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11 agosto 2017

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Abbiamo una cassetta per le lettere e come tutti, ogni tanto la apriamo. Di solito sono solo le fastidiose bollette da pagare, ma questa volta al suo interno abbiamo trovato una lettera anonima.

anonimaLa leggiamo, c’è una denuncia ben precisa, nomi cognomi e fatti e luoghi. Continuiamo ad approfondire con interesse e poi decidiamo di consegnarla alla persona citata. Non una persona comune, ma un Assessore di un paesino dell’Ovest Milanese.

Forse, con l’onestà e l’ingenuità che ci contraddistingue, crediamo che il politico in questione ci rilasci una dichiarazione per smentire la missiva che tra l’altro contiene gravi accuse e invece no!

Squilla il telefono, dall’altra parte i Carabinieri che c’invitano in caserma perché l’Assessore ha sporto denuncia e vogliono la nostra dichiarazione su come abbiamo ritrovato la lettera anonima. Siamo testimoni di un fatto criminale.

Crediamo che, se facessimo uscire il contenuto della lettera, nel paesino succederebbe un terremoto politico. Ci stiamo riflettendo da qualche giorno e crediamo che la denuncia e il divieto di pubblicare la lettera, siano solo un modo, per l’assessore, di salvare il cadreghino, non capiamo e non apprezziamo il comportamento.

Mani legate da un ordine ben preciso “Non le permetto di pubblicare la lettera!”. Io che non sono un politico, avrei preferito che l’assessore mi dicesse “Venga che parliamo con le persone citate  cosi saprà che le hanno scritto solo cattiverie allo scopo di denigrarmi”.

La politica sta cambiando, per noi in peggio…

I carabinieri hanno ritirato l’originale per le indagini, a noi restano i dubbi: “Giusto il comportamento del politico?”.

Ci rimarrà il dubbio!

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trombadaria

Momenti di vacanza per tante famiglie del magentino. al tempo però non si comanda e il rischio di imbattersi in fenomeni disastrosi c’è sempre. Alcune si sono imabattute in fenomeni naturali a dir poco devastanti.

E’ il caso di una famiglia di Robecco sul Naviglio che proprio giovedì pomeriggio si trovava a Jesolo quando il paese è stato letteralmente travolto da una tromba d’aria. “Tutto volava per aria – raccontano – sedie, ombrelloni, divani che cadevano dagli hotel. Uno spettacolo terribile e tanta paura”.

La foto è stata scattata da loro e parla da sola. Un albero sradicato, uno dei tanti. “Era un via vai continuo di vigili del fuoco e ambulanze – concludono – il cielo si era fatto nero tutto d’un colpo. Poi è stato l’inferno”.

 

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Il 16 agosto ci sarà la fiera di San Rocco. Un evento in cui Magenta ospita una fiera di tradizione secolare. Le vie del centro saranno interdette al traffico. Per questo motivo sono stati apposti dei cartelli per segnalare dove sarà vietato sostare. La domanda che mi pongo è: “Ma questi cartelli, messi in maniera preventiva, sono stati posizionati nella maniera corretta?”.

20170811_15091820170811_150750Di fatto, molti di questi segnali, sono posti in una maniera che di fatto ostacolano già da ora la circolazione. In alcuni casi, bloccati da un solo contrappeso di sabbia, cadono da soli. In altri casi, come quello da noi documentato fotograficamente, rendono difficoltoso persino il passagio pedonale.

Ma sappiamo che il Vice Sindaco Simone Gelli è attento alla sicurezza dei magentini e sicuramente provvederà a riposizionare i cartelli, secondo noi, posizionati in “qualche modo!

Nota positiva per la Fiera di San Rocco, il giorno 15 e 16 i parcheggi a pagamento blu saranno gratuiti.

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bivacco

Vestiario steso sui rami, roba in giro, un tavolino per appoggiarci le cose. Perfino una vaschetta di cibo per gatti capace di attirare mosche in quantità. Poco più avanti un cestino stracolmo di rifiuti, tanto che alcuni sono caduti a terra. E altri vestiti sulla panchina vicino. Un paio di sciarpe appese ai rami, lenzuola buttate e coperte. Immagini che sembrerebbero immortalate durante qualche campeggio tra i boschi della Valle del Ticino dove i soliti incivili lasciano rifiuti e altri oggetti.bivacco1

Invece no. Siamo a Magenta, nei pressi dell’eliporto dell’ospedale Fornaroli. Dove attera l’equipe medica dell’elisoccorso. Sotto un boschetto a pochi metri dall’ingresso del locale cucine. Dove da tempo qualcuno usa quella zona per bivacchi notturni. I segni sono evidenti e chi lavora nota spesso persone che lasciano la zona dopo averci trascorso la notte.

Le coperte sono quelle che si trovano dentro l’ospedale stesso. Un fenomeno vecchio, quello dei bivacchi, al quale sembra impossibile porre un freno.

 

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boschi Ticino

ROBECCHETTO – IL territorio è quello di Robecchetto con Induno, ma la sporcizia frutto della ‘civiltà dei rifiuti’ è diffusa dappertutto. Mi è capitato di fare un giro sotto le coste di Malvaglio.

La prosecuzione della strada proveniente dalla cascina Masè (dal cancello che guarda la vallata, oramai in disuso) che va verso il Naviglio-Ticino arriva in una vasta area dove ci sono delle sedie di plastica e un totem in legno. Ci dicono essere un luogo riservato ai ‘tossici’. Difatti quando arriviamo c’è un motorino che si dilegua subito tra gli alberi.

Eppoi tanta sporcizia! Ma non è finita. Dietro alla Cascina Paradiso, proprio dove un secolo fa fu rinvenuta una necropoli celtica, c’è un carro gommato pieno zeppo di rottami e sporcizia (nella foto). Sappiamo che le associazioni benemerite di Robecchetto e Malvaglio puliscono i boschi ogni anno, ma vedere che cosa c’è nascosto nella rigogliosa natura del Parco del Ticino, spegne qualsiasi speranza cristiana.

E’ vergognoso! Aveva ragione Hobbes, ‘Homo homini lupus’, ma bisognerebbe sparare a certa gente…    

 

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Scansione0013TURBIGO – Povera costa ‘Turbigina’ martoriata alla posa della tubazione gas, posta tra Strada Comunale della Gatta e Via Gabbone. Proprio lì, dove perse la vita il capitano Vanechout nel combattimento di Turbigo nei primordi della ‘Battaglia di Magenta’, mani pietose  posero un cippo successivamente  ‘trafugato’ (vedere foto pubblicata), il quale documentava l’antico evento.

IL Comune potrebbe chiedere alla Snam, che sta eseguendo i lavori, di realizzare un ‘segno’ dell’importante evento della seconda guerra d’indipendenza. 

 

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