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12 ottobre 2017

Augustinianum23

MILANO – La Lombardia è, nell’Unione Europea, una regione “speciale”: per numero di abitanti – oltre 10 milioni, sarebbe il sesto Paese – 800.000 imprese, produce il 20% del Pil nazionale, conta 11 siti Unesco patrimonio dell’umanità su 53 italiani, investe il 3% del Pil in ricerca, il suo capoluogo, Milano, ha il più alto numero di rappresentanze consolari al mondo. Inoltre, il residuo fiscale – cioè la differenza tra quanto la Lombardia dà allo Stato e quanto riceve in servizi – è di 53 miliardi di euro: per fare un esempio, la Catalogna che chiede l’indipendenza dalla Spagna, ha un residuo fiscale di 8 miliardi, la Baviera di 1,5 miliardi (entrambe queste regioni fanno parte, con il Rhone Alpes ed il Wurttemberg delle quattro regioni “motori d’Europa”).

La specialita’ della Lombardia in definitiva si esprime nel fatto che, a seguito di una serie di eccellenze nel diversi campi, da quello cultural sociale a quello economico, la nostra Regione ha assunto storicamente il ruolo e la responsabilita’ di mantenere agganciata l’intera Italia al mondo internazionale.

Orbene, se a seguito di una sottodotazione di infrastrutture e strutture di servizio essa e’ costretta a frenare il passo ad esser danneggiato e’ l’ intero Paese.

Il referendum del 22 ottobre non chiede certo l’indipendenza della Regione, ma una maggiore equità nella distribuzione delle risorse, pari alla metà del residuo fiscale.

Con questi incontestabili dati il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha parlato ai giovani allievi del Collegio Augustinianum – fondato a Milano da Agostino Gemelli nel 1933 al fine di offrire la possibilità di studiare all’Università Cattolica del Sacro Cuore a studenti capaci e meritevoli, fuori sede, ospitandoli durante il periodo degli studi universitari – intervenendo al percorso di approfondimento “Il regionalismo italiano. Quali prospettive per il futuro?”.

Maroni e il co-relatore Renato Balduzzi, ordinario di Diritto costituzionale alla Cattolica, già presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali, Ministro della Sanita’ ed attualmente membro del CSM, sono stati presentati in un’aula affollatissima da Andrea Patanè, vice direttore del Collegio. Tra gli invitati di spicco il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici che, a margine dei lavori, ha ricordato agli studenti il suo pluridecennale rapporto con il Collegio citando due illustri amici, che vi erano ospiti all’epoca dei loro studi alla Cattolica: Romano Prodi e Tiziano Treu.
Presenti, oltre al Sottosegretario alla Presidenza della Regione, Gustavo Cioppa, la Pres. del Tribunale di Pavia Annamaria Gatto, la Pres. dell’Anac Lombardia Adriana Garrammone, la Soprintendente ai Monumenti di Milano. Antonella Ranaldi, il Pres. della sezione del Lavoro del Tribunale di Milano Pietro Martello, la Pres. dell’Ordine dei Commercialisti di Milano Marcella Caradonna.

Balduzzi, dopo aver fatto presente che nessun effetto nemmeno politico puo’ derivare in materia fiscale-finanziaria dall’ intesa attuativa dell’art. 116 Costituz., ai sensi delll’art. 119, in quanto essa non puo’ comprendere la revisione del residuo fiscale; ha ricordato la lungimiranza dei padri costituenti nell’istituire le regioni a statuto speciale, esempio seguito anche dalla Francia, lo Stato più centralista del Continente.

Quanto ai principi cardine del regionalismo differenziato Balduzzi ha ricordato la sentenza della Corte Costituzionale n. 118/2015 sull’art. 116 della Costituzione, che pose dei precisi paletti.

La Regione Veneto perse perche la Corte dichiaro’ che non si poteva proporre preventivamente un referendum teso alla richiesta di una riforma.

Ancor piu’del referendum proposto dal Veneto, di stampo maggiormente “catalano”, quello lombardo mantiene saldo il principio dell’unità e dell’indivisibilità della Repubblica.

Per Maroni, la funzione delle Regioni, ordinarie o speciali che siano, è molto importante. Lo confermano, tra l’altro, iniziative poco note quali la farmaco vigilanza; oppure rivelando allo Stato miope le conseguenze sociali del proliferare del gioco d’azzardo.

Ci sono voluti 22 anni prima che il dettato costituzionale sulle Regioni diventasse realtà; oggi è il momento di un ulteriore passo in avanti, visto che la trasformazione del Senato in Camera delle Regioni e la modifica dell’art. 116 sono state respinte dalla volontà popolare (referendum dello scorso dicembre) a causa dell’incapacità della politica. E’ necessario riprendere il discorso interrotto, coniugando differenziazione con una più forte autonomia delle Regioni che permetta particolari tipi di devoluzione di responsabilità alle Regioni virtuose e meritevoli, ossia nel caso in cui le stesse presentino dei bilanci in regola.

E dunque, il processo per sviluppare l’art. 116 della Costituzione italiana non e’ affatto antistorico.
Foto: Roberto Maroni e Achille Colombo Clerici

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BUSTO ARSIZIO – Il Maneggio La Bastide a Busto Arsizio il prossimo sabato 14 ottobre si trasformerà caseificio con annessa stalla per le mucche. L’appuntamento è dedicato ai bimbi e i ragazzi dai 3 ai 14 anni, che per le attività verranno divisi per fasce d’età. L’appuntamento è dalle 9:30 alle 16:00 in via Samarate 150. Si imparerà in tutta sicurezza a mungere una mucca finta, Carolina, ma il latte che uscirà dalle sue mammelle sarà vero. Un modo per avvicinarsi agli animali senza correre rischi. Un esperto mungitore spiegherà ai partecipanti le varie tecniche di mungitura. In seguito si trasformerà il latte munto in formaggio. Nel pomeriggio divisi per fasce d’età si potrà fare un percorso a tema bovino, o montare a pelo sui cavalli. “Le attività che proponiamo questo sabato sono pensate appositamente per avvicinare bambini e ragazzi al mondo degli animali – spiega Michela Lomazzi, la tenutaria del Maneggio La Bastide – Avvicinarsi, relazionarsi e poi crescere con un animale significa imparare a stare con l’altro all’interno di una relazione, acquisire il senso di responsabilità nei confronti dell’animale, sperimentare sentimenti di frustrazione fino ad accettare l’animale così com’è, ma anche sviluppare dei sentimenti d’affetto e di fiducia da e verso il suo animale e di fiducia verso se stesso. Questa è la filosofia che sta alla base anche delle attività che proponiamo qui al maneggio. Un animale va in primo luogo rispettato, solo così si potrà creare una relazione costruttiva, è lo stesso meccanismo che è alla base dei rapporto tra le persone, anche, certo, se il livello e le aspettative sono diversi. Giocando e divertendosi si impara a rispettare l’altro e, questo sabato, … anche a mungere le mucche e fare il formaggio”.

Il programma della giornata.

9:30/10:00 BENVENUTI: Presentazione, sigla “La mucca fa mu-mu”

10:00/10:45 “DOVE SONO FINITE LA MACCHIE DELLE MUCCHE?”: Percorso gioco bendato

coloriamo le mucche.

10:45/11:30 “MUNGIAMO LA MUCCA”: come si fa a mungere una mucca? La nostra mucca Carolina si prestera’ per sperimentare la mungitura. (La mucca Carolina è una riproduzione di una mucca reale, abbiamo deciso di non utilizzare una mucca vera per la sicurezza dei bambini, potranno comunque vivere appieno l’esperienza della mungitura, senza rischi).

11:30/12:30 “COL LATTE CHE MAGIA”: Pasticciamo un po’ trasformando il latte in burro, gelato e in torte salate al formaggio.

12:30/13:30 PRANZO E SVAGO

13:30/15:30 IL MONDO DEY PONY E DEI CAVALLI: Per i bimbi suoi pony ci sarà un percorso gioco dedicato al mondo delle mucche, per i più grandi Gimkana, e per i più esperti si potrà montare a pelo.

15:30/16:00 MERENDA: Pane e burro, il gelato e le torte salate al formaggio preparate nella mattinata.

Le attività di questo sabato 14 ottobre sono dedicate ai bimbi/ragazzi dai 3 fino ai 14 anni, i bimbi/ragazzi verranno suddivisi per fascia di età. Abbigliamento comodo e scarpa chiusa.

Per info, prenotazioni e costi: www.labastideasd.com – Michela 3456501802

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mercato

Brutta sorpresa per un boffalorese in piazza del mercato a Magenta. Si era accorto di avere la ruota della sua auto bucata ed è stato costretto a fermarsi per cambiarla. Senza che si accorgesse di nulla il 65enne è stato avvicinato da un individuo che gli ha arraffato il giubbotto in auto contenente portafogli con soldi e documenti.

Quando ormai il malvivente si era dileguato la vittima si è accorta di avere subito il furto con destrezza. Il sospetto è che sia stato proprio il ladro a bucargli, in precedenza la ruota, costringendolo a fermarsi per cambiarla. Un trucco già usato spesso in passato.

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piromane

Stanno visionando le immagini degli impianti di videosorveglianza a caccia di indizi. L’altro giorno ancora rilievi nella frazione di Castellazzo dè Barzi. I carabinieri stanno lavorando per individuare il piromane che ha dato alle fiamme sette veicoli lunedì alle 4 compiendo, nel giro di una decina di minuti, un raid micidiale tra Magenta, Castellazzo, Robecco e Pontevecchio.

La Polizia locale di Robecco ha fornito le immagini riprese dal ponte sul Naviglio Grande. Si ipotizza che l’incendiario sia transitato da quel punto, sempre che il percorso seguito sia quello. Le indagini proseguiranno anche nei prossimi giorni.

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balle salvaggio

Partiamo con l’esclusiva della foto di copertina dal titolo “Le Balle di Enzo Salvaggio“. Passiamo poi al post integrale apparso pochi minuti fa sulla pagina Facebook del PD Magentino.

In Consiglio Comunale, il consigliere di Forza Italia Magenta Felice Sgarella ha accusato il nostro capogruppo di “raccontar #balle” riguardo i lavori pubblici e i soldi già a disposizione dell’Amministrazione per realizzarli. Ma, purtroppo per loro, il buon Enzo Salvaggio conosce solo un tipo di balle: quelle di fieno.
sgarellaOltre alla falsa polemica, dato che da mesi c’è un piano già predisposto di oltre #300mila € per il rifacimento di Via Garibaldi e altri lavori, ciò che davvero dispiace è il linguaggio. Va bene opporsi al “nemico” politico, ma in sede istituzionale sarebbe meglio evitare grida e parole da bar.
Manca una visione #Chiara per Magenta e i suoi abitanti.
Manca la capacità di far partire i tanti interventi di sviluppo della città che permetterebbero di far arrivare oneri alle casse comunali.
Manca, soprattutto, un uso appropriato della lingua italiana che tanto rivendicano di difendere dinanzi all’”invasione” straniera. Le parole sono importanti, oggi più che mai. Siamo ormai abituati all’odio virtuale e ci scordiamo la normalità del dibattito, del confronto.
Oltre a respingere le accuse mosse contro il nostro capogruppo, invitiamo la maggioranza a utilizzare il più possibile termini adeguati e ad essere d’esempio dinanzi ai propri cittadini.

P.s. Sopra potete vedere le balle che tanto piacciono a Enzo

#balledifieno #PDMagenta

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DSC07041

TURBIGO – Che la zona monumentale del paese stesse cambiando faccia l’avevano già notato gli habitué del cimitero, perché se alla Messa assistono in pochi al Cimitero ci vanno tutti. Specialmente d’autunno, quando cadono le foglie e i Giorni dei Morti si avvicinano a ricordare che il tempo “vola e va, forse non ce ne accorgiamo, ma più ancora del tempo che non ha età siamo noi che ce ne andiamo”, cantava Fabrizio De André. 

Abbiamo già scritto che la presenza di un custode-responsabile al cimitero era più che necessaria (tenuto conto che la prima richiesta d’installazione di un chiosco al cimitero risale al 1986), così come – qualche anno fa –  aver delineato i percorsi che portano alla zona cimiteriale (comprese le due scalinate) con dei cipressi toscani,  ‘alti e schietti’, è stata un’altra azione ‘illuminante’ del Comune.

In questi giorni, una decina di operai di alcune Coop (la foto è di oggi), stanno ripulendo tutta la zona monumentale, compresa l’area del Monumento ai Caduti, al quale, dopo anni, sono state affisse la lastre che riportano i nomi degli ‘eroi’ turbighesi. Domenica prossima, nella celebrazione del centenario di Fondazione dell’Associazione Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra, una corona di alloro sarà posta ai loro piedi.

I lavori di manutenzione del Verde in corso, oltre a potare i famosi cipressi toscani, comprendono la posa di un telo di protezione sulle radici e la sistemazione di diversi arbusti che crescono secondo le leggi della natura.  Interventi messi a punto con l’Ufficio Ecologia, in collaborazione con la ditta Agri Garden di Elia Gualdoni, responsabile della custodia del cimitero (a cui è possibile segnalare anche le lampadine bruciate dell’illuminazione votiva).  Quindi, il risanamento di una parte della zona monumentale è in corso, anche se l’azione dovrebbe essere allargata a quella che avrebbe dovuto diventare l’area delle lapidi (a proposito c’è un Cedro del Libano con ramo rotto che andrebbe potato), dove raccogliere reperti storici dei tempi passati.      

 

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