Home AuthorsAll posts by Annachiara Blandino
Author

Annachiara Blandino

IMG_9544

CroppedImage720439-dacci-debitoMarco Bersani, fondatore di Attac Italia (associazione che si occupa dello studio e della critica del pensiero neoliberista), presenta il suo saggio ‘Dacci oggi il nostro debito quotidiano. Strategie dell’impoverimento di massa’ presso la sede dell’Ecoistituto della Valle del Ticino (Santa Maria in Braida, Cuggiono). L’autore, in questo testo, cerca di spiegare l’origine del debito pubblico, le ragione della sua crescita e quale impatto ha avuto sulla vita dei cittadini. Per chi fosse interessato a saperne di più, ecco la diretta video:

13 febbraio 2018 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
gerusalemme
1919212_105029966180038_3517948_n

Foto Francesco Maria Bienati

Gerusalemme è stata riconosciuta, dagli Stati Uniti, capitale di Israele sin dal 1995, ma la formalizzazione è sempre stata rimandata, fino a quando Donald Trump ha dichiarato di voler trasferire l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme.

Non sono ancora chiare le tempistiche e soprattutto le motivazioni dietro questa decisione. Probabilmente il presidente intende differenziare, in modo plateale, la sua attività in politica estera rispetto a quella del suo predecessore e compattare così una parte importante del suo elettorato.

Il gesto ha suscitato il dissenso della comunità internazionale e ha scatenato la prevedibile rabbia dei palestinesi. Nonostante siano diversi i presupposti che lasciano presagire una continuazione dei disordini di questi giorni, è necessario tuttavia usare una certa cautela prima di dare per certa una nuova intifada (sebbene sia stata dichiarata), se la parola “risveglio” presuppone un’ampia insurrezione con ripercussioni importanti sull’assetto politico palestinese.

341038_369658043050561_1328429215_o

la Città di Betlemme, durante un attacco Israeliano nel Novembre del 2000 – Foto Francesco Maria Bienati

La prima, scoppiata nel 1987 e conosciuta come “intifada delle pietre” per indicare i mezzi di fortuna usati dai palestinesi, ha portato alla nascita di nuove organizzazioni dedite alla lotta armata contro Israele, la più importante delle quali è Hamas. Il movimento ha rafforzato il suo ruolo durante la seconda intifada (2000), caratterizzata infatti da una solida organizzazione politica. La violenza degli scontri ha anche sortito l’effetto di convincere la maggior parte dell’opinione pubblica mondiale che la pace sia possibile solo prevedendo la nascita di uno stato palestinese indipendente da quello israeliano.

medioDa allora il Medio Oriente è profondamente mutato; i cambiamenti sono ancora in corso e lo saranno per il medio e lungo periodo. Gli esiti sono tuttora incerti ma “il fronte del rifiuto”, con cui si intende l’insieme dei paesi non disposti a trattare con Israele in assenza di determinate condizioni, è spezzato, e lo è da tempo. L’Iraq, la Libia e la Siria non sono nella condizione di poter agire; in particolare Damasco, come patria del nazionalismo arabo, non è mai rimasta insensibile alla questione palestinese, sia per la sua posizione geografica, sia per l’alto numero di profughi accolti nel paese. Hafez al Assad, i cui rapporti non l’Olp non erano idilliaci, era un politico realista, diventato progressivamente consapevole che Israele era ormai una realtà strutturata in Medio Oriente; l’unico modo per arginarne l’espansione territoriale era unire gli altri stati dell’area in un’opera di contenimento. L’impresa, al di là della retorica ufficiale, è fallita.

Attualmente, Arabia Saudita e Iran sono impegnati in uno scontro che, se non ha portato ancora a una guerra dichiarata tra i due, ha risvolti in Yemen, Siria e Libano. I sauditi anzi non hanno, negli ultimi anni, preso nette distanze da Israele, proprio in funzione anti-iraniana.

Solo Egitto, Giordania e Turchia possono permettersi una minima volontà di mediazione. I fronti sono troppi per aprirne con leggerezza un altro e questo spiega l’intera preoccupazione della comunità internazionale.

gerusalemme2Lo status giuridico di Gerusalemme è sempre stato, d’altra parte, complicato da definire e nessuna Conferenza di pace ha portato finora a una soluzione condivisa dalle parti. Israele rivendica l’intera città, acquisita militarmente durante la guerra dei Sei giorni, mentre l’Anp (Autorità nazionale palestinese) chiede che Gerusalemme est sia la capitale di un futuro (e al momento ipotetico) stato palestinese. Nel 2000, l’Anp ha dichiarato di considerare la parte orientale della città come territorio occupato, e come tale è riconosciuto anche dall’Onu e da numerosi paesi occidentali.

Le forti rimostranze a Gaza, in Cisgiordania, a Ramallah, Betlemme e Gerusalemme sono inoltre un banco di prova per l’accordo tra al Fatah e Hamas. L’intesa, iniziata gradualmente nel 2014 e firmata nel febbraio di quest’anno, tenta di porre fine ai contrasti tra i due ed è però la somma di due debolezze. Mahmud ‘Abbas (Abu Mazen), leader di al Fatah, rappresenta l’area più moderata della dirigenza palestinese, non in grado tuttavia di controllare i gruppi armati e neanche tutti i territori; ne è stata prova l’ottimo risultato elettorale di Hamas ottenuto nel 2006 nella striscia di Gaza.

WestLa vittoria non è stata riconosciuta da gran parte della comunità internazionale, che cataloga il gruppo come terrorista, e ha portato ulteriori sanzioni verso i palestinesi. Il governo di Gaza quindi è nato debole e gli scontri tra Hamas e al Fatah del 2007 hanno ulteriormente esacerbato i dissidi, provocando inoltre successive scissioni nell’organizzazione islamista. Nel frattempo, al Fatah ha avviato colloqui con rappresentanti del governo israeliano, i quali sono però decisi a non recedere sulla possibilità di bloccare gli insediamenti di coloni in Cisgiordania e hanno proposto la West Bank come possibile nucleo della Palestina, isolando così Gaza, condizione non accettata da ‘Abbas.

L’accordo tra le diverse anime della resistenza palestinese è solo una base di partenza e sarebbe, se fosse prorogato, un’impresa notevole: occorre mostrare un fronte compatto per avere qualche possibilità negoziale e ripristinare un rapporto di fiducia con i palestinesi stessi. Le varie azioni precedenti gli attuali disordini, compresa quella che è stata frettolosamente definita “l’intifada dei coltelli”, sono nate in modo spontaneo e senza una reale pianificazione “dall’alto”, frutto più della frustrazione che di un calcolo politico.

Ovviamente un’eventuale brusca conclusione del processo di avvicinamento tra al Fatah e Hamas porterebbe alla radicalizzazione delle reciproche posizioni, allontanalo ancora una volta il processo di pace.

10 dicembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
forbes

Forbes-Magazine-Logo-Font-465x296Il private banking, cioè l’insieme di servizi finanziari e di consulenze riservati ad alti capitali potenzialmente da investire, è un settore in espansione. Per tale ragione Forbes, rivista americana di economia e finanza di recente approdata in Italia ed edita dalla Blue Financial Communication, ha organizzato il Private Banking Award 2017.  La premiazione dei protagonisti del mercato italiano dedicato alla gestione dei grandi patrimoni si è svolta a Milano mercoledì 22 novembre, presso la sede della Borsa, e ha visto la presenza di oltre duecento top manager delle principali realtà aziendali italiane e internazionali.

forbes3Durante l’evento, Denis Masetti- presidente della Blue Financial Communication- ha ricordato che pubblicare in Italia un periodico che si occupa di vari aspetti della vita economica non è una “scommessa” di poco conto, considerate le evoluzioni che coinvolgono oggi l’informazione, nonostante Forbes sia un brand riconosciuto. «In cento anni», ha sottolineato nel suo intervento il giornalista Oscar Giannino, «Forbes è sopravvissuta a diverse crisi nel mercato editoriale finanziario». Non è difficile individuare le ragioni di tale longevità perché, tra gli obiettivi della rivista, vi è quello di trovare e valorizzare i talenti e le idee più brillanti nel campo dell’imprenditoria.

forbes2L’innovazione non deve rimanere esclusivo monopolio delle società più rilevanti e note perché anche un gran numero di piccole e medie imprese, parte essenziale del tessuto economico italiano, hanno tutto l’interesse a canalizzare ciò che rappresenta un rinnovamento come, ad esempio, nuovi metodi di gestione aziendale. Forbes è in grado di leggere questa realtà in continua trasformazione.

Il valore dell’impegno dei singoli, sempre in concerto con gli enti di riferimento a livello lavorativo, è stato messo in risalto dalle categorie “miglior banker italiano/a” e “miglior avvocato nel settore private banking”, riconoscimenti consegnati rispettivamente a Manuela D’Onofrio (Cordusio Wealth Management Sim), Riccardo Barbarini (Ubi Banca) e Claudio Morpurgo.

Tra gli altri premiati, ricordiamo: FinecoBank, Helvetia, Azimut, Fideuram Intesa San Paolo, Albertini svp e Ersel, Banca Mediolanum, Kairos, Bln-Bnp Paribas e Banca Aletti e Selectra Managment Company.

23 novembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
wondy3

wondy2Il sorriso è spesso ironico, molte altre volte è solare, nonostante il fisico sia sempre più debilitato dalla malattia, e lo sguardo è vivissimo, penetrante: sono gli occhi di una persona affamata di vita e che soprattutto vuole continuare ad avere fame di vita. Francesca Del Rosso, giornalista e scrittrice, appare vivace, quasi in movimento, in ogni scatto della mostra fotografica presentata venerdì 10 novembre presso la Sala delle Vetrate di Turbigo. Wondy (pseudonimo di Francesca e diminutivo di Wonder Woman, a indicare che serve una grande forza di volontà per reagire di fronte a una malattia) è morta a causa del cancro nel dicembre del 2016. Sono stati tanti gli interventi chirurgici e le terapie cui si è sottoposta ma, appena la giovane donna è in grado di muoversi, viaggia. Grecia, Cuba, Thailandia, Gerusalemme, Seychelles sono solo alcune delle mete visitate da Eccellenze-Made-in-Italy-Francesca-Del-Rosso-Wondy-un-inno-alla-resilienza-mostra-In-viaggio-con-wondy-Francesca con il marito, Alessandro Milan, e i loro due bambini. Non è una semplice turista. «Per me i viaggi assomigliano anche al tasto del “punto e a capo”»- scriveva Francesca- «Nella vita, hanno segnato momenti di discontinuità e spesso si sono legati a eventi particolari, alcuni bellissimi altri no. Il viaggio in Thailandia è stato da favola. Sentivo dentro di me segnali di rinascita e osservavo quel che mi accadeva con sguardo diverso. Un po’ come quando ti innamori (…) E io ero proprio in quello stato, innamorata. Innamorata della vita che avevo ancora davanti».

Resiliente” è l’aggettivo che, secondo il marito, wondydescrive meglio Wondy  e il suo modo di reagire al peggiorare della malattia. Non è una caratteristica scontata, perché indica una straordinaria capacità di rimanere sensibili verso ciò che ci circonda, pur in condizioni difficili, e implica un continuo e difficile lavoro dentro di sé che è riduttivo circoscrivere solo alle cure mediche. Per  diventare resilienti serve anche un aiuto esterno, perché durante un momento di malessere «si vive tutto in modo amplificato», ha spiegato il vicesindaco di Turbigo Maria Colombo, promotrice  del progetto di sopporto psicologico a sostegno dei malati oncologici e dei loro familiari. Lo sportello, gratuito, sarà attivo dalla fine di gennaio e sarà curato dalla psicologa Sara Fusé. Un’ottima iniziativa, perché l’attenzione all’aspetto psichico aiuta il paziente non solo durante il periodo di cura, ma anche nel ricostruire la propria vita dopo la malattia.

12 novembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
premio

premio3La ricerca non deve rimanere isolata in un laboratorio, perché «è qualcosa che fa parte della nostra vita»: la frase, pronunciata da Paolo Veronesi- presidente della Fondazione Umberto Veronesi-, sintetizza quanto detto dai tanti ospiti che si sono alternati sul palco del Teatro della Scala in occasione della “Giornata della Ricerca” dell’8 novembre. Dopo l’esibizione al pianoforte di Giovanni Allevi, accompagnato dalla violinista Lena Yokoyama, la giornalista Eliana Lotta ha introdotto David Orban (Advisor Singularity University), il quale ha relazionato riguardo all’impatto della tecnologia sulla qualità IMG_0959oldanidella vita; in seguito, Nathalie Dompé, imprenditrice settore farmaceutico, Davide Oldani, chef, e Gerry Scotti, conduttore televisivo, hanno ribadito che anche ambienti diversi sono in grado di attivarsi per supportare la ricerca. Dopo il saluto di Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, Giacomo Rizzolatti, direttore del dipartimento di neuroscienze dell’Università di Parma, ha ricevuto il premio “Lombardia è ricerca”. Il professore si è a lungo occupato della funzione dei neuroni a specchio, responsabili della capacità di provare empatia e della comunicazione tra esseri umani.  La loro scoperta ha premio2perciò contribuito in modo fondamentale ad approfondire le conoscenze scientifiche sul sistema nervoso centrale e sarà essenziale per trovare cure efficaci a diverse patologie del comportamento.

In questa prima edizione della Giornata, organizzata insieme alla Fondazione Veronesi, è stato annunciato che il premio ricevuto da Rizzolatti sarà utilizzato per supportare le ricerche in ambito neurologico che il professore sta seguendo all’Ospedale Niguarda.

La celebrazione di ieri, nelle intenzioni manifestate da Roberto Maroni e da Luca Del Gobbo (assessore alla Sanità in regione), non rimarrà un caso isolato, bensì sarà parte di un progetto più ampio per incrementare il ruolo della Lombardia nell’innovazione scientifica e tecnologica.

 

 

9 novembre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
IMG_0195

IMG_0205Sala Consiliare di Magenta gremita per la presenza di Romano Prodi; la conferenza Il piano inclinato. Una crescita senza uguaglianza mette a rischio la stabilità democratica. La crescita inclusiva è una strada percorribile? si inserisce nel ciclo di incontri Europa: tracce e orizzonti, organizzati da UrbanaMente e dall’Academia Peregrini.

Prodi ha conosciuto dall’interno le istituzioni europee e le ha raccontate sia inserite nel contesto internazionale, sia analizzandone i punti di debolezza e di forza.

IMG_0211L’Unione Europea è «un gigante economico, un nano politico, un verme militare»: la battuta è esemplificativa di un continente che può vantare, dopo otto anni di crisi, dati economici positivi (ad esempio, nelle esportazioni), ma che non è ancora coeso politicamente, date le divisioni tra i governi che compongono il Consiglio Europeo. Eppure, i cambiamenti nello scenario internazionale e i recenti risultati elettorali in Francia e in Germania, stanno già modificando il quadro politico.

IMG_0214Gli Stati Uniti, ancora grande potenza però indebolita dalle guerre degli ultimi quindici anni, non sono più in grado di garantire “l’ombrello” americano in tema di sicurezza; ciò potrebbe portare i paesi dell’Ue a ipotizzare l’eventualità di creare una forza di difesa comune. Inoltre, in nessuno degli Stati europei c’è il predominio dei partiti tradizionali e quindi, proprio per questa ragione, i rapporti di forza sono in una fase di nuova definizione.

L’intera Lectio Magistralis nel nostro video:

18 ottobre 2017 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Newer Posts