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1 ottobre 2017

Vecchie Immagini

TURBIGO – Gli ultimi trent’anni di vita turbighese sono stati fissati in 61 fotografie, così da completare il volume delle ‘Vecchie Immagini Turbighesi’, le cui foto più antiche risalgono alla fine dell’Ottocento per attraversare tutto il secolo breve. Poi, trentadue pagine ricordano l’inizio dei XXI secolo, durante il quale il paese è cambiato come non mai (nuova piazza, sottopassi, variante esterna…).

Una storia turbighese di immagini nel tempo (200 pp. 20 euro), raccontata anche attraverso photo trouvée,  dimenticate nei cassetti, dove il palpito della vita paesana si sente di più.

In parole più prosaiche, praticamente, il nuovo volume delle ‘Vecchie Immagini’ – pensato e realizzato dal ‘Gruppo d’In Giò’ – aggiunge alla storica raccolta di ‘Contrade Nostre’ – che si fermava al 1986 –  gli ultimi trent’anni di vita del nostro paese. Un ‘Turbigo’ facile da amare perché è bello…

Il volume – i cui ricavi saranno destinati al restauro della chiesa d’In Giò –  sarà possibile acquistarlo alla Festa che quest’anno si svolgerà il 22 ottobre, ma è possibile prenotarlo sin d’ora ai contradaioli, intenti come sono a preparare la tradizionale manifestazione.

 

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ACHILLE COLOMBO CLERICI SCRIVE – Con l’adesione all’euro – una moneta, come ricorda il politico e accademico Giorgio La Malfa, che non aveva dietro di se’ la solida struttura di uno Stato, ma la liquida condizione di molti Stati, alcuni minimi, egemonizzati di conseguenza dai più forti – l’Italia ha accettato la cultura del rigore imposta dalla Germania all’Eurozona, rivelatasi particolarmente negativa con l’arrivo della recessione mondiale. A differenza di altri Paesi, dagli Usa al Giappone passando per la Gran Bretagna, l’Italia non ha potuto aumentare la quantità di moneta sul mercato per potenziare la crescita economica, nè ha potuto aumentare ulteriormente il suo debito pubblico per fare investimenti pubblici importanti e significativi nelle sue strutture produttive a cominciare dal Mezzogiorno.

Francia e Germania, allontanatasi l’Inghilterra dall’Europa, si apprestano a rinforzare gli strumenti monetari e il controllo sui bilanci dei Paesi UE. Secondo autorevoli economisti, questa iniziativa può essere pericolosa per l’Italia perchè non tiene conto delle sue particolari condizioni circa il debito pubblico e non permette un’ autonoma politica di sviluppo: quindi sarebbe opportuno per il nostro Paese tenersi riservato in proposito e non esporsi nel gruppo dei Paesi che vorranno riformare il sistema.

In un momento di grande incertezza mondiale dato dall’imprevedibilità degli USA di Trump, dall’attivismo economico-geopolitico della Cina, dall’ambizione della Russia, dai focolai di tensione quali Corea del Nord e Medio Oriente, Francia e Germania si apprestano, secondo logica, a rafforzare considerevolmente l’asse renano. Infatti si integrano perfettamente.

Aggregando i Paesi nella loro orbita (dall’Austria all’Olanda al Belgio per citarne alcuni) costituirebbero la terza (o quarta secondo i diversi parametri ) potenza economica e militare mondiale: 200 milioni di abitanti, un pil (dati 2013) di circa 7.000 miliardi, quasi la metà dell’intera UE. La Francia mette sul tavolo delle trattative la “garanzia” atomica ( force de frappe), i territori d’ oltremare, il diritto di veto all’Onu; la Germania la sua forza economica, industriale e finanziaria.

La sorte dell’ Italia e’ per caso quella di finire come il vaso di coccio di Esopo ?

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22089618_10210038051084834_711976080304413116_nTutto pronto ad Abbiategrasso per la Rotary Marathon e per la corsa del cuore.

Evento sportivo agonistico di rilevanza nazionale in agenda il 22 ottobre, ma anche occasione per fare beneficienza e stare insieme. La presentazione ufficiale è avvenuta ieri al castello Visconteo dove si sono ritrovati il presidente del Rotary di Abbiategrasso Lucio Fusaro, il sindaco Cesare Nai, l’assessore allo sport Beatrice Poggi, lo sponsor e il vincitore della prima edizione, l’abbiatense Fabio De Angeli.

Lo scorso anno – ha detto il presidente del Rotary – la maratona ha prodotto un utile di 15mila euro al netto delle spese. Soldi che abbiamo devoluto alla scuola indiana di madre Teresa delle piccole suore della Divina Provvidenza. Quest’anno il progetto andrà ancora in quella direzione attraverso l’acquisto di uno scuolabus“.

Oltre alla maratona di 42 chilometri, sarà possibile anche gareggiare sulla mezza distanza e sulle distanze più brevi non agonistiche di un chilometro e mezzo, 5 e 12 chilometri. “Saranno presenti – ha aggiunto il sindaco Nai – anche 27 atleti provenienti da Ellwangen, città tedesca con la quale siamo gemellati, il cui sindaco è appassionato maratoneta“.

Abbiamo una città con tante associazioni sportive – ha aggiunto l’assessore – come ALA, sono il nostro punto di forza“.

rotary 002Certa sarà la presenza di Fabio De Angeli, il vincitore dello scorso anno. “Mi ero preparato molto bene per l’edizione del 2016 – ha detto – anche se non sapevo cosa potessi valere sulla distanza dei 42 chilometri trattandosi della mia prima partecipazione. Per allenarmi ho usato la tabella di Baldini che gli ha consentito di vincere la maratona olimpica di Atene. E sono arrivato a percorrere circa 160 chilometri alla settimana per due mesi. Quest’anno purtroppo, a causa di diversi problemi, ho diminuito il chilometraggio. Non c’è nulla a di più bello che correre nella propria città davanti alla gente che ti conosce e ti incita ad arrivare in fondo”.

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TURBIGO –  Nella nostra ‘Storia delle Vie’, abbiamo già superato il centinaio e, pensare che, solamente un secolo fa, prima dello sviluppo industriale, erano solamente 45: 1 – Roma; 2 – Al Palazzo; 3 – Monteruzzo; 4 – Allea; 5 – Regina Elena; 6 – 28 Ottobre 1922; 7 – Giuseppe Garibaldi; 8 – Monte Nero; 9 – San Uberto; 10 – Eugenio Villoresi; 11 – Dei Frati; 12 – Paolo Tatti; 13 – Pasubio; 14 – Sabotino; 15 – Col di Lana; 16 – Vicolo Montello; 17 – Fredda; 18 – San Michele sul Carso; 19 – Vittorio Veneto; 20 – Corte Nobile; 21 – Vittorio Emanuele III; 22 – Del Fascio; 23 – Guglielmo Oberdan; 24 – Monte Santo; 25 – Michelangelo Buonarroti; 26 – Gorizia; 27 - Alla Chiesa; 28 – Mario Brumana; 29 – Alessandro Volta; 30 –Alzaia Naviglio; 31 – SS. Aimo e Vermondo; 32 – Monte Grappa; 33 – Coni Zugna; 34 – Podgora; 35 – Leonardo da Vinci; 36 – Bainsizza; 37 – Armando Diaz; 38 – 3 Giugno 1859; 39 – Cesare Battisti; 40 – Filippo Corridoni; 41 – Cotonificio Valle Ticino; 42 – Alla Stazione; 43 –  Vicolo dello Sport; 44 – Via privati Grassi; 45 – Michele Bianchi.

Alcune di queste vie avrebbero cambiato denominazione durante e dopo il Ventennio e, nella Prima Repubblica, ci fu una sorta di ‘lottizzazione’, fatta però con giudizio. Alcune scelte degli ultimi anni hanno scatenato forti polemiche, come la piazza 1° Maggio che ha preso il nome di ‘Madonna della Luna’ e quella dedicata al nazionalista, fascista e parlamentare repubblicano Ezio Maria Gray.

 102 – OBERDAN Guglielmo

Collega la Via Matteotti a Via Buonarroti e fu denominata nel 1932 (prima era una Via privata) al tempo dell’urbanizzazione di tale parte del territorio turbighese. Triestino, apostolo dell’italianità, si oppose all’incanzante slavismo che voleva impadronirsi dell’anima della città. Nel 1882 moriva Giuseppe Garibaldi che, negli ultimi anni, aveva sognato di combattere la sua ultima guerra – magari legato al suo cavallo – per l’annessione all’Italia di Trento e Trieste e dell’Istria. Fu allora che l’Austria, per proclamare il suo dominio  su Trieste, organizzò una Grande Esposizione che non trovò corispondenza con gli abitanti già animati dalla fiamma dell’irredentismo. Il 17 settembre 1882 era prevista la visita dell’imperatore Francesco Giuseppe e Oberdan partì da Roma diretto a Trieste. A seguito della denuncia di un delatore fu arrestato in quanto trovato in possesso di due bombe. Processato e condannato, il 20 dicembre 1882 Guglielmo Oberdan fu impiccato al grido di ‘Viva l’Italia’, ‘Viva Trieste’. Dal suo esempio i figli di Trieste presero forza e l’italianità fu fecondata e difesa nell’ombra, fino al 1915 quando si prospettò la possibilità di andare contro all’Austria. Fu allora che la Venezia-Giulia mandò a combattere i suoi figli migliori in memoria degli ideali ai quali Guglielmo Oberdan aveva dato al vita.

 103 – ODESCALCHI (famiglia nobile)

Collega la Via De Cristoforis con la Via Erba e fu denominata con delibera n. 68 nel Consiglio Comunale del 29 settembre 1985. Gli Odescalchi acquistarono fama soprattutto per l’elevazione al soglio pontificio di Benedetto che prese il nome di Innocenzo XI (1676).

Il legame con la storia locale di questa nobile famiglia avvenne attraverso Barbara Marianna Piatti (1732-1814), ultima erede dei Piatti (i ‘costruttori’ della storia turbighese a cui si deve il palazzo De Cristoforis, la Corte Nobile, la chiesa dei SS. Cosma e Damiano…), che sposò il marchese Erba Odescalchi. Fu proprio un erede di questa coppia, il marchese Luigi  – che fu militare in Ungheria e perciò definito come ‘girovago’ dal parroco Bossi – che impegnò la possessione della nonna in Turbigo e poi la vendette al capitano Tomaso De Cristoforis Piantanida nel 1830. L’atto di vendita del 22 ottobre 1830, rogato Fassi, descrive dettagliatamente il paese all’inizio dell’Ottocento e contiene anche una descrizione sommaria delel case allora esistenbti nel centro abitato, buona parte delle quali di porprietà Piatti.

 

FOTO Sofia Odescalchi, della stessa famiglia turbighese che vede Barbara Marianna Piatti alle origini, ha partecipato alla 3° edizione di ‘Pechino Expess’, trasmissione andata in onda ai primi di settembre su RAI2

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IMG_3186Undici ufficiali e trenta agenti della polizia locale per un totale di 17 pattuglie impegnate dalle 21 di sabato alle due di notte da Abbiategrasso a Magenta fino a Settimo Milanese per l’operazione Smart.
Controlli con l’etilometro al fine di prevenire le stragi del sabato sera. Le varie polizie locali, dopo un briefing con l’assessore alla Sicurezza Simone Gelli, si sono dislocate sul territorio.
Prima ad Abbiategrasso, poi a Corbetta, tra Marcallo e Mesero. Lungo la ex SS 11 Corbetta e Boffalora sopra Ticino e in via De Medici nella frazione magentina di Pontenuovo. I dettagli dell’operazione verranno divulgati in seguito. L’operazione è stata seguita anche da noi di Corrierealtomilanese.com.
Ecco la video intervista alla comandante della Polizia locale di Magenta Monica Porta:

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005Partiamo subito con la notizia buona, 4 feriti all’ospedale ma per fortuna solo contusioni, nessuno è grave! Poteva andare peggio. La dinamica è delle più classiche, una mancata precedenza all’incrocio di via per Nosate che interseca con la SS341.

Da testimoni presenti, sembra che la Opel Gtc non abbia rispettato la precedenza urtando una Kia, con a bordo 3 persone che da Galliate andava verso Castano Primo.

L’urto ha fatto andare in testa coda la Opel, mentre la Kia, a causa del forte colpo, invadeva la corsia opposta andando a sbattere contro una Megane che transitava in senso opposto.

In molti 019di passaggio hanno dato una mano (qui va il nostro plauso) e hanno allertato il 118.

Sul posto 2 ambulanze della Croce Rossa una di Busto Arsizio e l’altr di Gallarate. I Pompieri di Inveruno, l’Automedica di Gallarate e i Carabinieri di Cuggiono. La Polizia Locale di Turbigo presente a supporto per la viabilità.

I Feriti, il conducente della Opel, Padre e figlio che erano a bordo della Kia e l’autista della Megane, sono stati trasportati, per le cure del caso, presso gli ospedali di Busto e Gallarate.

Le Foto:

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