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15 aprile 2018

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mini3Se la sono vista brutta due uomini che viaggiavano su una Mini Cooper oggi pomeriggio sulla ex Ss11 a Magenta. L’auto si è ribaltata quando sono arrivati all’altezza del Camping.

Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco volontari di Magenta per mettere in sicurezza la zona, due ambulanze della Croce Bianca di Magenta e Sedriano e l’automedica. Fortunatamente non hanno riportato ferite gravi e sono stati accompagnati al pronto soccorso in codice verde.

Problemi di sono registrati per la circolazione stradale. I carabinieri, intervenuti per chiarire la dinamica, hanno bloccato la ex SS11 in direzione Milano.

 

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casa

Nel corso delle nostre indagini per Capire cosa fosse successo o chi era responsabile del vile attacco notturno al Sindaco Pignatiello, era inevitabile porre la domanda ai membri di Casapound. Abbiamo sentito Stefano Casari, il quale ci ha sottolineato che, nelle loro proteste ci mettono sempre la faccia.

13346950_10206892223960099_2393063615805555114_nQuello di cui stiamo parlando è un gesto vile e che dev’essere totalmente condannato”. Molti si sono chiesti il perché della scritta “Assassino” sul foglio, Casari risponde: “Se l’accusa al sig. Sindaco è conseguenza dell’incidente stradale che ha provocato la morte di un giovane castanese siamo certi e confidiamo nell’operato della magistratura che sta portando avanti le indagini (non solo a carico del sindaco castanese) soprattutto a tutela della famiglia del defunto – sottolinea – deve comunque far riflettere il fatto che questa amministrazione, nella persona del sindaco, riceve frequentemente attacchi” Finisce con: “questi gesti vanno condannati a prescidere!

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30729608_10215950560665384_3602133902300282880_nChi arrivava da Lugano, nel cantone della Svizzera Italiana, chi da Varese. Erano in 65 oggi ad avere attraversato la tappa della via Francisca del Lucomagno che separa Castelletto di Cuggiono da Castelletto di Abbiategrasso lungo il tracciato dell’antica via Francisca romano longobarda che, dal centro Europa, giungeva a Pavia e si collegava con la via Francigena verso Roma. Poco più di 18 chilometri che hanno percorso a piedi. Un modo per scoprire anche le bellezze del territorio, sconosciute a chi proveniva dalla Svizzera e dal Veresotto ed apprezzatissime. Ad accoglierli, nella tappa di Cassinetta, il vice sindaco che ha parlato del piccolo paese sul Naviglio Grande che ha adottato un pgt a zero consumo di suolo, riscuotendo l’applauso dei camminatori. Per l’occasione ha aperto le porte la stupenda Villa Visconti Maineri . Una visita anche a Villa Piatti e uno sguardo alle bellezze naturali di Cassinetta. Il cammino è proseguito verso Castelletto di Abbiategrasso che ha chiuso la tappa. Le prossime arriveranno a Motta Visconti, quindi, a Pavia.

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Un Post del Sindaco di Castano è apparso questa mattina su Facebook diceva: “Una brutta nottata: i cani che abbaiano, macchine che sfrecciano, paura, sgomento, tensione e poi al mattino la brutta sorpresa. Un messaggio, una sola parola, contro di me, una parola infamante, assurda, fuori luogo. INACCETTABILE!!! Non si può sopportare tutto questo!!! Non si può entrare nell’intimità di una famiglia, durante la notte, intimorendo, distruggendo ogni tranquillità, mettendo in allarme una casa intera. Chiunque voi siate: FATE SCHIFO!!!!

Abbiamo sentito il Sindaco Giuseppe Pignatiello il quale cui ha raccontato: “durante la notte ho sentito dei rumori strani, insospettito sono uscito sul balcone diverse volte, ma in realtà non ho visto nessuno – continua -Solo dopo un paio d’ore che i rumori continuavano, i cani abbaiavano, ho visto quattro persone salire in auto, partire sgommando e dileguarsi nella notte”. Solo in un secondo momento, il Sindaco Castanese, si accorge che quelle persone gli hanno lasciato qualcosa. Ci assasinodice: “Ho scoperto un foglio, stampato al computer con su scritto la parola Assassino e lì vicino c’era un finocchio – ribadisce che – non ho paura, anzi, il fastidio è che vengono coinvolte le persone che ami. Quando ho capito che i quattro non erano ladri , visto che ritengo il fatto gravissimo, non ho potuto fare altro che denunciare ai Carabinieri e alla Polizia Locale cosa è accaduto

La nota finale del Sindaco è “Non di può entrare nell’intimità di una famiglia, durante la notte, intimorendo, distruggendo ogni tranquillità, mettendo in allarme una casa intera”.

La vicenda è condannata da noi di CAM e diamo la nostra solidarietà a Giuseppe Pignatiello.

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Ticino 1853

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TURBIGO-GALLIATE. Due erano le dogane ‘in servizio’, al tempo del Lombardo-Veneto e dello Stato Sardo, al passo sul Ticino di Turbigo-Galliate.  La prima, in territorio turbighese  (foto 1); la seconda in territorio galliatese (foto 2) ha dato vita ad un ristorante ‘Vecchia Dogana’. Quest’ultima, sulla ‘Costa Grande’ in territorio di Galliate, diede il nome ad un ristorante negli Anni Novanta del secolo scorso, proprio perché recuperò in parte le vestigia del vecchio fortilizio, eretto al tempo della definizione dei confini con barriere doganali con il Lombardo-Veneto (1743).  Un secolo dopo, la dogana galliatese fu ampliata e fu costruita anche quella di Turbigo (che sta cadendo a pezzi) dove risiedeva l’Imperial Regia Finanza. Da allora e sino all’Unità d’Italia iniziò il contrabbando tra le due rive del fiume, che ebbe un rigurgito durante gli anni 1943-45 della seconda guerra mondiale.

Qualche settimana fa, uno dei rari cultori di storia locale, ci ha chiesto informazioni sulla dogana galliatese e noi l’abbiamo indirizzato dal signor Gianni Belletti del Gruppo Dialettale Galliatese il quale, molto gentilmente, ha messo a disposizione la ‘mappa’ che pubblichiamo ‘ in evidenza’.

 

FOTO in evidenza, ‘Ticino 1863; la dogana turbighese e la dogana galliatese

 

 

 

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MILANO – A Milano sbarca il braccio operativo della Tsinghua University di Pechino TusStar, il più grande incubatore al mondo di attivita’ innovative, che con il Campus Bovisa del Politecnico apre la sede del proprio hub europeo per l’innovazione. L’ obiettivo è realizzare una piattaforma per l’attrazione di investimenti cinesi in innovazione, sostenendo le attività di trasferimento tecnologico fra le rispettive accademie e il mondo delle imprese.

E’ una delle notizie riferite nel primo dei due giorni di dibattiti e tavole rotonde sui temi dello sviluppo sostenibile in corso nella comunità di recupero riminese San Patrignano, dove si svolge la prima edizione del ‘Sustainable Economy Forum’, promosso da San Patrignano – che festeggia così il quarantennale della fondazione – e Confindustria; sostenuto da BMW Italia, Eni, Gruppo 24 Ore, IGPDecaux, Intesa San Paolo, l’Ente Nazionale per il Microcredito, con il patrocinio di Fondazione Cariplo e il contributo di Fondazione CRT.
Oltre 60 relatori nazionali e internazionali si confrontano sul futuro del pianeta e sui temi cruciali dettati dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
Il rafforzamento del partenariato fra privati, fra privato e non profit, e allo stesso tempo lancio dei green bonds sono le prime proposte emerse nella prima giornata.

La due giorni, alla quale Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano ha invitato il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, vuole accendere i riflettori su due tematiche essenziali, Sostenibilità e Responsabilità, al fine di offrire un contributo allo sviluppo economico e sociale di una società più prospera e consapevole. Ha detto Moratti: “È importante per San Patrignano organizzare e ospitare un evento di tale rilevanza teso a promuovere una riflessione seria ed efficace sui due valori da sempre promossi anche dalla nostra Comunità come punti cardine del programma di recupero. Si tratta di un’evoluzione necessaria che, a livello locale e globale, dovrà orientare un cambiamento culturale attraverso il confronto e lo scambio di esperienze positive che producano e diffondano conoscenza e consapevolezza

Secondo il presidente di Confindustria Francesco Boccia “l’industria e l’Italia aspirano a un nuovo Rinascimento, per cui è necessario immaginare una differente idea di sviluppo in cui attraverso la sostenibilità e la responsabilità sociale possano essere raggiunti importanti obiettivi: aumentare la produttività, favorire la crescita, contribuire a rendere la società più aperta, contrastare povertà e disuguaglianze. Una crescita inclusiva può infatti essere la soluzione alla disgregazione della società, oltrechè rappresentare un elemento di equità verso le generazioni future”.

Una giornata di confronto e di lavoro in cui si è parlato di sostegno all’Africa, di nuovi modelli di welfare e finanziari, ma anche di pari opportunità fra i generi, soluzioni per le grandi città e di come la tecnologia possa e debba essere sempre più a sostegno dei cittadini. Proprio in merito a quest’ultimo tema è intervenuto Nicholas Negroponte, fondatore di “One laptop per Child Association”: “La tecnologia è importante, ma prima che insegnare a creare app dobbiamo far sì che i bambini e i giovani apprendano e siano in grado di formulare un pensiero. In questo la tecnologia ci può venire in aiuto. E’ grazie ad essa che abbiamo permesso in sei mesi a un villaggio africano di apprendere l’inglese. E per questo è ancor più importante che la connettività arrivi ovunque e possa esser parte del bagaglio dei diritti umani”.

In quarant’anni la comunità di recupero San Patrignano ha accolto 26.000 giovani con problemi di tossicodipendenza, attualmente gli ospiti sono 1.300. Offre loro una casa, assistenza sanitaria e legale, la possibilità di studiare e imparare un mestiere mettendo a disposizione una cinquantina di laboratori ed attività agricole e di allevamento – la comunità si estende su una superficie di circa 300 ettari – e quindi di rientrare a pieno titolo nella società. Il tutto gratuitamente, senza oneri nè per lo Stato (che risparmia così circa 30 milioni) né per le famiglie. Oltre la metà delle risorse proviene da donazioni, senza le quali San Patrignano non sarebbe diventata una delle più importanti realtà europee in questo campo.

Ricerche universitarie dimostrano che il 72% di chi termina il percorso di recupero non ricade nell’uso della droga. Importante anche l’opera di prevenzione svolta dalla Comunità all’esterno: ogni anni incontra decine di migliaia di studenti e si occupa di sensibilizzarli sul tema della dipendenza.

Il percorso nella comunità dura in media dai 3 ai 4 anni. San Patrignano è una comunità viva che, con il supporto e il sostegno di chi ha già provato esperienze di vita simili, comprende le difficoltà legate ai disagi e all’emarginazione e riesce a ricostruire l’identità delle persone rafforzandone i valori: l’onestà, l’impegno, il rispetto per se stessi e per gli altri, la solidarietà e la capacità di relazione.

La comunità di recupero da droghe e dipendenze è anche impegno per una società migliore attraverso diversi progetti di prevenzione: attività specifiche nelle scuole, eventi internazionali di approfondimento, lotta contro le dipendenze. San Patrignano è diventata negli anni anche un centro di eccellenza nell’organizzazione di eventi, nella formazione e nella comunicazione aziendale.

Foto:  Letizia Moratti con Achille Colombo Clerici

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