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ottobre 2016

cap_jumbo_serata5nov2016_lirico

Scocca anche quest’anno l’ora del Rock progressive italiano proposto dall’associazione “Do not forget them”. Quest’anno evento di doppia eccezionalità: l’uscita del (doppio!) disco (cd e disco, non poteva mancare il vinile a nostalgici di tal fatta!) del gruppo con epicentro boffalorese CAP e la incredibile re-union dei “Jumbo” a 46 anni dalla formazione con cap_alvaro-fella_genova_govi__2016cui si ripresenteranno. Gli amanti del genere sapranno ben apprezzare queste due notizie, forse criptiche ai più; ma anche questo è lo spirito del progressive: il mistero! Quello stesso mistero evocato nel titolo del nuovo lavoro del “ConsorzioAcquaPotabile” (e anche qui stiamo parlando di una band formatasi ben nel crucialissimo 1977). Della serie 39 anni e non sentirli… ma per i rockers prog il tempo sembra scorrere al contrario se è vero come è vero che nel 1973 i Jumbo, nell’album “DNA” (lo stesso che riproporranno al Lirico sabato 5 novembre) alla traccia n. 3 cantavano “E’ brutto sentirsi vecchi”…

Dunque, ricapitoliamo: i “Jumbo” , band molto nota nei primi anni Settanta (fecero da spalla anche ai Genesis!), si riuniscono in formazione originale 1972 e suoneranno insieme al Lirico di Magenta, proponendo – dopo specifico esame specialistico – l’acclamato album del 1973 “DNA”.

Inoltre, Alvaro Fella, leader dei Jumbo, da tempo ha stabilito un rapporto continuativo con i ragazzi del Cap (li abbiamo coraggio-e-mistero_alvaro-fella_cap_copertina_cdvisti insieme già lo scorso anno, sempre al Lirico di Magenta, per il medesimo appuntamento “Do not forget them”); questa frequentazione ha fatto scattare la voglia di un’esperienza prog comune. Ed è così che nasce “Coraggio e mistero”, ultima fatica di Cap insieme a Fella. Mistero del Prog e coraggio di scrivere e suonare ancora, alla faccia dei passatisti e di chi pensi che il rock (figuriamoci prog) sia morto.

JUMBO FORMAZIONE 1970-72/2016: Alvaro Fella (voce, chitarra acustica, sax, tastiere, percussioni) Daniele Bianchini (chitarra) Dario Guidotti (flauto, armonica, chitarra acustica, percussioni) Sergio Conte (tastiere, voce) Aldo Gargano (basso, chitarra) Vito Balzano (batteria, percussioni, voce) 1973: Balzano sostituito da: Tullio Granatello (batteria)

CAP FORMAZIONE: Maurizio Venegoni – Midiwind controller Maurizio Mercandino – Lead Vocals Silvia Carpo – Background vocals and Flutes Maurizio Mussolin – Drums Gigi Secco – Bass Chicco Mercandino – Guitars Massimo Gorlezza – Guitars Giovanni Di Biase – Keyboards

ed ecco come i Jumbo ci scherzano su, sulla pagina Facebook :jumbo-1972

>> ROCK ARCHEOLOGICO

Incredibile ma vero.
Tra i rottami di una vecchia discarica abbandonata nel 1972 sono stati rinvenuti i sei componenti dei Jumbo.
Rari esemplari dell’era Rock Progressive. Nonostante i decenni trascorsi, i sei elementi, si presentavano ancora in buone condizioni.
Avvalendosi delle nuove tecnologie di restauro, appassionati ed esperti del settore, ritengono di poter ridare smalto, brillantezza e la grinta ( mai persa ), recuperando l’intera Band nella sua formazione originale. <<

 

L’evento al Lirico è patrocinato dal Comune di Magenta e come sempre a favore di Emergency. Il costo del biglietto è 10 € : un ottimo affare per una serata in cui sarete trasportato su un jumbo jet di progressioni sonore veraci.

Alessandra Branca

31 ottobre 2016 0 comment
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norcia

Un paesaggio spettrale. Le chiese sventrate, le abitazioni sepolte. E i vigili del fuoco accorsi sul posto per aiutare, per soccorrere una popolazione allo stremo. Da Milano e dalla Lombardia medici, infermieri, personale del soccorso alpino sono partiti domenica alla volta di Norcia dove Areu ha fissato il campo base. E ci rimarranno finchè servirà. Areu sta lavorando in stretta collaborazione con il comando dei vigili del fuoco di Milano. Tra i vigili del fuoco del comando di Milano anche due uomini del magentino, Lucio Sansotera di Magenta e Paolo Beretta di Corbetta. Due esperti di terremoti, il primo già presente ad Amatrice con il cane Mur nel mese di agosto durante l’ultimo sisma.

Entrambi fino al 2010 vigili del fuoco volontari al distaccamento di Corbetta. Poi la passione li ha spinti a tentare il salto di qualità ed ecco arrivare il concorso e la possibilità di farlo come mestiere. Un lavoro duro quello del vigile del fuoco, dove non ci sono feste. Perché le calamità sono dietro l’angolo e quando c’è bisogno di aiuto bisogna accorrere sul posto. Domenica anche Sansotera e Beretta sono partiti alla volta di Norcia per fare il loro mestiere. Qualcuno lo ha segnalato su facebook e immediatamente si è scatenata una reazione a catena che ha portato centinaia di utenti a stringersi attorno ai due vigili del fuoco del magentino. Al momento l’unico dato positivo, da quanto veniamo a sapere dai comunicati stampa che si susseguono, è che non ci sono decessi. Le ricerche sono ancora in corso e continueranno per tanto tempo. In particolare si stanno raggiungendo le frazioni dislocate in punti difficili da avvicinare. E si dovrà dare una mano agli allevatori che rischiano di vedere anni di sacrifici sepolti da una scossa terribile.

Ci sarà da mettere in salvo gli animali e da verificare la stabilità delle aziende agricole della zona di Norcia. Non solo uomini, ma anche gli animali. Animali da salvare e animali accorsi per salvare. Il cane Mur, quello del magentino Sansotera, salì alla ribalta della cronaca nel mese di agosto quando rimase ferito sotto le macerie mentre era impegnato nelle attività di ricerca. Anche le televisioni nazionali si interessarono al suo caso. Dopo le cure del medico veterinario Mur si è ripreso ed è tornato forte come prima. Pronto ad accorrere nuovamente qualora ve ne fosse la necessità. E l’urgenza si è manifestata in tutta la sua spietatezza domenica mattina all’alba con una scossa fuori dal comune che ha messo in ginocchio la popolazione di Norcia.

 

31 ottobre 2016 0 comment
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pag-8-bottale

pisqinalmasio-gaetana-levatrice

TURBIGO – La ricerca storica di Carlo Azzimonti sul notiziario parrocchiale ha messo in serie quelle che furono le levatrici turbighesi, ma anche delineato uno dei tanti ceppi ‘Cavaiani’ del paese.

PALMIRA PIVA (1880-1917) svolse l’attività di ‘levatrice’ in collaborazione con il medico condotto Antonio Scaccabarozzi. Proprio una vicenda – conservata nel nostro archivio mentale –  riguarda il suo periodo. Circa trent’anni fa, un’esposta, probabilmente frutto di un rapporto illegittimo, tra il commendator Paolo Grassi e una ragazza, si presentò a chi scrive (si era appena pensionata come ostetrica a Milano) dicendo di essere nata a Turbigo all’inizio del Novecento e che suo padre era – probabilmente – Paolo Grassi, al tempo proprietario del Castello. Ci disse che, appena nata (presumiamo con le mani di Palmira Piva), accompagnata da un bigliettino firmato dal dottor Scaccabarozzi,  fu caricata all’alba su una carrozza che la portò alla Casa degli Esposti a Milano e lì rimase fin quando non iniziò la professione di levatrice. Voleva che noi facessimo un’indagine d’archivio allo scopo di poter vantare qualche diritto sul Castello. L’unico dato che corrispondeva era il nominativo del medico condotto che dava veridicità alla sua vicenda.

Anche Palmira Piva, levatrice per ben 37 anni a Turbigo, era un’esposta (era un appannaggio, quella della professione di ostetrica, delle bimbe senza nome). Lo documenta il fatto che il nome e il cognome iniziano con la stessa consonante. Palmira sposò un Cavaiani che faceva il ‘falegname’ e la sua vita è stata raccontata su ‘Agorà’, nell’estate scorsa,  da Carlo Azzimonti e lì rimandiamo chi volesse saperne di più.  Qui aggiungiamo solamente che il figlio maschio della Piva, Vincenzo Dante Cavaiani (1891-1944) continuò l’attività del padre e del nonno nella bottega di Via Roma (ex ‘Bettola’). Vincenzo Cavaiani aveva sposato Natalina Cedrati (1901-1955) dalla quale ebbe tre figli: Giuseppe, Palmira e Giulia, Giuseppe è il famoso ‘Pisqin’ del negozio di Via Roma dove all’interno ci sono ancora tutti i macchinari dell’antica attività di falegname (foto ‘in evidenza’)

GAETANA ALMASIO  (1917-1947) nata a Trecate – a seguito di delibera del Consiglio Comunale –  prese il posto della precedente e  divenne ‘ostetrica titolare della condotta consorziale Turbigo-Nosate’. Nell’aprile 1917, Almasio Gaetana,  era una bella signora di 32 anni (foto 2) che si sarebbe sposata, a Milano, con Enrico Brusatori (Milano, 1893) andando ad abitare in Via Fredda, 2 (oggi 4), in quella che era la residenza storica dei Brusatori. Adesso ci abita chi scrive, ma al tempo Enrico Brusatori mandava avanti una ‘fabbrica’ in via San Vincenzo (che è stata chiusa circa vent’anni fa per mancanza di eredi diretti e sulla cui area è stato innalzato un condominio, all’angolo con Via Monte Nero)  dove si produceva componenti per impianti antincendio, idranti, ma anche colonnine di distribuzione dell’acqua potabile.

GIUSEPPINA GEMMA UBEZIO (1947-1950) di Galliate sostituì più volte, negli ultimi anni, la titolare Almasio, ma non riuscì a farsi assegnare la condotta.

FERNANDA TINININI (1950-1979) alla quale è dedicato l’Asilo Nido di Villa Tatti fu l’ultima ostetrica del Consorzio Turbigo-Nosate. Negli anni sessanta del secolo scorso le giovani puerpere cominciarono ad andare a partorire negli ospedali del territorio e la ‘’levatrice’ divenne sempre meno fondamentale alla vita del paese. Tant’è che la Tininini lasciò il mestiere nel 1979 e non fu più sostituita. Morì nel 2014.

 

FOTO in evidenza: Il ‘Pisqin’ (Giuseppe Cavaiani + 2000) da ragazzo (il primo a sinistra) quando la falegnameria era in grado di realizzare anche dei bottali per le concerie turbighesi.

1 – la tomba al cimitero del primo campo che riporta i nomi di “Pivo Palmira levatrice per 37 anni a Turbigo, m. il 24 aprile 1917, d’anno 53 – Cavaiani Giuseppe m. il 21 novembre 1924 d’anni 60 – Cavaiani Vincenzo m. il 24 dicenbre 1944, d’anni 53 – Cedrati Natalina m. il 4 luglio, d’anni 53 – Cavaiani Giuseppe (1929-2000)”.

2 – Gaetana Almasio  levatrice dal 1917 al 1947.

31 ottobre 2016 0 comment
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sindaco-di-magnago

MAGNAGO – La conferenza dal titolo ” il controllo dell’Ambrosia ed il potenziale rischio/beneficio dell’Opharella communa nel nord Italia: la ricerca incontra gli “stakeholders” aveva lo scopo di far incontrare ricercatori e stakeholders per presentare i risultati del progetto Cost-smarter Action di controllo dell’ambrosia nei campi sperimentali allestiti nel territorio dell’ATS Città Metropolitana tra cui anche il Comune di Magnago.

Segue l’intervento del Sindaco Carla Picco al Convegno.
Mi è stato chiesto oggi di condividere con Voi il punto di vista dell’Amministratore Locale rispetto al progetto COST-SMARTER ACTION. Non vi nascondo che di primo acchito, questa richiesta mi è parsa “fuori traccia”.  Ma solo per un istante!! Ripercorrendo a ritroso le motivazioni che hanno portato Magnago a rendersi parte attiva di tale progetto, mi sono infatti resa conto di come ritrovarcisi dentro non sia stato affatto casuale. L’istituzione pubblica, spesso, viene vista come una realtà asettica, fredda e distante dalla vita vera e reale.  Ma l’istituzione pubblica è invece cuore, emozioni impegno….. e lo è, quanto più chi vi opera, ad ogni livello decisionale, tecnico ed operativo, si dedica alla ricerca del bene, a promuovere azioni positive per il cittadino. Per questo aderire ad un progetto come quello di cui parliamo oggi, è un modo forse inconsueto ma certamente concreto per aiutare la ricerca a progredire nell’interesse dell’ambiente e di chi lo abita.
“Affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona e, con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda”, così Rita Levi Montalcini parlava del suo RICERCARE.  Questo il modello cui tutti coloro che operano nel “pubblico” dovrebbero assurgere: per tali ragioni, IO e la Comunità che rappresento, siamo orgogliosi ed onorati di contribuire a questo progetto.
Non perché possa dare un “ritorno” politico, d’immagine o di altro interesse di sorta: ma perché utile alla collettività.
Quando presentai il mio progetto politico alla cittadinanza Magnaghese, in ambito ambientale, mi impegnai, tra l’altro, cito testualmente “allo sfalcio dell’ambrosia”. Questo era allora il Nostro “sentire” il tema: oggi invece, siamo divenuti uno degli spazi utili allo studio di questo fenomeno, contribuendo attivamente al progetto, e ne siamo davvero contenti. Se si intende la ricerca come strumento di conoscenza e non come oggetto di competizione e strumento di potere (ct. Montalcini), se si collabora e si dialoga fra istituzioni, se il pubblico ed il privato si tendono una mano, tanti progetti, tanti problemi, tante criticità, troveranno certa ed efficace soluzione.
Questo credo sia quanto questa esperienza ha rappresentato e rappresenti per me.
Il Comune quale soggetto partecipe, vivo ed attivo che si fa strumento per la ricerca, per contribuire, non per gloria o fama, ma per ferma convinzione, a raccogliere informazioni e dati, ad assicurare sperimentazioni che possano un giorno tradursi in soluzioni, in risposte concrete ai bisogni veri e reali delle Nostre Comunità.
E poi…..Non è forse la Nostra stessa Vita, un continuo sperimentare e ricercare ?
Chi si ferma è perduto, recitava un vecchio adagio: ecco, Noi non vogliamo perderCi.
Questa ricerca infatti rappresenta un punto di partenza, non di arrivo. Una tappa di lavoro che porterà Noi tutti qui presenti, lo auspichiamo e ne siamo certi, a concreti risultati da cui partiranno altre azioni, altre ricerche, in uno sviluppo osmotico di interscambio fra attori via via sempre in numero crescente.
Questo è quanto ho imparato in questa esperienza e che mi sento di dover condividere con Voi. Questo è il Mio punto di vista e di partenza, per continuare con cuore e coscienza ad operare per la collettività.

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areu

Cominciata la missione di Areu Lombardia nei comuni terremotati. I mezzi, medici, soccorso alpino, infermieri, sono dislocati al campo base di Norcia.

Domenica è partita la squadra cinofila Usar dei vigili del fuoco con i quali Areu lavorerà in stretta collaborazione. Per seguire l’attività in diretta andare sulla pagina Twitter di Areu Lombardia.

 

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scp

Giovani e intraprendenti, oltre che appassionati di moto. I magentini Marco De Rossi e Stefano Lavazza, proprietari della SC-Project di Cassinetta di Lugagnano, hanno sviluppato insieme ai loro tecnici ed ingegneri qualificati un impianto di scarico che è il migliore al mondo nella categoria, frutto di numerosi test nel loro reparto di Ricerca & Sviluppo della tecnologica azienda alle porte di Abbiategrasso.

Ma parliamo di numeri: l’azienda, fondata nel 2005 a Magenta, è il fiore all’occhiello dell’industria del motorsport mondiale, sede dove si prototipano, sviluppano e realizzano impianti di scarico per la MotoGP e la Superbike, oltre che per le motociclette stradali, impianti poi commercializzati in tutto il Mondo. Gli addetti impiegati nella prestigiosa azienda sono 40, tra tecnici, impiegati e ingegneri che lavorano nei tre capannoni di SC-Project, che hanno una superficie totale di oltre 7000 mq coperti, considerando il terzo capannone di 3000 metri quadri che verrà inaugurato a Gennaio.

Dicono i proprietari Stefano Lavazza e Marco De Rossi: siamo orgogliosi di aver vinto per la seconda volta consecutiva il titolo Mondiale, la nostra azienda è per la seconda volta Campione del Mondo! Questo è per noi il miglior auspicio per poter puntare al titolo di Campioni del Mondo MotoGP nel 2017, con un Team Ufficiale di primo livello.

 

31 ottobre 2016 0 comment
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