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3 febbraio 2018

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RESCALDINA – Chi era il pellegrino? Come si muoveva? Quali le difficoltà e i costi che doveva affrontare? Martedì 6 febbraio (ore 21) Rosalba Franchi e Dario Monti presentano a La Tela di Rescaldina (MI) “Il mito del povero pellegrino: difficoltà e costi dei viaggio devozionali nella storia”, un incontro per condividere la loro ultraventennale esperienza alla scoperta degli itinerari sconosciuti. Per la rassegna “Storie di cammini e di camminatori”, l’osteria sociale del Buon Essere promuove un incontro con la coppia che ha dato vita al portale www.viestoriche.net.

Uniti nei viaggi come nella vita, i rescaldinesi Rosalba Franchi e Dario Monti da 25 anni fanno ricerche sulle vie storiche arrivando a scoprire itinerari e vicende che vanno ben oltre il comune viaggiare. Docente, giornalista e autrice di libri di turismo, Rosalba Franchi è l’autore di “Sacri Monti d’Italia e Svizzera” e delle guide del Sempione e del San Gottardo. Il marito Dario Monti, che ha collaborato nella realizzazione delle guide, è ingegnere, esperto topografo con una grande passione per la montagna, la fotografia e lo studio della storia alpina. In un quarto di secolo (festeggiato proprio l’anno scorso) hanno condiviso passioni ed interessi, approfondendo la storia civile e religiosa d’Italia, i percorsi devozionali lombardi e piemontesi, seguendo le antiche carte e i testi letterari seguendo sempre la loro curiosità e l’amore per l’arte e la cultura.
Inizio alle 21, ingresso libero.

La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e gestito dalla Cooperativa ARCADIA insieme con altre associazioni del territorio. È diventato ristorante e centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale.

Info: Osteria sociale del buon essere “La Tela” Strada Saronnese, 31 – Rescaldina (MI)
cell. 328 6845452
www.osterialatela.it
Facebook: https://www.facebook.com/osterialatela/

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MILANO – “La città diffusa: idee per la rinascita delle periferie” è il tema del convegno che si svolge lunedì 12 febbraio 2018, alle ore 15, nella Sala Crociera di via Festa del Perdono 7, Milano, Università degli Studi, Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovrannazionale. Sul tavolo riqualificazione del patrimonio edilizio, sicurezza e legalità, integrazione, diritti e welfare. Intervengono:

– Prof.ssa Marilisa D’Amico, Ordinario di diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano;

– Avv. Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia;

– Prof.ssa Lorenza Violini, Direttore del Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale, Università degli Studi di Milano;

– Prof.ssa Francesca Zajczyk, Ordinario di Sociologia Urbana, Università degli Studi di Milano Bicocca;

– Carmela Rozza, Assessore alla sicurezza del Comune di Milano;

– Pierfrancesco Majorino, Assessore Politiche Sociali, Diritti e Salute del Comune di Milano.

Ingresso libero

Foto:

– Achille Colombo Clerici con Lorenza Violini

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Il candidato governatore del centrosinistra per Regione Lombardia ha scelto Arconate come tappa del suo tour per la Città Metropolitana di Milano, “207 km per fare meglio”: sabato 17 febbraio il sindaco di Bergamo sarà nel comune, guidato per decenni, da Mario Mantovani, per incontrare cittadini, associazioni, imprenditori e amministratori.

Appuntamento alle 13.00 presso l’Osteria del Buongustaio per il pranzo e, prima, al Bar l’Incontro per un aperitivo di benvenuto con tutti i cittadini di Arconate. Un’opportunità importante per il paese, che avrà modo di conoscere di persona il candidato presidente della Lombardia. Al pranzo saranno presenti gli amministratori del territorio, gli imprenditori dell’Altomilanese, diversi rappresentanti delle associazioni del territorio e tutti coloro che vogliono partecipare: per info e prenotazioni chiamare il numero 347.2145701.

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Questa mattina, a mente fredda, abbiamo riletto i commenti al nostro articolo pubblicato a note fonda su CorriereAltomilanese.com, dal titolo ‘Giunta Calati, se ci sei batti un colpo’. Un editoriale abbastanza critico nei confronti dell’attuale sindaco di Magenta che, a nostro avviso, non ha ancora mostrato le sue capacità (che sono tante, lo sappiamo. Ed è per questo che critichiamo). Una visione personalissima di quello che abbiamo visto fino ad oggi. Ovvero, zero carbonella o quasi. Gli editoriali sono fatti per essere criticati. E chi ha amministra una città deve essere criticato. E meno male che è così. Guai se non lo fosse.

Chi fa il giornalista e non accetta le critiche è meglio se cambia mestiere. Non esiste giornalista che non sia mai stato criticato. E questo vale anche per i politici e i loro difensori. Certo che guardando i commenti su facebook qualche domanda è venuta spontanea. Più che critiche c’è chi attacca con veemenza.

E’ il signor Franco Maria Battista Palmieri, strenuo difensore del sindaco Calati e di tutta la giunta. Parte in tromba il prode Palmieri riferendosi al Bienati reo di avere pubblicato tali vergognose critiche nei confronti della fragile sindaca che tutto si merita fuorchè di essere criticata. “si Chiara, tiragli in testa un bel badile al Bienati, fagli sentire un colpo di quelli giusti così lo rimbambisci del tutto, tanto non è mica sano, e un mediocre fotografo malvaglino in meno, non ci accorgeremo nemmeno della mancanza”.

Questo scrive il cavalier Palmieri, strenuo difensore. Dagli una randellata al Bienati, così lo metti a tacere per sempre. E fa davvero sorridere. Ma perché arrabbiarsi così tanto? Ci chiediamo, da umili cronisti di campagna che campano con quattro soldi e tanta fatica. Dicevano i nostri vecchi: “A quel malnat tirig una bairà cont’al bain!”. E la si prendeva così, sul ridere. Come è giusto. Perché tanto la badilata non sarebbe mai arrivata. Su facebook si scrivono idiozie e non finire. A volte manco ricordiamo quello che scriviamo. Cerchiamo di accettare le critiche serenamente senza farci venire la tachicardia ogni volta che leggiamo qualcosa che non ci piace. E lasciamo il badile in cantina.

Invitiamo l’amico Palmieri in redazione a mangiare il panettone avanzato, da San Bias.

Un’ura in pas…ma che si faccia veramente quest’ora in pace…

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Un contenzioso su facebook, il vice sindaco leghista l’ha aperto anche col nostro direttore. La vittoria alle scorse elezioni ha “montato” un  pò la testa ai leghisti che trattano la città un pò come cosa loro. Ma non non siamo istituzione e ci prendiamo le critiche. Siamo grandi e vaccinati e non siamo la città.

Poi all’improvviso, come documentano le foto in copertina, c’è una altra caduta di stile dei “Barbari Sognanti”. Usano la pagina facebook istituzionale del comune per pubblicare le foto di Attilio Fontana in visita a Magenta per la sua campagna elettorale sostenuta dalla Lega, visto che è il loro candidato.

gelliIl PD locale con uno scritto del’ex vicesindaco Paolo Razzano rilancia questo post: “Vergognoso! Accade a Magenta. Il vicesindaco leghista Simone Gelli (che il suo stesso partito ha escluso dalle candidature alla Regione e al Parlamento) usa la pagina istituzionale del Comune per fare propaganda ad Attilio Fontana, candidato della Lega a presidente della Lombardia. La sindaca Chiara Calati dovrebbe come minimo togliere le deleghe a una figura che pensa di strumentalizzare così le istituzioni!”.

Una Calati in difficoltà, le tre forze politiche della sua coalizione, quasi certamente non coese, un pò di grattacapi glieli stanno dando. Prima o poi la Sindaca dovrà prendere sicuramente prendere posizioni.

Mentre scrivevamo l’articolo si è aggiunto un post di Enzo Salvaggio che recita rivolgendosi a Chiara Calati: “Sindaco ma quale errore dell’Ufficio Stampa? Come si vede tutta l’Amministrazione era in posa per la foto ricordo col candidato leghista alla presidenza della Regione, foto poi pubblicata sulla pagina FB ufficiale della Città di Magenta. Ricordo a tutti che è il Sindaco responsabile dello stile e delle modalità con cui le notizie vengono trasmesse ai cittadini. Inoltre vorrei dire che la toppa è più grossa dello strappo che si è fatto; anche perché conosco e apprezzo la professionalità e la correttezza del personale chiamato a gestire la comunicazione della Città di Magenta: in cinque anni non ha mai fatto questi errori, motivo in più per attribuire la responsabilità direttamente al Sindaco. A casa mia questo si chiama scaricabarile”

Noi da spettatori, aspettiamo, vedremo la risposta ufficiale del Sindaco, o come al solito tutto cadrà nel dimenticatoio?

Per correttezza d’informazione, sono le 19.08, 17 minuti fà la Sindaca Chiara Calati, utilizzando sempre i social (Pagina Ufficiale del Comune) ha postato: “In merito alla polemica politica scaturita dalla pubblicazione sulla pagina facebook istituzionale di una foto in cui il vicesindaco tiene in mano un volantino di propaganda, questa la precisazione del sindaco Chiara Calati: ‘Voglio precisare che ho visto il post soltanto ora. La pubblicazione è stata fatta su iniziativa personale dell’assetto alla comunicazione che stava seguendo l’evento. Ho richiamato e ordinato immediatamente la rimozione della foto. Un conto è la personale appartenenza politica, ben altro il governo della città. La mia amministrazione non si permetterebbe mai di utilizzare i canali istituzionali per propaganda politica. Aggiungo inoltre che nessuno di noi amministratori ha l’accesso alla pagina Facebook della città. Mi scuso con tutti i cittadini per l’episodio”.

Noi aspettiamo anche una dichiarazione in merito alla frase “Chiara Calati, dagli una badilata in testa al Bienati”. frase detta da un “quasi” consigliere leghista. doppia caduta di stile in meno di 24 ore da parte dei Leghisti…

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Vandalismo a ripetizione nei comuni del magentino. Ieri, verso mezzogiorno, a Santo Stefano Ticino, un gruppetto di ragazzi non ha trovato nulla di meglio da fare che giocare a lanciare sassi a caso. Erano in via della Stazione proprio all’altezza dello scalo ferroviario di Santo Stefano/Corbetta dove transitano e si fermano in continuazione i treni dei pendolari.

Un sasso ha colpito l’auto di un cittadino parcheggiata sulla pubblica via ammaccandola. E loro sono fuggiti a gambe levate. Senza sapere che i sassi lanciati sarebbero potuti finire anche sui binari della linea ferroviaria Milano – Novara e causare disastri ben peggiori. Sono stati allertati i carabinieri giunti sul posto in un attimo, ma dei teppisti non c’era più traccia. Si erano dileguati per le vie del paese.

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