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1 novembre 2017

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È andata male a due truffatori smascherati dai carabinieri di Bareggio in quel di Cisliano. Sono due cugini che avevano macchinato, ai danni di un ignaro automobilista, il classico raggiro dello specchietto. Quello di fingere di essere stati urtati, chiedendo soldi per risolvere bonariamente la questione. I due, dell’età di 42 e 36 anni, sono stati notati l’altro giorno nel parcheggio del cimitero di Cisliano mentre discutevano, in maniera animata, con un uomo. La terza persona era un 62enne italiano accusato dai due cugini di avere urtato e danneggiato lo specchietto retrovisore della loro auto durante un tentativo di sorpasso. In realtà non era così, ma si trattava di un tentativo truffaldino messo in atto dai due cugini per estorcere denaro alla vittima di turno. I carabinieri si sono insospettiti e si sono avvicinati per capire cosa stesse succedendo. Scoprendo che le cose non stavano come i due le raccontavano. In realtà i due truffatori avevano scagliato dei bulloni contro l’auto della vittima invitandola poi ad accostare nel parcheggio del cimitero.

Quindi, al 62enne, hanno fatto notare lo specchietto penzolante e la presenza di alcuni segni sulla carrozzeria dell’auto. A quel punto è scattata la richiesta di denaro. Meglio risolvere tutto in questo modo, perché segnalare il fatto all’autorità avrebbe comportato un esborso economico ben maggiore per il responsabile. I carabinieri della stazione di Bareggio sono però riusciti a bloccare la truffa. Hanno perquisito il veicolo dei due cugini trovando alcuni bulloni e i pastelli a cera spezzati. Quelli che potrebbero essere stati utilizzati durante la truffa. I pastelli sono ritenuti idonei per essere lanciati contro le carrozzerie dei veicoli sui quali riescono a lasciare segni ben visibili.

L’uomo di 42 anni è stato arrestato, mentre per il 36 enne è scattata la denuncia a piede libero. Arresto convalidato dal giudice per la direttissima che lo ha condannato a sei mesi con divieto di ritorno nel comune di Cisliano.

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chiesa quadrangolo

Mi capita di aver voglia di scrivere. Un tempo albeggiavano altre voglie, ma il tempo passa e domani è il giorno dei morti, anche se l’ho ‘festeggiato’ oggi con una lunga visita al Cimitero. In attesa di eventi, continuiamo la nostra ‘Storia delle Vie’, affrontando quello che fu il personaggio più importante della storia turbighese, quel cardinale di Santa Romana Chiesa, Flaminio Piatti, a cui si devono la Chiesa e il Convento degli Agostiniani Scalzi (XVII secolo), capisaldi di una Controriforma cattolica che tentò di arginare l’incendio scatenato da Martin Lutero giusto cinquecento anni fa.

112 – PLATI (PIATTI) Flaminio

Collega la Via Villoresi alla nuova Circonvallazione Sud di Robecchetto con Induno e fu denominata con delibera n. 120 del 28 settembre 1971. Il prolungamento della Vla Plati al territorio di Robecchetto fu realizzato negli anni Novanta del secolo scorso quando entrò in funzione il nuovo camp di calcio.

Circa un secolo fa, a conoscenza del fatto che il Comune stava riordinando le Vie turbighesi, il parroco, don Edoardo Riboni, con una lettera del 19 novembre 1930, si fece carico di proporre al segretario politico del Fascio locale, Guido Rivolta, la denominazione di una Via al cardinale turbighese. Scriveva il don: “Nato a Turbigo nel 1550 compì i suoi studi a Roma e poi per la sua scienza e pietà venne creato Cardinale e delegato apostolico in Spagna. La cappella e il dipinto di San Diego (recentemente restaurato dalla parrocchia) è opera sua. Con atto testamentario lasciò i fondi per erigere un convento e la chiesa conventule degli Agostiniano Scalzi”. Lasciò tante beneficenze per Turbigo che vengono amministrate dalla Congregazione di Carità”.

La ricerca storica del Parroco non era molto approfondita, ma lo spessore del personaggio c’era tutto e sufficiente a motivare gli studi successivi. Sepolto nella Chiesa del Gesù a Roma, sotto la cupola principale, il suo sepolcro, portante lo stemma dei Piatti (che poi è quello di Turbigo) è disegnato con marmi policromi in quella che fu la chiesa principe della Controriforma. E il cardinal Piatti fu – insieme e Carlo Borromeo e Carlo Bescapé – uno dei fautori della Riforma contro quel frate che ruppe l’unità del mondo cristiano. Difatti il 31 ottobre 1517, cinquecento anni fa, Martin Lutero affisse alla porta della Chiesa del castello di Wittemberg le 95 tesi sulla penitenza e sulla vendita delle indulgenze che si scagliarono cntro il potere politico della chiesa di Roma. Il cardinal Piatti era dall’altra parte e il convento e la chiesa turbighese vanno visti in questo contesto storico.

La Via in memoria del Cardinale fu denominata all’Arbusta quarant’anni dopo, ma fu sbagliato e il cognome da ‘Piatti’ divenne il latineggiante ‘Plati’ e sostituirlo oggi è quasi impossibile, per le lagnanze degli abitanti che dovrebbero cambiare le patenti automobilistiche e tutto il resto. Per cui va bene così.

Ricordiamo, infine, che a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso fu realizzata una forte urbanizzazione lungo questa Via ad opera delle cooperative edilizie (‘La Turbighese’, p.e. costruì 15 appartamenti con cantina).

113 – PODGORA (Via e Vicolo)

Collega la Via Fredda alla Via Bainsizza e fu denominata nel 1932, così come il vicolo. E’un luogo topico della prima guerra mondiale dove si svolse la seconda battaglia dell’Isonzo.

114 – PORTA Carlo

Collega la Via Bainsizza alla Via Fredda e fu denominata con delibera n. 68 del 29 novembre 1985. La Via accompagna sulla destra, partendo dall Via Fredda, una serie di villette, mentre sulla sinistra dopo ‘Carla Fiori’ ci sono i resti di quello che fu uno stabilimento di piastrelle (Al Maragnò).

 

FOTO La chiesa e il convento degli Agostiniani Scalzi

 

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Vittuone - Incidente

Strada provinciale 227 Vittuone Cisliano bloccata questa mattina a causa di un grave incidente stradale. Il conducente di un carro attrezzi stava percorrendo la strada verso Vittuone ed era diretto in zona cascina sant’Antonio per un’auto in panne quando si è scontrato frontalmente con una Mazda. Nello scontro il carro attrezzi è indietreggiato sfrisando una terza auto che sopraggiungeva.

A bordo due cacciatori con i loro cani che se la sono cavata con tanto spavento. Non è andata bene all’uomo di 53 anni e alla donna di 47 anni che si trovavano sulla Mazda. Sul posto le ambulanze del Cvps di Arluno, la Croce Azzurra di Abbiategrasso e l’elisoccorso. L’uomo è stato accompagnato in codice verde a Magenta, la donna è stata elitrasportata in giallo al Niguarda. Illesi gli altri coinvolti. I carabinieri hanno svolto i rilievi e hanno provveduto a bloccare la strada.

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È atterrato l’elisoccorso nel campo davanti al cimitero di Magenta questa mattina.  Tra una moltitudine di persone che si recavano al campo santo per la festività di Ognissanti.

L’arrivo dell’equipe medica si è reso necessario per il malore di una persona avvenuto nella sua abitazione. Ad occuparsi della messa in sicurezza delle operazioni la Polizia locale di Magenta.

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polloni

biciUna grande rete ciclabile che avrebbe dovuto collegare Castano Primo a Castelletto di Cuggiono. Dall’alzaia del Naviglio Grande, all’altezza del ponte, fino al Villoresi arrivando alla stazione ferroviaria di Castano e toccando tutti i punti di sosta degli autobus.

Il progetto, che riguardava due comuni e che era stato approvato e finanziato da Regione Lombardia, per un importo di circa 700mila euro pare sia stato bocciato dall’attuale amministrazione Cuggionese. Lo riferisce il vecchio sindaco di Cuggiono Flavio Polloni. Se così fosse sarebbe davvero un gran brutto segnale. Quello che, nel nome di un cambiamento di coloro politico, si neghi ai cittadini la possibilità di poter usufruire di una pista ciclabile finanziata per la maggior parte dell’importo necessario. Polloni era sindaco PD, ma alle recenti amministrative è subentrata Maria Teresa Perletti. Abbiamo video intervistato l’ex sindaco Flavio Polloni che ci racconta come stanno le cose. A breve ascolteremo l’attuale primo cittadino per chiarire il punto di vista dell’attuale amministrazione

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