualcosa che vogliamo cambiare è di sicuro il primo passo. Poi, ci può venire in aiuto il teatro, che per sua natura permette di sperimentare direttamente, in uno spazio protetto, i comportamenti nuovi che si desidera mettere in atto. Possiamo inscenare delle vere e proprie “prove” scenico-esistenziali in cui combattere e superare quella sensazioni di imbarazzo e innaturalezza che si provano quando facciamo qualcosa del tutto nuovo. E se sbagliamo? Se i comportamenti “nuovi” ci vengono male? Se risultiamo goffi? Non c’è problema, siamo a teatro e sbagliare non è un problema. Semplicemente, proviamo un’altra volta finché non ci sentiamo soddisfatti di come stiamo agendo. Inoltre, lavorando all’interno di un gruppo di persone, possiamo magari anche prendere spunto dagli altri per migliorare.

Ma questo metodo per “prove ed errori” può davvero risultare utile? Personalmente, ho molta fiducia nella capacità di apprendimento del nostro corpo: quando proviamo una sensazione piacevole in risposta ad un comportamento nuovo, sarà molto probabile che ripeteremo quel comportamento, al fine di riprovare quella sensazione piacevole. I posti sono limitati, per cui è necessario prenotarsi inviando una mail a giovanniporta74@gmail.com. Conduce la prova aperta il dott. Giovanni Porta, psicoterapeuta gestalt, performer poetico e teatrale. (www.giovanniporta.it). GIOVANNI PORTA
 (www.giovanniporta.it) Psicoterapeuta esperto nell’utilizzo di tecniche artistiche nella relazione di aiuto, perfomer teatrale e poetico. Psicologo psicoterapeuta di orientamento gestaltico, è esperto in alimentazione e teatroterapia. Vive e lavora tra Roma e Milano. Da anni realizza laboratori e percorsi in cui l’arte viene utilizzata con finalità terapeutiche. Laureato in Psicologia presso l’Università degli Studi di Padova, si è successivamente specializzato con un master in “Utilizzo di tecniche artistiche nella relazione d’aiuto”, ha una specializzazione in Psicoterapia della Gestalt presso l’I.G.F. di Roma, ed una in “Teatro e Psichiatria”.

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biotestamento

In vista dell’incontro del prossimo 15 febbraio, alle 21 nella sala consiliare del comune di Magenta su ‘biotestamento e fine vita’, riceviamo e pubblichiamo questa riflessione:

Ci sono temi che necessariamente devono essere trattati “in ginocchio”. Temi come la vita e la morte, la sofferenza e la malattia, la dignità e la libertà, l’autodeterminazione… chiedono a ciascuno di noi umiltà vera e la consapevolezza di non avere “risposte” preconfezionate, per partito preso. Sono tematiche che presuppongono serenità d’animo per poter essere “pensate” e approfondite: chiedono a ciascuno piena disponibilità a guardare le cose da ogni angolatura possibile, da prospettive diverse da quelle a cui siamo abituati nell’immediato (nb. Da qui la scelta di inserire nella locandina l’immagine di un vaso di rose… rovesciato, quasi a costringere chi sta di fronte a mettersi in una posizione non abituale per guardarlo e per metterlo a fuoco). Con questo spirito è nata in Comunità Pastorale l’idea di proporre una serata sul tema del “Biotestamento”: partendo dall’esame della nuova legge sul fine vita ci lasceremo guidare da un esperto, Don Roberto Colombo – laureato in medicina, professore di Bioetica e Antropologia –  per comprendere meglio le novità introdotte dalla norma e provare ad entrare (con umiltà) nel mondo della bioetica.  Insieme allo staff dell’Hospice di Magenta ed all’associazione di volontariato, che qui offre da anni il proprio servizio, l’obbiettivo è quello di suscitare domande e offrire un’ occasione di confronto, volgendo lo sguardo anche sulle cure palliative (interverrà nella serata la  Dr.ssa Claudia Castiglioni, Responsabile della U.O. Cure Palliative e Terapia del Dolore dell’ ASST Ovest Milanese). La medicina in questi decenni ha sviluppato una sempre maggiore capacità terapeutica: ha reso possibile protrarre la vita in condizioni che in passato non erano neppure immaginabili. Ed in alcune di queste “condizioni”, quelle più difficili, a volte occorre un supplemento di saggezza perché, come ci ha ricordato anche il Papa (lettera alla Pontificia Accademia per la Vita – novembre 2017), oggi è insidiosa la tentazione di insistere in trattamenti certo efficaci ma che non giovano al “bene” integrale della persona. E’ il tema della rinuncia all’ “accanimento terapeutico” che ritiene moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici o sospenderli quando il loro impiego non corrisponde alla “proporzionalità delle cure”.  E’ una scelta che assume responsabilmente il limite della condizione umana mortale, nel momento in cui prende atto di non poterlo più contrastare. “Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire” (catechismo Chiesa Cattolica n. 2278). Tutto questo non vuol dire lasciar solo l’ammalato, anzi: l’imperativo è di non abbandonarlo e la stessa norma parla di “terapia del dolore”, di “dignità nella fase finale della vita” e di “azioni di sostegno al paziente”.

Il rapporto medico-paziente viene rivalutato in un’ottica di reciproco confronto. L’autonomia decisionale del paziente e la competenza e responsabilità del medico si incontrano nel “consenso informato”, evidenziato proprio in apertura dalla norma (art. 1, 4) che si preoccupa di promuovere e valorizzare la relazione di cura tra paziente e medico. Nel suo diritto di autodeterminazione, quindi, il paziente deve essere accompagnato passo dopo passo dal medico, la cui importanza resta (deve restare) cruciale.

E le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT)? Sono la vera novità di questa legge del testamento biologico perché sono la formalizzazione della volontà dell’ammalato in caso di futura incapacità ad esprimere le proprie volontà. Ma anche in questo caso il paziente non rimane da solo: la figura del “fiduciario” che dovrà dialogare col medico per individuare il miglior interesse del paziente interviene nel processo di presa in carico.

In questo panorama la norma inserisce il tema delle cure palliative e della terapia del dolore, garantita in tutte le situazioni in cui il paziente decide per il rifiuto o la sospensione delle terapie ma ha la necessità di essere accompagnato alleviandone le sofferenze (fisiche, psicologiche e spirituali). Si arriva a citare espressamente la “sedazione profonda e continua” nei casi di “breve termine” o “imminenza di morte”, per gli ammalati inguaribili e con sintomi refrattari ai trattamenti. Non ha nulla a che vedere con l’eutanasia perché non causa la morte e neppure ne anticipa i tempi ma permette di trascorrere l’ultimo tratto di vita in pace e senza alcun dolore.

L’argomento è complesso e non bastano poche righe per svilupparlo in tutti i suoi aspetti. Così la stessa legge non va né esaltata né criminalizzata. Va riconosciuta per quello che è, migliorabile nei suoi limiti ma vista come un passo in avanti probabilmente necessario. Resta fermo il richiamo iniziale: argomenti delicati come questi vanno affrontati con pacatezza, in modo serio e riflessivo. “Occorre tenere conto della diversità delle visioni del mondo, delle convinzioni etiche e religiose, in un clima di reciproco ascolto e accoglienza” (Papa Francesco)

Gianluca Casula

2 febbraio 2018 0 comment
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