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11 novembre 2017

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Una sessantina di Persone residenti in due palazzi diversi sono state evacuate questa mattina in via Cannobina,  quartiere Baggio di Milano.received_10214599454088564

Era stata segnalata una fuga di gas che ha portato sul posto I vigili del fuoco e un’ambulanza della Croce Verde Baggio.

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Rapina in un locale pubblico del centro di Magenta. Due uomini con il volto coperto sono penetranti oggi pomeriggio, verso le 17.30, nel bar trattoria Da Franca tra piazza Kennedy e via Roma. Locale sempre piuttosto frequentato. Hanno minacciato la titolare con un’arma per impossessarsi dell’incasso giornaliero e della collana

Quindi i due sono scappati facendo perdere le tracce. L’allarme è stato dato immediatamente e ha portato sul posto I carabinieri della stazione di Magenta insieme ai militari del nucleo operativo che stanno conducendo le indagini. Il bottino ammonta a circa duecento euro. La rapina di oggi arriva dopo una serie di spaccate notturne avvenute negli esercizi commerciali di Magenta. Una serie di episodi, l’ultimo dei quali avvenuto lunedì scorso in via Roma, nel negozio di abbigliamento Tony Boutique.

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Non è un caso che ieri sera a Borsano abbiano presentato il quadro raffigurante ‘San Martino e il povero’, opera settecentesca di autore ignoto, recentemente restaurata, di proprietà della Parrocchia dei Ss. Apostoli Pietro e Paolo. Il dipinto è raro e il restauro è stato reso possibile dai ‘portafogli’ dei settantenni del luogo, gli unici che ricordano il vecchio libro di lettura (oggi i ragazzi delle elementari hanno 18 quaderni nello zaino, oltre non so quanti libri) dov’era raccontato l’episodio di San Martino che, cavalcando avvolto nel suo mantello di guardia imperiale, incontra un povero tremante e, a quella vista, sguaina la spada e fa due pezzi del suo mantello, dandone la metà al povero.

Nella civiltà contadina c’era il proverbio: L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino, Quest’anno è durata un po’ di più. Comunque la data odierna – 11 novembre –  era quella degli sgomberi. E l’ha ricordato bene Olmi nell’Albero degli Zoccoli. ‘Fare San Martino’ significava andare via da un’altra parte in un’altra cascina…

FOTO  Quadro di San Martino, prima e dopo il restauro

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arianna

Arianna Talamona e Arjola Trimi, due ragazze che hanno vinto. Non solo nello sport, ma soprattutto nella vita. Due campionesse, con la C maiuscola. Venerdì sera al cine Teatro Agorà di Robecco sul Naviglio si è tenuta una sera speciale, voluta fortemente da quel campione di ciclismo, che oggi è consigliere delegato allo sport, Andrea Noè, alla quale hanno preso parte tantissime persone. Soprattutto ragazzini con i loro genitori. Hanno visto il film ‘I pesci combattenti’ ideato e diretto da Riccardo Barlaam giornalista del Sole 24 Ore originario di Magenta, che vive a Cassinetta di Lugagnano. Il titolo di questo film rispecchia in maniera perfetta quello che sono le due ragazze ospiti ieri sera a Robecco. Due pesci combattenti. Due ragazze che hanno lottato duramente per arrivare al traguardo.arianna1

Lo ha detto anche il sindaco Fortunata Barni: “Siamo qui a confrontarci con due ragazze che sono stare capaci di abbattere ogni barriera culturale diventando l’orgoglio dell’intera nazione. Con le loro imprese hanno fatto comprendere a tutti noi l’importanza di affrontare le sfide della vita senza lasciarsi condizionare dalla paura di fallire. Loro, più di altri, ci insegnano cosa vuol dire essere campioni. Campioni nello sport e campioni nella vita. Grazie a loro lo sport diventa un importante strumento per la trasmissione dei valori”. Due pesci combattenti, ma nel documentario di Barlaam ce ne sono altri che ieri sera non sono intervenuti a Robecco perché stanno preparando delle gare importanti. Arianna e Arjola si sono confrontate con i ragazzi e con gli adulti. Hanno risposto alle loro domande.

Chi sono? Hanno un curriculum sportivo di primissimo livello. Arjola Trimi ha vinto tre ori agli europei di Funchal e un argento ai giochi paralimpici di Rio, per citare solo una parte del suo palmares. Anche Arianna Talamona ha conquistato un oro a Funchal nei 200 misti. “Le tante trasferte fatte mi hanno portato a capire quanta fatica è necessaria per raggiungere un certo risultato – ha detto Arjola Trimi. Se poi riesci a coronare il tuo sogno con una vittoria allora tutto diventa ancora più bello”. Entrambe si riconoscono perfettamente nel titolo del film. “Con il talento si nasce – ha aggiunto Arjola – ma va coltivato. Perché senza il sacrificio e la voglia di mettersi in gioco non si ottiene nulla”. E Arianna ha aggiunto: “Il lavoro duro batte il talento, quando il talento non lavora duro. L’ho letto in un libro in cui si parlava di un campione di triathlon. Perché sport vuol di re anche abbracciare la fatica”. Alla fine della serata il sindaco Barni ha consegnato un volume che parla della storia robecchese alle due campionesse. Due esempi per tutti. Due storie da raccontare.

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palestra

Ci sono ancora infiltrazioni d’acqua alla palestra del quartiere sud di via Cardani a Magenta. Oggi pomeriggio era in programma un incontro di basket tra la Pallacanestro Magenta e la squadra di Vigevano tra ragazzi dell’età di 12 anni, ma la palestra non poteva essere utilizzata.

Per forza di cose i ragazzi, accompagnati dagli allenatori e dai genitori, si sono trasferiti a Vittuone per poter giocare. Ieri sera gli allenamenti si erano svolti regolarmente nella palestra di via Cardani.

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corbettya

L’incendio al campo rom di viale Borletti a Corbetta mi ha fatto riflettere. Ci sono essenzialmente due fatti che hanno attirato la mia attenzione (parlo al singolare perché è un editoriale e non so se è condiviso con gli altri membri della redazione). Il primo: la voglia viscerale di dare la notizia, costi quel che costi. Appena venuto a conoscenza che c’era un incendio in corso mi sono recato sul posto. Dovevano ancora arrivare i vigili del fuoco e c’era un assembramento pazzesco di auto sul cavalcavia, trafficatissimo come sempre, di viale Borletti.commenbti

Erano tantissimi coloro che avevano posteggiato a bordo strada per guardare la colonna di fumo che saliva e il campo rom che bruciava. Ma non solo guardare, ma anche fare foto e video da postare su facebook. Come sempre quando mi reco su un fatto di cronaca, del quale ancora non so nulla, per ragioni di sicurezza mi avvicino a piedi o in bicicletta per non recare disturbo. Molti passanti invece no, se ne sono fregati di recare disturbo alla circolazione e si sono dovuti fermare per fare foto e video. E’ dovuta intervenire la polizia locale per liberare il passaggio, altrimenti non ci sarebbe stato verso. Punto secondo, i commenti su facebook. L’augurio che morissero tutti gli occupanti di quell’insediamento rom è a dir poco sgradevole. Ed era questo il commento principale che ho letto scorrendo velocemente facebook. Cosa volete che vi dica. Che non sapete nemmeno quale valore ha la morte visto che vi augurate quella del ‘nemico’.

Ma chi è il nemico? Lo zingaro che vive nella baracca e che viene in casa a rubare? Per lui dobbiamo augurarci la galera, spero. Ma la morte tanto arriva anche per lui, prima o poi. Il bambino che, per sua sfortuna, è cresciuto in un ambiente degradato ed è destinato a diventare un delinquente? Alcuni ci hanno intimato di togliere quei commenti altrimenti segnaleranno la cosa a non so chi. Da parte mia i commenti possono rimanere perché riflettono perfettamente il mondo di pensare della maggior parte di noi. Che è poi dettato dall’impulsività, dalla rabbia. Inutile fingere, quelli siamo. Se assistiamo all’incendio in un campo rom l’unica cosa che ci preoccupa è che spariscano tutti e che hanno avuto quello che si meritano. Della pietà non sappiamo cosa farcene in casi come questo. E’ così. Non toglieremo i commenti. Riflettono quello che siamo. Ognuno di noi ha la possibilità di migliorarsi o peggiorare nella vita. Basta volerlo.

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