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3 marzo 2018

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Un atto di vandalismo rivolto alla Polizia locale di Turbigo. Forse commesso da una persona alla quale non è andata giù la multa che le era stata comminata nei giorni scorsi e ha voluto sfogare la sua rabbia nel peggiore dei modi. Ovvero quello di vandalizzare un bene pubblico senza pensare alle conseguenze. E’ accaduto nella notte tra venerdì e sabato quando ignoti hanno imbrattato la vetrata del comando della polizia locale con la scritta ‘Malarazza’. Hanno utilizzato dello spray rosso e, senza dubbio, si tratta di una parola rivolta agli agenti. Ieri mattina, all’arrivo sul posto di lavoro, il personale ha notato la scritta. Il comandante Fabrizio Rudoni è convinto che i responsabili, o il responsabile, verranno presto individuati e puniti coem prevede la legge. L’atto di vandalismo è avvenuto in piazza Bonomi, zona dove sono state installate delle telecamere di videosorveglianza che avranno certamente ripreso il raid vandalico dell’altra notte.

Ora i filmati verranno presi in carico dalla stessa Polizia locale turbighese che li visionerà con attenzione per arrivare agli autori della scritta. Il comandante Rudoni definisce tali persone ‘senza coraggio’, capaci solo di buttare vernice su un muro senza nemmeno degnarsi di avere un incontro con le persone che vogliono prendere di mira. Anche Rudoni pensa che il gesto sia riconducibile a qualcuno che è stato multato e che non l’ha presa bene. Le indagini della Polizia locale continuano a ritmo serrato e potrebbero chiudersi nelle prossime ore. Se da una parte la polizia locale turbighese è stata attaccata con frasi offensive, dall’altro quella di Corbetta ha portato a termine un’altra operazione dopo quella dei giovanissimi vandali identificati. Operazione che si è conclusa questa mattina al mercato cittadino. A darne notizia su facebook è il sindaco Marco Ballarini. Il sabato, da sempre a Corbetta, è giorno in cui i commercianti raggiungono la città, ma tra di loro ci sono anche parecchi abusivi.

Non ultimo c’è il problema degli immigrati clandestini che si mischiano ai regolari. La Polizia locale ha eseguito una serie di controlli a tappeto per le vie limitrofe al mercato individuando un giovane non in regola con i documenti. Il ragazzo è stato accompagnato dalla Polizia locale a Milano, nei locali della Questura, per l’avvio delle procedure di identificazione e fotosegnalamento che porteranno, ultimate le pratiche, alla sua espulsione.

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graziella

Che ne sarà dello spazio compiti a Robecco sul Naviglio? Nato per dare una possibilità ai ragazzi di essere affidati a professionisti in un locale al pian terreno del palazzo municipale, rischia di chiudere. Martedì sera i consiglieri di opposizione avevano preparato una interrogazione, ma per motivi imposti dal regolamento non poteva essere discussa in tale sede. Il consigliere del gruppo ‘Amiamo Robecco’ Christian Borsani ha però letto una comunicazione prima della seduta consiliare. Il sindaco Fortunata Barni ne ha preso atto e verrà evidentemente discussa in una apposita interrogazione per il prossimo consiglio.

Il progetto di cui si discute è stato approvato dal comune di Robecco sul Naviglio nel 2014 ed era chiamato ‘Progetto comunità possibile: possibilità per crescere” e beneficiava di un contributo economico da parte di Fondazione Cariplo, volto a dare un sostegno a giovani e giovanissimi studenti con difficoltà di apprendimento e in particolare con DSA, disturbi specifici dell’apprendimento. Tale progetto si sarebbe svolto in collaborazione con l’associazione ‘Oltre ogni limite’ partner del progetto stesso, mediante la tenuta di uno spazio compiti gestito dall’associazione stessa. “Siamo venuti a sapere che l’associazione ha incontrato una serie di difficoltà – ha detto Borsani – In particolare dovute all’inserimento di una nuova figura professionale. Come consiglieri comunali ci piacerebbe sapere se non vi erano accordi formali per l’occupazione degli spazi comunali e se l’amministrazione intenda proseguire con lo spazio compiti oltre il termine del progetto ‘Comunità Possibile’”.

Graziella Tambè, presidente dell’associazione Oltre ogni limite, aveva inviato una lettera al sindaco lo scorso 12 febbraio ed era al consiglio comunale di martedì sera. Era spaventata dalla possibilità di una eventuale rischio chiusura dello spazio compiti. “Noi siamo una associazione senza scopo di lucro – ha detto – Abbiamo 32 iscritti e avevo progetti molto interessanti per l’immediato futuro. Un percorso pedagogico e psicologico con la dottoressa Maria Baldo rivolto a ragazzi, genitori ed educatori, un altro è il teatro con la collaborazione di un professionista e un laboratorio di inglese. Ora non sappiamo cosa succederà”.

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Plazzo De Cristoforis-via 3 giugno

Continua la nostra ‘Storia delle Vie’. A Parigi, un’arteria importante nel 3° Arrondissement, porta il nome del nostro paese in memoria delle guerre d’indipendenza (31 maggio 1800 e 3 giugno 1859) che lo videro protagonista. Nell’anno internazionale della Pace (1992), il Comune insieme alla Scuola Media, organizzarono una sorta di ‘gemellaggio’ – “Turbigo à Turbigo” - con tale quartiere di Parigi. Le foto di tale evento sono ancora oggi esposte nell’atrio dell’edificio scolastico, con la targa in bronzo (fusa da Gaiera) che fu donata ai Francesi. E tutto partì dalla denominazione di questa Via…

Copia di 2 - via 3 giugno 18593 - tiragliatori4 - passaggio sul fiume - 2 giugno 18595 - turcos solivardi

139-140 – TRE GIUGNO 1859 (Via e Vicolo)

Da Via Roma all’Alzaia Naviglio fu denominata nel 1932. Nel 2003 fu murata una lapide che ricorda il passaggio delle truppe franco-piemontesi, proprio all’inizio della Via (foto 2), sul frrontone del palazzo De Cristoforis.  All’altra estremità, il conte Arese Lucini fu l’ultimo proprietario dell’Osteria d’angolo (mappale 288 del catasto lombardo-veneto), compresa tra la Via in questione e l’Alzaia, caratterizzata da un affresco al primo piano. Nel 2009, all’inizio della discesa, è stata posta una lapide che ricorda la data di escavazione del Naviglio (1177).

Della vicenda storica che ha interessato la Via abbiamo già avuto occasione di scrivere (foto 3 de ‘Le battaglie del Ticino’) in più occasioni. Riassumiamo dicendo che nella notte del 2 giugno 1859 i genieri francesi predisposero il ponte per il passaggio del fiume Ticino (foto 4). Una volta attraversato il fiume i soldati presero due direzioni: una verso il ponte sul Naviglio a Turbigo e l’altra verso quello della Padregnana. I primi scontri con gli Austriaci si ebbero sulla costa Turbigina, ma il combattimento vero e proprio si ebbe nella piana dell’Arbusta con i turcos (foto 5) che si lanciarono all’attacco gridando furiosamente.

Centinaia i morti, tra cui il capitano Vanechout (foto 6), che riposa nel cimitero turbighese. Recentemente è sorta un’associazione che tramanda la fatidica data, un gruppo di appassionati che si è fatto carico di allestire un ‘Museo del Risorgimento’ nei locali dell’ex palazzo comunale di Via Roma, 1.

Infine, ricordiamo che anche Robecchetto ha una Via – che risale dalla valle – denominata ‘3 giugno 1859’, mentre il vicolo turbighese, a sinistra verso il Naviglio, fu denominato nel Consiglio Comunale del 28 giugno 1952.

6 - Vanechout originaleparis

FOTO 1 – In evidenza, la Via 3 giugno sottesa al palazzo De Cristoforis; 2 – La lapide murata sul frontone del palazzo; 3 – Copertina de ‘Le battaglie del Ticino’; 4 – Il passaggio del fiume; 5 – Il ‘turcos’ trovato da Ermanno Solivardi raffigurato sul soffitto a cassettoni di un’abitazione d’angolo tra Via Fredda-Via Matteotti; 6 – Il luogo in cui fu ferito a morte il capitano Vanechout, 7 – Il manifesto della mostra parigina del 1992

 

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