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1 agosto 2017

amianto

Ha suscitato non poca preoccupazione, da parte del Movimento Popolare Dignità e Lavoro, il ritrovamento di una quantità enorme di amianto nell’area della stazione ferroviaria di Magenta. In un luogo accessibile a chiunque il Movimento, noto per avere sollevato il grave problema della presenza di amianto nell’area ex Novaceta, trovando gli imballaggi in buono stato si è posto alcune semplici domande. Da dove arriva tutto quell’amianto? Per quale motivo si trova in quel punto? sono state eseguite tutte le procedure di legge? Le autorità sono state avvisate?amianto1

Abbiamo contattato le Ferrovie dello Stato che ci hanno fornito delle risposte. “La rimozione del materiale . spiegano – rientra tra le attività previste, attualmente in corso, per il potenziamento tecnologico della Torino – Padova. La rimozione avviene tramite impresa qualificata e con le necessarie prescrizioni, per impedire la liberazione nell’aria delle fibre contenute in alcune parti del pietrisco ferroviario rimosso. Il Piano di Lavoro è stato trasmesso preventivamente alla ASL competente”.

Aggiungono inoltre che il materiale rimosso è stato confezionato in appositi contenitori (big bags) certificati e idonei ad impedire l’emissione di fibre. “Si sta procedendo con il prelievo e lo smaltimento a norma di legge – concludono – con società in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa ambientale (termine attività previsto entro fine agosto)”.

 

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borsa

Una donna resiste agli scippatori costretti a scappare a mani vuote. Lei si ferisce, ma per fortuna in maniera non grave, anche se le cose sarebbero potute andare molto peggio. Sabato sera, verso le 21.30, una signora di 51 anni di origini peruviane si trovava a Vittuone in visita ai nipoti e si stava incamminando lungo via 4 Novembre. Ad un certo punto è stata avvicinata da una moto di colore nero sulla quale c’erano due persone intenzionate a scipparla.

La moto ha accostato e uno dei due a bordo ha allungato il braccio per strapparle la borsa. Il conducente ha accelerato repentinamente convinto di riuscire a portare via il bottino. La donna però non ha mollato la presa. Ha resistito in maniera coraggiosa finendo a terra, ma riuscendo a trattenere la borsa. Ai malviventi non è rimasto altro da fare che fuggire lasciando la donna ferita a terra.

Sono stati allertati i carabinieri per le ricerche della moto nera con i due scippatori a bordo. Nel frattempo la signora è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Fornaroli di Magenta per la medicazione delle abrasioni subite. Ne avrà per qualche giorno.

 

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finley2

disco radioUna nota negativa bisogna sottolinearla, Francesco Colombo non ha offerto da bere ai giornalisti e fotografi presenti. Battute a parte, i Finley e in seguito Disco Radio, hanno fatto “ballare” i 4000 fans presenti decretando il successo della Serata della Festa Patronale Arconatese.

Grande emozione pre gli organizzator, Federica Pravettoni e Alessandro Torretta, della consulta giovani e Francesco Colombo presentatore della serata. Riportiamo il suo post scritto appena terminata la serata: Questa foto è il miglior ringraziamento possibile dopo 3 mesi passati a organizzare la nostra Festa patronale. Dietro questa foto c’è tutta la fatica e l’impegno per rispettare tutte le nuove misure di sicurezza, le giornate di lavoro con Federica Pravettoni e 20476071_10213710568782669_379484291664879794_nAlessandro Torretta, il lavoro quotidiano con sponsor, fornitori, artisti, tecnici e uffici comunali. Ma la cosa più bella che mi rimane, e mi rimarrà per sempre comunque vada a finire questa avventura, è il cuore degli oltre 50 volontari che gratuitamente ci danno una mano. I sindaci passano, gli assessori passano, ma il cuore di questa gente e il legame magico che si è creato in questi anni non passerà mai. GRAZIE!!!

Il video dei ringraziamenti della serata:

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nene

Non c’è pace per i commercianti magentini. Lunedì ci hanno comunicato sulla pagina facebook ‘Sei di Magenta se segui CAM…’ che era stato appena commesso un altro furto nel pieno centro della città. Questa volta ai danni della gelateria NeNe di via Volta, locale inaugurato lo scorso 27 maggio. Ignoti hanno sfruttato il giorno di chiusura della gelateria per rubare.

Sembra incredibile che possano avere agito indisturbati in un orario compreso tra le 12 e le 13 in via Volta, vicinissimo a piazza Liberazione.nene1

Eppure i ladri hanno avuto il tempo di sollevare la cler, rompere la porta di ingresso e rubare il denaro rimasto in cassa. Ancora da quantificare, ma certamente una cifra che non arriva al centinaio di euro. I ladri sono così scappati facendo perdere le tracce. Irene, la titolare della gelateria, è sconcertata per quello che è successo.

Ci si chiede se almeno la telecamera che inquadra la zona possa avere ripreso qualcosa.

Un uomo passando da via Volta si è accorto che c’era qualcosa che non andava, ma ormai i ladri erano lontani. Sono giunti sul posto Polizia locale e Carabinieri per l’avvio delle indagini.

 

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Merkel figona

TURBIGO – Il nostro paese è stato l’ultimo Comune di residenza, per cui abbiamo potuto scoprire come si chiamasse: Simone. Era scomparsa dalle nostre strade da alcune settimane e abbiamo saputo casualmente che era morta in solitudine all’ospedale di Somma Lombardo. Chi scrive la vedeva camminare nel Turbigh in Giò e si era accorto che qualcosa non andava. Il passo non era più sciolto, a volte barcollava, i lunghi capelli non erano più curati erano diventati ispidi, il viso era smunto. Il suo percorso giornaliero era dalla ‘Caffetteria di Turbigo’, dove trovava sempre qualcuno che gli pagava un caffè, corretto grappa, per poi raggiungere il bar della ‘Bocciofila’, dove faceva qualche lavoretto e racimolava qualcosa da mangiare. L’avevano soprannominata la ‘Merkel’, perché tedesca. Ignoto il luogo dove dormisse, anche se è probabile che fosse in una qualche casa abbandonata nell’area del Ponte di Castano, dove abbiamo avuto occasione di incrociarla. Non salutava, non sorrideva da tanto tempo, abbassava gli occhi.

Classe 1961, maturità alberghiera, sposata con un italiano in Germania (per cui aveva acquisito la nostra nazionalità) era arrivata in Italia insieme al coniuge che presto l’aveva abbandonata. Da separata arrivò a Turbigo in compagnia di un altro uomo che presto si stufò di lei. Rimase sola, con niente da dare e da fare, in cerca di un’umanità che è sempre più rara, anche se qualche barlume è ancora rintracciabile nei nostri paesi. Non certamente nelle istituzioni, che devono essere ‘autorizzate’ per essere umane! Non chiese mai niente a nessuno, non allungò mai la mano. Rimaneva in attesa della benevolenza dei pochi che conoscevano la sua fatica del vivere. Vagabondava da un posto all’altro, a piedi, mantenendo quella dignità che ci ha spinto ricordarla.   

 

FOTO Simone intenta ad attraversare la piazza ‘Madonna della Luna’

 

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