Home Daily Archives
Daily Archives

9 maggio 2018

IMG_3116

VARALLO SESIA –  Nel nostro giro della Valsesia, di tanti anni fa (11 novembre 2004, foto) avevamo messo in prima linea la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Varallo, dove sul tramezzo della chiesa compaiono quelle ‘Storie della vita di Gesù’, opera ‘eccellentissima’ di un pittore che la Regione Piemonte ed altri enti hanno deciso di mettere in mostra quest’anno. Un modo per far conoscere al mondo un pittore che è rimasto ai margini del Rinascimento, ma non per questo è stato meno ‘grande’. Il fatto che Gaudenzio non sia passato da Roma e Firenze, ma scelse di restare nella sua terra, tra la sua gente, non è un titolo di demerito. Anzi, oggi la gente deve venire qui, varcare la Sesia, per conoscere questo grande rappresentante del Rinascimento del Nord… dopo cinquecento anni.  

FOTO ‘Storie della vita e della passione di Gesù’ nella chiesa di Varallo Sesia (1513)

IMG_3122

9 maggio 2018 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Cuggiono (MI) 04/05/2018Villa Annoni Esf 2018 protagonisti della fotografiaNella foto :

Venerdì 4 maggio, la pioggia battente non ha tenuto a casa gli appassionati di fotografia, che sono convenuti numerosi alla Villa Annoni di Cuggiono per assistere alla inaugurazione della plurimostra EsF Esperienze fotografiche, giunta alla sua quarta edizione.

Da un’idea vincente del Collettivo Talpa di Cuggiono, che ha voluto quattro anni fa riunire gli appassionati e i gruppi fotografici della zona in una manifestazione non competitiva, per valorizzare i luoghi del territorio, è nata EsF. Ospitata nella splendida cornice della villa Annoni, questa manifestazione unica , è cresciuta negli anni , ottenendo sempre più riconoscimento dai Comuni dei gruppi partecipanti, il cui patrocinio, unito a quelli di Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Fondazione per Leggere, Fondazione Cariplo, Parco Ticino e al contributo di numerose aziende sponsor, hanno reso la manifestazione di quest’anno ancora più ricca di eventi.

I protagonisti di quest’edizione , oltre al Collettivo Talpa e al Gruppo Artistico Occhio di Cuggiono, sono i gruppi: The Framers di Gaggiano, Scattografiamo di Bareggio, ObiettivaMente di Arluno, Le Cascine di Oggiona S.Stefano, Chiaroscuro di Busto Garolfo e Il Tavolo Fotografico di Turbigo.

IL tema di quest’anno è “ I non Luoghi”, un termine introdotto nel 1992 dall’antropologo francese Marc Augè , nel suo libro “Non-lieux.Introduction à une anthropologie de la surmodernitè”. Il termine italiano, registrato come neologismo nel 2003, ora è accolto nei lessici di tutti i vocabolari italiani.

Marc Augè definisce “ non luoghi” tutti quegli spazi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici. Fanno parte dei non luoghi sia le strutture necessarie per la circolazione accelerata delle persone e dei beni (autostrade, stazioni ), sia i mezzi di trasporto, i centri commerciali gli outlet, i campi profughe,le sale d’aspetto, le stazioni di servizio, i campi sportivi, gli ascensori eccetera. Spazi in cui milioni di individualità si incrociano senza entrare in relazione, sospinti o dal desiderio frenetico di consumare o di accelerare le operazioni quotidiane o come porta di accesso a un cambiamento (reale o simbolico). Un tema non facile, soprattutto se da sviluppare rimanendo legati al territorio di appartenenza, ma che tutti i gruppi partecipanti hanno saputo rendere con tecniche fotografiche e interpretazioni diverse, mai banali e, a volte, anche ironiche e surreali.

Oltre alle mostre dei gruppi, la manifestazione prevede serate gratuite a tema fotografico, tenute da esperti dei vari circoli partecipanti: un’occasione per approfondire tematiche legate al mondo della fotografia rivolte a tutti, anche a chi fotografo non è, ma ha un interesse artistico/culturale. Questi incontri,che si svolgono in villa Annoni, iniziati domenica 6maggio con Marzia Rizzo che, per The Framers ha parlato di come costruire un portfolio,proseguiranno nei giorni di martedi 8, giovedì 10, martedì 15, giovedì 17,sempre alle ore 21 e termineranno domenica 20 maggio alle ore 15,30.

La plurimostra in villa Annoni sarà aperta nelle giornate di: sabato 5/12/19 maggio e domenica 6/13/20 maggio, dalle 10/13 e dalle 15/18,30 .

9 maggio 2018 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Cuggiono

CASTELLETTO – Bisogna avere una certa età per ricordare che, una scena dell’Albero degli Zoccoli, il famoso film di Ermanno Olmi – che descrive la vita grama in una cascina bergamasca della fine dell’Ottocento – fu girata proprio a Castelletto di Cuggiono. Percorrendo un corto pertugio i protagonisti scendevano sulla sponda sinistra del Naviglio Grande e salivano su un barcone che li avrebbe portati a Milano. Il regista dell’Albero degli Zoccoli, girato nel 1978, in dialetto bergamasco e poi tradotto, è morto da pochi giorni all’età di 86 anni. Ha descritto la civiltà contadina del tempo che fu. Dal mio archivio mentale, ricordo un vecchio che insegnava al nipote come far crescere i pomodori: gettare lo ‘sporco’ delle galline, appena prima della nevicata, nell’orto (di notte, senza farsi vedere dagli altri contadini) e piantare le pianticelle vicino al muro (avrebbero mutuato il calore)…così si anticipava la crescita e si potevano vendere al mercato una settimana prima degli altri.

 FOTO In questa opera di Giannino Grossi (1932) si vede il luogo che entrò nel film di Ermanno Olmi. ‘L’Albero degli Zoccoli’ (1978). I locali si lanciarono alla riscoperta del sito, com’ è avvenuto anche recentemente con Checco Zalone per il film ‘Che bella giornata’ del 2010, girato anch’esso sulle rive del Naviglio

9 maggio 2018 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Belluco e ossa di cavallo lanoso

TURBIGO – Dopo il dente di squalo rinvenuto in Lomellina a documentare il tempo in cui la Pianura Padana era ricoperta dal mare Adriatico, il 16 agosto 2005 il signor Belluco (turbighese doc, ma residente a Castano) ha rinvenuto – nel tratto del Ticino compreso tra i Tre Salti e la Casa delle Barche, la stessa zona in cui è stata rinvenuta anche la spada celtica in rame – la tibia fossile di un cavallo lanoso risalente all’ultima glaciazione (15-25mila anni fa), della lunghezza di 38 centimetri e del diametro all’incirca di 14. Il ritrovamento è stato portato all’attenzione dell’Università della Bicocca di Milano che ne ha certificato l’attribuzione alla cosiddetta glaciazione del Wurm, quando le lingue dei ghiacciai arrivavano fino alla pianura scavando gli alvei dei laghi glaciali (Maggiore).

Alla stessa università, come abbiamo scritto, è in studio anche la spada celtica, rinvenuta ai Tre Salti da un ragazzo turbighese nel febbraio 2017, conficcata nell’alveo. Un’offerta rituale si dice, di un bene prezioso, una sorta di rito della fertilità di chi ha attraversato il nostro territorio prima di noi qualche migliaio di anni fa.

IL SOTTOSUOLO MISTERIOSO – D’altra parte la Pianura Padana è una conca compresa tra l’Appennino e le Alpi, che si allunga per quasi 400 Km, resa pianeggiante – dopo la scomparsa di un ramo del mare Adriatico, diventato mare-siccum, un mare diventato secco, in quanto chiuso, dove le acque evaporarono – dal riempimento operato dalle diverse fiumane, che portavano con sé ghiaie e fango. I fiumi provenienti dalle Alpi e dagli antichi ghiacciai scendendo e percorrendo le vallate raggiunsero l’alta pianura tra Merate e Gallarate, costruendo le grandiose colline moreniche che abbelliscono tuttora il paesaggio della Brianza.  Il fondo della nostra conca è costituito da argille e sabbie finissime, ricche di fossili marini dell’antico mare, conchiglie e coralli che hanno lasciato i loro gusci sminuzzati.

Testimonianze dell’ultimo mare, che occupò l’intera conca arrivando sino a Bergamo-Varese-Ivrea da una parte e alle falde appenniniche dall’altra, nel periodo che i geologi chiamano Pliocene. Ed è quello che è stato trovato a circa 200 metri (più o meno al livello dell’attuale mare) scavando i pozzi nel territorio turbighese. Difatti, nel 1987, è stata trovata acqua con idrogeno solforato, dal caratteristico odore di uova marce, in un pozzo trivellato nelle vicinanze della Scuola Media: soluzione tipica della decomposizione di materiale organico in ambiente marino. Ma prima ancora,  nel 1975, l’Agip, a 6642 metri di profondità – sempre a Turbigo –  individuò un giacimento di petrolio che in seguito fu chiamato Villafortuna con pozzi in territorio di Robecchetto con Induno e a Trecate.

 FOTO Il signor Belluco con in mano la tibia del cavallo lanoso 

9 maggio 2018 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest